giovedì 28 luglio 2022

USCIAMO DALL'INCUBO MA INIZIA IL DRAMMA

Convenzione Italia-Repubblica POPOLARE di Bulgaria di 32 anni fa

Ecco cosa stiamo subendo... una Convenzione stipulata con uno Stato ex-comunista, ma che oggi fa parte a pieno titolo della Comunità Europea, perché è stata cancellata quella parola odiosa, POPOLARE.

Ma pur essendo trascorsi 32 anni e la Bulgaria è una nazione libera e democratica, i nostri burocrati - assecondati dai governanti - continuano ad applicare una regola che forse andava bene una volta, ma che oggi, in questa cosiddetta Comunità Europea, viene applicata sui cittadini italiani residenti in questa nazione, come una spada di Damocle, a differenza di quanto avviene nelle Convenzioni stipulate sia in Europa che nel mondo. Viviamo e siamo residenti a tutti gli effetti in Bulgaria e secondo la legge bulgara siamo anche residenti fiscali, ma mentre in tutte le altre nazioni possiamo decidere dove pagare le tasse, chi risiede in Bulgaria le tasse sulla pensione le paga in Italia. A quanto assomma nel bilancio dello Stato questo razzolamento che sta facendo su di noi? A 0,00000000000001. Forse basta appena per mandare mezzo carro armato in Ucraina, ma sta invece distruggendo tanti di noi che hanno anche preso impegni basandosi sulle loro entrate mensili. Ecco perché dall'incubo delle prime dicerie siamo adesso passati al dramma, che ci porteremo dietro per tanti anni.

Naturalmente questa cervellotica decisione sarà contestata a tutti i livelli e riusciremo alla fine, ne sono certo, a far cambiare questa normativa che pervicacemente vogliono imporci. Ma noi saremo testardi fino in fondo, e sono certo che alla fine avremo giustizia. In un proverbio siciliano la goccia dice alla pietra: dammi tempu ca ti perciu (dammi tempo che ti buco) e alla fine bucheremo questa Convenzione.

L'Inps, dietro ordine dell'Agenzia delle Entrate, sta facendo marcia indietro mandando a tutti i pensionati residenti in Bulgaria una lettera nella quale chiede il certificato di cittadinanza bulgara, altrimenti la pensione già esentata dalle imposte verrà ritassata. Così l'altro ieri, 26 luglio, anche a me è arrivata una raccomandata A/R dello stesso tenore, che pubblico, e siccome chiedono anche una risposta celere per e-mail, pubblico anche la risposta che ho mandato il giorno dopo.



Ecco la risposta:

Preg.mo dr. Piergentili,

con riferimento all'oggetto Esenzione fiscale sulle mie pensioni, posso solo rispondere che non ho alcun obbligo di dimostrare il possesso della cittadinanza bulgara, anche perché non mi è stato mai chiesto sin dalla domanda di esenzione. Solo adesso l'Istituto ha scoperto che questo sarebbe un requisito necessario per ottenere l'esenzione fiscale. Le cose più strane succedono sempre e solo in Italia. Invece di fare mea culpa per non essere stati in grado di interpretare una Convenzione, in effetti anomala, adesso chiedete ai pensionati residenti in Bulgaria la cittadinanza bulgara, quando sapete bene che forse il 2 per mille ha questa cittadinanza. E' talmente evidente questa anomalia che l'Inps ha ritenuto, per tanti anni, di dover concedere l'esenzione dall'imposta, come è d'uso in tutte le altre nazioni europee.

Niente di personale nei suoi confronti, dr. Piergentili. Lei si è attenuto alle disposizioni che le hanno dato. Potrei risponderle che ho la cittadinanza bulgara perché come cittadino europeo appartengo anche a questa nazione, quindi essere cittadino bulgaro di nazionalità italiana. Ma anche qui farei un buco nell'acqua perché in questa stramaledetta Convenzione non esiste la parola cittadinanza ma nazionalità. Provi ad aprire la Convenzione lei personalmente, così si renderà conto di trovarsi in una situazione kafkiana... la Convenzione parla di nazionalità e l'Inps ci chiede la cittadinanza. Non le sembra assurdo? Ma lei non ne ha colpa e anzi ha il merito di dover leggere queste mie sconsiderate elucubrazioni.

Potrei dire di essere cittadino bulgaro perché vivo in questa terra da più di sedici anni e sono stato il primo o secondo pensionato a emigrare in Bulgaria. Sì, dottor Piergentili, sono emigrato come i tanti che oggi approdano sui barconi, ma io ho dovuto mettermi in regola in tutto altrimenti in Bulgaria non potevo risiederci. E se sono venuto a vivere in Bulgaria, seguito poi da tanti altri, non è stato per il piacere di viaggiare, ma per poter vivere una vecchiaia più dignitosa e serena, con un costo altissimo: lontano dai figli, dai nipoti, da mio fratello e da tutti i parenti. Ma per sopravvivere si fanno anche questi sacrifici.

Dopo sette anni arriva anche a me la notizia che i residenti all'estero possono chiedere di pagare le imposte nella nazione ospitante, se sono inferiori a quelle italiane. E qui, invece, avevamo la fortuna di non pagarle, perché i pensionati sono esentati dalle tasse. E quelle imposte non pagate ci hanno fatto tanto comodo, dottor Piergentili. Pensi che qualche volta sono riuscito a fare dei regali ai nipoti e ho aiutato economicamente i figli che non navigavano nell'oro. Sono riuscito anche a togliermi qualche piccolo sfizio, ho fatto male forse? Oggi dico a me stesso: meno male che l'ho fatto altrimenti mi sarei ritrovato solo con un pugno di mosche.

Abbia pazienza, dottor Piergentili, ho finito. Mi sono rimaste le ultime considerazioni. In un'Italia che butta ai porci miliardi di euro, alcuni pedanti e scrupolosi burocrati si sono accorti che, anche se è assurda questa regola solo per la Bulgaria, bisogna ritornare a tassare questi fannulloni che portano le loro pensioni all'estero dopo aver sgobbato tutta una vita in Italia.

