domenica 30 dicembre 2012

Buon Anno all'Italia e agli Italiani


Buon Anno
a tutti i miei connazionali

E’ un augurio doveroso e sincero, perché tra poco più di un mese dovremo difenderci dalle voraci fauci degli alligatori che hanno dilaniato l’economia italiana e che si apprestano, adesso, a completare l’opera azzannando direttamente le nostre carni.
Si travestono da Robin Hood, da Cincinnato, da Masaniello, da cristiani, da giusti e penitenti, ma alla Camera saranno sempre 630, al Senato 315 e più, vitalizi, privilegi e stipendi sempre gli stessi, tutto è rimasto come prima, alla faccia dei disoccupati, dei cassintegrati, degli esodati, dei pensionati, degli imprenditori, dei commercianti, dei giovani che credono che qualcosa cambierà.

Affettuosamente dalla Bulgaria

sabato 22 dicembre 2012

Fine di un incubo e ritorno dei Marò



Si dice che gli anni bisestili siano i peggiori e che tutto ci può accadere. Sacrosanta verità. Ci siamo salvati dalla fine del mondo predetta dai Maya, ma non era questo l’incubo. Ciò che abbiamo visto e subito quest’anno, a livello economico, politico e sociale, in Italia, ci ha trascinato a un passo dal baratro. Parlo, naturalmente, della gente comune, parlo del ceto medio che è scomparso, dei poveri sempre più poveri e dei ricchi sempre più ricchi. Parlo di gente che impunemente si appropria del denaro che dovrebbe essere speso a favore della collettività, parlo di banche e tasse che strozzano i cittadini e la nostra economia, in nome e per conto di un’Europa che pur avendo nel programma l’unione tra i popoli, non sentiamo nostra perché la vediamo nemica, programmata “tecnicamente” nel tutti contro tutti invece che nel tutti per uno e uno per tutti.

Con il 2013 la politica riavrà pieno titolo a governare. Non so quanti italiani credano ancora in questi politici. Siamo tutti in attesa di vedere facce nuove, programmi economici e sociali che possano concludersi nell’interesse dei cittadini, imprese che riprendano a produrre, operai che ritornino al lavoro, e soprattutto che ai giovani sia data l’opportunità di mostrare quanto valgono.

Dovremo ancora dare credito alla politica? Purtroppo sì, perché è l’unica in grado di tirarci fuori dalle paludi in cui stiamo sprofondando. Ma stiamo attenti e stiamo con il fiato sul collo di questi politici che si accingeranno a governare, di qualunque colore siano. Oggi non esistono più colori, valori, ideali, ce lo hanno ampiamente dimostrato tutti. Abbiamo bisogno di gente onesta, seria e capace che ci riporti ai livelli che meritano il nostro ingegno, la nostra operosità e le nostre possibilità. Se la prossima classe dirigente sarà all’altezza del compito che gli italiani le affideranno, torneremo a quel benessere che da troppi anni ci è stato rubato; se così non fosse arriveremo alle sommosse popolari prima, e alla rivoluzione poi. Spagnoli e greci stanno facendo le prime prove, noi li seguiremo, alla faccia dell’Europa Unita.

Un sincero “Bentornati” ai nostri due marò Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, né eroi né valorosi, ma semplicemente due uomini, due onesti servitori della Patria, costretti dalla dabbenaggine del comandante della “Enrica Lexie”, a subire un’ingiusta detenzione in India. Per loro non sono ancora finite le sofferenze e vicissitudini legate al loro lavoro, ma saranno certamente all’altezza di onorare l’Italia e la Marina a cui appartengono. A voi, figli d’Italia ma non di questa Europa Unita, l’augurio di Buone Feste con le vostre famiglie.

Aspettando con estremo interesse l’evolversi degli intrecci politici e le prossime elezioni, auguro agli amici lettori, agli italiani in Italia e agli italiani emigrati all’estero, agli uomini di buona volontà, un Buon Natale, con l’auspicio che l’Anno Nuovo porti quel barlume in fondo al tunnel, che non sia un treno ma uno spiraglio di speranza.

martedì 11 dicembre 2012

Bulgaria, la Lampedusa degli italiani?


Attraverso i vetri della finestra guardo il rado traffico che scorre sul viale sottostante. La neve ha già imbiancato i marciapiedi e i tetti, ma stenta ancora ad attecchire sull’asfalto. Cielo grigio e giornata uggiosa. Ormai anche a Pazardjik è arrivato l’inverno con il carico di complicazioni e disfunzioni che inevitabilmente si porta dietro: il freddo, la neve, le buche stradali, la fanghiglia, per non parlare dei malanni corporali in agguato.
Il tepore della stanza e la neve che continua a fioccare mi fanno pensare che sono proprio fortunato a trovarmi qui. La controprova non c’è, ma se fossi rimasto in Italia, probabilmente oggi non starei nelle stesse condizioni di spirito e di salute (sempre ringraziando il Padreterno, naturalmente): troppo stress, troppi pensieri, troppe tasse, troppo di tutto opprimono i pensionati e il popolo italiano già da alcuni anni e il peggio, forse, non è ancora arrivato.
La vecchia Tempra cammina ancora, qualche acciacco si ripara con spesa modesta, le spese varie di affitto, luce, telefono, internet, farmacia e il quotidiano mangiare sono adeguate alla pensione: cosa può desiderare ancora un normalissimo pensionato? Nel rovescio della medaglia, oggi, c’è una sola cosa: la lontananza dagli affetti più cari, alla quale si può ovviare, in ogni caso, trovandoci a un’ora di volo dall’Italia. Se poi, grazie a internet, riesci a farti il formaggio, la ricotta e la mozzarella in casa, cosa vuoi di più dalla vita?, il Lucano qui ancora non si trova, ma il latte appena munto sì, così come il pollo ruspante, il tacchino, il coniglio, il maiale dai contadini: vita di provincia, naturalmente, anche perché di quella di città ne ho avuto abbastanza.
Dalle tante e-mail che ricevo da connazionali che leggono questo blog, vorrei pubblicarne qualcuna, per far capire la situazione che, attualmente, si vive in Italia:

“Sto cercando un posto dove finire i miei giorni (ho quasi 70 anni e sono in pensione: sono un separato in casa, i figli sono grandi e vivono per conto loro), mi dice se in Bulgaria con 1200-1500 euro si riesce a vivere? … Sto cercando notizie sull’economia, sul sociale, sui servizi, ecc. per finire sul clima che immagino di tipo continentale. Sono sensibile all’organizzazione sanitaria, ho avuto un infarto al miocardio, preso per tempo e operato con inserimento di tender … sono interessato agli affitti, che immagino diversi a seconda della zona, e anche all’acquisto di un immobile, se i costi non siano proibitivi. Posso disporre di circa 60-70.000 euro. Semi sposterò lì non avrò voglia di fare attività economica: lavoro o impiego che sia, ma vorrei trovare occasioni di impegno di tipo culturale per tener in moto il cervello” (Giancarlo).
“Ciao Antonio, sono incuriosito e tentato dal lasciare l’Olanda (dove vivo) e spostarmi in Bulgaria per la mia età pensionabile. Tu hai esperienza e forse puoi darmi le informazioni necessarie. Vorrei sapere quante tasse si pagano sulla pensione lorda e inoltre cosa è richiesto dalla polizia per darti un permesso di soggiorno stabile e quindi non turistico. Ti sarei tanto riconoscente se potessi rispondere a queste mie domande e magari mi dessi qualche dritta su cosa fare e cosa non fare. Sono stato a Plovdiv e non mi è dispiaciuta, ma forse fuori città gli affitti sono inferiori e magari tu ne sai qualcosa …” (Filippo).
“Ciao, sono Antonio, vivo a Lecce, ho 53 anni, separato, sono stato 4 volte in Bulgaria in vacanza, mi è piaciuta tanto da far un pensierino di venire a vivere per sempre. Considerando che dovrei aprire un’attività o trovare un lavoro per poter vivere Lei cosa mi consiglia?”.
“Caro Antonio, ho letto un po’ di roba sul tuo log e spero mi concedi l’entrata confidenziale. Ti disturbo perché anch’io in qualche modo sono attratto dal vivere in Bulgaria. Conosco poco e solo la zona di Stara Zagora fino a Kazanlak, dove sono venuto per un paio di volte in ferie. Ora mi chiedo se davvero può valere la pena lasciare tutto e spostarsi in Bulgaria. Ho 63 anni, pensionato. Ma che succede alla mia pensione di 2000 euro netti se mi trasferirò là? Come sarà tassata? Come italiano sei stato accettato bene? Con la lingua come te la cavi? La sanità come funziona? Insomma, se non ti disturbo troppo, vorrei da te sapere tutto ciò che può essere necessario considerare in caso di trasferimento definitivo”. (Ferdinando)
“Ciao, Antonio, ti mando questa mail poiché sono un pensionato giovane, ho 40 anni e percepisco una pensione Inps di euro 750. Ho letto che ormai vivi in Bulgaria da anni, la prima cosa che ti chiederei è se con questa cifra mensile e con pochissimi risparmi è possibile vivere decorosamente e tranquillamente. Ho bisogno di tutte le informazioni che puoi darmi, non ho una città di preferenza dove trasferirmi. Sono single e senza figli, vorrei cambiare vita visto anche come stanno andando le cose qui in Italia. Ti ringrazio anticipatamente, a presto” (Gianluca).

