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giovedì 6 giugno 2013

Delitti di Stato, fino a quando?

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza? Così Cicerone gridava a Catilina che aveva tentato di farlo uccidere, cercando in tutti i modi di prendere il potere. Stabilite le dovute differenze, è questa la domanda che i cittadini rivolgono allo Stato: fino a quando questa carneficina?
Giovanni Guarascio, 64enne muratore siciliano disoccupato, si dà fuoco per disperazione perché per un debito di 10 mila euro, gli è stata messa all’asta e venduta la casa che aveva costruito mattone dopo mattone con le sue mani.
Due anni fa due casi. Oggi ci risiamo. Ad essere immolato, a Piacenza, è il piccolo Luca, di due anni, che il padre avrebbe dovuto portare all’asilo, dove non arriverà mai perché viene lasciato sul seggiolino posteriore in auto dal padre che va a lavorare. Luca morirà di asfissia e di caldo e il padre è comunque morto dentro perché il rimorso lo corroderà tutta la vita. Come si possa dimenticare un bimbo in macchina non si potrebbe mai capire, se non conoscessimo i momenti terribili, le ansie e la paura del futuro, che attanaglia ogni persona che vive questa crisi che ci sta distruggendo.
Stefano Cucchi, a Roma, arrestato per spaccio e morto per le botte subite. Chi lo ha pestato non si sa, accusati e condannati per omicidio colposo i medici che non lo avrebbero curato in tempo. Morto mentre è in consegna a personale dello Stato e sanitario. Se dovessero ricevere un encomio si potrebbe scrivere: fulgido esempio di abnegazione e fedeltà allo Stato.
A Milano, nel tranquillo quartiere Niguarda, alle prime ore del mattino, un giovane ghanese gira indisturbato a picconare chiunque si trovi sulla sua strada. In meno di un’ora uccide tre persone, poi finalmente viene arrestato. Conosciuto alle forze dell’ordine per  furto, rapina e detenzione di stupefacenti.  Gli era stata intimata l’espulsione due anni prima, ma casualmente si aggirava per le vie di Milano ad ammazzare i passanti. Speriamo sia espulso quando avrà scontato quella pena minima che lo Stato certamente gli riconoscerà tra rito abbreviato, buona condotta e infermità mentale. Ma sicuramente troveremo qualcuno che vorrà ancora farlo integrare.
Muore la piccola Sofia Pirisi, affetta da atrofia muscolare spinale. Muore per colpa di una legge sulle staminali prima bocciata, poi riveduta, poi corretta e attualmente non in grado di soddisfare le esigenze dei pazienti perché porta a lunghissime liste d’attesa. La piccola Sofia non saprà mai se sarebbe guarita, perché mentre lei moriva i legislatori mettevano le virgole alla legge che avrebbe potuto salvarla.
A Perugia, nel palazzo della Regione Umbria, il 43enne Andrea Zampi uccide a pistolettate le incolpevoli impiegate Margherita Peccati e Daniela Crispolti e poi si suicida. La causa la revoca di un accreditamento per la formazione. Il sindaco: “Strage nata da clima sociale insostenibile”.
Potremmo aggiungere i tanti morti in incidenti stradali causati da ubriachi e drogati stranieri che non avrebbero dovuto essere in Italia perché colpiti da più provvedimenti di espulsione che nessuna istituzione dello Stato si è preso la briga di far rispettare.
Potremmo aggiungere un aereo di linea dell’Itavia che viene abbattuto nei cieli di Ustica. I colpevoli si annidano ancora tra le carte del segreto di Stato mentre i parenti aspettano giustizia dallo stesso.
Potremmo aggiungere le centinaia di persone, suicidatesi per colpa di uno Stato che salva le banche in crisi, esse stesse colpevoli,  mentre perseguita con Equitalia e con l’Agenzia delle Entrate imprenditori che falliscono mentre lo Stato non li paga per i lavori che ha loro commissionato. Morti cornuti e mazziati mentre nel Parlamento, nelle Regioni, nelle Amministrazioni pubbliche e nelle banche l’allegra finanza di politici e funzionari infedeli mette in moto la magistratura.
Sospendo l’elenco perché il lettore già conosce il resto e potrebbe annoiarsi. Siamo arrivati al paradosso estremo, e cioè che il cittadino invece di essere e sentirsi protetto, si debba difendere dallo Stato come il nemico più terribile da evitare.
Fino a quando questo Stato inerte, questo Stato imbelle -  in buona o in mala fede -, questo Stato che noi stessi abbiamo creato, i nostri rappresentanti in Parlamento, la nostra magistratura, le nostre istituzioni, i burocrati inventori della mala burocrazia, permetteranno questi delitti che gridano vendetta agli occhi di Dio e delle persone oneste che continuano a sperare? C’è un Uomo vestito di bianco, un certo Francesco,vicino ai poveri e ai deboli, che sempre più accoratamente chiede più giustizia e più attenzione per la persona umana e meno interesse per il “dinero” e la finanza, ma le sue parole, pur se ascoltate da milioni di giovani e famiglie, sembrano non arrivare alle orecchie dei palazzi del potere. Fino a quando? Anche Giobbe esaurì la sua pazienza...