Italia amara per noi, purtroppo. Tante volte ho giurato che ci sarei tornato a piedi in Italia, se avessi potuto vivere come ho vissuto questi anni in Bulgaria, in serenità e con decoro. Ma oggi è ancora più difficile un ritorno. Tra l'altro oggi in Italia è impossibile morire perché addossi ai parenti un debito decennale. Quindi continuo a restare in Bulgaria finché il Padreterno me ne dà la possibilità e quando verrà il mio turno sarò almeno in grado di lasciare il dovuto per un funerale. Voi continuate a rastrellare sui poveri cristi, ma un giudizio verrà per tutti.

La ringrazio per la pazienza, dottor Piergentili. Ritassatemi pure quella misera pensione, perché pur essendo cittadino europeo e bulgaro, sono sempre fiero di essere nato nel Paese più bello del mondo. E che quei 300 euro tolti alla mia pensione, vadano pure in tasca a qualche altro fruitore del reddito di cittadinanza. Poveri noi, povera Italia.

Pazardjik, 26 luglio 2022, ore 22.25





domenica 30 gennaio 2022

LA STRANA COPPIA

Lettera al rieletto Presidente della Repubblica Sergio Mattarella



Mi permetta per prima cosa farle gli auguri, caro Presidente. Per la seconda volta in Italia è successo il miracolo di far risuscitare un Presidente che si apprestava a tornare alla vita di qualsiasi normale cittadino, a fare il nonno forse, a curare le piante se ne ha la passione, ad alzarsi la mattina tardi se ne ha voglia e magari bighellonare per casa come tanti di noi persone anziane.

Sono veramente contento, signor Presidente. Mi sento onorato di avere un conterraneo di tanto alto “profilo”, come si usa dire nel mondo politico; anzi il profilo più alto di tutti, perché mille e più grandi elettori non sono stati capaci di trovarne uno uguale. E poi abbiamo la stessa età, ma non mi permetterei mai paragonarmi a lei, signor Presidente, perché lei si è caricato un fardello ben più pesante del mio. Il tapino sono io che con un incarico di Patronato, pur facendo il mio lavoro per passione e per ammazzare il tempo, alla bella età di ottanta anni, spesso ho bisogno di riparazioni, come succede alle auto vecchie che spesso si bloccano e sto pensando di mettermi da parte per far largo a qualche persona più giovane.

Lei, invece, è costretto – suo malgrado, penso – a continuare a gestire una banda di incapaci che dopo una settimana ancora non trovavano un profilo abbastanza alto e, come nel gioco dell’oca, sono tornati alla casella di partenza. La sua rielezione mi ricorda quella di Oscar Luigi Scalfaro nel 1992, quando – dopo quindici scrutini - al sedicesimo, finalmente, dissero che era stato eletto un “galantuomo” (così lo appellarono allora). E allora ho pensato quanto stavamo messi male se tra più di mille grandi elettori, solo alla sedicesima chiama era stato trovato un galantuomo. Adesso è accaduto lo stesso episodio… dopo sette scrutini, dove si sono viste le proposte e i veti più demenziali, i buoi sono tornati nel recinto, pregando il padrone che andava in pensione di rimandare il meritato riposo. Lei, signor Presidente, è la persona dal profilo più alto di tutti, questo è vero e ne sono convinto.

Sapendo come i buoi fossero inquieti, aveva pensato bene di assumere quello stalliere che li ha tenuti mansueti fino adesso. Lei con quella assunzione ha fatto un capolavoro. Ricordo un film commedia degli anni sessanta intitolato “La strana coppia”, con Walter Matthau e Jack Lemmon, due amici antitetici, costretti a convivere sotto lo stesso tetto. La differenza sta nel fatto che quella era una commedia, mentre noi stiamo vivendo un tragico dramma e siamo fortunati ad avere questa strana coppia alla guida di un’Italia che – nonostante quello che dicono i buoi – sta andando a rotoli e solo uno stalliere come Draghi può rimettere in ordine questo sconquasso.

Tra pandemia e Speranza, debito pubblico, energia elettrica e gas alle stelle, disoccupazione galoppante e soldi, tanti soldi, che dovrebbero arrivare dall’Europa per il piano nazionale di ripresa e resilienza, se non ci foste voi due al comando, questi spiaggiati della politica sarebbero capaci di disperdere l’unica vera grande occasione, forse l’ultima, che abbiamo per fare quello che non si è fatto in quarant’anni.

I malevoli dicono anche che questo Parlamento ha lasciato tutto come prima, per essere sicuro che tanti suoi rappresentanti maturassero i 4 anni 6 mesi e 1 giorno e acquisire il diritto alla pensione di parlamentare, mentre milioni di poveri cristi dopo 40 anni di lavoro ancora devono subire. Ma io non credo che il motivo sia questo, non posso credere che un eletto dal popolo italiano, possa pensare prima di tutto alla sua tasca e poi al bene comune. Sarà certamente una calunnia.

Devo ringraziarla anche perché mi ha risparmiato lavoro e denaro. Infatti ero già pronto a sostituire la sua foto appesa al muro che guarda la mia scrivania. Quando è stato eletto avevo provato a chiederla alla nostra ambasciata a Sofia, ma mi hanno risposto che non ne avevano. Quindi ho dovuto scaricarla da internet e farla poi sviluppare su carta. Mi perdoni, signor Presidente, dimenticavo di dirle che sto scrivendo da Pazardjik, una graziosa città bulgara di provincia, dove ho dovuto emigrare da pensionato, primo di tanti altri, per poter trascorrere una vecchiaia decorosa e serena, ma con l'Italia sempre nel cuore.

Un consiglio, però, mi permetto di darglielo, signor Presidente. Adesso che è ritornato al Quirinale, ci stia per il tempo strettamente necessario, vale a dire fino alla scadenza della prossima legislatura, poi chiami il direttore dell’orchestra parlamentare e trovi il modo di farsi sostituire da lui. Lei potrà finalmente riposarsi e tornare tra le persone normali e lui continuerà, con la sua bacchetta, a dirigere il coro bovino. Solo così potremo un giorno sentir cantare 

Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta...

mercoledì 2 giugno 2021

COSE BULGARE...



Oggi voglio raccontare e testimoniare qualcosa che mi ha sbalordito, dopo ben 15 anni di residenza in Bulgaria. Sì… perché questa Nazione non finisci mai di scoprirla, sia in negativo che in positivo.

Sono arrivato in Bulgaria nel 2006 e dopo 5 anni, nel 2011, ho dovuto rinnovare la mia patente italiana convertendola in quella bulgara.

