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martedì 21 dicembre 2010

Albinoleffe-Piacenza: pareggio annunciato o truffa?

foto di A. Mariani/TuttoAtalanta.com
20 dicembre 2010, posticipo della 20^ giornata del campionato di calcio serie B.
Ci risiamo? Ovvero, è mai finita? Una volta l'arbitro, un'altra il giocatore, un'altra ancora il dirigente, e un'altra anche il destino: è mai possibile che il tifoso debba continuamente esser preso in giro? Se poi il tifoso è anche giocatore perché sulle partite si scommette, non solo è preso in giro ma viene anche truffato. Non servono a nulla, evidentemente, le condanne sia della magistratura sportiva che ordinaria, forse perché gli interessi e i guadagni illeciti sono superiori alle pene.
Chiunque, ieri, abbia consultato i siti delle agenzie di scommesse sportive, avrà notato che veniva quotato l'evento di serie C Verona-Paganese, mentre non veniva quotato l'evento di serie B (calcisticamente più importante) Albinoleffe-Piacenza. Ho trovato la quotazione solo su Totosì ma poi è stata tolta, l'ho trovata sul sito di Eurofutbol bulgaro a 1.95 l'uno, 2.60 il pareggio e 3.00 il due ma il gioco è stato bloccato, mentre l'evento è stato quotato da Bet365 con quote che chiamarle anomale è eufemistico: a 4.00 l'uno, 1.36 il pareggio, 9.00 il due.
Il risultato finale è stato 3-3.
Qualsiasi giocatore con cognizioni elementari del gioco e della classifica delle due squadre, cioè Albinoleffe e Piacenza, si sarà reso conto che nel cerchio delle quote qualcosa non quadrava affatto, e cioè quel pareggio dato alla quota di 1.36 che è persino inferiore a una quotazione di pareggio legale annunciato di alcune gare di fine campionato. L'evento di serie B che viene bloccato o non quotato, mentre è ovunque presente quello di serie C, il risultato finale che dà ragione a quella quota ridicola mi fanno pensare che il trucco c'è e si vede. Prima c'era la truffa, adesso cominciamo con la truffa sfacciata. D'altronde, oggi, in Italia, cosa si rischia?

giovedì 24 giugno 2010

Aveva ragione Bartali...




Italia-Slovacchia 2-3 e tutti a casa

… e adesso tocca a noi. Seguendo l'esempio della Francia anche noi nella polvere... Non voglio neanche commentare la figura che abbiamo fatto. In questa squadra si rispecchia esattamente la condizione attuale di questa nostra povera Italia. C'è bisogno di aria nuova, nel calcio così come nella politica. Qui tutto è statico, non c'è rinnovamento, non ci sono nuove idee e quelle nuove che arrivano sono ostacolate dai mille allenatori della politica nostrana. Dell'Italia del pallone, alla fine, mi interessa poco, anche se mi sento tradito; la mia grande preoccupazione resta, purtroppo, la stagnazione cadaverica che regna sovrana nella Nazione, checché ne dica il centro studi della Confindustria. Il grande Gino è sempre più attuale: l'è tutto sbagliato, l'è tutto da rifare.
Bisognerebbe rimboccarsi le maniche e ricominciare, ma forse, quando ci decideremo, non ci saranno rimaste neanche quelle.

