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martedì 18 luglio 2017

Pensieri in libertà



IUS SOLI
Finalmente è stato accantonato. I telegiornali propongono sempre interviste ai leaders dei vari partiti. Tra questi, come i cosiddetti cavoli a merenda, c’è un certo Fratoianni, portato sempre in primo piano. Mi piacerebbe sapere chi è, di che cosa è leader e quanti zero virgola rappresenta. Avranno ragione i giornalisti che lo intervistano e forse sono io troppo ignorante delle cose nostrane.

ENORME AFFLUSSO DI TURISTI STRANIERI
Mi rincuorano le notizie che arrivano sul fronte del turismo, relative al forte incremento di turisti stranieri in visita in Italia. E’ ossigeno puro per i nostri albergatori, commercianti e operatori turistici della penisola, le cui casse asfittiche stavano per esalare l’ultimo respiro. Ma improvvisamente mi attanaglia un dubbio più che amletico, diabolico: verranno a visitare le incomparabili bellezze del nostro Bel Paese o spinti dalla curiosità di come i nostri politici l’hanno ridotto?

CLANDESTINO ACCOLTELLA UN POLIZIOTTO
Non ho nulla contro le tante migliaia di poveracci che rischiano la vita per un sogno che mai si avvererà. Sono incazzato, invece, per il fatto che debbano sbarcare tutti in Italia e per questo andiamo a prenderli a casa loro, per arricchire gli affaristi delle cooperative che nascono come funghi, i burattinai delle Ong il cui ruolo rimane oscuro, incrementando un commercio di esseri umani, vittime domani di caporali senza scrupoli. Poi se uno di questi “migranti”, con precedenti per lesioni, colpito da ordine di espulsione, non solo resta in Italia ma accoltella un poliziotto, salvo solo perché riparato dal giubbotto antiproiettile, viene soltanto arrestato, allora io mi incazzo ancor di più. Perché tra pochi giorni, nell’Italia boldriniana dell’integrazione, quel potenziale assassino sarà di nuovo libero. In Francia lo avrebbero subito seccato e avanti un altro, in Italia non si usa, altrimenti sono guai per il malcapitato poliziotto.

A PROPOSITO DI FEMMINICIDI
Cresce sempre più il numero delle donne ammazzate, generalmente, da mariti, amanti, compagni e amici. Nel 90 per cento dei casi la causa è la gelosia. Il Parlamento pensava di aver trovato la soluzione al problema raddoppiando le pene. Il risultato è stato, addirittura, inverso: più pene = più delitti. Si troverà una soluzione all’ormai quasi noiosa notizia di una donna al giorno ammazzata? Forse saranno triplicate le pene? Qualcuno ha mai pensato di cominciare a cambiare la testa degli italiani? Sarà difficilissimo, perché ci portiamo dietro un retaggio maschilista millenario cui nessuno di noi, forse, è esente. Ma per cambiare questa testaccia marcia bisogna iniziare dalla scuola materna, altrimenti è inutile, perché per l’uomo la donna sarà sempre un giocattolo che non può appartenere ad altri.

IL BUGIARDINO
Non quello nelle scatole dei medicinali. Anche lui se ne è accorto, e adesso dice che bisogna mettere un freno agli sbarchi. Questo individuo è un bugiardo cronico con il naso sempre più lungo. Prima, per motivi elettorali, li ha portati tutti in Italia, adesso – sempre per gli stessi motivi – dice che bisogna aiutarli a casa loro. E intanto continuano ad arrivare navi cariche di poveri cristi, che il bugiardino si era impegnato a far approdare in Italia. E se lo dice la Bonino, io credo a lei. Ancora non si rende conto, questo arrogante sfrontato, che oltre ad aver rovinato il suo partito, ha messo in ginocchio l’Italia. Ma il tempo scade per tutti e la resa dei conti è vicina… lo dico serenamente.

IL NONNO
E per ultimo un pensiero per nonno Silvio. Caro amico, goditi quei pochi ultimi anni che il Padreterno ti concede (o hai intenzione di metterti d’accordo anche con lui, visto che è fallito quello con il figlio, meglio conosciuto come Patto del Nazareno?). Goditi i nipoti, i figli, goditi anche la visione di bellissime ragazze di cui ti puoi circondare (all’età tua e nelle tue condizioni puoi solo guardarle), goditi le bellezze della natura e dell’Italia. Te lo dice uno che ha qualche anno meno di te e gli acciacchi non gli mancano. Lascia stare la politica e il potere, passa la mano ai giovani. All’età nostra non possiamo fare niente di costruttivo per il nostro Paese (io ancora di meno perché sono in Bulgaria per vivere con un po’ di decoro). Potremmo dare ai giovani la nostra saggezza, frutto delle esperienze vissute, ma non l’accetterebbero mai, perché anche loro vogliono sbagliare da soli.

mercoledì 9 marzo 2011

Ma questi massacri in Libia chi li ha visti?