giovedì 11 ottobre 2012

Lettera al molto poco onorevole Antonio Paris


Ho assistito ieri su La7 alla patetica difesa del tuo stipendio di 8.600 euro +annessi e connessi come consigliere regionale della Regione Lazio. Letteralmente vomitevole!!! Vorrei sapere con quale coraggio e faccia tosta difendi l’indifendibile. Tu hai lasciato il tuo posto di impiegato pubblico (mettendoti in aspettativa), non per andare a fare gli interessi dei cittadini, ma soltanto perché avresti potuto guadagnare molto di più. Sei stato eletto nella lista del centro destra, ma quando sei eletto devi fare gli interessi di tutti, non di quelli che ti hanno eletto, e in ogni caso tu fai solo gli interessi tuoi! Ti lamenti perché ti dimezzano l’indennità (non lo stipendio) a 4.000 euro più accessori, perché hai preso impegni con le banche e non puoi pagare più il mutuo? E di quante migliaia di euro mensili è questo mutuo? Hai comprato un castello? E dimmi, caro mio onorevole, e l’operaio con 1200-1300 euro più mutuo che viene licenziato, cosa deve fare? E quando finirà il tuo mandato resterai forse disoccupato o rientrerai nell’impiego pubblico nel quale ti sei messo in aspettativa? Nel peggiore dei casi potresti esodare in Bulgaria, come me, dove ancora si può vivere con meno di mille euro di pensione…  ma lontano da Pazardjik, perché ti smerderei ogni volta dovessi incontrarti.
Dopo quello che ho visto ieri e penso l’abbiano visto anche molti altri elettori, dubito che tu possa essere votato ancora se non da tua moglie e tuo figlio, mi dispiace soltanto che in ogni caso tu abbia un lavoro ancora assicurato e non diventerai un disoccupato o un esodato. Sono un elettore di centro-destra da una vita, ma gente come Fiorito, come Lusi e soprattutto gente come te, mi hanno talmente disgustato da diventare uno dei tanti elettori non votanti. Mentre per i Fiorito e i Lusi posso dire che sono dei ladri, che purtroppo non marciranno in galera, per te provo solo ribrezzo e repulsione, perché sei un elemento ancora più miserevole, essendo entrato in politica per il vile tornaconto mensile. La politica, una volta, era ben altra cosa, ed è grazie anche a personaggi  come voi, il motivo dell’allontanamento da essa e delle proteste dei cittadini onesti.
Per chi non avesse visto ieri la trasmissione su La7, accludo il link del video,
perché tutti possano vedere e sentire a chi è stata data la nostra fiducia. Un giorno mi hai chiesto l’amicizia su Facebook e candidamente te l’ho data, vedo che hai 5.242 amici, da stasera saranno 5.241 perché io ti cancello e spero ti cancellino dalla loro bacheca tanti altre persone che, come me, si sono vergognate di avere tra gli amici un attrezzo simile.

(Testo della lettera postata sulla bacheca e nei messaggi del mio ex-amico facebook Antonio Paris).

mercoledì 13 luglio 2011

L'Italia della pace e delle missioni umanitarie

Centoquindici lunghi giorni... tanti ne sono passati dall'ultimo post. Eppure ci sarebbero un'infinità di notizie da commentare, da meditare, da sviluppare e da chiarire. Non del tipo Clooney-Canalis che si sono lasciati, ma di quelle che sconvolgono gli Stati, i popoli, le persone, quelle che entrano nelle nostre anime e ci colpiscono direttamente o di riflesso. Ma sono tutte notizie cattive? No... ci sono anche quelle buone. Ma di questi tempi sono così poche da passare inosservate, come la mia salute, alla quale personalmente tengo molto e della quale si sono curati, con competenza e partecipazione i medici bulgari che mi stanno seguendo.
Questa maledetta crisi sembra non passare mai e sta lasciando segni profondi in ogni nazione. Mezza Europa sfoga nelle strade i segni di questo malessere, mentre l'Africa si affaccia sempre più minacciosa a reclamare quei diritti che le sono stati sempre negati. Napoli e la Campania sprofondano sempre più nei loro stessi rifiuti a prescindere dal sindaci e dai governatori. La maggioranza di governo fa prove di implosione, mentre non abbiamo assolutamente un'opposizione che possa sostituirla. Mai vista una classe politica così decadente, corrotta, mediocre e meschina, da destra a sinistra. Una parte di magistratura, politicamente schierata, che cerca in tutti i modi di scavalcare il potere politico, alla faccia del dettato costituzionale. Una stampa senza un giornalismo che abbia un vero potere di analisi critica e costruttiva, tutta buttata a sinistra e a destra a difendere il proprio feudo. Sindacati che ancora vogliono difendere diritti indifendibili in un'Italia che non conosce doveri. Disoccupazione giovanile fatta di giovani che non hanno voglia di lavorare, altrimenti un qualsiasi lavoro provvisorio si trova sempre, almeno per non gravare sulla famiglia.

Vorrei essere una mosca, per contare quanti sono i giovani che piangono sulla loro condizione, il venerdì e sabato sera, nelle discoteche e nelle movide. I giovani sono il nostro futuro e li amo, ma con grande disappunto debbo dire che oggi non hanno stimoli. Forse ho fatto d'ogni erba un fascio, e certamente ci sono molte eccezioni, ma sempre troppo poche per una nazione che ha urgente bisogno dei suoi migliori cervelli. Argomento chiuso, anche se ci sarebbe da discettare per giorni interi.
In tutto questo tsunami c'è un campo in cui restiamo imbattuti: la solidarietà in Italia e all'estero. In Italia, accogliendo ormai ogni giorno, le migliaia di profughi che l'ex amico Gheddafi gentilmente fa sbarcare a Lampedusa, con grande piacere per i suoi abitanti, che hanno volentieri rinunciato al turismo d'élite per far fronte al turismo di massa proveniente dal nordafrica.