La prima sorpresa, allora, è arrivata quando sono andato a ritirarla, perché portava la scadenza nel 2021. A 70 anni rinnovare la patente e avere la validità di 10 anni mi è sembrata una cosa bellissima. Ma gli anni passano e siamo arrivati al 2021, per cui il 7 maggio sono andato per chiedere il rinnovo alla Motorizzazione. Tutti con mascherina, in fila e distanziati, ma dopo un’ora ero già fuori.

Il mio cruccio questa volta era: per quanti anni me la rinnoveranno? Avevo chiesto in giro ma nessuno mi aveva saputo dare una risposta e mi sono vergognato a chiederlo all’impiegata che ha fatto la mia pratica. A 80 anni non posso aspettarmi lo stesso trattamento della prima volta, speriamo me la rinnovino almeno per cinque anni.

Ieri pomeriggio 1° giugno sono andato a ritirarla. Il mio pensiero fisso era la scadenza. Dopo 10 minuti, finita la registrazione al computer della mia nuova patente, eccola finalmente nelle mie mani!

Ho messo le dita sulla scadenza e poco alla volta, come sfilassi una carta al poker, ho cominciato a spostare il dito: dal 2021 al 2 0 3 1. No!!! Non potevo crederci… Altri 10 anni! Cioè, posso tranquillamente guidare fino a 90 anni… Poi penso: speriamo di arrivarci! La patente, in ogni caso, ci arriverà.

E allora, per forza devo fare il paragone: ma se dovessi rinnovarla in Italia per quanti anni me la rinnoverebbero? Per dieci assolutamente no.

Dimenticavo la notizia ancora più importante: il costo. Che lo crediate o no, ho dovuto sborsare l’esosa cifra di 2 lev, più 15 spesi in precedenza per il certificato medico. 17 lev in tutto. Sì, proprio così… euro 8,50 per rinnovare la patente per altri 10 anni...

Mi sento italiano dai capelli al dito mignolo del piede, ma mi sento di gridare al mondo:

BULGARIA, TI AMOOOOOoooooo!!!

martedì 11 maggio 2021

RESILIENZA: Chi era costei?



Nella vita non si finisce mai di imparare, diceva mio nonno. E’ vero, e il primo che riconosce la propria ignoranza sono io. A motivo della mia professione, 32 anni come linotypista e 7 da fotocompositore, ho battuto a macchina - per essere stampati - migliaia di libri e di articoli di scrittori studiosi e giornalisti che trattavano gli argomenti più svariati. Ebbene, in tutti quegli anni non mi sono mai imbattuto nella parola magica che oggi va per la maggiore: RESILIENZA. Ricordo che la prima volta l’ho sentita pronunciare da un politico e mi sono dovuto ricredere sul nostro parlamento che avevo giudicato fino a quel momento il più ignorante della nostra storia repubblicana. Azzo!!, mi son detto, qui si disquisisce ad alti livelli!

Con la mia curiosa ignoranza, alla fine, sono andato su internet e finalmente anch’io, dopo una vita, ho capito il significato della parola. Ma non lo dico, perché voglio che anche chi mi legge, vada su internet e sui tanti dizionari a disposizione, per comprenderne il significato. Perché se oggi in mezzo a un discorso o un dibattito, che sia tra amici o in tv o sui giornali, non ci butti dentro una resilienza, allora sei proprio un ignorante anche un po’ cafone. Il parlamento e il governo ne hanno fatto addirittura un impegno proiettato nel futuro, creando un PNRR. Ecché vor di’?, direbbe Montesano. Il PNRR è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Hai capito? La resilienza l’hanno elevata a legge dello Stato. Una volta si gridava W la Resistenza. Oggi si grida W la Resilienza!

Ho voluto fare questo preambolo per rendere leggero l’argomento, ma di leggero in verità c’è poco, perché mi accorgo sempre più che ogni giorno continuano a prenderci per i fondelli con queste parole pompose e incomprensibili al novanta per cento degli italiani, perché se non capisci stai zitto per non far vedere agli altri la tua ignoranza. Ma quanti sono gli italiani che sanno cosa vuol dire resilienza? Questa parola esiste da tempo immemorabile, ma è stata usata finora solo da studiosi addetti ai lavori, il 97 per cento della gente comune non l’ha mai sentita, ma adesso è fico pronunciarla e fa tendenza. Di positivo c’è solo una cosa: è una parola italiana.

Perché di più grave, a mio giudizio, sono tutte quelle parole inglesi che sono entrate nell’uso comune dopo questo maledetto virus: si inizia con il lockdown, poi smart working, recovery fund, clic day, triage, hub, baby sitting, influencer, ecc. pronunciati bene o male ma buttati lì. Fin qui potremmo dire che è anche un bene perché impariamo l’inglese o il francese, sempre dopo essere andati su internet a vedere il significato di una parola, che per gli anglofoni poi vuol dire tante altre cose. Ma noi abbiamo la lingua più ricca, più bella e più dolce del mondo e andiamo a scavare nei pozzetti degli altri? L’unico termine inglese che posso approvare è fatto di tre parole: Made in Italy. Questo è comprensibile a noi e a tutto il mondo perché tutto il mondo invidia l’Italia, iniziando dalla lingua alla cultura, all’arte, all’artigianato, alla moda, alla enogastronomia, alla Ferrari e mi fermo qui. Ecco, tutto questo è Made in Italy e mi va bene.

I termini inglesi che oggi ti rendono colto agli occhi degli altri sono tanti, purtroppo, ma l’ultimo che ho citato proprio non mi va giù: influencer. E’ un mondo che nasce sui social, popolato generalmente da giovani e giovanissimi, che hanno al centro un furbacchione o una furbacchiona che si arricchiscono alle spalle di coglioncini chiamati anche loro col termine inglese follower, che li seguono a occhi chiusi, che non riescono a ragionare con il proprio cervello e si fanno guidare da quello dell’influencer. E d’altronde non dò colpa a questi ultimi ma a chi li segue. Sempre mio nonno, buonanima, diceva che ci sono i furbi perché esistono gli stupidi.