Naturalmente, rispondo e cerco di dare a ognuno le informazioni  di cui abbisogna corredate dei miei personali consigli e anche lo sprone per affrontare il grande passo. Da Sofia viene a trovarmi l’amico Fabio. A pranzo, tra una chiacchiera e l’altra, il discorso cade sui connazionali che sempre più arrivano in Bulgaria. Gli accenno, naturalmente, anche delle tante e-mail che mi arrivano continuamente a questo proposito. Da buontempone sarcastico qual è mi dice subito che ormai il mio blog è divenuto un centro di accoglienza e Pazardjik è diventata la Lampedusa degli emigrati italiani. Una cosa, però, mi fa pensare e mi impressiona, quando, proseguendo il discorso, mi dice: “Speriamo di non diventare per i bulgari, quelli che per noi sono gli emigrati africani”. Me lo auguro anch’io.

domenica 2 dicembre 2012

Ilva Taranto: giustizia o protagonismo ad ogni costo?



Siamo tutti d’accordo: quarant’anni di occhi chiusi, di malcelata disattenzione, di “non pensavamo che…”, nel migliore dei casi, oppure di corruzione a tutti i livelli – di politici, di amministratori, di medici, di sindacati, di periti, di manager e dirigenti pubblici e privati – hanno fatto traboccare il vaso e si è arrivati oggi al punto di non ritorno.
Questo sta succedendo all’Ilva di Taranto, la fabbrica per la produzione dell’acciaio più grande d’Europa. Una potenza industriale che non conosce crisi e che occupa e dà lavoro – direttamente o nell’indotto urbano ed extraurbano – a migliaia e migliaia di operai, e scusate – nella crisi che sta opprimendo Italia ed Europa – se è poco.
Però, però… tanti però… perché a Taranto il lavoro, che dovrebbe essere causa di benessere, serenità e salute, produce l’effetto contrario: il lavoro uccide. Le condizioni lavorative e ambientali in cui vivono i tarantini vicini all’Ilva e dintorni, provocano una percentuale di mortalità per cancro nettamente superiori ad altri luoghi, e questo a causa delle emissioni venefiche e cancerogene degli impianti dell’Ilva.
Così che, dove per decenni è stata latitante la politica, è finalmente arrivata la magistratura a far applicare le leggi. Ognuno di noi ha plaudito a questo intervento per fermare la carneficina. Tra domiciliari e carcere sono già stati arrestati decine di amministratori, politici, tecnici che hanno coperto per anni questa situazione intollerabile ed è stata costretta l’Ilva all’impegno di mettere subito a norma gli impianti. Come? All’italiana… chiudendo la fabbrica e sequestrando il prodotto finito. Da oggi di lavoro non si muore più, si muore di disoccupazione… e non solo a Taranto, ma anche a Genova, dove si lavorano i prodotti finiti a Taranto. E’ indubbiamente triste dover scegliere tra lavoro e salute per chi vive sulla propria pelle il problema, così come potrebbe esser facile il giudizio per chi ne sta lontano. Ma se per decenni è stato dimenticato e nascosto, perché non si può più aspettare, sapendo che finalmente questa volta si risolverà? La chiusura non provocherebbe forse più problemi di quanti ce ne siano adesso?
Il governo tecnico di Monti, spinto dalla magistratura e dall’urgenza, ha di corsa varato un decreto legge per la messa a norma degli impianti a spese dell’azienda, con garanzia di stretto controllo e anche di esproprio in caso di inosservanza degli impegni. Sembra – dico sembra perché in Italia può succedere di tutto e il contrario di tutto – che questa volta quello che in quarant’anni non hanno fatto i politici, siano riusciti a farlo i professori di Napolitano, e si sta riaprendo uno spiraglio per la ripresa del lavoro e della produzione, con la garanzia che entro un paio d’anni a Taranto ritorni il connubio lavoro=vita.
A questo punto sarebbe giusto tirare un sospiro di sollievo… e invece no! La magistratura, per bocca del Procuratore della Repubblica di Taranto, fa sapere che porrà al Tribunale del Riesame eccezione  di incostituzionalità del decreto legge del governo o conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.
La domanda che gli italiani oggi si fanno è: se il Tribunale del Riesame dovesse dare ragione alla magistratura di Taranto, queste famiglie dovrebbero morire di disoccupazione per avere un eroe in più tra i magistrati? Perché non adeguarsi al buon senso e alla pace sociale faticosamente raggiunta a Taranto e accantonare questa voglia di protagonismo ad ogni costo che offusca ciò che di buono ha fatto finora il magistrato? Qualcuno può pensare che morire di lavoro o morire di fame sia differente?

mercoledì 21 novembre 2012

Nonna Anna e il “Girotondo degli animali”: le filastrocche per aiutare i bambini autistici


Chi ha letto il mio post del 9 settembre scorso, che raccontava di amici del blog venuti a Pazardjik per conoscermi, ricorderà senz’altro che avevo promesso di raccontare una storia umana e commovente nella quale avrei coinvolto anche i lettori.
La vicenda riguarda l’incontro con Sara e Anna, che è stato improntato a immediata e spontanea cordialità e simpatia, ma dal quale ho avuto modo di conoscere e approfondire un argomento riguardante specificamente la seconda. Anna Giacanella, una matura e amabile signora, i cui grandi occhi marroni sprigionano tanta bontà. La signora Anna è nonna di due ragazzi di 15 e 10 anni, “angeli caduti su questa terra – come lei ama dire – senza paracadute”: sono, infatti, entrambi autistici. E’ una frase troppo bella e simbolica che difficilmente dimenticherò.

Ascoltare la voce di questa signora quando parla dei suoi nipoti è una emozione unica. Sono i suoi campioni, sono coloro dai quali giorno per giorno prende forza e apprende qualcosa della vita, di una vita che potrebbe intendersi solo sofferenza e invece le dà vieppiù coraggio e le fa conoscere amore ansie e gioie in tutte le sfaccettature. Quando parla di loro, nei suoi occhi luminosi c’è il riverbero di una infinita amarezza, accompagnata però da tanta determinazione.
La signora Anna, che da sempre coltiva l’amore per la poesia, ha voluto scrivere per i “suoi ragazzi” un libro di filastrocche che lei inizia a scandire e i nipoti continuano a declamare.  Il libro è stato anche stampato in una bellissima veste tipografica e si intitola “Girotondo degli animali”, è composto di 14 filastrocche, 40 pagine a colori, formato 22x25, cartoncino patinato con rilegatura a spirale.
Dalla presentazione estrapolo solo gli ultimi otto versi: non sono solo poesia, sono amore viscerale per questi ragazzi.