Il meraviglioso popolo di internet sta mettendo a dura prova i trentennali regimi arabi. I primi due, Tunisia ed Egitto, sono già crollati e il terzo è ancora in bilico perché la situazione interna e gli armamenti glie lo permettono, ma presto cadrà anche quello libico di Gheddafi. Mi auguro che il tam-tam dei social network, appoggiato dalla popolazione, continui imperterrito e si estenda a tutti i popoli che vogliono cacciare i propri tiranni; non sarà facile, ma i primi risultati stanno dando buoni frutti. Non ho dubbi che tutta questa gente, che scende in piazza anche a farsi ammazzare, aneli sinceramente alla libertà, alla democrazia e a migliori condizioni di vita. Nutro molti dubbi, invece, sulla maturità sociale di popoli abituati per secoli a chinare la schiena, che probabilmente avranno nel loro prossimo salvatore il futuro tiranno.
La cosa che più mi ripugna, tuttavia, è l'atteggiamento falso e moralistico di Europa e Stati Uniti. Hanno seguito le crisi tunisina ed egiziana, dapprima affacciati al balcone per vedere come sarebbero andate le cose, poi – vista la piazza che avanzava sempre più – hanno preso posizione aperta invitando prima Ben Ali e poi Mubarak a lasciare il potere, perché i loro interessi, oramai, li avrebbero trattati con i futuri vincitori.
Con Gheddafi si sta ripetendo il ritornello. Voglio ricordare che il rais è stato considerato per tanti anni, giustamente, un assassino terrorista e radiato dal consesso internazionale. Poi, negli anni, l'atteggiamento di Gheddafi è cambiato fino a riconoscere e risarcire lautamente le vittime della famosa strage dell'aereo della Pan American che aveva fatto esplodere a Lockerbie. Il lupo si è travestito da agnello. Ben felici, tutti gli Stati, di poter riprendere i vecchi rapporti commerciali con l'ex assassino terrorista, anzi cercando negoziazioni e vie preferenziali rispetto ad altre nazioni. Lungi da me difendere questo abietto individuo, mi corre l'obbligo, però, di approfondire l'argomento e fare alcune considerazioni.
Europa e Stati Uniti, di pari passo, hanno seguito attentamente gli avvenimenti, con prudenti accenni e avvertimenti alla calma e alla pacificazione, proseguendo poi con velate minacce a Gheddafi non appena Bengasi e poi altre località sono cadute in mano agli insorti. Giornalmente apprendiamo, dai giornalisti della stampa e televisione internazionali, di bombardamenti, raid aerei sulle popolazioni e sulle località strategiche per il regime. Prima ancora si è parlato di migliaia e migliaia di morti e fosse comuni. Dalle descrizioni e dalle notizie dei telegiornali si desume che dovrebbe trattarsi di una tragedia immane.
Europa e Stati Uniti, insieme alle Nazioni Unite, stanno studiando il modo di bloccare questo eccidio, probabilmente creando una no-fly zone e altre sanzioni. Forse io non seguo adeguatamente i telegiornali, ma risulta a qualche lettore di aver visto mai una volta che in televisione si siano visti questi mitragliamenti e bombardamenti aerei di cui danno notizia? così come qualche centinaio (non dico migliaia) di morti per le strade? o tutte queste fosse comuni? (le uniche di cui abbiamo avuto notizia si sono rivelate una bufala). Mi dispiacerebbe moltissimo ma vorrei essere smentito da qualche lettore che questi eccidi e queste migliaia di morti li ha visti; eppure, con la tecnologia odierna, non è possibile o è molto difficile filmare queste scene? basterebbe un cellulare. Di sicuro, ed è quasi fisiologico, qualche migliaio di morti ci saranno, ma migliaia vuol dire proprio tanti.
Arrivo alla conclusione. E' stato invaso l'Iraq, qui con migliaia e migliaia di morti, iracheni militari e civili, americani, inglesi, italiani e della Nato, per abbattere un dittatore che avevano descritto il terrore del mondo, con armi inesistenti di distruzione di massa, e invece alla fine si è rivelato la solita tigre di carta. Questa azione ha innescato una miccia che sta sconvolgendo mezzo mondo. E' morto il dittatore, è proliferato il terrorismo. Non vorrei che le notizie provenienti dalla Libia siano gonfiate ad arte per autorizzarne un'eventuale invasione, onde liberare la popolazione dal dittatore assassino, che potrebbe anche avere armi nucleari. Questo potrebbero raccontarci. Al dramma degli sbarchi a Lampedusa aggiungeremmo la tragedia della guerra, questa volta a una scorreggia da casa nostra.   

domenica 28 novembre 2010

La grande distribuzione a Pazardjik


Circa venti anni or sono, al corso per l'iscrizione al REC (Registro Esercenti il Commercio). un relatore che spiegava la parte merceologica, ci avvertiva dei rischi che i piccoli esercizi commerciali alimentari avrebbero corso non appena la grande distribuzione avesse invaso il mercato. Me ne resi conto personalmente dopo circa due anni, quando a cento metri dal mio esercizio aprì un supermercato GS. Gli incassi giornalieri subirono nel giro di un anno un crollo verticale e la stessa cosa successe ad altri esercizi commerciali a carattere familiare che stavano nei dintorni; i più deboli chiusero, altri dovettero diversificare l'attività e specializzarsi in un particolare settore merceologico.
Temo che, dopo venti anni, la stessa situazione si verificherà molto presto a Pazardjik. Quando, nel giugno 2006, arrivai in questa città di circa centomila abitanti, c'era soltanto un supermercato della catena Billa e un altro più piccolo che si chiama Tarita. Da allora, progressivamente e nell'ordine, hanno aperto i battenti Kaufland, Plus, Penny e, il 25 scorso, ha aperto anche Lidl. Quest'ultimo, che ha iniziato l'attività con una promozione per i primi quattro giorni, sta creando non pochi problemi di viabilità e ordine pubblico. Per il terzo giorno consecutivo è possibile entrare soltanto facendo una lunga fila esterna per evitare le liti già avvenute il primo giorno. Migliaia di persone escono cariche di buste, come ancora non avevo mai visto.
Qualche volta ho provato a fare previsioni a lunga e media scadenza. Un paio di anni fa, in uno dei miei post, avevo pronosticato la scalata al Colle di Gianfranco Fini, ci stiamo accorgendo tutti che fine ha fatto la mia ipotesi.

La prima impressione che si ha della città di Pazardjik, per chi vi arriva per la prima volta, è che ci siano più negozi che abitanti. A questi vanno aggiunti quei poveri cittadini che, avendo l'orticello, cercano di arrotondare la misera pensione, vendendo per strada i prodotti che coltivano: patate, miele, marmellate, pomodori, cetrioli, mele, latte, ecc. Ho assistito, in questi due anni di crisi, all'apertura e chiusura di tantissimi negozi che cercano invano, nel commercio, di trovare una soluzione per arrivare a fine mese o migliorare la propria condizione economica.
Oggi stiamo assistendo anche qui ai risvolti della globalizzazione. La grande distribuzione si scanna per acquisire la clientela, con danni molto relativi, ma presto fagociterà tutti i piccoli commercianti che già faticano a pareggiare i conti. Anche la Bulgaria, come le altre nazioni dell'est, così come noi tanti anni fa, inizia a conoscere l'altra faccia della libertà, del capitalismo, del consumismo e del libero mercato.
Anche questa volta mi auguro di sbagliare le lugubri previsioni, ma l'esperienza mi suggerisce che sarà molto dura per i piccoli commercianti. Auguri a chi resta in piedi.

lunedì 9 agosto 2010

In Bulgaria continua la riabilitazione

Pubblichiamo con soddisfazione la notizia tratta da Radio Vaticana di oggi 9 agosto. Prosegue senza sosta il cammino della Bulgaria verso la piena integrazione all'Europa e il ripudio di 50 anni di forzato regime comunista.