All'estero con le annose missioni di pace in mezzo mediterraneo, a partire dal Kossovo e Bosnia-Erzegovina per continuare in Libano finendo a morire per l'Afghanistan e per qualche altra nazione che ha bisogno della nostra fratellanza. Cosa sarebbe il mondo senza la nostra fratellanza e le nostre missioni di pace per conto Onu? Ma poi qualcuno ci ringrazia o ci rimborsa di questo impegno solidale e finanziario, o partecipiamo per puro spirito decubertiano? Be'... questo, in fondo, ha poca importanza... in momenti in cui la crisi occupazionale è all'apice, avere le Forze Armate occupate in ritmi forsennati di lavoro straordinario è una fortuna... Viva la pace, viva la solidarietà, viva i 40 (per adesso) “eroi morti” in Afghanistan, che se non avessero partecipato alle missioni di pace probabilmente oggi sarebbero “disoccupati vivi”.
Scusate, dimenticavo le missioni umanitarie. In nome di quest'ultima abbiamo rotto un trattato di amicizia con un dittatore, adducendo a motivo le centinaia di vittime dell'insurrezione. Un insulto storico alla verità e all'intelligenza degli italiani. Con l'intervento della Nato, alla quale ci siamo accodati, le vittime adesso sono molte migliaia, un intero Paese è distrutto, Gheddafi sta sempre lì, i probabili successori non si conoscono, i trattati economici e commerciali sono diventati carta straccia, Francia e Inghilterra faranno la parte del leone nella spartizione del petrolio e noi saremo sempre i parenti poveri ai quali vanno le briciole.

Con le spese di queste missioni avremmo potuto e potremmo ancora aiutare tanta gente che ha veramente bisogno. Sì, ma così facendo diventeremmo antipatici, egoisti e forse anche cattivi. Nella vita, così come nei film, la parte del cattivo prima o poi tocca a tutti … e per una volta, cari nostri politici, governanti e istitutori a vario titolo, fateci fare la parte dei cattivi!
E' nell'ordine naturale della vita che i genitori si interessino soprattutto e prima di tutto della propria prole. Una volta tanto, cerchiamo di entrare in quest'ordine, gli altri si arrangeranno...Detto sottovoce, poi, se gli italiani sono figli di questa classe genitrice politica (la più costosa al mondo), nessuno si scandalizzerà a considerarli dei figli di puttana.

venerdì 7 gennaio 2011

Irredentisti e terroristi accomunati da un nome

L'EROE

L'eroico patriota
Non so cosa studiano oggi i giovani delle scuole medie, è passato troppo tempo dai lontani anni cinquanta, sono state fatte moltissime riforme nella scuola, storia e giudizi storici si sono evoluti nel tempo e oggi potrei leggere su un libro che un eroe di allora sia stato invece un volgare truffatore o un assassino, rivalutato o condannato dal giudizio di chi la storia la scrive pro domo sua.
Gli eroi dei miei tempi, infatti, venivano quasi tutti dal Risorgimento italiano e dalla prima guerra mondiale, partendo da Pietro Micca per arrivare a Giuseppe Garibaldi e poi Giuseppe Mazzini, Carlo Pisacane, Goffredo Mameli, Francesco Baracca, Enrico Toti, ecc. A questi eroi si aggiungeva anche un certo Cesare Battisti. Il Battisti di cui si parla è stato un patriota, attivista socialista, giornalista, scrittore, deputato, soldato.
Fu impiccato, insieme a Fabio Filzi, perché amava l'Italia, perché per l'intera sua vita, con la penna e con l'azione, aveva combattuto l'invasore austriaco. Ognuno di noi sa quante vie e piazze sono dedicate alla sua memoria. Nella foto in cui gli austriaci lo ritraggono mentre si avvia al patibolo lo vediamo col portamento diritto e fiero di chi non teme la morte. Un uomo tutto d'un pezzo, insomma, o – come si direbbe oggi – con le palle.

L'ASSASSINO SORNIONE; SICURO
DELLA PROPRIA IMPUNITA'
L'assassino terrorista
Quanto a fama, però, credo che il nostro eroe sia stato surclassato e superato dal suo contemporaneo omonimo nato in quel di Sermoneta. Il Cesare Battisti odierno, infatti, riempie da anni le pagine di giornali e telegiornali italiani ed esteri, non per aver onorato l'Italia nel mondo ma per gli omicidi a sfondo terroristico perpetrati negli anni settanta sotto la sigla dei PAC (proletari armati per il comunismo).
Personalmente sono convinto che questo truce assassino sia un delinquente comune, che ha approfittato dell'occasione presentataglisi in carcere, per affiliarsi a una sigla politica terroristica di sinistra onde poter svolgere le sue rapine e i suoi delitti sotto l'insegna di quei falsi ideali che negli anni di piombo andavano di moda per poter poi sfuggire ai delitti dei quali si erano macchiati.
Questo bieco infame assassino, dopo essere fuggito dal carcere, che forse gli ha spalancato la stessa sinistra, prima si è rifugiato in Francia dove la gauche radical-chic è sempre stata molto ricettiva nei confronti dei terroristi comunisti transfughi dall'Italia, grazie anche all'ombrello protettivo di Mitterrand, poi – fattesi difficili ulteriori protezioni – si è reso uccel di bosco rifugiandosi in Brasile. Anche qui ha continuato la bella vita, sempre protetto da quella sinistra intellettualmente democratica che in tutto il mondo vuole difendere ideali già condannati dalla storia.
E vediamo così gente come Gabriel Garcia Marquez, premio Nobel per la letteratura, personalità della cultura e del giornalismo francese quali Bernard-Henry Lévy e Fred Vargas, personaggi “in” della cultura italiana e del giornalismo come Saviano, e poi politici, ministri, governanti della sinistra internazionale, dare la propria solidarietà e appoggio a questo farabutto fariseo indifendibile, perché le rapine e gli omicidi non possono essere difesi. Costoro, persone indubbiamente oneste e in buona fede, con la loro solidarietà, si rendono corresponsabili morali dei delitti di Battisti. Saviano, in verità, successivamente ritira la sua firma di solidarietà, in segno di rispetto per le vittime. Questo mi fa riflettere su come tanti oscuri personaggi, soprattutto nella sinistra, ricevano la solidarietà a comando.
Dopo queste premesse, torno a pensare ai nostri giovani studenti, che – seguendo un clichet ormai collaudato – difficilmente apprenderanno dai libri di storia di un eroe trentino impiccato dagli austriaci mentre gridava “Viva l'Italia!”, mentre molto probabilmente sapranno dai giornali, dalle televisioni e da internet del personaggio Cesare Battisti, martire di una persecuzione politica, che comunisti e una certa sinistra italiana sapranno mistificare fino a renderci odiosi le vittime e i familiari che ancora aspettano giustizia.