Oggi non sono molto ottimista e mi domando: Italia, Italia mia, dove cavolo stai andando?

giovedì 31 dicembre 2020

COVID-19, VACCINI E PRIMATI ITALIANI

 Il tempo e l’età non mi consentono più di postare i tantissimi articoli che nel tempo hanno arricchito questo blog, tuttavia con questo articolo nel 2020 sono arrivato a 4, e tutti – guarda caso – trattano lo stesso argomento, il Covid-19. Questo mostro velenoso ha dato in pasto ai giornali e alle televisioni almeno il 60% delle loro pagine e palinsesti, e anch’io non sono da meno con il mio 100%. Ci sarebbe da parlare anche della Bulgaria, ma mi perdonino i bulgari, il mio cuore batte preoccupato soprattutto per l’Italia, perché lì ho lasciato gli affetti più cari.

Il mio, comunque, vuol essere un discorso a latere, per ricordare quanto eccelliamo, come popolo, sopra ogni altro. Nella enogastronomia, nella cultura, nell’arte, nelle bellezze naturali, e queste son poca cosa, perché il Covid ha dimostrato ancora una volta, che siamo primi senza ex aequo in Europa e quasi quasi nel mondo, almeno percentualmente. 

PRIMI in Europa ad importare il Covid-19, ma additati come esempio in tutta Europa; tutti parlavano dell’efficienza e della bontà del sistema Italia. 

Con 74.000 morti che continueranno ad aumentare, in Europa non può batterci nessuno. PRIMI

Con 209 miliardi di euro siamo i più premiati dall’Unione Europea. Una cifra così non l’avevamo mai sognata, ma il guaio sarà come spenderla. Forse ci aiuteranno 300 consulenti più ministri vari. PRIMI

Diventeremo PRIMI anche per come li avremo spesi male, ma questo dovrà ancora avvenire, anche se sarei felice di sbagliare la previsione. 

A comprare mascherine, guanti, siringhe, tamponi, ventilatori e via dicendo siamo stati ovunque quelli che li abbiamo comprati più cari in Europa. PRIMI. 

Abbiamo una task force che tutto il mondo ci invidia: il governo si è circondato di qualche migliaio di manager, virologi, consulenti con i quali dovremmo sconfiggere il virus e superare brillantemente il disastro economico che ci sta davanti. Persino Trump ne è rimasto colpito. PRIMI

Abbiamo parecchi commissari, ma uno li supera tutti. Per i compiti che gli hanno assegnato dovrebbe essere un alieno, ma i comuni cittadini lo chiamano Arcuri. Io penso veramente che possa essere un alieno, avrete più di una volta sentito la sua voce: metallica e robotica come si sente nei film di fantascienza, fateci caso anche voi. Anche il suo atteggiamento lo dimostra, in supponenza e tracotanza, quello che fa lui è inappellabile e sono cazzi se lo contesti. Penso sia un baluardo inamovibile per condurci fuori dalla pandemia, suppongo abbia già fatto questo in altri mondi. PRIMI

E poi siamo i PRIMISSIMI nei DPCM. Dovevo aspettare 80 anni per sentire per la prima volta questo acronimo (Decreto Presidente Consiglio Ministri). Con me nessun italiano li aveva sentiti prima. Mi ricordano gli anni del militare. Inizialmente ho pensato fossero le famose SRCM, anche esso un acronimo (Società Romana Costruzioni Meccaniche). Le SRCM erano bombe antiuomo e ho subito pensato che con quelle il Presidente Conte volesse bombardare il Covid, anche perché aveva parlato di una vera potenza di fuoco, ma evidentemente avevo capito male. 

PRIMI, sempre parlando di Conte, ad avere un Presidente del Consiglio eletto da NESSUNO, ma questo sarebbe passato in sott’ordine se avesse fatto le cose per benino, come suol dirsi. Quello che sta succedendo certamente non è cosa da poco, peggio di una guerrissima, e questo lo abbiamo capito tutti e si capisce anche che qualsiasi governo possa fare degli errori di valutazione, ma persistere negli errori e far poi pagare pegno ai cittadini è diabolico o da inetti. 

Questo avvocato professore, facendo da tramite e sensale tra due partiti che si odiano e con lo stato d’emergenza che avremo per chissà quanto tempo, sta provando ad arrogarsi un potere che nessun altro Presidente del Consiglio ha mai avuto, è diventato oltre che padrone della Rai, anche un uomo di spettacolo, quello che con un inglesismo si potrebbe definire uno showmen, ha fatto più spettacoli lui che Antonella Clerici. I sondaggi dicono che piace molto alle teenagers, probabilmente perché racconta molte favole. 

Solo un altro arrogante come lui potrebbe scalzarlo da Palazzo Chigi, ma questa è una favola che ancora non si sa come finirà. Una volta Stai sereno di renziana memoria e un’altra Ciao, sempre metodo renziano ricicciato. 

Potremmo pensare che essendo arrivati i vaccini tutto si risolverà presto. No sarà affatto così. Intanto devono arrivare e poi dovrebbero vaccinarci quei medici e infermiere che il governo sta cercando disperatamente, attraverso bandi emessi all’ultimo momento. Perché Arcuri non può pensare alla pandemia e ad altre mille cose, è solo un terralieno. Poi anche alcune centinaia di operatori sanitari hanno dichiarato che loro non si vaccineranno, e allora a me, piccolo ignorante uomo della strada, nasce un interrogativo e un dubbio: perché non vogliono vaccinarsi? Dovrebbero essere i primi perché in prima linea, per cui, dubbioso, penso debba esserci qualcosa di oscuro in questi vaccini. 

Certamente sono state bravissime le case farmaceutiche a sfornare tutti questi vaccini in circa 8 mesi quando generalmente servono anni per testarli. La quasi totalità del mondo scientifico, insieme ai governi, si sta sgolando per convincerci a farlo volontariamente (ma finirà per essere di fatto obbligatorio), ma questo stesso mondo scientifico è quello che per mesi e mesi ci ha detto tutto e il contrario di tutto. Chi mi dice che questa volta mi dicano la cosa giusta? Questo potrebbe pensare qualsiasi povero uomo della strada, anche ignorante in materia. Da come stanno andando le cose, mi sembra si debba seguire il pensiero unico: vaccinarsi, e chi non si vaccinerà sarà bandito dal consorzio umano. Democrazia moderna. 

Io, sinceramente, penso sia utile vaccinarsi anche se, in tutta la mia vita ho fatto solo a 5 anni quello contro il vaiolo. Poi mai più nessun vaccino e soprattutto nessuna influenza mai. Dovrei farlo adesso a 80 anni quando penso che evidentemente il mio organismo ha gli anticorpi naturali? Ma pur non facendolo, vedendo i danni mortali che sta provocando questo virus, dico a ognuno che incontro che bisogna farlo. Non sono un no-vax. Quanto a me, mi affido a Dio e al destino. 