La Bulgaria riabilita la memoria dei religiosi 
vittime delle purghe comuniste

In Bulgaria prosegue il percorso di riabilitazione della memoria delle vittime delle purghe perpetrate dal regime comunista ai danni della Chiesa Cattolica. Nel corso della sua seduta del 28 luglio, su proposta del deputato Latchezar Tochev (Coalizione blu, destra), la Camera dei deputati ha adottato tre emendamenti alla legge sulla riabilitazione politica e civica delle persone vittime di repressione, votata il 25 giugno 1991.

domenica 1 agosto 2010

Un amore Fini-to male

IL PRIMO AMORE

Egregio Presidente della Camera dei Deputati, pur non interessandomi particolarmente di politica, tuttavia nel mio blog, per ammazzare il tempo da pensionato, mi sono permesso fare qualche articolo su di Lei, perché ero orgoglioso che il leader che ho votato per tanti anni, fosse finalmente arrivato a una carica istituzionale così prestigiosa, addirittura avevo scritto nel febbraio 2009, che questa carica sarebbe stata la rampa di lancio per il Colle: avremmo avuto finalmente un Presidente giovane e carismatico. La fusione di An con il Pdl è stato il collante per una vittoria schiacciante sulla nostra sinistra progressista e giustizialista.

martedì 1 giugno 2010

Viste, sentite e pensate

Stefano Fassina, responsabile economia e lavoro del Pd, intervistato dal Tg1, esprime il suo dissenso sulla manovra della Finanziaria: “Va riscritta da cima a fondo”.

Quando andrà al governo il Pd, l'on. Fassina avrà finalmente l'occasione per poter far conoscere agli italiani tutti la luminosità del suo cervello e la superiorità della sinistra italiana; per adesso si accontenti di quel poco che esce dai poveri cervelli di un governo democraticamente eletto dal popolo sovrano.

Ho visto con piacere come Ivan Basso ha vinto ieri il Giro d'Italia: da vero campione. Credo che due anni di squalifica per doping abbiano maturato questo ciclista e gli abbiano fatto rimpiangere il tempo perduto. A cosa serve doparsi se si è forti comunque? E poi vuoi mettere la soddisfazione di vincere sapendo di essere pulito dentro e fuori? Auguri per il tuo futuro, Ivan, continua così e diventerai il beniamino degli italiani in Italia e all'estero. E che dire del mio corregionale Vincenzo Nibali? Visti i sette anni che lo dividono da Basso, penso che sarà il campione del domani. Sempre pulito, però, caro Vincenzo... impara dall'esperienza di Basso!

A Crispano (Napoli) sono arrivati i marziani? Bohhh... E' la notizia che davano ieri tutti i telegiornali. Molti cittadini intervistati hanno confermato l'accaduto. Un dubbio mi assale: perché abbiano scelto proprio Napoli per la loro sortita extraterrestre. Potevano andare a vedere cosa sta succedendo nel Golfo del Messico, ma forse hanno preferito constatare a che punto stiamo con la famosa “monnezza” di bassoliniana memoria.

A proposito del Golfo del Messico, dopo quasi un mese e mezzo dall'inizio della catastrofe ambientale, la situazione peggiora sempre di più. Nella patria della scienza e della tecnologia non si riesce a tappare una falla che sta inquinando mezza America. Viene da chiedersi se sia la natura a volersi vendicare, la colpevole incompetenza tecnica degli uomini addetti, o la fallacità della scienza di fronte ad eventi neanche tanto difficili, sulla carta, a cui porre rimedio. E se al posto di una falla in un pozzo di petrolio fosse scoppiata un'atomica o una centrale nucleare? Stiamo distruggendo il pianeta senza aver prodotto l'antidoto a questa catastrofe. Visto che siamo in grado di arrivare sulla Luna, non sarebbe prudente avere utili informazioni sulla sua abitabilità?

Un'ultima rispettosa considerazione sull'ex Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Caro Presidente, lei è stato - per me - uno dei migliori, insieme a Pertini, della nostra storia repubblicana. E' stato colui che ha rispolverato la parata militare del 2 giugno, è stato colui che ha dato nuova linfa all'amore sonnacchioso per la nostra bandiera, cui ci aveva abituato la sinistra, ha svolto il suo settennato, a differenza del suo predecessore Oscar Luigi, bilanciando la sua saggezza ed esperienza super partes; pur essendo di sinistra non si è mai iscritto ad alcun partito e si è ritirato onorevolmente andando ad occupare lo scranno di senatore a vita che spetta di diritto a tutti gli ex-Presidenti. Vorrei ricordarle, caro Presidente - sempre rispettosamente – che anche lei fa parte della casta, e ha diritto a tutti quei privilegi, vitalizi e lauti benefici che i parlamentari tutti e di tutti i colori, anche scaduti da anni, continuano ad avere dallo Stato vita natural durante, a spese sempre del solito ortolano.
Mi rivolgo a lei, signor Presidente, perché ho letto le inquietanti notizie che ha voluto rivelare a “Repubblica”, dopo le precedenti sparate di Veltroni e del procuratore Grasso, e cioè che vi sono stati negli anni dal '92 al '93 tentativi da parte di forze occulte ma non tanto, visto che gli indizi portano a Forza Italia e Berlusconi, di sovvertire l'ordinamento dello Stato, in pratica un colpo di Stato. Mi nasce spontaneo – nella mia ignoranza di cittadino qualunque – un dubbio: come mai, se questo tentativo c'è stato, ce lo ha voluto nascondere fino adesso comunicandolo solo oggi a un giornale? E solo oggi i galli, tutti insieme, escono dal pollaio a starnazzare? E non avevate forse, sia lei allora Presidente del Consiglio che Oscar Luigi Presidente della Repubblica, i mezzi e l'autorità per avere notizie più precise di quelle “sensazioni”? E se c'era stato questo tentativo perché non sono mai state fatte indagini allora, non è stato debellato e comunicato agli italiani? Ho l'impressione, signor Presidente, che l'età e quei vecchi marpioni del Pd e di “Repubblica” le abbiano messo in bocca frasi che lei non ha mai pensato. Perché se così fosse, sia lei che gli accoliti che “cianciano” solo adesso, sareste colpevoli quanto i presunti golpisti, perché ci avete taciuto la verità per diciassette anni. Un'indagine scrupolosa è doverosa perché vengano puniti i colpevoli, che siano essi i veri golpisti o i millantatori. In qualsiasi altra nazione cadrebbero delle teste, ma, come sempre nel nostro bel paese, tutto finirà a tarallucci e vino. Temo, in questo momento, per la mia testa, perché alla fine qualcuno dovrà pagare, e mi riferisco sempre al solito ortolano...

giovedì 13 maggio 2010

Perché i bambini spesso si salvano?


A Tripoli, in Libia, un aereo si schianta in fase di atterraggio: 104 morti. Unico sopravvissuto Rubens, un bambino olandese di nove anni. In una delle tante tragedie che accompagnano la nostra vita quotidiana, si apre tra gli esperti l'interrogativo sul perché molto spesso nelle grandi tragedie sono i bambini a salvarsi.