martedì 22 giugno 2010

Trapattoni-Domenecq atto 2°: La Vendetta

La Francia fuori dal Mondiale al primo turno

Immagino la gioia del Trap, in questo momento, dopo aver assistito all'eliminazione, ad opera di un modestissimo Sud Africa, della tanto osannata Francia di Domenecq, che – complice la traditrice mano di Thierry Henry – ha eliminato l'Irlanda dalla qualificazione ai Mondiali 2010 di calcio.
Qualche volta la giustizia o la vendetta tarda ad arrivare, ma oggi le macumbe di Trapattoni e degli irlandesi tutti penso abbiano raggiunto lo scopo con matematica precisione.
Diciamolo sinceramente... A noi questi galletti vicini di casa sono sempre stati cordialmente antipatici, specialmente con la gestione Domenecq. La sconfitta di oggi della Francia ad opera del Sud Africa, ha determinato l'uscita di entrambe le squadre al primo turno. C'è solo una piccola differenza: mentre il Sud Africa esce dalla competizione a testa alta tra gli applausi, per la Francia oggi c'è solo pianto e stridore di denti. Perché il Vangelo dice che molti sono i chiamati ma pochi gli eletti e questi “cugini” spocchiosi la chiamata l'hanno ottenuta solo con l'inganno.
Non so dove potremo arrivare noi, ma la nostra piccola soddisfazione oggi l'abbiamo ottenuta, vedendo la “grandeur” cadere per prima nella polvere travolgendo anche la tracotanza di questo mister campione di antipatia.

martedì 15 giugno 2010

Radio Padania esulta dopo il gol del Paraguay




Dice un proverbio che la madre dei cretini è sempre incinta. E' indice di civiltà e democrazia rispettare le opinioni altrui anche se criticabili e non condivise. Io non condivido e non critico. Vorrei solo rispondere, se è permesso:

"Radio Padania Libera . . . VAFFANCULOOOOOOOOO!!!!!!!".

E' la risposta, forse anche criticabile, di tutti i VERI italiani e in particolar modo di quelli residenti all'estero.

venerdì 11 giugno 2010

Marcello Lippi "santo subito"?

Domani sarà il quarto anniversario della mia venuta a Pazardjik, in Bulgaria. Anche allora si giocavano i mondiali di calcio 2006. Per quattro anni mi sono goduto il titolo di "campioni del mondo". Non è poco per chi si trova lontano dalla patria. Ricordo l'immensa gioia, l'entusiasmo e l'urlo al fischio finale che sanciva la nostra vittoria. Ero l'unico italiano tra i tanti amici bulgari che quella sera, in un caffè di Mokrishte, assisteva alla partita. Offrii da bere a tutti, anche se molti di loro avevano tifato per la Francia. Di quella partita ricorderò sempre i momenti più salienti con la testata di Zidane a Materazzi che resterà storica, la trepidazione e gli scongiuri quando, dopo il rigore sbagliato di Trezeguet, era rimasto solo il tiro dal dischetto che avrebbe battuto Grosso a dividerci dal titolo, e poi l'urlo liberatorio e la mia bandiera che sventolava.
Oggi mi trovo ancora una volta, sempre a Pazardjik, a tifare per l'Italia. Sarà dura anche questa volta, ma la speranza è sempre l'ultima a morire e i sogni non costano. Penso a Prodi e alla variegata tribù del centro-sinistra, che allora godettero anche di questo vantaggio insperato, perché per noi vincere un campionato del mondo di calcio, significa accantonare e mettere nel dimenticatoio tutti i peggiori problemi dell'Italia e dell'Europa.
Sicuramente Berlusconi, sotto questo aspetto, è stato proprio jellato. Nel 2001, dopo qualche mese di governo, è avvenuto un fatto epocale, che ha cambiato per sempre il nostro modo di vivere e di convivere: l'11 settembre rimarrà sempre impresso nella memoria dell'umanità al pari e più che le atrocità naziste, che avevano l'alibi della guerra. Nel 2006 il governo Prodi gode di questa insperata vittoria dell'Italia ai mondiali e, purtuttavia, dopo diciotto mesi implode e crolla schiacciato dal peso delle proprie contraddizioni. Nel 2008 rientra alla grande Berlusconi, con una maggioranza mai vista nella nostra storia repubblicana. Potrà governare e legiferare tranquillamente per cinque anni, nella speranza di migliorare le condizioni di vita dell'Italia e metter mano a tutte quelle riforme che rendono farraginoso lo Stato, creando un immobilismo sempre più preoccupante.
Anche stavolta Berlusconi non è fortunato. Oltre a Di Pietro, Bersani e Fini anche il Padreterno prova a tirargliela. Un altro evento eccezionale sconvolge prima gli Stati Uniti per espandersi poi in tutto il mondo: la crisi dei mutui porta al fallimento di colossi bancari americani, che a loro volta trascinano le loro collegate. Rattoppati i buchi, sembra che tutto possa lentamente ritornare alla normalità, ma ecco, subito a seguire l'Europa scopre che se non corre in aiuto della Grecia, questa fallisce. E siccome siamo un'Europa Unita (sulla carta), dobbiamo rispettare le regole: l'Europa patisce ma non fallisce. A dire il vero, a patire sono sempre i soliti, costretti a passare sotto le forche caudine di una finanziaria che farà piangere la gente comune. Già sono in atto i primi scioperi di protesta, indetti da chi non vuole rinunciare ai propri privilegi, poi arrivano le lamentele di chi si vede costretto a rinunciare alle vacanze (si fa per dire; poi alla fine, come sempre, vanno tutti).