Non parlo dei RISTORI perché questo governo non ha saputo neanche trovare la parola adatta, forse troppo intento a buttarci in faccia quelle parole inglesi che la maggior parte della gente non capisce ma che servono a intorbidare le acque. La lingua italiana dovete usare, per primi voi politici e governo. La lingua italiana è la più ricca di tutte e la più bella. In questo siamo primi ma non la usate. Il dizionario Treccani definisce la parola ristori: compenso, risarcimento. Quello che il governo ha dato non è né compenso né risarcimento, quello si chiama elemosina, che sarebbe già benefica se fosse volontaria ma questa è una elemosina imposta, ed è vergognosa. 

Ricordate 9 mesi fa quando si diceva Andrà tutto bene? Già allora mi ero permesso di aggiungere “per chi sopravviverà”. Tanti se ne sono andati e tanti altri ancora se ne andranno, abbiamo solo bilanci parziali, ma alla fine saranno tragici. E come al solito ci saranno le solite forbici: il ricco sempre più ricco e il povero sempre più povero. Ai balconi non si affacciano più famiglie a cantare e agitare le bandiere. 

Ce ne sarebbero tante altre considerazioni da fare, a cominciare da cash back e lockdown, ma mi fermo per carità di patria. Perdonate il mio sfogo. Qualcuno lo capirà, altri no; ma oggi mi sono liberato di un rospo che portavo dentro da tempo. 

E’ doveroso ringraziare per abnegazione e senso del dovere, tutto il corpo sanitario che ha avuto centinaia di vittime e le Forze Armate che stanno organizzando logisticamente le prossime vaccinazioni. 

Auguro a ogni italiano tutto il bene possibile per questo 2021 che arriva, sperando che scacci al più presto questo maledetto mostro che ci sta cambiando anche negli affetti. L’abbraccio e la stretta di mano sono diventate un pericolo mortale. Lo stesso augurio faccio ai bulgari, che probabilmente hanno anche più ragioni di noi per essere incacchiati. 

Benvenuto 2021 e Buon Anno a tutti!! 





giovedì 16 aprile 2020

COVID-19. FINE PRIMO TEMPO



Non scrivevo da quasi un anno e improvvisamente mi ritrovo a pubblicare un post a settimana, non so se è il risveglio dell’orso o il canto del cigno. Alla mia età propendo più per la seconda ipotesi. Anch’io, evidentemente, sto trovando il tempo per dedicarmi all’impegno preferito. Se continua così noi pensionati potremo contarci a vista d’occhio. In Bulgaria, fortunatamente, ancora si resiste, ma in Italia sta scomparendo la storia del secolo passato, perché la storia la fanno i vecchi. 

Ci dicono che sta per esaurirsi la fase 1 e si pensa già alla fase 2. Tanto ormai siamo diventati numeri, 1 2 poi verrà 3 e tra non molto ci accorgeremo che con la fase 4 forse avremo finito anche i nostri giorni. 

Molti penseranno ch’io sia ostinatamente pessimista; non è così perché sono un ottimista incallito, in special modo da quando soggiorno a Pazardjik, una città ancora lontana dalla tempesta epocale che sta affliggendo l’umanità. Ma questo non mi impedisce di guardare fuori dalla nostra fortunata oasi e vedere l’Italia e mezza Europa che cade a pezzi. Ci assicurano che tutto andrà bene, basta restare a casa. Intanto gli italiani hanno finito di cantare ai balconi l’inno nazionale o Vincerò o Azzurro e stanno iniziando a contare quanto rimane loro in tasca. Penso che quei canti resteranno un lontano ricordo. Da contare ci sono solo i nostri vecchi – e anche kolti giovani, purtroppo - che se ne sono andati, e sono tanti.


SI PASSA ALLA FASE 2 

Ci dicono che ai primi di maggio, gradatamente per settori, passeremo alla fase 2, quella cioè della ripresa del lavoro, del commercio, dell’artigianato, del turismo e dell’industria. L’agricoltura, anche zoppa, ha continuato a lavorare, per nostra fortuna, per farci mangiare. Tra la fase 1 e la fase 2, ci dovrebbe essere la fase 1 e mezzo che sarebbero gli aiuti che lo Stato ha profumatamente elargito ai cittadini che hanno avuto la fortuna di ricevere la cassa integrazione o i 600 euro; se poi rimangono alcuni milioni di altri disgraziati che non riceveranno nulla, pazienza… nella statistica finale anche loro faranno parte di quelli che hanno ricevuto mezzo pollo. 

Con l’inizio della fase 2 bisognerà far fronte al pagamento della luce, del gas, dell’acqua, all’affitto e agli altri mille balzelli e tasse che non sono stati condonati ma soltanto rimandati di uno o due mesi. Per cui, cari cittadini, iniziate a rimboccarvi le maniche perché l’Italia che produce sta per mettersi in moto, con la speranza che il posto di lavoro sia sempre aperto. Ma che dici, nessuno può essere licenziato, ma se il negozio è chiuso sarai un lavoratore a vuoto, perché nessuno ti potrà pagare lo stipendio. Ma io sono certo che questa Italia, tra mille impicci e mille casini, in qualche modo continuerà a sopravvivere, anche perché abbiamo alle spalle uno Stato-padre e un’Europa-madre che sicuramente non lasceranno che i loro figli sprofondino in un baratro senza fine. Chiamatemi pure Cassandra, ma posso assicurarvi che ne usciremo tutti con le ossa rotte e che avremo tanti anni difficili da mandar giù (come vedete, sono ottimista pure sugli anni che mi restano). L’unica consolazione sarà che chi adesso è ricco, domani sarà ancora più ricco e che i soliti furbetti, su questa disgrazia, avranno costruito le loro fortune. Ve lo posso assicurare con una firma anche su una cambiale. Vogliamo parlare degli aiuti alle imprese? Scusate, non aiuti, prestiti. Lasciamo perdere, per carità di patria. 200 miliardiiii, le parole ancora mi rimbombano nelle orecchie... lo ripeteremo alle tante imprese che chiuderanno.


PIO ALBERGO TRIVULZIO… FINE DELLA SECONDA REPUBBLICA? 