I DUE COMPARI
Non so cosa e quanto abbia fatto Lula, negli anni in cui ha governato, per il bene del Brasile. Probabilmente è stato un buon Presidente. Ma noi italiani lo ricorderemo soprattutto per lo schiaffo dato all'Italia alla fine del suo mandato, negando l'estradizione per Cesare Battisti, perché preoccupato – dice lui – della giustizia italiana e per il trattamento ai detenuti politici.
Vorrei rassicurare il signor Lula – che reputo in malafede - sul trattamento dei detenuti sia comuni che politici: se confrontiamo lo stato dei nostri detenuti rispetto ai brasiliani, posso tranquillamente dire che quelli italiani stanno in vacanza; quanto alla giustizia, se è vero che la nostra è al collasso, quella brasiliana è inaffidabile viste le sentenze emesse nei riguardi del Battisti.
Mi auguro sinceramente che Cesare Battisti non venga estradato per venire a scontare la condanna in Italia. I parenti delle vittime sicuramente morirebbero di crepacuore perché dopo i danni subiti sarebbero costretti a subire anche la beffa.
Con l'attuale governo e questa legislazione, al massimo tra dieci anni – tra una riduzione di pena, un premio, un incentivo, un pentimento, ecc. - sarebbe libero; con un governo di sinistra - ministri Diliberto o Ferrero - sarebbe accolto in aeroporto in pompa magna da un ministro in persona e condotto con tutti gli onori personalmente in cella, con le scuse dello stesso ministro per il trattamento riservatogli; dopo qualche mese, tra una malattia immaginaria, una claustrofobia e un premio per meriti culturali e scientifici, trascorrerebbe qualche tempo ai domiciliari con un incarico di prestigio assicurato nella pubblica amministrazione. Giusto per dargli la possibilità di presentarsi candidato, alle future elezioni, martire e vittima della dittatura capitalistica e di Berlusconi.

LA VERA GLORIA DEI MARTIRI
No, no... lasciamolo dove sta (mi scuso con i parenti delle vittime), in questo modo eviteremo di doverlo considerare, un giorno, l'eroe che sicuramente ne farebbe la sinistra, e siccome di merde come Battisti, in Italia ne abbiamo anche troppe, eviteremo di riempire il cacatoio.
Mi auguro solo che i giovani d'oggi, quando in una città vedono via Cesare Battisti, non pensino sia l'omaggio in vita a questo tristo figuro; il nostro vecchio eroe trentino si rivolterebbe nella tomba vedendo quanta gloria si può raggiungere con il delitto.
Un vecchio proverbio dice che il delitto non paga. Spesso, invece, paga anche bene... e siamo sempre noi a pagare, tanto per cambiare.

sabato 25 settembre 2010

... e pensi di avermi convinto?



La montagna ha partorito il topolino. Anche in Bulgaria trepida attesa del discorso che avrebbe fatto, a mo' di Bin Laden, con un video messaggio sul web. Tutti a sussurrare: meno male, adesso parla, adesso ci dice finalmente come stanno le cose, adesso sapremo la verità. I servi del Berlusca finalmente avrebbero avuto pan per focaccia, dopo il can can che hanno fatto chiedendo a gran voce le dimissioni del Presidente della Camera, che aveva avocato a sé il detto latino Castigat ridendo mores. Il moralizzatore aveva promesso che avrebbe riso bene chi avrebbe riso ultimo.
Forse ha preferito il video messaggio per evitare la calca dei giornalisti, che dopo due mesi di silenzio non potevano perdere lo scoop. Ha dimenticato, il mio ex-Presidente, che nel video messaggio non c'è contraddittorio o domande indiscrete. Dopo il preambolo, usato per accusare Berlusconi, di averlo cacciato dal Pdl, ho dovuto bere un gran bicchiere d'acqua, perché le risate mi hanno mandato un boccone di traverso. Mi sono detto: “questo ha il travertino in faccia”, ma evidentemente i ventisette anni di politica lo hanno reso morbido e quasi tenero.
Dopo due mesi di assordante silenzio, il minimo che potessi dire, caro ex-Presidente, era che tuo cognato ti ha preso in giro, che forse sei stato ingenuo e avresti dovuto essere più accorto. Sapevamo che avresti detto tutto questo, scaricando sul bamboccio le responsabilità; d'altronde, dopo i favori che tutta la famiglia ha avuto in Rai per tuo tramite, avrebbe ben potuto sopportare questo peso, anche perché credo che del travertino, nella famiglia, se ne faccia largo uso.