Non so se costoro saranno in grado di spiegare l'arcano. Oggi la scienza e la tecnologia hanno bisogno di risposte e certezze per ogni accadimento. Un esperto inglese ha ipotizzato che siano i sedili a salvare i bambini. Può essere una valida ipotesi. Forse altri esperti daranno motivazioni differenti a questo interrogativo, tutte accettabili e tutte plausibili. Mi auguro che tra questi ce ne sia qualcuno che, umilmente, sappia anche riconoscere la volontà di un destino, di un Essere Supremo, che si chiami Angelo custode o si chiami Provvidenza... Così... un'ipotesi che vale l'altra...

venerdì 9 aprile 2010

La Bulgaria si adegua all'Europa

Sì, sicuramente. Nel costo della vita, almeno, la Bulgaria gradatamente si sta avvicinando all’Europa comunitaria. Nell’ambito di una piccola città come Pazardjik, dove risiedo, nell’arco di tempo che va da metà 2006 ad oggi, ho potuto constatare un aumento medio nella spesa giornaliera di circa il 30%, ma quasi certamente è maggiore in altre città più grandi.
E’ indubbio che il pensionato italiano, sfuggito ai salassi nostrani, risenta ancora poco di questi aumenti, perché qui – pur con tali aggravi – si riesce ancora a vivere. Ma vedo molto preoccupante il futuro prossimo dei bulgari i cui stipendi medi mensili si aggirano intorno ai 400-500 euro e non voglio neanche nominare gli importi delle pensioni. Ciò nonostante, sia lo Stato che le amministrazioni locali, saranno sempre più costretti a tassazioni aggiuntive se vorranno salire sull’ultimo vagone per l’Europa, che certamente elargirà anche i suoi fondi, ma entro regole ben precise.

Dal 1° gennaio 2010 a Pazardjik è raddoppiato il costo del parcheggio auto, e d’altronde è il minimo da aspettarsi per manutenzione e rifacimento di strade ridotte alla vergogna. Anche il prezzo delle sigarette in tre anni è più che raddoppiato.  L’ospedale principale della città è un ammasso di edifici fatiscenti ai quali lentamente si pone rimedio con lavori di consolidamento e ristrutturazione che li rendano almeno abitabili. Per l’assicurazione sanitaria nel gennaio 2006 si pagavano 6,60 leva mensili (3,30 euro), da gennaio 2008 si è passati a 7,20 leva, da gennaio 2009 a 10,40 leva, da gennaio 2010 a 16,80 leva. Da questo quadro si deduce che la spesa sanitaria, per il cittadino, è quasi triplicata. Per il nostro metro di giudizio questi costi, pur triplicati, sono ben poca cosa, ma se consideriamo che le medicine si pagano, gli stipendi sono quelli detti poc’anzi e le strutture sanitarie pubbliche sono in condizioni pietose, il cittadino bulgaro ha ben poco di che stare allegro. Nella sanità privata, invece, esistono strutture d’eccellenza alle quali accede la classe abbiente o media.

Mi auguro che l’ingresso dell’euro, come moneta ufficiale, venga rimandato sine die. L’esperienza italiana e di altri paesi europei mi induce a pensare che sarebbe il tracollo della Bulgaria. Quel che succede in Grecia dovrebbe far riflettere. L’Italia ha retto il colpo, allora, perché dietro ogni famiglia c’era un libretto di risparmio anche considerevole; in Bulgaria, dietro ogni famiglia, c’è solo il vuoto e tanta speranza in un futuro migliore.

venerdì 12 marzo 2010

Italiani emigranti... al contrario

Da quasi quattro anni vivo in Bulgaria e sono passati ormai due anni e due mesi dalla nascita di questo blog. Un diario dove raccolgo i miei pensieri e racconto anche qualche vicenda di vita bulgara. Ho notato che, nel piccolo ambito di Pazardjik, sta proliferando inesorabilmente la colonia italiana. E’ una colonia eclettica composta di pensionati, che hanno trovato qui il modo di sopravvivere, pensionati sposati con bulgare che si ritirano nel patrio lido, businessmen o aspiranti tali che - nelle più svariate attività commerciali e imprenditoriali – tentano qui una fortunata attività che ben difficilmente, in questo periodo, potrebbe arrider loro in Italia (non sto parlando, naturalmente, di multinazionali o grandi imprese, ma di “gente comune”).

Se Pazardjik fosse una città sperduta, ai margini del mondo abitato, se non avessi quotidianamente notizie dall’Italia, mi basterebbe vedere il continuo avvicendarsi di italiani nei dintorni, per capire che le cose in Italia non stanno andando proprio bene. Oddio!, non è che in Bulgaria vadano meglio e che siano tutte rose e fiori, anzi... Va chiarito subito, però, che qui la gente – reduce da 50 anni di “benessere” comunista – è abituata a stringere i denti, mentre noi che ormai siamo passati ad altro tenore di vita, i denti ce li siamo impegnati. E’ una migrazione al contrario. Gli emigranti, generalmente, tentano la sopravvivenza fuggendo da un paese povero verso uno ricco. I moderni emigranti italiani cercano, invece, il paese povero o per rivalutare la propria pensione o per andare a investire qualche soldo ancora disponibile, in paesi che oltre ad essere più ricettivi dal punto di vista fiscale e salariale, sono fortemente e ingannevolmente attratti dal consumismo nostrano.

Sul mio modestissimo blog personale, ho avuto modo – in questi due anni – di fare conoscenza epistolare e anche fisica, con tante persone che mi chiedevano (e continuano a chiedere tuttora) notizie sulla Bulgaria, sui suoi abitanti e sulle condizioni di vita nel paese. Ho sempre dato e continuerò a dare a chi mi scrive tutti quei consigli e quelle valutazioni, del tutto personali, che possano aprire un piccolo squarcio sulla Bulgaria, un paese che – pur tra mille luci e ombre – sto imparando ad apprezzare ed amare. Riporto, di seguito, stralci di corrispondenza di alcuni di coloro che sempre più vorrebbero conoscere la Bulgaria.
“Buonasera , io sono R. L. vivo un po’ in Italia in provincia di Bari e un po’ in Bulgaria proprio a Pazardzhik. Mi ha fatto piacere leggere sul tuo blog la passione e l’amore per questa nazione e per questa città, ovviamente ho letto anche l’amore per la nostra Madre Patria. Non mi resta che augurarti buon anno a te e a tutte le persone a te care, sperando che qualche volta ci incontriamo a Pazardzhik, mi farebbe veramente piacere. Ciao”.

“Ho letto il suo blog ed anche a me piacerebbe vivere in Bulgaria. Ho visitato alcune città, mi e' piaciuto molto la vita bulgara ma certo ho solo una visione da turista. Ho 40 anni, single, un buon lavoro ma non penso di vivere bene cosa mi consiglia circa una vita in bulgaria? La ringrazio tantissimo”.