Siamo ancora al centro di una pandemia che sta sconvolgendo il pianeta, ed era impensabile che in Italia non intervenisse la Giustizia con la A maiuscola. Chissà perché siamo l’unica nazione al mondo dove immancabilmente, quando accade un disastro, la Giustizia e le Procure si mobilitano con dispiegamento di forze che meriterebbero ben altri impieghi. Per carità, non voglio assolutamente dire e non penso, che queste inchieste che si aprono non siano legittime, anche perché partono da denunce che tanti cittadini hanno presentato per la morte quanto meno sospetta dei loro padri, madri e parenti vari. Mi riferisco, naturalmente, ai tantissimi centri anziani, case di cura, le cosiddette RSA, che accolgono – dietro lauto canone - i nostri anziani in queste strutture protette, che dovrebbero pensare al loro benessere e accudirli decorosamente fin che il Padreterno non li chiami a sé. 

Sappiamo per esperienza, dalle cronache giornaliere, di molti di quest complessi nel quali questi anziani vengono vessati e picchiati invece di essere curati, e bene fa la magistratura a chiuderle e mandare in galera i responsabili. La cosa strana che oggi vedo, è che almeno trenta Procure stiano indagando su presunte responsabilità dei gestori e amministratori di questi istituti. Conoscendo i tempi biblici della magistratura italiana, in quale degli anni duemila vedremo i giudizi finali? E siccome, molte volte la storia si ripete, guarda caso tutto sta ricominciando dal famigerato Pio Albergo Trivulzio. Famigerato non perché tratti male i suoi assistiti, ma perché le famose mazzette che poi hanno fatto cadere la Prima Repubblica sono state scoperte lì per la prima volta. Fino allora l'Italia era totalmente vergine. Il risultato di quegli eventi è sotto gli occhi di tutti: la corruzione oggi è decuplicata, corrotti e corruttori continuano a proliferare, ma questo è permesso finché non cambierà veramente il Sistema Italia. 

I parenti hanno ragione a presentare queste denunce, ma devono essere fatte contro ignoti, così che tra gli ignoti, oltre a esserci i responsabili amministrativi e il corpo sanitario con i suoi addetti, possa esservi incluso anche lo Stato. A prescindere dalle singole inadempienze o colpe in mala fede, tutti questi operatori si sono trovati, per la prima volta, dinanzi a un mostro che alla prima mossa falsa inghiotte chiunque, mentre oggi sappiamo che bisogna affrontare la bestia con mascherine, guanti, tute da astronauta e non basta. Quanti di questi operatori sono contagiati o sono morti per cercare di salvare altre vite? Forse più degli stessi pazienti da curare. A tutt’oggi questi operatori sono ancora lasciati a soccorrere questi anziani a mani nude. I responsabili ne sapevano molto meno dei comitati scientifici che ancora non sono d’accordo su quali misure prendere, sia per non essere contagiati che per curare i contagiati. Tuttora mancano materiali e strumentazioni che dovrebbero essere a corredo di ognuna di queste strutture, ma non sono in dotazione perché sono stati sottratti miliardi alla Sanità. Lì bisognerebbe crcare eventuali colpevoli. Eppure paghiamo le tasse più alte d’Europa. 

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ci diceva che non era ancora il caso di parlare di pandemia. Il governo, con il quale non voglio assolutamente polemizzare, ha fatto tanti errori, ma cerco di mettermi anche dalla parte di chi si trova nella savana con un leone davanti ed è disarmato. Quanti ordini e contrordini, quante circolari contraddittorie una dall’altra? Cosa fare? Qualcuno potrebbe obiettare che nessuno dovrebbe andare nella savana disarmato, ma oggi il convento ci passa questo e dobbiamo accontentarci, aspettando tempi migliori e uomini eletti, con una minor potenza di fuoco e più decisioni condivise, perché oggi questo serve all’Italia. Poi sarà la Storia a giudicare. 



mercoledì 8 aprile 2020

ANDRA' TUTTO BENE...




QUESTO E' IL MIO ANDRA' TUTTO BENE ORIGINALE


Ogni anno abbiamo un tormentone canoro estivo, Andrà tutto bene è il tormentone del Coronavirus… lo sogno la notte insieme agli avvisi televisivi su cosa dobbiamo o non dobbiamo fare per sopravvivere, ho imparato a memoria gli iban delle varie banche cui mandare il nostro contributo per aiutare la Protezione Civile. Ma andrà bene un cazzo!!! E lo strillo forte forte forte. L’unica cosa che sta andando meglio, spero, è la notizia che ci sono meno contagiati e probabilmente moriranno meno persone, meno medici e meno infermieri/e e meno addetti alla vigilanza. Per il resto non va e non andrà bene proprio niente, a cominciare dalla solita questua che ogni volta gli italiani sono invitati a partecipare per aiutare questo o quell’altro. 

Siamo un popolo generoso e altruista ma non si può appozzare sempre alla solita botte, specialmente quando la botte è quasi vuota, e posso capire che sia per un’opera umanitaria, e vorrei sapere quanti dei nostri soldi vanno effettivamente a buon fine. Ma non sopporto l’aiuto in denaro che la televisione ci invita a versare alla Protezione Civile, che è una istituzione governativa che fa capo al Presidente del Consiglio dei Ministri, guidata ora da un governo e ora da un altro. I soldi per la Protezione Civile sono inglobati nel bilancio statale e già li paghiamo. 

Non va bene con queste benedette mascherine. Passi il fatto che chissà per quanto tempo dobbiamo andare in giro mascherati da carnevale, ma almeno, se sono obbligatorie, fatele trovare e fatele pagare il giusto. Tutti i giorni in TV dicono di milioni e milioni di mascherine che arrivano da tutte le parti del mondo, mentre quelle prodotte dalle nostre fabbriche aspettano che gli organismi a ciò prefissati le omologhino. Mancano respiratori e ventilatori e mascherine che restano alle dogane per i soliti timbracci che servono per essere omologati, mentre a fine gennaio l’ineffabile narcisista Presidente del Consiglio enfaticamente dichiarava che eravamo pronti a qualsiasi emergenza, ogni caso dichiarata per sei mesi. Ha mai pensato di chiedere scusa ai parenti delle migliaia di vittime? Non per il contagio in sé, ma per le bugie dette. 