Abbiamo dovuto aspettare due mesi per sentire che tu, ex-Presidente carissimo, ti tiri fuori e hai la coscienza a posto? Non so come andrà a finire con Berlusconi, perché in politica si fa tutto e il contrario di tutto, ma permetti a me, che non sono un politico ma ho sempre fatto il “tifo” per te, di dirti che non credo una parola di quello che hai detto, anche se nella dialettica e nel savoir faire sei sempre stato talentuoso.
Tu sapevi e non potevi non sapere. Se questo è valso per gli altri, a maggior ragione dovrebbe valere per te. Se fosse vera la tua tesi, possiamo dare la terza carica dello Stato a uno sprovveduto che vende un appartamento a Montecarlo per 300.000 euro? A Roma, al quartiere di Tor Bellamonaca, costerebbe di più...
Schioda il culo da quella poltrona, perché non la meriti, parola di un tuo ex gran tifoso.   

sabato 21 agosto 2010

I pensieri di un comune cittadino incazzato

A proposito dei soliti rom  
Finalmente c'è uno Stato, in Europa, che prende il toro per le corna e decide la linea dura contro i rom, di qualsiasi nazionalità essi siano. Sbaraccamento delle bidonville e rimpatrio “volontariamente coatto”, accompagnato da una buonuscita di 300 euro a testa. Proteste, ma solo per doverosa solidarietà, della Romania e della Bulgaria, e anche dall'imbelle Unione Europea, che non sapendo gestire la conclamata illegalità di dover sopportare in ogni Nazione questi parassiti, si limita a criticare la decisione che ha preso la Francia. Bravo Sarkozy, continua così... Questa decisione non è razzismo, è voglia e coraggio di essere padroni in casa propria, è difesa della collettività onesta e laboriosa. 

venerdì 7 maggio 2010

Se tutto va bene... siamo fottuti

Gli anni passano e la vecchiaia incombe, forse sto perdendo colpi e non mi adeguo alle nuove realtà che avanzano prepotentemente, schiacciando sul loro cammino tutte quelle vecchie convenzioni che una volta si chiamavano onestà, moralità, umanità, solidarietà, educazione, rispetto per il prossimo, generosità, cavalleria, e via dicendo. E' anche vero che un mondo siffatto sarebbe utopistico, ma basterebbe attenersi solo ad alcune di queste per renderlo almeno vivibile.
Non appartenendo più al ciclo produttivo, oltretutto autoesiliato in Bulgaria, ho sempre accarezzato il sogno di poter trascorrere le mie giornate, in quella rilassatezza e tranquillità, che solo una cittadina di provincia può dare a un pensionato. Mi accorgo, purtroppo, che questo sogno è difficile che possa tradursi in realtà. Potrebbe verificarsi se un uomo si stacca - seguendo il Vangelo - dalle miserie di questo mondo, per vivere una vita contemplativa, ma sinceramente i miei dati caratteriali non mi portano all'ascetismo.
Cosicché, se è vero che Pazardjik potrebbe essere la mia ideale cittadina di provincia, è anche vero che la vita quotidiana non può prescindere dal connettermi a internet o accendere il televisore per i programmi e le notizie dall'Italia. E siccome, che io lo voglia o meno, cuore e cervello sono legati indissolubilmente a questa nazione, rilassatezza e tranquillità vanno a farsi fottere.
Ecco, appunto. “Fottere”, come la frase che l'ex Presidente del Consiglio D'Alema indirizza, a “Ballarò”, verso un giornalista che scopre anche i suoi vecchi altarini: “Vai a farti fottere, bugiardo e mascalzone”. E' vero che ormai la decadenza dei costumi ci ha abituato a questo ed altro, ma sentire queste parole pronunciate in televisione da un politico così autorevole, offende chi le ascolta e mortifica una classe politica che, a prescindere dal colore e dalla collocazione, ha toccato il fondo della storia repubblicana. L'on. D'Alema non è più onesto del ministro Scajola, anche lui preso a rubare la marmellata, e chissà quanti altri cialtroni, impostori e ladroni uscirebbero fuori se si andasse a fondo veramente. Tutti si sono fatti il loro orticello personale. Si parla di regia occulta o di grande burattinaio che tira i fili. Non esistono regie occulte o grandi burattinai. Sono soltanto caste che sfacciatamente sanno di essere al di sopra delle leggi. Leggi che dovrebbero essere applicate da magistrati che, a loro volta, invece di giudicare in nome del popolo italiano, emettono sentenze per conto dei partiti in cui militano, pronti a candidarsi alla prima elezione. Anche loro casta e potere ingiudicabili e intoccabili. Ivi compresi sindacati e sindacalisti.
Penso che l'Italia sia l'unica nazione al mondo dove un politico, eletto in Parlamento anche per una sola legislatura, ha trovato la grassa mangiatoia per tutta la vita. Perché, in ogni caso, pur non essendo più rieletto, sarà assegnato – nella spartizione della torta – a fare il consigliere di amministrazione, il presidente, il revisore, il nullafacente delle migliaia di enti pubblici appaltati dai partiti con vergognoso lauto stipendio, liquidazione e futura pensione da nababbo.
Se l'esempio che dà la politica è questo, perché meravigliarci se i tifosi laziali, nella partita Lazio-Inter, tifano per la squadra avversaria pur di non favorire la Roma? Che vergogna! E perché meravigliarci se Totti, colto da improvviso raptus, appioppa un proditorio calcio a Balotelli? Che vergogna! E perché meravigliarci se Balotelli, a venti anni, crede di essere dio in terra e pensa che tutti ce l'abbiano con lui perché è nero? Che vergogna! E perché meravigliarci se in televisione ti propinano Flavia Vento o la Parietti o le contesse De Blanc madre e figlia o la Loredana Lecciso a fare le opinioniste? Opinioniste di che, di gossip e cosce al vento... Che vergogna!
Ma vergogna di che cosa? Se il Presidente della Camera dei Deputati, che dovrebbe essere super partes, si mette a fare politica, remando contro il partito che ha contribuito a fondare e che, a torto o ragione, continua a far proseliti, di che cosa bisogna vergognarsi?
Ho affrontato lo stesso argomento sei mesi fa, ma ho l'impressione che sia la prima volta: da allora niente è cambiato, tutto è immobile mentre la crisi attanaglia sempre più famiglie e i politici di oggi sono gli stessi che litigavano ieri, con il vicino bubbone greco pronto ad infettare anche noi. 
E quando ti fanno vedere un'infinità di opere pubbliche rimaste incompiute, con i soldi delle quali si potrebbe costruire un'altra Italia, di che cosa bisogna vergognarsi?
Chi è senza peccato butti la prima pietra! Dovremmo vergognarci tutti, e soprattutto preoccuparci per il futuro, perché - pur avendo fiducia nei giovani – bisogna accertarsi chi sono i loro mentori.
Speranza e commozione sono riuscite a pervadermi soltanto guardando la trasmissione della celebrazione del 149° Anniversario dell'Esercito Italiano. Siccome sono un inguaribile romantico credulone con un animo permeato di amor patrio, anche ieri l'inno nazionale e il discorso del Presidente della Repubblica mi hanno dato quella carica e quella emozione che fanno venire la pelle d'oca in tutto il corpo. E' stata anche l'occasione per consegnare la “Croce d'onore alla memoria” ai familiari di quei soldati che sono morti per una causa che forse neanche sentivano, ma alla quale hanno dovuto obbedire come qualsiasi operaio o impiegato che ha bisogno di guadagnare lo stipendio per mantenere la famiglia. Non li considero eroi, perché gli eroi fanno parte di un'altra categoria, ma valorosi operatori di pace che per quattro soldi rischiano la vita quotidianamente, anche per gente che continua ad ingrassare dentro e fuori i palazzi del potere. A queste giovani vite spezzate, che mi hanno fatto venire un nodo in gola, il mio ringraziamento e la mia gratitudine: cap. Antonio Fortunato, serg. magg. Roberto Valente, cap. magg. capo Massimiliano Randino, cap. magg. scelto Matteo Mureddu, cap. magg. scelto Giandomenico Pistonami, cap. magg. scelto Davide Ricchiuto.