“In Italia ormai non vedo nessuna oppurtinità di crescita se non lavorare per gli altri (governo, burocrati, politici.....) e vedo che non sono il solo a vederla in questo modo. Magari col signore facciamo qualche cosa insieme in Bulgaria. Deve essserci per forza un soggettobulgaro nella societa? Il 14 arrivo a rouse e poi burgas, stara zagora e pleven, mi farebbe piacere conoscerti e penso che sei vicino a pleven ciao ciao”.

“Entro una diecina di giorni farò rientro in Italia, partendo dall'Ucraina dove attualmente mi trovo, cercherò di transitare per la Bulgaria per verificare se ci sono le condizioni per trasferirmi in questo paese. Non riesco piu' a sopportare quella pletora di delinquenti che gestiscono il Governo Italiano e non ho l'età nè il tempo di combatterli, quindi anche per motivi di salute, preferisco trasferirmi altrove. Pertanto rimarrò in Italia il tempo necessario per mettere a posto i miei affari di famiglia e darò tutti i mandati possibili ai miei avvocati per contestare ogni lesione dei miei diritti costituzionali che i delinquenti di cui sopra, hanno provocato. Se la Bulgaria risulterà essere amena e tranquilla; metterò in pratica le mie intenzioni. F.to A. G. 07 Febbraio 2009”.

“Ciao! tu non mi conosci, e fino ad un'ora fa neanche io! Ho 33 anni sono sardo e sono inciampato nel tuo blog dopo aver fatto una ricerca su google. Lo ho trovato interessante , a parte quando tratti male l'inter, ma vabbe te lo perdono! Mi è piaciuto il tuo modo di raccontare la tua vita "bulgara" fatta delle cose di ogni giorno, ma sei ben informato sull'italia e questo lo capisco perchè. La mia ragazza è bulgara di Smolian precisamente, non molto lontano da dove vivi tu viviamo assieme da piu di 2 anni, e non mi dispiacerebbe lasciare l'italia per cambiare vita. In Bulgaria andiamo spesso 1 mese circa all'anno, e vorrei imbarcarmi in una attivita in futuro. Beh, per ora è tutto spero di non averti annoiato. Ciao”.

“Salve, ho letto il suo interessantissimo blog sulla Bulgaria ed alcune preziose informazioni. Pero' volevo chiederle un parere riguardo il costo della vita attuale e soprattutto a Sofia. Le chiedo questo perche' ho ricevuto una offerta di lavoro da Sofia e volevo chiederle un parere riguardo la cifra prospettatami e se davvero mi permette di vivere bene (e con vivere bene intendo non farmi mancare nulla e divertirmi il giusto). Lo stipendio che mi e' stato offerto e' di 670 euro netti al mese. Con questo stipendio riesco a vivere bene? Grazie mille”. …

“Be' io comunque sono solo quindi anche a livello di alloggio necessito comunque di un appartamento piccolo, al massimo un bilocale direi.(A Milano pago 400 euro per una stanza, per di piu' doppia da dividere con un amico..)”. …

“Eehehe... vorrei poter testare questa cosa venendo li' per qualche tempo, ma poiche' lavoro non mi e' possibile, in piu' devo dare una risposta abbastanza in tempi brevi. Io comunque sto trattando l'offerta affinche’ si arrivi per lo meno ad un netto di 800 euro cosi' da stare sicuri. Io comunque ho dato una occhiata a questo sito : http://www.investbulgaria.com/CostOfLaborInBulgaria.php e le prospettive mi parevano buone. Ovviamente pero' le opinioni di chi ci vive valgono anche di piu”.

“Salve le faccio i miei complimenti per la decisione di trasferimento in Bulgaria, Io invece vorrei acquistare degli appartamenti come investimento e vedere se possibile aprire in seguito una ditta nel settore meccanico. Potrebbe indicarmi visto la sua esperienza la zona piu adatta dove ci sono universita industrie nel raggio di 150km . ? la ringrazio moltissimo .... Complimenti vivissimi per la tua esperienza M. P. chissa' un giorno ci incontreremo....spero presto”.

“Ciao mi chiamo C. C., sono nata a Lecce 61 anni fa, ma mi sono trasferita a 25 anni nel Veneto per insegnare. Ora sono in pensione da due anni e del Veneto e dell'talia non ne posso più. Ripetutamente ho pensato di scegliere un paese dell'est per vivere. Ho letto il tuo blog e mi piacerebbe avere informazioni ciao e grazie C.”.

“Mi trovo casualmente su questo blog, ho letto qualche pagina che trovo interessante e faccio i complimenti a "u fissa" (dalle mie parti sarebbe "il fesso") che tanto "fissa" non mi sembra. Mi piacerebbe sapere qualcosa in piu' sulla Bulgaria perche' anch'io sto facendo un pensierino...”.

“Mi presento subito dicendo che cercando notizie sulla Bulgaria mi sono ritrovato in una tua nota di vita vissuta in Bulgaria. Io sono messinese singol, quasi vicino all’età pensionabile e desidero valutare la possibilità di trasferirmi in Bulgaria per alcuni mesi, per poter poi prendere una decisione. Da quello che ho capito fino adesso, il tenore di vita è basso, cioè per noi italiani si spende poco per vivere. In Italia ormai tutto è caro e lo diventerà sempre più. Desidero sapere se in Bulgaria, indipendentemente dall’aspetto economico, la vita è tranquilla e può essere vissuta in serenità. E’ possibile utilizzare la nostra tessera sanitaria europea per usufruire dei servizi sanitari (ambulatoriali ed ospedalieri ) bulgari in regime di parziale rimborso? Mi faresti cosa gradita se potessi darmi delucidazioni in merito, ti ringrazio, ciao M.".

mercoledì 11 novembre 2009

Emozioni

11 Novembre, giornata luminosa. Mentre apro il “Laguna Blu” i primi raggi di sole si infrangono sulle sue vetrine; l’aria tiepida mi rammenta un’estate che vorrebbe ancora resistere a un autunno che si affaccia alla chetichella. Sistemo il locale e infine mi godo caffe’ e sigaretta seduto al tavolo dinanzi al bar.
Strada e marciapiedi sono gia’ stati puliti dalle zingare operatrici ecologiche, mentre dagli alberi intorno continuano lentamente a cadere gialle foglie autunnali che alimenteranno il lavoro delle suddette operatrici per domani.