Mi chiedo perché
… Vorrei poter leggere i tuoi piccoli pensieri
Esplorare la tua mente, capirne i misteri.
Rispondere sicura a tutte le domande
Che un giorno mi farai, quando sarai grande.
Vorrei capire quando piangi, quando ti lasci andare
Mi scoppia il cuore, non voglio rinunciare.
Vola nel cielo immenso, libero come un gabbiano…
Proviamoci insieme, prendi la mia mano…”.
(nonna Anna)


Avrei potuto proporvi l’acquisto del mio libro “Scoprire la Bulgaria”, invece voglio presentarvi questo libro perché è un regalo bellissimo ed educativo per i bambini. Presto sarà Natale e cosa si può dare di meglio, ai propri e a tutti i bambini, che un libro di filastrocche? Acquistandolo farete un’opera meritevole, perché il ricavato sarà devoluto all’Associazione “Rimini Autismo” Onlus per il sostentamento del Centro “Villa del Bianco” di Misano Adriatico, che accoglie, insieme ad altri bambini che soffrono di autismo, anche i suoi nipoti. Potrete informarvi direttamente anche presso: www.riminiautismo.it.

Il libro costa 12 euro. Chi vuole acquistarlo è pregato di mettersi in contatto con la signora Anna Giacanella all’e-mail  giacana47@yahoo.it, oppure versare presso qualsiasi ufficio postale la suddetta somma sul numero 4023600625391737 di Postepay intestato a Anna Giulia Giacanella, specificando la causale del versamento e il proprio indirizzo postale; in brevissimo tempo nonna Anna provvederà alla spedizione del libro.

Cara signora Anna, far conoscere il suo libro era il minimo che potessi fare per Lei, dopo aver udito la sua commovente storia. Mi auguro che i lettori raccolgano gli stessi miei sentimenti e lo acquistino numerosi.

domenica 11 novembre 2012

Richiedere/rinnovare la carta d'identità in Bulgaria


Sembrava dovesse essere più facile perché bisognava solo rinnovarla, invece si è ripetuta, senza spostare una virgola, la stessa situazione della volta precedente. Mi riferisco al rinnovo della lichna karta (carta d’identità) bulgara. Il mese scorso è toccato a Renata, la mia compagna, ed essendo già scaduto il documento, ci hanno riempito di moduli da riempire e documenti bancari e notarili da produrre, proprio perché era scaduta questa benedetta lichna karta. La sorpresa è venuta fuori quando io – che mi sono presentato tre giorni prima della scadenza del documento – ho dovuto rifare la stessa trafila burocratica di Renata.
Arrivo con Margherita, l’amica bulgara che parla italiano e che traduce, segue ed esegue tutte le varie fasi della pratica. Se dovessi fare tutto da solo, penso che starei una vita col documento scaduto. Lo sportello è quello dell’Ufficio Emigrazione che sta nella Stazione di Polizia di Pazardjik. La buona e paziente Margherita riempie per me i primi tre moduli che firmo diligentemente.  Consegno in visione il passaporto, il vecchio talloncino bianco (una brutta copia di lichna karta) che mi avevano dato 6 anni prima, e meno male che non me ne sono disfatto…, la copia del contratto di affitto. Con Ettore andiamo a fare le fotocopie che resteranno all’Ufficio, poi mi danno un piccolissimo foglietto con su scritto qualcosa e passiamo alla Cassa della Unicredit Bulbank che sta accanto. Qui, dietro pagamento di 48 leva e 8 firme, mi rilasciano 4 ricevute che riporto allo sportello.
Finito? Ahahah…  Devo andare alla banca dove ho il conto corrente e richiedere un documento che attesti che ho sul conto almeno 1000 leva e che lì ricevo la pensione ogni mese. In banca mi dicono di passare il giorno dopo e intanto c’è da pagare 10 leva. Domando se si può avere subito e mi rispondono che con 30 leva me lo consegnano dopo un’ora. Opto per il giorno dopo. Finita la pratica in banca andiamo dal notaio. A fare cosa? Serve un documento che attesti che effettivamente abito in via ecc. ecc. e che capisco la lingua bulgara. Ma non bastava il contratto di affitto? In quanto alla lingua, dopo più di sei anni, qualcosa avrò pure imparato!... Misteri bulgari. Con il/la notaio/a  (in Bulgaria ho conosciuto solo notai donne) finisce tutto bene perché riesco a rispondere alla domanda che mi fa, facciamo anche una bella risata sul mio bulgaro, timbra e firma un foglio da portare all’Ufficio Emigrazione, costo 6 leva (in Italia forse non bastavano 50 euro). Il giorno dopo porto i documenti all’Ufficio, ma è venerdì. Mi danno appuntamento per lunedì per fare la foto e tra venti giorni anch’io avrò la mia lichna karta valida 10 anni. Mi chiederanno se la voglio subito o quasi, dietro pagamento dell’urgenza, ma io risponderò di no, la ritirerò dopo una ventina di giorni.
La cronistoria appena raccontata potrebbe far da guida, spero, a coloro che si dovessero trovare nella mia condizione e avranno letto queste righe. Ma soprattutto vorrei far notare, ancora una volta, quello che accomuna la Bulgaria e l’Italia: la burocrazia, questa farraginosa macchina che serve soltanto a far sprecare inutilmente tempo e denaro ai cittadini, e in questa battaglia sarà difficile poter dire chi potrebbe prendere l’Oscar dell’imbecillità.
Una lancia a favore della Bulgaria, però, voglio spezzarla. Lo Stato bulgaro ha delle leggi e delle regole, ed è giusto che i cittadini europei o extracomunitari che vogliano vivere qui le seguano e le rispettino, a prescindere dal discorso sulla burocrazia. In Italia, invece, patria del diritto delle leggi e delle regole, chiunque arriva è libero di circolare e di fare i propri comodi e non avrà certo bisogno di dimostrare come poter vivere e dove vivere, se lavora o delinque, e se non avesse dove abitare basta solo andare a Milano e Pisapia gli troverà subito un alloggio confortevole. Dite di no? Provare per credere… ma solo se stranieri, gli italiani se la devono guadagnare la pagnotta…

P.S. - La Bulgaria non finisce mai di stupirmi. Sono andato per ritirare la carta d'identità e l'impiegata che aveva lavorato la mia pratica mi dice che devo ritirare dei soldi che ho pagato in più, perché ho 71 anni e alcune tasse dopo i 70 non devo pagarle. Mi manda in un altro ufficio dove mi restituiscono 25 lev. Cosa dire? Grazie...

mercoledì 7 novembre 2012

L'archeologo Vasil Nikolov: a Provadia, in Bulgaria, la città preistorica più antica d'Europa


E’ rimbalzata in tutta Europa la notizia del ritrovamento, in Bulgaria, del più antico insediamento urbano finora conosciuto, risalente a circa 5000 anni. Lo ha comunicato alla stampa internazionale il famoso archeologo prof. Vasil Nikolov, presentando le prove degli scavi svolti l’estate scorsa presso Provadia, una cittadina a circa 40 chilometri da Varna, specificatamente nel sito archeologico di Solnitsata. Gli scavi sono iniziati nel 2005 e tuttora proseguono.
Il prof. Nikolov sostiene che questa sia stata una città molto ricca difesa bene dai suoi abitanti, perché sono stati trovati muri spessi due metri e alti tre. La ricchezza era dovuta, in particolar modo, al fiorente commercio del sale che costituiva allora una grande prosperità per i popoli che lo estraevano e lo barattavano. Era praticamente, per il suo uso e le sue proprietà nell’alimentazione, la più ricca moneta di scambio, come per noi è oggi l’oro. I 3000 e più gioielli d’oro ritrovati negli anni scorsi nella necropoli di Varna spiegano come quelle popolazioni abitanti in zone così povere, avessero trovato nel commercio del sale immense ricchezze.
L’insediamento era abitato da circa 300-350 persone, che abitavano case costruite anche a due piani. Pur se sfruttata, sembra, da almeno 7500 anni, Provadia e la zona circostante estraggono tuttora una produzione di sale che sembra non doversi mai esaurire.
La necropoli, dove sono stati rinvenute tombe con ricco vasellame di rame e ceramiche, presenta misteriosi e strani rituali di sepoltura, perché, inspiegabilmente – almeno per ora – i cadaveri sono stati tagliati a metà e poi sepolti dal bacino in su.
Aspetteremo la prossima estate, alla ripresa degli scavi, con curiosità sempre crescente, perché il prof. Nikolov e il suo team di archeologi non finiscono mai di stupirci con le loro scoperte.