mercoledì 4 novembre 2009

Vizi privati pubbliche virtu'



Viva LuxuriaVivaddio ha il coraggio di rendere pubblica la sua condizione. Questo e’ coraggio, questa e’ onesta’. Correttezza e onesta’ nei confronti di chi lo ha eletto in Parlamento nella passata legislatura. Questi elettori lo hanno votato sapendo che e’ un trans. Lo ha gridato al mondo senza vergogna e fiero nella difesa di una condizione sociale, morale e sessuale che gli ha creato non pochi problemi. Non condivido i suoi gusti, naturalmente, ma plaudo alla sua sincerita’ e al suo coraggio. Domenica scorsa, su Canale 5, ne ho apprezzato l’intelligenza, la dialettica e la chiarezza. Mentre lo ascoltavo dicevo a me stesso: “Questo e’ un trans con le palle”. Quelle palle che non hanno il coraggio di mostrare i vari Sircana, Marrazzo e compagnia occulta che nella sinistra italiana sembrano abbondare nascosti dal velo dell’ipocrisia e dell’omerta’.
Adesso mi e’ anche chiaro il livore e la persecuzione che ha dovuto subire Berlusconi per le sue vere o presunte prestazioni sessuali. Si vorrebbe intrappolare il Berlusca perche’ e’ un uomo normale, un maschio a cui piacciono le femmine e che alla sua eta’ ancora e’ innamorato della gnocca. I nomi delle donne non hanno importanza e neanche la professione: sono – comunque – donne, femmine con tanto di organo femminile desiderabile. Mi viene il dubbio che non sia una questione politica per costringerlo a dimettersi, ma solo squallida invidia. Invidia per un uomo ricco, potente, imprenditore di successo, che e’ eletto premier dagli italiani e che oltretutto non e’ neanche gay eneppure trans, ma un normalissimo uomo con le palle che gli funzionano come a tanti altri milioni di uomini.
Questa nostra sinistra che, alla deriva, non sapendo dove aggrapparsi, non trova di meglio che solleticare le palle di Berlusconi, farebbe bene a fare un serio esame di coscienza e quell’autocritica sulla propria superiorita’ morale della quale aveva fatto il cavallo di battaglia. E soprattutto i suoi candidati dichiarino agli elettori, oltre alle eccelse qualita’ morali, se sono gay o trans o normalissimi uomini come anche la sinistra ne aveva una volta. Qualcuno potrebbe obiettare che queste notizie riguardano la sfera privata del candidato. No, no e no!!! Questo riguarda gli elettori perche’ devono sapere chi e’ il proprio candidato, perche’ domani sara’ un uomo pubblico, e se e’ un gay o un trans e non lo dichiara e’ soltanto perche’ si vergogna delle sue inclinazioni e di se stesso, perche’ si vergogna di dire che gli piace mettersi alla pecorina ed essere impalato magari mentre sniffa cocaina, perche’ se mente alla famiglia perche’ non dovrebbe mentire agli elettori o agli amministrati?