Ormai il Coronavirus è divenuto lo show televisivo del momento e abbiamo centinaia di esperti che ci dicono tutto e il contrario di tutto e la nostra testa è in confusione totale, ma dobbiamo stare a casa, zitti e mosca, e aspettare che il governo, dopo aver preso tutti i provvedimenti in ambito sanitario, inizi a prendere in esame quelli economici. 

Vero è che quello che sta succedendo è uno straziante evento planetario, ma noi ci saremmo trovati in difficoltà per molto ma molto meno, e dobbiamo alla professionalità, abnegazione e sacrificio del nostro personale sanitario se ancora resistiamo in trincea. 

Se fossi a tu per tu con il tuttofare Presidente del Consiglio lui mi risponderebbe che tutti i provvedimenti sono stati già presi. Noooo!! caro Presidente, sono solo parole vendute alla televisione, devono prima passare all’esame di due Camere, poi sulla Gazzetta Ufficiale e poi aspettare i decreti attuativi. Siamo pieni di leggi mai entrate in vigore per mancanza dei decreti attuativi. Quindi vedremo quando saranno pronti gli aiuti per le migliaia di imprese che stanno al collasso. 

Con la crisi ancora in atto c’è stata la chiusura di migliaia di aziende e il suicidio di centinaia di imprenditori. Se i tempi della burocrazia sono questi ce ne saranno altre migliaia, alle quali si aggiungeranno i milioni di disgraziati che aspettano o i sussidi o la cassa integrazione. La Germania in modo semplicissimo ha già dato sia ai cittadini che alle imprese somme che per noi sono proibitive, ma l’ha già fatto. Noi ci indebiteremo ulteriormente, ma se lo Stato per una volta diventa Padre, gli italiani che ne sono Figli sapranno rispondere con orgoglio per ritornare a galla. 

Dovete smetterla di prenderci per i fondelli, e mi riferisco a tutti i partiti politici. Questa burocrazia va eliminata perché sta strangolando l’Italia e nessun partito politico la vuole toccare, forse perché fa comodo a tutti. Bisogna smetterla di presentare chili di carta per tirar su un cacatoio. Burocrazia e corruzione stanno uccidendo gli italiani e affondando l’Italia. Bisogna cambiare il Sistema Italia con il Sistema Trasparenza. Tutti parlano di trasparenza mentre stiamo nel buio più assoluto. 

Oggi è crollato l’ultimo ponte. Quanti ponti, quante gallerie devono crollare, quanti anziani devono ancora morire in tante strutture sanitarie private (non tutte per fortuna) che pensano solo ad incassare rette senza dare nulla in cambio, per vedere i responsabili di questi crimini marcire in galera? Il ponte crollato oggi era stato revisionato qualche mese fa perché erano comparse delle crepe, oggi abbiamo visto che tipo di revisione era stata fatta. 

Quando penso di essere italiano mi reputo un fortunato. Essere cittadini di una Nazione che possiede un terzo dei beni artistici e culturali del mondo, che ha avuto nella scienza, nella letteratura, nell’arte, nella storia, nell’architettura quello che ogni popolo della terra ci invidia, ci obbliga ad avere governanti che siano all’altezza di tanta grandezza. Ecco perché continuo a sperare che ritorneremo grandi. Forse quando tutti capiremo che bisogna cambiare registro. 





giovedì 2 aprile 2020

Di Corona Virus si guarisce ma di burocrazia si muore

Dopo quasi dieci mesi, desolazione e rabbia mi spingono a scrivere questo post. Come tutti avranno notato il mio blog resta vuoto oggi di notizie che si possono trovare giornalmente su tutti i social, anche se rimane un sito, a mio modesto parere, sempre valido per tutti coloro che abbiano intenzione di scoprire come si possa vivere più decorosamente in Bulgaria. 

La tragedia che stiamo vivendo, questo maledetto Corona Virus, che interessa tutto il mondo, ma che sembra accanirsi particolarmente sull’Italia, mi spinge a considerazioni e pensieri che mai avrei pensato dovessero lambire la mente umana. Forse solo adesso ci rendiamo conto della nostra fragilità e del fatto che, malgrado tutte le pillole indorate, facciamo parte dei grandi numeri. Non siamo più persone ma numeri. Le persone che finiscono il ciclo terreno, lasciano questa terra con il conforto di persone care, con un figlio una madre un padre un parente qualsiasi a dar loro conforto nel trapasso. Oggi si muore, invece, soli da appestati, chiusi in fretta per non contagiare, cremati, senza funerali e riconsegnati in un’urna ai parenti quando sarà possibile. E’ andata a farsi fottere anche la pietà cristiana. Altro che cani! 

Non è mia intenzione qui fare polemiche sull’emergenza prevista anzitempo, sulle attrezzature, sui materiali, sulla tempistica, sulle strutture all’avanguardia e sulla prontezza e adeguatezza di mezzi dello Stato nel fronteggiare la catastrofe possibile che si sarebbe abbattuta su di noi, dichiarata dal nostro Presidente del Consiglio. Ce ne accorgiamo tutti i giorni. Ormai siamo in guerra e dobbiamo combattere con qualsiasi mezzo, tutti insieme, per uscirne vivi e vincitori (!!!!). 

Scusate le ultime due parole: vivi lo speriamo, ma vincitori non credo e cercherò di spiegarmi meglio dopo. 

Dobbiamo prima ringraziare tanti eroi che ogni giorno si stanno sacrificando per difenderci da questo contagio. (Io vivo in Bulgaria che mi auguro non debba trovarsi nella situazione italiana, ma quando dico “ci” lo intendo come italiano che ha lasciato figli parenti e affetti in Italia e che si sente italiano dalla testa ai piedi). Sono persone come noi, che tutti i giorni fanno il loro lavoro accanto e per i contagiati: medici e infermieri uomini e donne, che lavorano indefessamente fino all’esaurimento e alla morte. Loro non vogliono questo appellativo ma ognuno di loro dovrebbe ricevere una medaglia d’oro al valor civile e tanti di loro alla memoria, purtroppo. Molti di loro vengono dalle nazioni più disparate: Cina, Russia, Cuba, Albania, nazioni che non fanno parte dell’Europa, ma che amano l’Italia e il popolo italiano. Abbiamo anche ricevuto aiuti da Trump, anche lui mi sembra non faccia parte dell’Europa. 