venerdì 2 novembre 2012

Hissarya: vestigia romane, acque minerali bulgare


Alle 10.30 del mattino si parte, il 31 ottobre a Pazardjik sembra ancora primavera. Ivan e Vanessa, gli amici bulgari, davanti a farci strada con la loro auto, io e Renata, Margherita ed Ettore, con la Ypsilon di quest’ultimo, li seguiamo per la strada che porta alla maghistrala per Plovdiv (maghistrala in Bulgaria è l’autostrada). Percorsi i circa 30 km che portano a Povdiv, usciamo allo svincolo che conduce sui monti Sredna Gora  ai cui piedi sono Karlovo e Kazanlak, città che delimitano la famosissima Valle delle Rose, molto conosciute a loro volta perché la prima ha dato i natali a Vasil Levski, eroe nazionale bulgaro, e la seconda ospita una stupenda tomba tracia con pregevolissimi affreschi. Percorsi venticinque chilometri svoltiamo a sinistra per raggiungere, dopo 10 km,  Hissarya, la destinazione della nostra gita turistica e idrogastronomica.
Questa cittadina di circa 8.000 abitanti, infatti, è molto antica ed è rinomata in tutta la Bulgaria per le sue ventidue sorgenti di acque minerali, ottime per la cura della salute e la bellezza del corpo. Nel bagagliaio delle auto portiamo con noi una ventina di grossi contenitori per farne, al ritorno, una discreta scorta. A Pazardjik non c’è acqua buona e tutti vanno nei dintorni a farne rifornimento. Personalmente andiamo a rifornirci di acqua minerale a Bratsigovo oppure facciamo una capatina in collina, a Dobra Vodà, che in bulgaro vuol dire acqua buona. Si potrebbe comprare anche nei supermercati, ma diventa l’occasione anche per fare una gita. Scendiamo dalle macchine e ci troviamo immersi in un’atmosfera rilassante e tranquilla, circondati di verde,  di pulizia e del dolce tepore solare. Quando l’impero romano conquistò la Tracia, anche Hissarya subì la stessa sorte e fu chiamata prima Augusta e poi Dioclezianopoli.
I Romani, che allora valevano un po’ più degli attuali, costruirono strade, bellissime terme e vi insediarono delle caserme e una fortezza, facendone la terza città della provincia tracia per grandezza. Vi soggiornò anche Settimio Severo, non so se di passaggio o per curare qualche malanno. Oggi di questo antico splendore rimangono le terme, che ospitano annualmente migliaia di turisti e pazienti, affetti dai più svariati disturbi, che vanno dal fegato agli occhi alle complicanze renali gastrointestinali e urologiche e alle ossa, che arrivano qui speranzosi di poter ripartire guariti sia nel corpo che nell’anima. Le sorgenti di acque minerali, infatti, malgrado i secoli, continuano a profondere il loro benessere sgorgando acque sempre più copiose, mentre degli antichi insediamenti sono rimasti ancora mastodontici resti che ne risaltano l’antico splendore.
Finita la lunga (e per me anche un po’ faticosa) passeggiata intorno alle antiche rovine (le mura si estendono per più di 2 km e raggiungono un’altezza di 11 metri), è giusto dare il dovuto premio al nostro stomaco, circondati da nugoli di studenti che escono dalla scuola. Satolli, riposati e contenti, anche per aver fatto partecipare al pranzo un cane e un bellissimo gattino, facciamo un ulteriore giretto per la città, visitando la chiesa di S. Pantaleimon (che per noi dovrebbe essere S. Pantaleo), circondata da un meraviglioso giardinetto, qualche negozio di souvenirs e per finire si riempiono i contenitori d’acqua minerale dalla fontana e via di corsa alle macchine. L’oscurità cala presto e vogliamo trovarci a casa prima del buio.

P.S. – Ivan e Vanessa, marito e moglie, sono due amici bulgari che abbiamo avuto occasione di conoscere all’ospedale di Plovdiv più di un anno fa, in occasione certamente non piacevole per il mio e il suo problema. Persone veramente speciali sia per l’aspetto umano che caratteriale, persone gioviali e serene con le quali passano in secondo ordine le avversità e le preoccupazioni. Di lui - vecchio campione europeo di lotta greco-romana, con i suoi 110 kg – temo solo una cosa: stringergli la mano, perché ogni volta vedo la mia scomparire paurosamente dentro la sua morsa.

Per concludere, ecco un piccolo panorama fotografico di Hissarya:
































martedì 23 ottobre 2012

Rosario Trefiletti: la soluzione a tutti i problemi



Con il mestiere di pensionato le mie ore davanti allo schermo televisivo si allungano sempre di più, così che durante il giorno passo da un canale all’altro, seguendo soprattutto i programmi di approfondimento Rai Mediaset e La7, che riguardano la politica, la cronaca nera, il sociale, la giustizia, il gossip e ogni altra novità che quotidianamente ci propone questa tormentata Italia. D’altronde, da quando vivo in Bulgaria, questo è l’unico modo autolesionistico per ingrossare il mio fegato.
Ogni programma è presentato dai soliti conduttori o conduttrici che invitano opinionisti, politici, giornalisti, attori, psicologi, magistrati, cattedratici e talvolta anche gente comune, a commentare gli avvenimenti o i personaggi in scaletta.
Vi siete mai trovati a guardare un campo di grano in estate? E’ una magnifica e lunga distesa di spighe dorate dove talvolta vedrete spuntare il rosso di un papavero. E’ la stessa impressione e lo stesso convincimento che ho avuto e che tuttora mi pervade quando vedo queste trasmissioni.  Cambiano gli invitati che rappresentano il campo di grano, ma il papavero rosso in mezzo al campo è sempre lo stesso. Vorrei che notaste, se vi appassionano questi programmi, il papavero fisso che sta sempre tra gli invitati che cambiano: Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori.
Per qualche tempo ho pensato fosse dipendente Rai, poi vedendolo anche in altri canali, mi sono ricreduto. Per carità, Rosario Trefiletti è uomo preparato, penso. Ha una dialettica e loquacità non comuni, è presidente di un ente preposto alla difesa dei consumatori e interviene sempre, anche con calore e competenza, sia in difesa del cittadino singolo che della collettività e molte volte mi trovo d’accordo con le sue tesi nei confronti, spesso anche aspri, tra i vari opinionisti.
La frequenza quasi quotidiana in questo circuito televisivo di opinionisti che cambiano e del Trefiletti che, imperterrito, è sempre in onda, mi spingono a pensare: chi è questo signore? perché è invitato costantemente? forse perché non viene pagato? o forse perché, beato lui, è onnisciente e ci illumina su ogni argomento? I miei dubbi restano nella mia mente e solo adesso li esprimo per iscritto. Vado su internet e alla voce Rosario Trefiletti, della quale allego il link (http://www.federconsumatori.it/ilpresidente.asp) trovo il suo curriculum, dal quale apprendo, nelle informazioni personali, che è presidente della Federconsumatori, mentre nella esperienza lavorativa ha operato dal 1963 al 1975 alla Raffineria di Rho, dal 1975 a oggi, con più incarichi, nel sindacato Cgil, ha svolto stage in Olanda e Australia ed è diplomato in chimica. Il link evidenzia in rosso che il Trefiletti percepisce per pensione di vecchiaia un reddito netto annuo di 30.102 euro e non percepisce alcun compenso dalle presenze televisive o da ogni altro evento cui partecipa.
Mentre prendo atto delle parole evidenziate in rosso e non ho motivo di dubitarne, esprimo comunque i dubbi che mi rimangono: Rai Mediaset e La7 lo invitano giornalmente solo perché è a costo zero o perché ha una soluzione a tutti i problemi, come sembra? Non vorrei che quel papavero rosso nel campo di grano, di cui parlavo prima, fosse un inizio di gramigna che infesta il campo… anche questo signore, come noto dal suo curriculum, se ha lavorato veramente, lo ha fatto solo per 12 anni, poi è passato alla politica sindacale, e ora alle chiacchiere televisive bla bla bla. Non so cosa ne pensi Renzi, ma per me va rottamato anche lui…