Abbasso Marrazzo
Un mio amico soleva ripetermi che il mondo e’ diviso in due categorie: i mettinculi e i piglianculi. Di questa seconda categoria fa parte quel Marrazzo falso moralista, che oltre ad aver distrutto moralmente una famiglia (mi fa tenerezza la moglie che vuol far vedere l’unione nella sventura, ma penso lo vorrebbe morto domani) ha imbrogliato, derubato e messo in ridicolo l’intero Lazio. Ha rassegnato le dimissioni dopo aver provato, con incredibile faccia tosta, a darsi malato. Come no?, al dottore ha detto che gli faceva male il culo. Per l’imbroglio e il ridicolo la passera’ liscia ma per il furto dovra’ doverosamente intervenire la magistratura, sperando che il tutto, per i soliti giochi di potere, non venga insabbiato. C’e’ il sospetto che abbia attinto alle casse della Regione? Piu’ che il sospetto c’e’ la quasi certezza, perche’ questi vizietti costano cari e sono al di sopra delle sue possibilita’ economiche.
Un consiglio, caro Marrazzo (il caro e’ dovuto al costo sopportato dagli italiani): dopo aver chiesto scusa agli elettori, dopo aver espiato le tue colpe, puoi sempre trovare il modo di redimerti entrando in convento. Li’, con un po’ di fortuna, potresti trovare anche qualche frate con il tuo stesso vizietto; vivresti il resto dei tuoi giorni felice e anche dimenticato perche’ sia Santoro che Repubblica hanno fretta di voltare pagina: adesso c’e’ da sputtanare il Crocifisso e dare il giusto valore alla sentenza emanata dai talebani della corte di giustizia europea.
Ma questa e’ un’altra porcata per me e tanti italiani difficile da digerire, dopo aver mandato giu’ le porcate di Marrazzo. Qualcuno mi dovrebbe un giorno spiegare cosa ci fanno un giudice turco e uno serbo nella corte di giustizia europea. Gradirei una risposta da qualche membro del governo italiano, stato co-fondatore di questa Europa votata all’islam. Non siamo stati capaci di far inserire nella Costituzione europea le origini cristiane dell’Europa e adesso vogliono toglierci anche il Crocifisso. Mi domando a che titolo stiamo in quest’Europa. Io non mi ci riconosco.

lunedì 15 dicembre 2008

Bush al Luna Park




E’ salita agli onori della cronaca la scarpa. I modelli made in Italy, naturalmente, non trovano eguali nel mondo, ma una volta tanto e’ anche giusto che anche in altri paesi trovino la meritata ribalta.
Cosi’ che abbiamo la scarpa russa che, in mano a Krusciov, nel settembre del 1960 al Palazzo di Vetro, assaggia la bonta’ del legno dei banchi dei delegati. Il segretario generale del Pcus intende protestare, in modo cosi’ singolare, contro il discorso del rappresentante spagnolo, battendo in modo cadenzato la scarpa sul banco, e sembra che anche il ministro degli esteri Gromyko, in modo piu’ sommesso, abbia imitato il suo segretario generale.
Dopo 48 anni, torna alla cronaca la scarpa di un giornalista che, in Iraq, scaglia le sue contro il Presidente degli Stati Uniti George W. Bush, anche lui in segno di protesta. I due episodi sono lontani nel tempo e la scarpa e’ usata in modo differente. Mentre nella prima occasione serve solo per rumoreggiare in modo insolito, nella seconda e’ usata come arma impropria per essere scagliata in faccia a Bush.
Certamente, quest’ultimo, se avesse fatto il pugile avrebbe avuto ottimi successi e avrebbe fatto molti meno danni di quanti ne abbia fatti da Presidente. Quello che ha sorpreso tutti coloro che hanno visto il filmato, infatti, e’ la rapidita’ di Bush nell’evitare le scarpate, con torsioni del busto da fare invidia a Mohammed Ali.
I servizi di sicurezza intervenuti, hanno bloccato rapidamente il giornalista e la storia sembra (ma non ci giurerei) sia finita li’. Ma da domani, sicuramente, ogni giornalista dovra’ stare attento ai propri calzini. Chi partecipera’ a una conferenza stampa, tra le altre misure di sicurezza, dovra’ togliersi anche le scarpe, purche’ non esca fuori il ditone dal calzino bucato.
Le cronache ci dicono che la misura delle scarpe era la 44, che potremo giocare al lotto abbinandolo al 72 „a maraviglia” (lo stupore). La marca delle scarpe non si sa, peccato! Se prendesse piede (sic!) questa usanza contro i politici e la politica, in breve la crisi del settore sarebbe superata.

giovedì 28 febbraio 2008

Rai-International e i residenti all'estero

Grazie, mamma Rai!