Una decina di passeretti, a un metro da me, raccolgono da terra il pranzo quotidiano, e’ un continuo viavai mentre mi culla un cinguettio nel quale vorrei restare immerso tutto il giorno. Che meraviglia! La piuma di un passero, svolazzando, si posa lentamente sul tavolo, la prendo in mano, me la passo sul viso, sembra la carezza di un angelo. Batto i piedi in terra per essere certo di star qui, a Pazardjik. A volte anche una piccola citta’ di provincia bulgara puo’ darti emozioni da paesaggio tropicale.

Passa una ragazza con il cagnolino legato al guinzaglio, a spasso per i bisogni mattutini. Sul praticello, a sette-otto metri da me, il cagnolino si ferma, annusa un po’ e finalmente decide di fare la sua popo’. Meraviglia delle meraviglie! La ragazza estrae dalla tasca un fazzoletto di carta, raccoglie tutta la cacca del cane e la butta nel vicino cassonetto. Dico ad alta voce alla ragazza: “Brava”, lei si gira, mi guarda e mi sorride. Ricordo ancora quando a Roma, per camminare sui marciapiedi, dovevo fare le gimkane per non schiacciare le cacche dei cani. Da noi diciamo che porta fortuna; fortuna un cazzo, ti sporca solo le scarpe! La civilta’ e l’educazione civica sono elementi mobili: risiedono la’ dove, di volta in volta, si mettono in pratica. E io oggi ne ho visto un segnale.

Alle 10,30 vengono a trovarmi Maurizio e Alessio, ai quali si unisce subito dopo Francesco, un simpatico amicone che si sta godendo figlia moglie e ferie, prima di tornare, a inizio dicembre, a Folgaria. Maurizio e Alessio sono due amici veneti che hanno portato il gelato italiano a Plovdiv e dai quali ci riforniamo per il “Laguna Blu”. Vogliono trasferirsi a Pazardjik e stanno creando le basi per un proficuo prossimo lavoro. Fanno un ottimo gelato artigianale italiano e ho potuto constatare che i bulgari ne sono entusiasti anche se ha un costo maggiore. Si sta passando, lentamente, dalla quantita’ alla qualita’, basta avere un po’ di pazienza. Auguro a loro le migliori fortune perche’ sono professionisti seri e danno lustro al prodotto italiano.

E vorrei concludere con altri auguri. Qui in Bulgaria non c’e’ questa tradizione, ma oggi 11 novembre, in Italia, e’ San Martino e si aprono le botti del nuovo vino. Carducci cosi' si esprimeva nella poesia San Martino: "Ma per le vie del borgo / dal ribollir de' tini / va l'aspro odor di vini / l'anime a rallegrar". Ma e’ anche la festa dei cornuti, quindi auguro le migliori fortune anche a tutti i cornuti italiani, ovunque si trovino.

mercoledì 1 aprile 2009

Paese che vai clandestini che trovi

Quanto durera’ ancora questa carneficina? E’ di due giorni fa la notizia dell’ultima tragedia del mare, consumatasi al largo delle coste libiche. Centinaia di disperati in cerca di una vita migliore, ammassati peggio che bestie su barconi fatiscenti, sono annegati travolti dalle onde agitate che avrebbero dovuto portarli sulle coste di Lampedusa. E’ l’ultimo di una lunga serie di affondamenti di barche stracariche di disgraziati che vorrebbero dalla vita condizioni piu’ umane, rei soltanto di essere nati in Africa invece che in Europa. I morti arrivano a molte migliaia. Mi viene da pensare che lo stesso Dio che li ha fatti nascere, mosso – forse - da compassione o rimorso, voglia porre fine alla loro miserabile esistenza, accogliendoli anzitempo nei giardini celesti, per ripagarli subito delle estreme sofferenze vissute. E se questi giardini celesti non esistessero?
Questi poveri disgraziati partono in qualsiasi condizione, pur di fuggire da una non vita; il miraggio del benessere li spinge a rischiare la vita pur di raggiungere l'Europa e l'Italia in particolare, non sapendo che quel benessere e' diventato nel frattempo un malessere generalizzato. Centinaia sono stati trovati morti o agonizzanti dentro container o tir provenienti dall’est o dalla Turchia. La settimana scorsa ho assistito personalmente a uno di questi eventi. Percorrendo l’autostrada che, in Grecia, porta da Igoumenitsa a Ioanina, alla fine di una curva, improvvisamente ci siamo trovati davanti – io e l’amico che stava con me - tre ragazzi, di carnagione scura, che attraversavano di corsa la strada per portarsi sul lato opposto. Ho dovuto frenare bruscamente per non falciarli, inveendo contro questi maledetti zingari che trovi dappertutto. Poi, sul rettilineo, a circa duecento metri, vediamo due camion fermi sul bordo della strada, dal quale erano appena discesi una decina di altri ragazzi (sembravano tutti giovani), che cercavano di raggiungere, anche loro, il lato opposto; uno di questi, che evidentemente stava male, si appoggiava ad altri due compagni che faticosamente lo trascinavano.
In quel momento capimmo tutto. Erano clandestini portati chissa’ da dove (i camion mi sembra fossero turchi) e poi fatti scendere in tutta fretta. Evidentemente non erano stati controllati allo sbarco a Igoumenitsa (altrimenti ci vorrebbero ore per scendere dalla nave), e poi, approfittando dello scarso traffico e mancanza di polizia, si sono fermati per sbarazzarsi dell’ingombrante carico. Fino a sera sono stato male con lo stomaco, per la rabbia che avevo dentro. Non per quei poveri disgraziati, ma per quei farabutti che in quel viaggio avranno guadagnato almeno ventimila euro. Eravamo impotenti a fare qualcosa perche’ il cellulare non ci funzionava, polizia non se ne vedeva e anche se avessimo potuto telefonare non avremmo saputo come esprimerci per farci capire. Avrei tanto voluto che fossero arrestati quei bastardi camionisti che li avevano scaricati. Ok, finisce qui.
Ma se non si sgominano queste organizzazioni criminali che trasportano questi poveracci, sara’ difficile uscirne fuori. Vada per i camion che possono eludere piu’ facilmente la sorveglianza, ma i barconi, le navi o le mezze navi, dovranno partire da qualche porto. E con tutta quella gente a bordo nessuno se ne accorge o si pensa che vadano in gita turistica? Se non si combattono le connivenze, anche a livello istituzionale, nelle regioni di partenza, il problema sara’ sempre piu’ attuale, specialmente adesso con la stagione estiva.
E’ mai possibile che l’Europa, artefice principale di tutte le miserie africane, non voglia trovare una soluzione all’immane problema della sopravvivenza di questo continente? Credo, a mio modesto avviso, che la soluzione del problema sia nel creare sul posto, in Africa, le condizioni perche’ si arresti l’esodo di queste masse. E questo puo’ avvenire costruendo scuole e alfabetizzando le popolazioni, costruendo strade, incrementando l’agricoltura, costruendo ospedali e formando medici, insegnanti, operai qualificati, artigiani, ingegneri che rimangano nelle loro terre a sfruttare a loro volta le immense risorse umane e naturali di questo continente. L’Europa, quasi tutta, ha sfruttato e colonizzato per centinaia di anni questo immenso e ricco territorio, traendone enormi ricchezze e benefici. Dopo averlo spolpato fino all’osso lo ha abbandonato o e’ stata costretta ad abbandonarlo, lasciandolo a suicidarsi nelle lotte fratricide di faide tribali locali o di governi fantocci autoritari e antidemocratici.
L’Europa, oggi, e’ chiamata ad un gesto di solidarieta’ verso l’Africa. E’ una solidarieta’ non fine a se stessa, ma interessata. L’Europa ha tutto da guadagnare in questo progetto di sviluppo, con aiuti concreti e mirati, non concedendo crediti ai vari governi, che quasi sicuramente li spenderebbero in armi, ma inviando aziende, strutture, manager e personale qualificato a operare sul posto, usufruendo di manodopera locale e creando centri di formazione professionale per le popolazioni indigene. Questo e’ il primo passo per frenare l’esodo africano verso l’Europa. Restituiremo, a questo continente, la millesima parte di cio’ di cui e’ stato depredato, ed eviteremo che a breve non sia africanizzata l’Europa. E questo non per razzismo, ma soltanto perche’ ogni individuo di qualsiasi parte del globo, ama e resta attaccato alla terra in cui e’ nato, e se in quella terra ci puo’ vivere degnamente la preferisce a ogni altra.
Si potrebbero scrivere migliaia di pagine e fare centinaia di progetti, ma non sono un politico ne’ un economista, esprimo soltanto il pensiero semplice di qualsiasi uomo comune e di buon senso, ma le pastoie della politica e gli enormi interessi sotterranei rendono difficile, se non impossibile la realizzazione di questo progetto. Speriamo non sia troppo tardi.