giovedì 11 ottobre 2012

Lettera al molto poco onorevole Antonio Paris


Ho assistito ieri su La7 alla patetica difesa del tuo stipendio di 8.600 euro +annessi e connessi come consigliere regionale della Regione Lazio. Letteralmente vomitevole!!! Vorrei sapere con quale coraggio e faccia tosta difendi l’indifendibile. Tu hai lasciato il tuo posto di impiegato pubblico (mettendoti in aspettativa), non per andare a fare gli interessi dei cittadini, ma soltanto perché avresti potuto guadagnare molto di più. Sei stato eletto nella lista del centro destra, ma quando sei eletto devi fare gli interessi di tutti, non di quelli che ti hanno eletto, e in ogni caso tu fai solo gli interessi tuoi! Ti lamenti perché ti dimezzano l’indennità (non lo stipendio) a 4.000 euro più accessori, perché hai preso impegni con le banche e non puoi pagare più il mutuo? E di quante migliaia di euro mensili è questo mutuo? Hai comprato un castello? E dimmi, caro mio onorevole, e l’operaio con 1200-1300 euro più mutuo che viene licenziato, cosa deve fare? E quando finirà il tuo mandato resterai forse disoccupato o rientrerai nell’impiego pubblico nel quale ti sei messo in aspettativa? Nel peggiore dei casi potresti esodare in Bulgaria, come me, dove ancora si può vivere con meno di mille euro di pensione…  ma lontano da Pazardjik, perché ti smerderei ogni volta dovessi incontrarti.
Dopo quello che ho visto ieri e penso l’abbiano visto anche molti altri elettori, dubito che tu possa essere votato ancora se non da tua moglie e tuo figlio, mi dispiace soltanto che in ogni caso tu abbia un lavoro ancora assicurato e non diventerai un disoccupato o un esodato. Sono un elettore di centro-destra da una vita, ma gente come Fiorito, come Lusi e soprattutto gente come te, mi hanno talmente disgustato da diventare uno dei tanti elettori non votanti. Mentre per i Fiorito e i Lusi posso dire che sono dei ladri, che purtroppo non marciranno in galera, per te provo solo ribrezzo e repulsione, perché sei un elemento ancora più miserevole, essendo entrato in politica per il vile tornaconto mensile. La politica, una volta, era ben altra cosa, ed è grazie anche a personaggi  come voi, il motivo dell’allontanamento da essa e delle proteste dei cittadini onesti.
Per chi non avesse visto ieri la trasmissione su La7, accludo il link del video,
perché tutti possano vedere e sentire a chi è stata data la nostra fiducia. Un giorno mi hai chiesto l’amicizia su Facebook e candidamente te l’ho data, vedo che hai 5.242 amici, da stasera saranno 5.241 perché io ti cancello e spero ti cancellino dalla loro bacheca tanti altre persone che, come me, si sono vergognate di avere tra gli amici un attrezzo simile.

(Testo della lettera postata sulla bacheca e nei messaggi del mio ex-amico facebook Antonio Paris).

giovedì 27 settembre 2012

Onore e rispetto per questi magistrati



Mentre l’Italia è in rivolta per la condanna per diffamazione inflitta dalla Cassazione al  direttore de “Il Giornale” Alessandro Sallusti, questa volta devo ringraziare pubblicamente la magistratura per il coraggio dimostrato nell’emettere la sentenza.
Perché questa sentenza? La questione poteva essere risolta in tanti altri modi, ma si è preferito l’effetto bomba. Che non avrebbe dovuto, in verità, produrre questo effetto, perché i magistrati di Cassazione non hanno fatto altro che applicare la legge, una legge vecchia e antiquata risalente al codice Rocco, e che i nostri politici – i nostri imbelli politici – non hanno saputo o voluto cambiare in 66 anni di democrazia parlamentare.
Non è da oggi e non è la prima volta che la magistratura si sovrappone al potere legislativo sostituendosi ai politici che non riescono a trovare il giusto equilibrio per mandare avanti il baraccone Italia (qualcuno lo chiama ancora benevolmente “sistema Italia”).
Venti anni fa avvenne il terremoto “Mani pulite” con le epurazioni e aberrazioni che tutti conosciamo e la magistratura da allora ha preso il sopravvento sui politici che, anziché prendere atto degli errori e dei danni provocati al “sistema Italia”, continuarono imperterriti e arroganti nei loro intrighi e interessi personali, trascurando il bene comune. Né a qualcosa è valso l’ingresso in politica di Silvio Berlusconi, perché su quel carro sono saliti più lestofanti che persone oneste.
Oggi siamo governati dai tecnocrati che cercano disperatamente di porre rimedio ad almeno quaranta anni di malgoverno, comunque con scarsi risultati. La patria del diritto è divenuta la patria della burocrazia, delle leggi e leggine che impastoiano anziché sveltire il cammino della Nazione,  abbiamo e continuiamo a far leggi che superano il numero degli abitanti e ben poco servono ai cittadini e alle imprese, siamo divenuti il secondo Paese corrotto e corruttore, dopo la Bulgaria, dove si può tranquillamente delinquere, uccidere, stuprare, rubare, senza avere mai colpevoli e soprattutto senza certezza della pena, e poi si manda in galera per quattordici mesi un giornalista per diffamazione. Gli italiani se ne rendono conto? Forse sì, ma esprimono tutto il loro sdegno semplicemente sfogandosi su Facebook o su qualche altro social network.
Sallusti non è il primo giornalista a cadere sotto questa mannaia; prima di lui successe a Giovannino Guareschi, l’indimenticato autore di “Don Camillo e Peppone”, a Stefano Surace, già settantenne, mentre Lino Jannuzzi scampò al carcere grazie al provvedimento di clemenza del Capo dello Stato. Anche questa volta l’indignazione popolare e la vasta eco suscitata dalla notizia, ha fatto sì che neanche Sallusti vada in carcere. Ma il problema rimane. E la magistratura, provocatoriamente, ha voluto evidenziarlo condannando, secondo legge, il giornalista.
Solo adesso, forse, i nostri fetentoni nullafacenti di Montecitorio, troveranno il tempo e la voglia di cambiare la legge e adeguarla ai tempi e al sistema democratico. Ancora una volta preceduti dalla magistratura.