E adesso? Adesso ci rimangono solo i mondiali. Tutta l'Italia e tutti gli italiani, in cuor loro, sperano che Marcello Lippi ripeta il miracolo di quattro anni fa. Anche allora, come nel 1982, la squadra è partita portandosi dietro tutti i problemi che sappiamo. E siccome il proverbio dice che non c'è due senza tre, perché non sperare? Lippi finirebbe sui libri di storia patria pallonara, forse sarebbe proposto per “santo subito”, gli italiani dimenticherebbero tutti i problemi, i disoccupati e cassintegrati potrebbero gridare al mondo che sì, siamo senza lavoro, ma sempre campioni del mondo, Berlusconi per tutta l'estate sarebbe lasciato in pace, Napolitano non avrebbe più richieste cretine da parte di Di Pietro, e poi in autunno vedremo... ne siamo sempre usciti fuori, ma con il quinto titolo sarebbe molto più facile!

Ecco i convocati per quest'ultima avventura: Buffon, De Sanctis, Marchetti, Sirigu, Bocchetti, Bonucci, Cannavaro F., Cassani, Chiellini, Criscito, Maggio, Zambrotta, Camoranesi, Cossu, De Rossi, Gattuso, Marchisio, Montolivo, Palombo, Pepe, Pirlo, Borriello, Di Natale, Gilardino, Iaquinta, Pazzini, Quagliarella, Giuseppe Rossi.

A voi, ragazzi, l'onore e l'onere di risollevare le sorti di questa bistrattata Italia. E se, per caso, dovesse andar male, non preoccupatevi, grazie ugualmente. Aspetteremo il 2014.