martedì 17 febbraio 2009

Il dopo-elezioni in Sardegna



Romano, allontana da me questo calice




A.A.A. CERCASI
URGENTEMENTE
CANDIDATO PARTITO DEMOCRATICO.
SI RICHIEDE MANAGER
CON TANTA VOGLIA DI SOFFRIRE.
NO MASOCHISTI.

martedì 14 ottobre 2008

Un calcio nel culo ai farabutti


11 ottobre 2008: Bulgaria-Italia, qualificazioni ai mondiali 2010 in Sudafrica. Attendevo questo giorno come un evento straordinario. Vivo da pensionato in Bulgaria da due anni e mezzo e questa partita l'aspettavo, con il mio amico Kantarev, per andare a vederla insieme, lui con il figlio Antonio di 12 anni e io con un ragazzino di 13 anni, Boyan, figlio di amici bulgari. Per i ragazzi, vedere per la prima volta una partita della loro nazionale allo stadio Levskj di Sofia era una chimera ed erano quattro mesi che trepidavano; per me significava il consolidamento di un'amicizia tra i nostri popoli e in particolare tra me e Kantarev, ex calciatore del Pazardzjik. D'altronde, in Bulgaria, spero di viverci per il resto dei miei giorni.
Entriamo allo stadio due ore prima, dopo aver passato due controlli di polizia, in un clima di festa generale. Poco alla volta lo stadio si riempie: trombe, fasce tricolori, bandiere, cappelli, facce tinte di bianco verde e rosso, e' veramente bello e folcloristico e ai bulgari non par vero poter incontrare i campioni del mondo, sperando in cuor loro di portare a casa un punticino.
Mezz'ora prima dell'incontro cominciano ad arrivare, in diagonale di fronte a noi, i primi tifosi italiani. Il settore e' isolato da altri tifosi ed enorme rispetto all'esiguo numero di italiani. L'attenzione dello stadio intero viene attratta dalle bombe-carta che gli ultras bulgari del settore contiguo lanciano verso i tifosi italiani. Il continuo lancio li costringe a rifugiarsi e raggrupparsi nella parte opposta del settore. Gli ultras bulgari si accalcano alle inferriate divisorie per scavalcarle e la polizia interviene in forze per allontanarli. Cori e invettive da ogni parte, naturalmente. Poi tutto lo stadio a gridare nei nostri confronti "nie bulgari iu nazi", il nostro inno viene fischiato da tutto lo stadio.
Lo stadio adesso e' pieno di 35.000 tifosi, rimane vuoto soltanto il settore dei tifosi italiani. Mi accorgo di essere l'unico italiano, in quel settore, circondato da bulgari. Sono tutti normalissimi tifosi, festaioli, che vengono a veder giocare la loro nazionale e che torneranno a casa contenti o amareggiati a seconda del risultato. In quel momento non riesco a dare un senso a quella ostilita' che mi preoccupa. Faccio del tutto per non evidenziare la mia provenienza, non per paura dei tifosi che mi stanno accanto, ma per qualche balordo che potrebbe gridare all'italiano e trascinare poi la massa alla bestialita'.
Vediamo la partita che si svolge nell'anonimita' piu' assoluta. Una sola parata per Amelia, nessuna per il portiere bulgaro. Lippi dice di aver visto una buona squadra, beato lui. Io vedevo i tifosi bulgari trattenere il fiato ogni volta che aveva palla l'Italia e sono usciti dallo stadio felici di aver impattato la partita. Sicuramente ci qualificheremo perche' dobbiamo superare solo "pizze e fichi", ma quest'Italia di oggi non superera' i quarti, altro che campioni del mondo!
Finisce 0-0 e torniamo a casa tutti felici e contenti come nelle favole, soprattutto i ragazzi che hanno coronato un sogno e domani potranno parlarne con gli amichetti. Contenti anche io e Kantarev perche' il pareggio permette a noi di continuare con tranquillita' e a loro di sperare per i prossimi incontri.
12-13 ottobre: Tutti i giornali e canali televisivi italiani si occupano degli incidenti avvenuti a Sofia nella partita Bulgaria-Italia. Bandiera bulgara data alle fiamme dai nostri tifosi, ultras politicizzati e nostalgici, lancio di oggetti, facinorosi, fascisti, svastiche, croci celtiche, ecc. Tutti a ricamare, discutere, pontificare, deplorare il fenomeno, e' una vergogna, tifosi che per decreto non andranno piu' al seguito della nazionale, e' la prima volta che succede, scuse al governo bulgaro, discussioni e approfondimenti di costume, e chi piu' ne ha piu' ne metta: tutto questo per commentare un fenomeno che si verifica quasi tutte le domeniche nei nostri stadi ma la prima volta all'estero. Trecento tifosi in tutto, possibile che fossero tutti delinquenti? Penso che al massimo potessero esserci una trentina di scemi dalla nostra parte e una cinquantina da parte bulgara. Eppure cosi' poche persone sono state capaci di far nascere quasi un caso diplomatico.
Non sono un opinionista, ne' un storico, ne' uno studioso di fenomeni sociali, sono solo un povero pensionato che vuol vivere tranquillo; ma, per la miseria... posso, una volta tanto, dire anche la mia opinione? Ebbene, la dico!
Prima di tutto voglio testimoniare, anche se eravamo distanti circa 150 metri, che i primi a provocare sono stati gli ultras bulgari lanciando petardi contro i tifosi italiani che stavano appena entrando, poi naturalmente gli animi si surriscaldano e si risponde alle provocazioni con altre provocazioni e alla fine non si sa mai chi ha torto e chi ragione, si contano solo i danni provocati. Poi vengono riprese dalla televisione le croci celtiche bulgare e tutti i simboli di vecchia memoria. Non voglio qui attenuare le circostanze di quanto avvenuto, anzi! Ma mi chiedo: come puo' accadere? A questi pseudo-tifosi io appiopperei un paio di anni di galera (possibilmente bulgara) in modo che possano rinfrescarsi il cervello che hanno annebbiato da non so quale odio contro tutto e tutti.
Ma soprattutto voglio gridare Vergogna, Vergogna, Vergogna!! a chi permette che queste cose possano ancora accadere. Come fanno, questi facinorosi, a trovarsi allo stadio con bastoni, bombe-carta per non dire bombe, fumogeni, simboli e bandiere che ricordano odio e violenza? Ai tornelli passano tutti i comuni tifosi e uno per uno vengono perquisiti. Succede in Bulgaria cosi' come in Italia. All'ingresso io sono stato perquisito due volte.
E allora come e' possibile che questi delinquenti travestiti da tifosi, che infangano e coinvolgono nelle loro miserabili gesta anche la stragrande maggioranza dei tifosi veri, possano ancora far entrare tutto questo armamentario allo stadio? E' vergognoso che avvenga, ma e' ancora piu' vergognoso che si lasci succedere. Da qualche parte c'e' un buco che bisogna coprire. Non lo si vuole trovare o non lo si vuole coprire? Cui prodest? E' solo questo il problema, tutto il resto e' chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere...
E poi, quando si individuano questi scemi delinquenti, processarli per direttissima e mandarli in galera, ma veramente!, senza attenuanti, senza domiciliari, senza scuse, accompagnandoli con un calcio nel culo, perche' si ricordino cos'e' il calcio. Pena da scontare interamente e facendo pagare loro i danni che arrecano alla comunita'. Sono sicuro che in pochissimo tempo il fenomeno sarebbe o ridimensionato o scomparso del tutto. E speriamo di non esser tacciato di fascismo. Ordine, rispetto degli altri, convivenza civile, certezza della pena, insieme a mille altri doveri e diritti, sono essenza di democrazia! Cominciamo da qui... augurandoci che il tifoso non debba vergognarsi, un giorno, di essere tifoso. Si', perche' nella terra di Bengodi, puo' succedere questo e altro ancora.