domenica 9 settembre 2012

Un'estate a Pazardjik


Estate molto movimentata quest’anno a Pazardjik. Il caldo torrido dell’Europa centrale sembra essersi accanito stabilmente anche in Bulgaria e particolarmente a Pazardjik, città stampata su una pianura vastissima dove non piove da mesi. Se a questo particolare clima aggiungiamo anche che il nostro appartamento, in affitto, è sprovvisto di climatizzatore e che i proprietari si rifiutano di installarlo, allora non resta altro da fare che cambiare aria e appartamento.
Ricerca lunga e difficile, ma alla fine siamo riusciti a trovare qualcosa di più umano. Se Kiro si sbriga, fra una decina di giorni inizia il tormento. Chiamo tormento, e forse è una parola troppo dolce, il trasferimento delle “poche masserizie” da una casa all’altra. Ho ancora in mente quello di quattro anni fa. Qualcuno dei miei amici lettori certamente sarà incappato in questa “disgrazia”. Le poche masserizie diventano un camion di scatole, suppellettili, pignatte, mobili, fagotti, vestiti e “monnezze” varie accumulate negli anni che non sai come fare entrare nella nuova casa. E pensare che l’appartamento l’hai già preso arredato! Ci accorgiamo, però, che tanta roba gelosamente conservata neanche ci serve e questa è l’occasione buona per fare pulizia… Una bella ripulita, per dirla tutta, bisognerebbe farla anche in Italia, ma è meglio non addentrarsi in questi discorsi.
Quattro anni fa scrissi un post intitolato “Cambi casa e ti cambia la vita”. Si riferiva alla tragica e prematura morte della figlia di Renata, la mia compagna, mentre ci trasferivamo nel nuovo appartamento. Adesso mi ritorna alla mente quel ricordo che ossessiona i miei pensieri. Mi auguro che il buon Dio questa volta sia misericordioso e ci guardi con occhio benevolo.
In tutto questo bailamme, però, la torrida estate si è trasformata in tiepida primavera per il piacere che mi hanno dato molti amici virtuali del blog e di facebook, italiani e bulgari, nel venire a Pazardjik per poter finalmente conoscerci. Penso che ne arriveranno anche altri, alla chetichella, che non solo vogliono conoscere la Bulgaria, ma hanno in mente di risiedervi. D’altronde le vicende economiche italiane sono sotto gli occhi di tutti e ognuno cerca il rimedio migliore per sopravvivere cercando lidi più ospitali e soprattutto più economici.
Vincenzo Ingrao e la mamma sono state le prime persone che dopo essere arrivate a Sofia da Palermo, hanno avuto l’ardire di affrontare il viaggio in treno per arrivare a Pazardjik. In Vincenzo ho conosciuto e apprezzato uno stupendo ragazzo di 23 anni ansioso, dopo molti contatti epistolari, di conoscermi per parlare dei più svariati argomenti. In lui, padre palermitano e madre di Stara Zagora, violoncellista, ho rivissuto momenti bellissimi dei miei soggiorni nel capoluogo siciliano.
A seguire arricchisco le mie conoscenze con Carmelo Ciccone. Anche lui sposato con una signora di Pazardjik, sta trascorrendo le ferie qui con i due figli e gli farebbe piacere conoscermi. Come non assecondare questo desiderio? Non sanno queste brave persone il piacere che danno a me nell’incontrarle e trascorrere un po’ di tempo in loro compagnia…
Il Caffè Dolce Vita è diventato il luogo preferito per gli appuntamenti con i connazionali, vi possiamo bere insieme un buon caffè, una fetta di torta o un ottimo gelato preparati da due coniugi bulgari, Zani e Vania, che in Italia hanno avuto ottimi maestri. Qui, ancora, ho incontrato Gennaro con relativa prole e moglie bulgara che giorni prima mi aveva omaggiato per strada con un “Buongiorno, signor Tutino” che mi ha dato grande piacere perché inaspettato. Incontri piacevoli attorno a un tavolo, nella frescura di un locale climatizzato; e qui ha voluto conoscermi l’altra cara amica Nonka Kouzeva, una simpatica e distinta signora bulgara sposata anche lei a un siciliano, che è tornata a Pazardjik da Grenoble insieme a una coppia francese per la prima volta in Bulgaria. Luca Biscuola e l’amico Sergio, invece, ho avuto la fortuna di conoscerli a Plovdiv in casa di Adalberto Buzzin - crocevia di mille incontri tra connazionali – che alcuni giorni prima ha incrementato le mie conoscenze venendo a trovarmi insieme a Ottavio Patanè, moglie e figlio, arrivati in Bulgaria dalla Sicilia a riprendere il Suv che l’anno precedente gli era stato rubato in Slovenia (storia lunga, come è immaginabile, ma finita bene).

E che dire di Sara Falco e Anna Giacanella? Non so come fanno a trovarmi, loro sono le ultime ma non ultime nel mio cuore. Anch’esse vogliono conoscermi e si prenotano per una copia del mio libro “Scoprire la Bulgaria”. Partono dall’Italia e poi, da Plovdiv, arrivano insieme a Marin, un giovanotto bulgaro reduce dall’Italia e adesso rivenditore di automobili in Plovdiv.  Abitano a Rimini. Sara, giovane donna dinamica e bella, responsabile marketing della rivista InBici, turista con interesse alle prospettive di lavoro che offre la Bulgaria, e Anna Giacanella, donna e nonna meravigliosa, turista a tempo pieno, scrittrice per diletto e beneficenza, con alle spalle una storia commovente e umana, che prometto di raccontare in un prossimo post, nel quale dovrò coinvolgere anche gli amici lettori.
Che dire ancora? Un vecchio testo dei Righeira cantava che l’estate sta finendo… le poche ferie son finite, gli amici ritornano al lavoro in Italia, le giornate si fanno più corte e tra non molto anche più fredde, poi la prima neve e l’anno nuovo con tutte le incognite economiche legate alla crisi europea, e noi restiamo qui - pensionati italiani semi-bulgarizzati – a dare il benvenuto ad altri connazionali che ingrosseranno la colonia dei residenti all’estero o a turisti curiosi che vengono a scoprire la Bulgaria con pochi soldi.

giovedì 6 settembre 2012

Malasanità: superficialità o incompetenza?



“”Morte della badante bulgara: quattro indagati per malasanità
E' ancora giallo sulla morte della badante bulgara Emilia Mihaylona. La donna è deceduta lo scorso 30 agosto presso l'Ospedale Garibaldi per " sopraggiunti problemi respiratori".

La Procura della Repubblica di Catania ha aperto un'inchiesta che ha già portato alll'individuazione di quattro indagati tra il personale medico dei due presidi ospedalieri interessati, ovvero il Ss. Salvatore di Paternò e il Garibaldi centro di Catania.
Emilia Mihaylona, mentre si trovava in Bulgaria - nei primi giorni di agosto - ha avuto un incidente stradale. I primi fastidi, però, li ha avvertiti al suo ritorno a Catania. La donna, così, aveva deciso di recarsi prima al Pronto Soccorso del Garibaldi e poi all'Ospedale di Paterno.
La donna, nonostante i forti dolori accusati, è stata dimessa da entrambi i nosocomi. Dopo pochi giorni, è morta. A seguito del decesso, la cugina della vittima ha presentato una denuncia.”” (Catania Today del 5 settembre 2012).

Dover morire succede prima o poi a tutti e in qualsiasi luogo. Ma morire perché dei presunti medici hanno preso la laurea per un cesto di limoni, è veramente terribile e vergognoso. Mi soffermo su questo nuovo caso perché riguarda una cittadina bulgara che lavorava in Italia, e specificamente in Sicilia, la mia terra. Mi tocca particolarmente perché, risiedendo da sei anni in Bulgaria, mi sono trovato a dover ricorrere alle cure della sanità bulgara. Avevo mille timori per la mia vita, che sono stati spazzati via da due anni di cure specialistiche accurate e non esito a dire anche premurose, che ancora proseguono e che forse in Italia non avrei mai ricevuto. Non voglio lodare più di quanto sia lecito la sanità bulgara né sputare su quella italiana, perché la malasanità è presente ovunque. La mia vuole soltanto essere una testimonianza di buona sanità, che si trova anche in Italia, ma che io – cittadino italiano – ho avuto la fortuna di conoscere e trarne beneficio in terra bulgara.

sabato 1 settembre 2012

Uno Mattina Estate e i pensionati all'estero


Ieri 30 agosto ho visto in televisione un servizio di Rai1, presentato dall’ottimo Gerardo Greco, sui pensionati all’estero. Ospiti Antonio Mastrapasqua, anche presidente dell’Inps (“anche” perché, oltre ad avere questo incarico, glie ne sono stati conferiti altri 24), il giornalista Roberto Gervaso, il giornalista Beppe Bonazzoli da Phuket, un editore del quale non ricordo il nome, e un collegamento Skype anch'esso dalla Thailandia.
Il servizio era incentrato sul fenomeno della migrazione dei pensionati italiani verso Paesi esteri. Il presidente dell’Inps Mastrapasqua confermava la notizia che attualmente l’Istituto spedisce la pensione all’estero a circa mezzo milione di pensionati. Mi è sembrata fuori luogo la presenza di Roberto Gervaso – giornalista, tra l’altro, che ho sempre seguito con interesse per la sua dialettica arguta – che decantava le bellezze dell’Italia, e la sua netta ritrosia a trasferirsi all’estero, facendoci sapere che non è mai andato a vedere l’appartamento che la moglie ha comprato a Miami. Mi permetto far notare al simpatico Gervaso che i pensionati italiani che si trasferiscono all’estero, amano l’Italia almeno quanto l’ama lui, e se poi questi decidono di trasferirvisi, dieci volte su dieci partono verso regioni del mondo dove il costo della vita permetterà loro di vivere dignitosamente. Se anch’io avessi avuto, come lui, un appartamento accanto al Colosseo e una pensione non certo di mille euro, non sarebbe presunzione dire che mai sarei venuto a vivere in Bulgaria, e gli amici bulgari non me ne vogliano.
Beppe Bonazzoli, invece, è il giornalista che, una volta in pensione, ha pensato bene di abbandonare la vita stressante di una società stretta nella morsa del malessere, per riposare corpo e mente in un paradiso tropicale. Ha tutta la mia ammirazione. Ha scritto anche un libro, Fuga per la vita, un misto di autobiografia e di reportage, che descrive la vita di un anziano professionista che abbandona lo stress, gli amici, gli affetti, l’Italia, per godersi il resto della vita al tepore dei Tropici. Anche lui, come me, invita gli italiani che ne hanno il coraggio, a fare il grande passo: emigrare per ricominciare a vivere con la V maiuscola.
L’editore del quale non ricordo il nome, anziano anche lui, ha trovato il modo di ringiovanire e dare un senso alla sua vita, trascorrendo – a seconda della temperatura e delle piogge – sei mesi in Italia e sei mesi a Malindi, in Kenya.
Il servizio di Uno Mattina l’avrei trovato molto più utile se, pur raccontandoci le storie di Bonazzoli, dell’editore e del  signore in collegamento Skype dalla Thailandia, ci avesse presentato qualche altra storia un po’ più prosaica, di pensionati emigranti, la vita e le storie, in pratica, dei pensionati da soli mille euro e anche meno, che vivono una comunissima vita, ma sempre decorosa e dignitosa, anche in altre nazioni che non sono quegli immaginari paradisi terrestri che ogni volta ci propinano.
Io continuo a tifare per la Bulgaria perché – pur lontano dallo stress e dai costi italiani – vivo sempre in Europa a un’ora e mezza di aereo dall’Italia con meno di cento euro, godendo di tutte le cose buone che questa nazione può offrire, senza subire gli eventuali traumi di culture tradizioni e cucina troppo diverse dalle nostre, perché alla nostra età diventa poi sempre più difficile assorbirle e integrarvisi, per non parlare poi, sempre per rimanere con i piedi per terra, di eventuali cure sanitarie che malauguratamente dovessero servire.