mercoledì 4 marzo 2009

Davide ammazza Golia

Vi sara’ accaduto molte volte, vedendo un film, di dovervi schierare dalla parte del buono o dalla parte del cattivo. Qualsiasi persona “normale” generalmente tifa sempre dalla parte del buono, che – guarda il caso – e’ sempre il piu’ debole, il piu’ simpatico, quello che si vorrebbe vivo alla fine del film, dopo aver castigato il cattivo di turno, il potente, l’arrogante. Ebbene, tra ieri e oggi, mi sembra di aver assistito a due film del genere.
Ieri sera in Lazio-Juventus, dopo aver visto, nel primo tempo, una Lazio che ha dovuto subire un gol e il gioco della Juve, nel secondo tempo ha ritrovato la propria dignita’ mettendo alle corde la Juve – certamente con un organico molto piu’ forte – segnando due gol che le hanno permesso di vincere l’incontro di andata di Coppa Italia. Per il ritorno la partita sara’ tutta da giocare.
Questa sera in Sampdoria-Inter abbiamo visto un altro film dello stesso genere, dove, pero’, la sceneggiatura e’ completamente cambiata. Questa volta il gigante cattivo e’ stato subito buttato nella polvere (sarebbe meglio dire nell’acqua!). La tracotanza di Mourinho e di questa Inter che, dopo le dichiarazioni quantomeno improprie del suo allenatore, ancora continua a difenderlo, facendo capire a tutti che sono della stessa pasta, sono state umiliate da una normalissima squadra (ancorche’ tra le sue file abbia un Cassano oggi super), che si e’ presentata con l’orgoglio e la dignita’ di vender cara la pelle.
Nel primo tempo un secco 3-0 ha ancora una volta messo in luce le immense qualita’ di Cassano, un giocatore che ho sempre criticato perche’ (per me) senza cervello. Invece, finalmente (spero per lui), ha rimesso tutti i pezzi al loro posto e sta esplodendo. Nel secondo tempo, in dieci e anche per la grande bravura di Castellazzi e l’impegno di tutti i giocatori, la Samp e’ riuscita a contenere la valanga che si abbatteva su di lei.
Sono proprio contento, si’, sono proprio contento. Non sono tifoso della Samp, ma questa sera la sua vittoria eclatante, mi ha tirato su il morale. In un mondo fatto di tanti Golia che giornalmente abbattono tantissimi Davide, se qualche volta succede il contrario, penso sia lecito esserne felici.
E stasera sono proprio felice!! Lo so, 
mi accontento di poco, ma mi basta. 

domenica 16 novembre 2008

Destinato a soffrire

E' arrivato il derby Roma-Lazio e sono crollate anche le speranze dei laziali di agganciarsi alle prime due. Ma porca miseria, abbiamo perso la partita perche' la Roma che finora ha fatto poco o niente, questa sera ha fatto un gioco di squadra a fronte di una Lazio che cercava nei passaggi leziosismi e personalismi. Il cuore va bene, ce l'hanno messa tutta sia la Roma che la Lazio, ma alla Lazio questa sera e' mancato il cervello, avrebbero voluto segnare tutti. Speriamo serva da lezione. La Roma ha meritato di vincere ma la partita glie l'abbiamo regalata noi. Domani e' un altro giorno, si vedra'... Con l'occasione ho potuto risentire un sacco di amici romanisti che non sentivo da tanto tempo: ogni medaglia, come si vede, ha il suo rovescio.

venerdì 22 agosto 2008

Misteri olimpici

"Mamma mia, quanto e' alta!".
"Speriamo di farcela".
"Dio mio, dammi una spinta".
"E' difficile, ma dovrei farcela".
"Ci provo comunque, speriamo bene!".
"Ce la faccio, ce la faccio, ce la faccio".
"Speriamo di non fare nullo".
"Mi accontento anche di un bronzo".
"Sono la piu' forte, non mi prendono".
"Oggi non e' giornata, e devo pure fare pipi' ".
"C'e' troppa umidita' ".
"Mi fa male il ginocchio, ma devo resistere".
"Vorrei essere una mosca".
"Con l'oro quanti milioni prenderei?".
Sto guardando, alla televisione, l'Olimpiade dei records, organizzata, in modo impeccabile, da una Cina che vuole sorprendere il mondo con la sua efficienza, organizzazione e tecnologia. Rifletto su quanto grande potrebbe essere, veramente, questo paese, se - oltre a ostentare queste sue qualita' - praticasse i primi elementi di democrazia e diritti umani.
Un dubbio mi tormenta mentre vedo la finale del salto in alto femminile, ma la stessa cosa avviene nel salto in lungo o nel triplo. La regia inquadra le atlete che si preparano alla prova. Facce tese, nervose, occhi decisi... ma... parlano!... muovono le labbra... sono sole!
Forse dicono con le labbra quello che stanno pensando. Che cosa mormoreranno in quel momento? Difficile saperlo, anche perche' le parole sono mimate in lingue diverse. Ho provato a indovinare i vari labiali, non so se ci sono riuscito... per me resta sempre un mistero.