Stiamo ancora aspettando gli aiuti dei nostri “fratelli” europei. Mi viene il vomito solo a pensare di poter essere imparentato oggi con un olandese o con un tedesco. Eppure i tedeschi hanno anche accolto alcuni dei nostri contagiati in eccesso nei loro ospedali. Ma in quanto a dare un aiuto economico per farci uscire da questo inferno, non se ne parla. Loro i soldi te li prestano ma con interessi da strozzini. Cravattari ne abbiamo già abbastanza a casa nostra e li combattiamo. Adesso, forse, stanno scendendo a più miti consigli, dopo aver visto incazzato – finalmente – anche il nostro Presidente della Repubblica. Bisogna far capire loro che non vogliamo regali, ma pagare nel tempo interessi non onerosi come quelli che ha subito la Grecia. Qual che sia il risultato di questa prossima trattativa, pur essendoci in questa UE molte cose buone, sono sempre di più quelle che non ci porteranno mai a poterci definire Stati Uniti d’Europa. Questa è solo commistione di denaro e banche. Mi fermo qui perché, come dicevo prima, non voglio alimentare polemiche. 

Vorrei tornare, come detto prima, sulla parola “vincitori”. Quali vincitori? Alla fine di questa pandemia ci saranno certamente pochi vincitori e saranno sempre i soliti, quegli immancabili sciacalli che si arricchiscono sulle disgrazie altrui e ci saranno sempre di più i soliti vinti, la gente comune, quella che si alza ogni mattina per andare al lavoro, i non raccomandati, quelli che nel lessico popolare sono i “numeri”. 

Sento tutti i giorni i provvedimenti economici che i nostri governanti si apprestano ad emanare per portare aiuto alla popolazione. E già da questo capisco (scusate il mio pessimismo) che questo Covid-19 ucciderà molte più persone dopo di quante non ne stia uccidendo adesso. 

L’Italia è una nazione che è impastoiata nella burocrazia alla ennesima potenza, e qualunque legge si faccia per sburocratizzarla non fa altro che incasinare le cose sempre di più. Siamo il popolo dei certificati, dei timbri, dei permessi, delle autocertificazioni che sono legali ma non valgono perché bisogna presentare la domanda su un modulo apposito, del progetto che deve passare l’avallo di dieci funzionari, e di mille altre cazzate che ci complicano la vita. E adesso vengo al dunque… 

Da più di un mese l’Italia si è fermata, migliaia di aziende ed esercizi commerciali sono chiusi, la gente è costretta a vivere in casa per non spargere ulteriormente il virus, scuole chiuse, linee aeree sospese, lavoratori e lavoratrici tutti a casa. Aperti solo supermercati, farmacie e attività di pubblica utilità. 

Adesso mi permetto umilmente di fare una piccola analisi, che non vuole essere la soluzione al problema, ma potrebbe aiutare la gente. Tra la popolazione italiana, tolti gli impiegati nella pubblica amministrazione, tolti i pensionati, tolti i minori da 0 a 18 anni, tolti coloro che hanno dovuto lavorare forzatamente per pubblica utilità, tolti coloro che usufruiscono del reddito di cittadinanza, tolti coloro che hanno avuto finora un reddito superiore ai 60 mila euro annui, rimangono a questo punto solo lavoratori e lavoratrici che attendono i soldi della cassa integrazione, i cococò, i partite Iva, gli autonomi, i disoccupati, i lavoratori in nero e gli indigenti cronici. Può darsi che qualche categoria l’abbia dimenticata, ma non importa, la potremo aggiungere subito dopo. 

Signor Presidente del Consiglio, signori ministri, signori parlamentari governativi e dell’opposizione, signor Presidente della Repubblica, 
quanti giorni di autonomia economica pensate che possano avere questi ultimi che ho citato? E’ da più di un mese che stanno a casa e non sanno ancora per quanto tempo dovranno restarci. Una parte di loro avrà senz’altro qualche risparmio che finirà presto, ma la maggior parte o ha finito i soldi o non li aveva già da prima, neanche per mangiare. E voi fate i conteggi adesso per far avere la disoccupazione o un sussidio ad ognuno chissà per quando? E bisogna, in ogni caso, compilare questi maledetti moduli e poi presentarli all’Inps o a un Patronato, che già sono intasati e aspettare se va bene la pratica? In mezzo a questi ce ne sono migliaia che non hanno mai visto un computer e non sanno dove andare e cosa fare, perché come al solito parlate un linguaggio lontano dalla gente. 

Ogni cittadino italiano ha un codice fiscale e lo hanno anche i lavoratori stranieri. Se siete governanti seri date disposizione alle banche, con garanzia dello Stato, di dare una somma che sarà stabilita dal governo, dietro presentazione del codice fiscale e firma per ricevuta della somma ricevuta. Avrete salvato migliaia e migliaia di vite. I conti con queste persone si faranno dopo, a pandemia archiviata. Vedrete che non avrete a pentirvene, sarebbe la prima volta in Italia che il cittadino non senta nemico lo Stato. La stessa cosa dovrebbe avvenire per il credito alle piccole e medie imprese che sono la parte preponderante della nostra Nazione e del Pil italiano. Sono loro che rimetteranno in moto l'economia. E sbloccate questi benedetti lavori di riassetto dell'Italia, ma subito, altrimenti non ci rialziamo più.

Ma io oggi sono pessimista. Questo voi non lo farete mai, perché la pancia piena non tiene conto di quella vuota. E voi avete la pancia fin troppo piena. In televisione ci stanno martellando tutti i giorni per fare un bonifico di solidarietà destinato alla Protezione Civile. Anch’essa sta zoppicando, ma la perdoniamo perché la situazione è veramente ingarbugliata. Mi sembra che solo il Movimento 5 Stelle nella persona del senatore Iunio Valerio Romano (il nome per me è già una garanzia) abbia proposto ai colleghi di dimezzarsi lo stipendio per versarlo alla Protezione Civile; non so di altri partiti, compreso il mio, che abbiano manifestato questa solidarietà, che non dovrebbe essere volontaria ma doverosa. 

Oggi stesso su Facebook, io personalmente e anche come incaricato di Patronato, inviterò tutti i pensionati residenti in Bulgaria che lo riterranno opportuno, di versare anche una piccola somma di solidarietà alla Protezione Civile. Sarà poca cosa ma tante piccole gocce d'acqua formano un oceano.

Scusate il disturbo.