lunedì 27 agosto 2012

I "Visitors" si stanno impadronendo dell'Europa


La conquista è iniziata undici anni fa con l’ingresso nell'euro. Molto tempo prima era iniziata la farsa dell’Unione Europea. I Visitors sono entrati nei corpi e nelle sembianze dei politici più eminenti d’Europa e giorno dopo giorno, senza guerre, senza spargimento di sangue e milioni di morti, ci stanno dominando in modo pacifico ma subdolo. Tutto è stato studiato in modo scientifico e diabolico. I capi di Governo e di Stato e i più grandi economisti d’Europa sono stati programmati per la progressiva autodistruzione del nostro vecchio continente. Quelle orribili viscide creature dal sangue verde sono entrate e si sono trasformate nei presidenti e governatori del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Centrale Europea, della Bundesbank e di tutte le maggiori banche d’Europa. Adesso sono soltanto loro a comandare per il tramite della Merkel, vecchia brutta e antipatica, mentre nella fiction televisiva di parecchi anni fa era molto più bella ed attraente.
Con l’euro moneta unica i singoli Stati, che progressivamente vi entrano a far parte, perdono la loro sovranità che delegano alla Banca Centrale Europea, la sola che può stampare moneta. Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Romania e Regno Unito resistono ancora imperterrite, né penso che mai vi entreranno, visti i risultati disastrosi delle Nazioni che lo hanno adottato.
Ho incontrato casualmente, in Bulgaria, uno di questi Visitors, un alieno pentito fuggito dall’Europa dell’euro, un po’ alticcio e in vena di confidenze perché non abituato a bere rakia. Mi ha confidato che pochi di loro hanno potuto completare l'attuale trasformazione, ma presto gli Stati saranno costretti a vendere i beni più preziosi per poter sopravvivere, poi gradatamente, quando i cittadini arriveranno alla fame, ognuno di noi venderà a loro il proprio sangue in un estremo tentativo di sopravvivenza, che sarà l’ultimo. Solo allora, ma troppo tardi, i popoli d’Europa capiranno di essere stati tratti in schiavitù senza colpo ferire.
Quando gli ho detto che sono un italiano espatriato in Bulgaria, il Visitor pentito mi ha tranquillizzato. Per l’Italia non sono stati adottati trasformismi tra i politici, i sindacalisti e le autorità della nostra Nazione. Hanno preso questa decisione dopo che uno studio su queste persone ha chiaramente dimostrato che non abbiamo bisogno di trasformisti, gli originali che abbiamo ci condurranno dritti  all’autodistruzione, probabilmente anche prima della Grecia.

giovedì 9 agosto 2012

Lettera a un ex atleta


Caro Alex, hai veramente creato un bel casino… Ho sentito in televisione la tua conferenza stampa e devo dirti che mi sono veramente commosso. Sai, io non sono un giornalista, sono una persona anonima, come i milioni di anonimi che fino a ieri ti hanno ammirato ed acclamato e che oggi sono rimasti di merda nel sentire dai giornali che anche tu ti dopavi.
Sinceramente non so se hai detto tutta la verità, perché potresti , malgrado tutto, coprire la o le persone che ti hanno portato allo stato attuale, come la sindrome di Stoccolma, dove la vittima si innamora del carnefice. Ma a me questo interessa poco. La cosa importante è che finalmente sei uscito dall’incubo che stavi vivendo. Perché io credo che il mea culpa fatto davanti a milioni di persone, il pianto che reputo sincero, ti hanno tolto dallo stomaco un tumore che ti avrebbe portato a ben più gravi conseguenze.
Io non solo non ti giudico, ma ti assolvo a prescindere… molti altri personaggi oggi, in quest’Italia, dovrebbero passare sotto la gogna mediatica e non solo, e invece li abbiamo quotidianamente davanti agli occhi spudoratamente sornioni, sorridenti o finti incazzati, come se con i mali dell’Italia loro non avessero nulla in comune, e giocano allo scaricabarile. Oggi tu sei diventato il capro espiatorio e la divagazione da ben altri problemi
Ma poi, alla fine, né io né altri abbiamo titoli per giudicarti, assolverti o condannarti. La vita è tua e prima di ogni cosa, per debolezza caratteriale, hai tradito te stesso e le tue aspettative future, o forse neanche più quelle, visto che di siffatta vita eri nauseato e non sapevi come uscirne. Il polverone che hai alzato è stato invece motivo, per i soliti soloni pronti a lapidarti, di riempire pagine di giornali, mettere su serate televisive di approfondimento, dove tutti dovranno per forza dare un giudizio su di te e sulla tua vita, su quello che hai fatto e su quello che avresti potuto fare, se le tue medaglie sono pulite o sono drogate, se Carolina ti lascia o no, se la tua è stata fragilità psicologica o invidia per i suoi successi, e tutte le coglionate che ognuno di loro avrà nel paniere delle domande che non avranno mai risposta, perché la verità la sai solo tu e tu solo sai perché sei caduto in questo tranello.
Avrai sentito di tanta gente, che pur ricopriva ottimi incarichi nella società, abbandonare la città, il sistema, questo modo di vivere, per andarsene in campagna, novelli Cincinnato, a fare gli agricoltori, i contadini e stare a contatto con la natura. Bene, tu hai la fortuna di poter ritornare a vivere questa vita, perché in campagna ci sei nato e sei fatto per vivere libero la vita di ogni comune mortale senza l’assillo del cronometro che scandisce la tua marcia, il tuo tempo, i tuoi divertimenti, le tue serate con gli amici, la tua vita infine. Adesso che il gossip ti ha fagocitato, hai pagato il dazio che il sistema pretende. Tra una settimana ci saranno altre notizie che metteranno nello scantinato la tua vicenda, oltre tutto hai anche un nome, Schwazer, difficile per noi da pronunciare e ricordare. 
Resterai solo con te stesso, i tuoi genitori e forse - ma ne dubito – Carolina. Allora, se veramente vuoi ricominciare una nuova vita, la vita di tutti i giorni, quella vera con gioie e dolori, fatta di lavoro e di responsabilità ma anche di serenità d’animo e di semplicità, hai a disposizione i mezzi  e i luoghi dove vivere la normalità come tanti altri milioni di persone. E son certo che hai l’intelligenza, la forza e la volontà per ricominciare. Per gli amici, i vicini, i compaesani, che ti conoscono bene sarai sempre il ragazzo che era andato via per un po’ di tempo e ti accoglieranno con un “ciao Alex, dove sei stato? Era ora che tornassi… ti va di fare quattro passi?” .

giovedì 26 luglio 2012

Sprechi in sanità? Imitiamo la Bulgaria...