lunedì 18 agosto 2008

Cellule maligne nella Famiglia Cristiana

Leggo con apprensione che Famiglia Cristiana spera non sia vero il sospetto che in Italia stia rinascendo, sotto altre forme, il fascismo. C'e' da preoccuparsi, e molto. Mi chiedo, infatti, come hanno fatto i comunisti ad infiltrarsi in una rivista cosi' prestigiosa ed autorevole sia nel mondo cattolico che laico. Ce ne dovremmo preoccupare noi cattolici, ma soprattutto il Vaticano.
Don Giacomo Alberione, fondatore dei Paolini, che ho avuto l'onore e il piacere di conoscere personalmente, certamente si rivoltera' nella tomba e mai si sarebbe permesso di entrare in modo cosi' pesante e scorretto nelle decisioni prese dal governo; ma lui ha scelto un percorso di apostolato e di carita' cristiana che presto lo portera' sugli altari, mentre don Antonio Sciortino ha preferito quello piu' breve della politica, che probabilmente lo portera' ad essere collega di Di Pietro, ma mai un Don Sturzo. E' il classico siciliano che vuole per forza farsi notare (anch'io conto), a prescindere dall'abito talare. Lo dico da siciliano che pensa di conoscere i suoi corregionali.
Se Famiglia Cristiana ama cosi' tanto i rom li accolga, caritatevolmente e cristianamente, nei suoi palazzi. E faccia prendere al governo le misure necessarie a difendere veramente i "piu' deboli" da questi individui che praticano, al 99 per cento, solo un mestiere: il crimine, a danno della collettivita' tutta.
Io personalmente, da cristiano e da cattolico, vorrei - sempre cristianamente - averli lontani mille miglia, e con me milioni di italiani. Forse non saro' un buon cristiano, ma questo sentimento lo lascio alla carita' del direttore di Famiglia Cristiana.
E poi mi torna in mente un interrogativo al quale non so dare risposta: Ci sara' pure un motivo se in tutto il mondo sono invisi e cacciati via! Siamo tutti razzisti? Solo la pelosa ipocrisia della sinistra predica tolleranza. Saranno tollerati quando si integreranno ai popoli dei paesi in cui vivono, cominciando a lavorare e rinunciando al crimine come cultura. In Bulgaria il vecchio regime una cosa buona l'ha fatta: li ha costretti a lavorare e qui riescono a convivere con la popolazione bulgara accettandone le regole, ma il tema dell'integrazione e' molto piu' complesso perche' in qualsiasi posto stiano fanno sempre razza a parte, autoescludendosi dalle popolazioni locali.
Una volta la rivista si interessava di religione e di temi sociali, oggi e' passata anche alla politica attiva cavalcando l'ideologia dell'estrema sinistra. Alba, in quel di Cuneo, e' la sede storica di Famiglia Cristiana e della Ferrero, il gruppo dolciario famoso in tutto il mondo. Potrei capire l'affratellamento della rivista con la benemerita Fondazione Piera Pietro e Giovanni Ferrero, ma bisognerebbe avvisare il direttore di Famiglia Cristiana che il Ferrero col quale si e' unito si chiama Paolo, segretario del Partito di Rifondazione Comunista. (Ma forse lo sa bene).
Da ex-paolino protesto, con vigore e rabbia, sulla linea editoriale della rivista, che passa da cristiana e cattolica a cattocomunista.