Guardavo, ieri sera ItaliaWorld su Rai International, trasmissione condotta da Piero Badaloni, che ospitava alcuni dei parlamentari eletti nella circoscrizione esteri. Si faceva l’elenco dei disegni di legge presentati in Parlamento a favore dei residenti all’estero e si discutevano le nuove norme per le votazioni del prossimo 13/14 aprile.
Uno dei parlamentari rivendicava l'aver ottenuto il diritto di poter vedere la Nazionale di calcio su Rai International mentre lamentava il fatto che non si potessero vedere le partite di squadre di club di serie A e B. Badaloni rispondeva che ciò era impossibile per i costi elevati che la Lega Calcio richiede per i diritti televisivi. Tutto finiva qui, con la vaga speranza di poter fare qualcosa nell’avvenire.
Da due anni anch’io vivo all’estero e mi sento personalmente coinvolto sia nel voto che nei diritti-doveri che ne conseguono. Ragione per cui protesto vigorosamente, sì, vigorosamente, per il vergognoso trattamento riservatoci.
La Rai incassa una montagna di quattrini e altrettanti ne spende per giochi a quiz, cachet a personaggi televisivi, isole dei famosi, festival canori, dirigenti, fiction e quant’altro. Non riesce a trovare i soldi da versare per noi alla Lega? E la Lega incassa un’altra montagna di soldi da Rai, Mediaset, Sky e altri Paesi europei. Non può fare uno sconto alla Rai per poter far vedere anche a noi le partite di club? Oppure… non si può, per legge, costringere la Lega a cedere gratuitamente o a prezzo simbolico i diritti televisivi alla Rai per la visione delle partite di club rivolta agli italiani nel mondo?
Per un italiano residente all’estero poter assistere il sabato e la domenica a una di queste partite vuol dire un ritorno al proprio paese, un contatto quasi fisico che non si può capire se non si prova. No, no e poi no. Sono incazzato nero. Sono pensionato e vivo della mia pensione in Bulgaria e la pensione mi arriva ogni mese al netto delle tasse (qui posso vivere almeno decorosamente). Siamo legati alla madrepatria con un cavo d’acciaio fatto di amore, ricordi, rabbia, rimpianti, tasse, lavoro, sogni e sentimenti che ogni italiano porta giornalmente dentro di sé; alla Rai o al Parlamento basterebbe solo aggiungere un filo, anche esile, di buona volontà, per dimostrare che il legame è reciproco.
In Bulgaria, dal mio televisore fino a cinque-sei mesi fa vedevo Rai International in chiaro sia su RaiAfrica che RaiAsia. Su RaiAfrica vedevo il sabato e la domenica La Giostra dei Gol con le partite di serie A e B. Poi improvvisamente RaiAfrica è stato oscurato e trasmette solo RaiAsia. Quindi i diritti la Rai li ha. Perché allora oscura il canale? E ancora: da quando lo ha oscurato le cose vanno meglio nel mondo? Ha fatto solo un dispetto a noi.
Grazie, mamma Rai.

giovedì 7 febbraio 2008

La sai l'ultima?

Ci siamo, anzi ci risiamo. Ventuno mesi di rissa. Ventuno mesi a osannare le leggi che stanno cambiando e rinnovando l'Italia, ventuno mesi a demonizzare leggi che stanno affossando l'economia italiana e gli italiani.
Adesso tutti i partiti, partitini, partitucoli, movimenti, associazioni di due persone prima intascheranno i soldi che lo Stato munificamente riconosce a tutti, poi tireranno fuori dal cappello a cilindro la ricetta miracolosa che rinnoverà il nostro Paese portandolo nella prossima legislatura in vetta all'Europa.
Adesso sentiremo da ognuno di loro che sì, è vero, dobbiamo riavvicinare i cittadini alla politica e ai politici, dobbiamo rinnovarci, dobbiamo cambiare le regole del gioco, dobbiamo diminuire il numero dei parlamentari e ridurre i costi della politica; dobbiamo aumentare gli stipendi dei lavoratori e diminuire le tasse; dobbiamo dare più sicurezza ai cittadini; la politica e i politici non devono occupare la Rai e tutti gli altri centri di potere, bisogna dare spazio alla meritocrazia; dobbiamo ancora una volta riformare la scuola, dobbiamo far ripartire l'economia. Dobbiamo, faremo, dobbiamo, faremo, bla bla bla...
Smettetela, state dicendo solo cazzate e sapete di dirle, destra sinistra centro democratici arcobaleni rose bianche rosse o verdi. Non voglio fare il Grillo parlante del momento, il mio cuore batte a destra. Ma Beppe Grillo non dice le cazzate che dicono i politici, l'80 per cento delle cose che blatera sono vere e giuste, è la spettacolarizzazione che ne dà che le rende forse vane e non credibile lui.
Sono convinto che la cura per il nostro malessere o il nostro benessere non sta né a destra né a sinistra. Sta dentro ognuno di noi.
Dovremmo cambiare il nostro pensiero, la nostra cultura, dare una svolta al nostro cervello e invece di indirizzarlo a destra o a sinistra, metterlo al servizio della collettività per cercare di raddrizzare le sorti di questa povera Italia. Ma dove stanno tutti questi missionari, tutti questi uomini di buona volontà? Da che mondo è mondo la prima parola per l'uomo è "io, ego". I politici, purtroppo per noi, fanno parte di questa umanità.
Cerco di immaginare i nostri parlamentari con uno stipendio di 1500 euro al mese senza possibilità di fare altri intrallazzi. Altro che Camera e Senato! Penso che non si riempirebbe neanche mezza Camera...
Qualcuno potrebbe dirmi: "Ma davvero pensi questo dei nostri politici?". Non lo penso solo io, sono in compagnia di quasi tutta l'Italia. Chi riparerà i danni che continuano a produrre?
Dopo tutte queste considerazioni, dopo le elezioni, che futuro avrà l'Italia? Siccome oggi sono ottimista dico subito come finirà: l'Italia e gli italiani proseguiranno, come hanno fatto finora, per la propria strada... arrangiandosi e arrampicandosi sugli specchi.
Io intanto, dalla Bulgaria, guardo e aspetto sperando di essere smentito.