Ho visto qualche giorno fa in televisione un programma di approfondimento dedicato agli sprechi nella nostra sanità. Il governo Monti sta mettendo a stecchetto l’Italia nell’intento di trovare risorse per pagare i debiti di cinquant’anni di malgoverno e allinearsi alle direttive del nuovo padrone, l’Eurogermania. Gli ospiti della trasmissione esprimevano ognuno la loro opinione o la propria ricetta per diminuire la spesa che pesa come un macigno sul bilancio nazionale.
Un consiglio, per esempio, era di acquistare le merci come agenzia unica che dovrebbe ottenere per gli ospedali i migliori prezzi per tutti gli articoli sanitari che si acquistano sul territorio nazionale, per evitare che una siringa costi 10 a Milano, 7 a Perugia o 15 a Palermo. Sarebbe un’ottima soluzione, sperando che nella trattativa non entrino poi i soliti intrallazzatori e mazzette che fanno lievitare i prezzi.

Ricordo che quando sono partito dall’Italia avevo un cassetto pieno di medicine, molte delle quali non ricordavo neanche a cosa fossero servite. Ogni scatola mancava di alcune capsule o pasticche, le altre restavano nel cassetto fino a quando la scadenza non le avesse rese ancora più inutili. Su questo argomento qualche anno fa  ho anche scritto un post, che oggi è sempre più attuale.
In Bulgaria, dove le medicine si pagano, il paziente va in farmacia e della medicina chiede la quantità  che gli serve, ossia se una scatola contiene due o tre blister può chiederne anche uno; quasi sempre è la farmacia stessa che chiede al cliente se vuole o no l’intera scatola.
Se in Italia - dove le medicine prese in farmacia gratuitamente o quasi, vengono usate al massimo al 50 per cento - si usasse lo stesso metodo usato in Bulgaria, quanti milioni di euro risparmierebbe lo Stato? Cosa impedisce di seguire questa prassi? Gli interessi privati. Prima di tutto l’industria farmaceutica e i farmacisti che perdono incassi e guadagni, e per ultimi noi stessi perché non pagandoli non ci interessa minimamente di risparmiare. Ma diciamoci la verità: se dovessimo pagarli non sarebbe conveniente acquistarne solo quanto basta senza buttar via denaro e medicine?
Ma, come al solito, in Italia è impossibile, si intaccano interessi di intoccabili e Monti questi soggetti non vuole inimicarseli.

lunedì 23 luglio 2012

Come ingrossare a dismisura il conto corrente


Si può vivere l’intera vita in un’opaca anonima mediocrità, aspettando d’incontrare un giorno quella dea bendata che cambia strada ogni volta che ci vede (sic!), ma può succedere che una volta non ci veda e ci piombi improvvisamente addosso. Si può chiamare colpo di fortuna o “botta de culo” alla romana. Sono tanti e misteriosi i sentieri che segnano questi repentini cambiamenti di vita, e d’altronde il proverbio dice che le vie del cielo sono infinite.

Prendiamo ad esempio Nicole Minetti. Una volta faceva l’igienista dentale o giù di lì, ma improvvisamente le vie del Signore le hanno fatto incontrare Berlusconi. Ecco, questa si chiama “botta de culo” nel significato più autentico, perché da igienista-velina a consigliere regionale della Lombardia il passo è stato breve, anzi brevissimo. Misteri e miracoli che solo Berlusconi avrebbe potuto rendere possibili. Diecimila al mese per alcuni anni almeno, poi – come è ovvio – vitalizio, pensione e certamente qualche altro grasso incarico di prestigio.
Supera quasi indenne il Rubygate, ma improvvisamente dal partito le viene imposto di dimettersi. Lo vuole Angelino e lo vuole Silvio. Già immagino cosa deve aver pensato: “Ma siete matti, io dovrei dimettermi? E perché? Non sono neanche indagata! E poi scusate, stipendio e vitalizio vanno a farsi fottere? Devo essere fottuta due volte?”. E così resiste imperterrita nel suo incarico, poi parla direttamente con Silvio, e adesso il popolo vorrebbe conoscere come finirà la telenovela. Immagino, ma non ne sono certo,  che si dimetterà, ma noi poveri mortali non sapremo mai quanto ci è costata la sua “botta de culo”.

Per non parlare di un certo Francesco Schettino anonimo e non-valido comandante della nave Costa Concordia, assurto agli onori della cronaca e ormai famoso in tutto l’orbe terracqueo per aver ucciso, per sua leggerezza e inettitudine, 35 ignari innocenti turisti. Dopo aver semiaffondato la sua nave per una fatale imprudenza, è stato tra i primi ad abbandonarla, lasciando al loro destino centinaia di passeggeri.
Qualche mese agli arresti domiciliari e adesso libero in attesa del processo. Sono già iniziate le interviste esclusive a tivù e giornali, seguiranno due libri: uno sarà la sua verità sulla vicenda della Costa Concordia e l’altro sulla sua prigionia, e conoscendo le leggi italiane se la caverà con il rimprovero solenne del Presidente del Tribunale: “Non lo faccia più, comandante Schettino…”.
Un’Associazione di consumatori ha chiesto di bloccare le somme che percepirà per le interviste e libri che scriverà. Speriamo che ci riesca altrimenti quei poveri 35 turisti saranno uccisi per la seconda volta.

Chi non conosce Rossella O’Hara, l’indimenticabile eroina dell’altrettanto indimenticabile film “Via col vento”? Intere generazioni l’hanno osannata, ma presto, molto presto sarà sostituita nel cuore degli aficionados dalla cooperante Rossella Urru. Se provate per un attimo a sillabare i due nomi, vi accorgerete che sono quasi uguali anche nella pronuncia. Ma volete paragonare la vecchia Rossella con la nuova eroina conosciuta ormai, grazie a internet, in tutto il mondo?  Forse non sarà bella come la prima, però si presenta graziosa, simpatica e bene in carne.
E’ stata accolta con gli onori che si rendono a una eroina, ricevuta dal Capo dello Stato, forse anche il Papa la riceverà in visita privata, il paese natale Samugheo ha festeggiato il ritorno della sua concittadina che resterà nel cuore di tutti i sardi. Tutto giusto e tutto bello, la nazione è felice di dare il bentornata a una italiana che ha rischiato la vita con coraggio e abnegazione per il bene di popolazioni povere e indifese che hanno bisogno di aiuti umanitari. Però, però… io sono come S. Tommaso che non crede se non vede, e allora mi assale qualche dubbio… Immagino anche il suo futuro, pur non avendo la palla di vetro…
Per esempio: ho visto persone rapite che quando sono state rilasciate avevano perso venti chili, erano emaciate e sofferenti, mentre invece la nostra eroina, dopo nove mesi di prigionia, sembrava aver partecipato a un film con Indiana Jones. Più che prigioniera assomigliava a una preda che era  stata messa all’ingrasso. Ho negli occhi l’immagine del rilascio della Betancourt in Colombia e di Soffiantini in Italia, che parevano usciti da un lager. Forse i rapitori hanno avuto tutti i riguardi conseguenti al pagamento di un sicuro riscatto. (A proposito, ci siamo proprio dimenticati dei nostri marò che abbiamo consegnato agli indiani?).
Bisognerebbe, poi, sfatare la leggenda che i cooperanti siano dei missionari che si spogliano come S. Francesco e vanno per il mondo a curare e confortare poveri e derelitti. La cooperazione e i cooperanti costano all’Italia una montagna di soldi e nessuno si muove per spirito cristiano ma per uno stipendio. Se poi, anche se non ce lo diranno mai, lo Stato cede anche ai ricatti pagando puntualmente i riscatti, allora il conto sale in maniera esponenziale.
Adesso la nostra eroina si prenderà qualche settimana di riposo e poi darà la stura alle esclusive giornalistiche e televisive, libri che raccontano l’orrenda prigionia, poi la partecipazione e gli incontri a manifestazioni cultural-umanitari, e contemporaneamente il conto corrente si impingua alla faccia dei poveri cristi del terzo mondo. Ritornerà la nostra eroina ad aiutare le popolazioni che ha dovuto lasciare forzatamente? Certamente no, si sta meglio in Italia. Ma se provasse a ripartire bisognerà impedirglielo a ogni costo, per risparmiare qualche milione di euro per il riscatto-2.
Sono cattivo? Può darsi, forse…  A pensar male si fa peccato ma spesso si indovina.