lunedì 14 dicembre 2009

Prove di terrorismo

Ecco i primi frutti della campagna di odio contro Berlusconi messi in atto da Di Pietro & C.:
L'aggredito


L'aggressore, un povero mentecatto con problemi psichici


Il mandante morale, mentecatto psicopatico

domenica 13 dicembre 2009

Santa Lucia

Oggi 13 dicembre dovrebbe essere il giorno piu’ corto dell’anno e il calendario festeggia Santa Lucia, patrona di Siracusa e protettrice della vista e degli occhi. Questa santa si festeggia in tutta Italia, addirittura come fosse Babbo Natale, perche’ e’ tradizione che porti anch’essa i doni ai bambini buoni. In Sicilia, tuttavia, e’ particolarmente venerata ed e’ tradizione fare la cuccia.
Ricordo con emozione particolare questa tradizione, perche’ non c’e’ stato anno – finche’ mia madre era in vita – che in questo giorno non si venerasse la santa mangiando la cuccia.
Dopo la sua morte, nell’aprile del 2003, con lei si e’ spenta anche la tradizione.
Ma i ricordi e la lontananza dall’Italia rendono ancor piu’ struggente il desiderio di qualcosa che era diventata un’abitudine familiare.
Quest’anno ho voluto tentare l’emozione del ritorno ai tempi che furono. Qui in Bulgaria non ho i soliti commensali di una volta. Mamma e papa’ se ne sono andati e la famiglia si e’ volatilizzata. Ma questa volta ho preparato gli ingredienti tratti da internet, un po’ differenti dalla ricetta di mia madre, e mi sono improvvisato chef-pasticciere. Il risultato e’ stato quasi perfetto. Ho mangiato cuccia a pranzo e cena, come nella vecchia tradizione, e oltre ad aver gustato un ottimo dolce tradizionale, mi sono ritrovato idealmente a casa accanto a mia madre che mi porgeva il piatto. Vi pare poco?

venerdì 11 dicembre 2009

Indovinello n. 4

Un alieno minaccia l’Italia e il governo:
“C’e’ un clima da scontro di piazza. Il governo e’ sordo alle richieste dei cittadini e se non si assume responsabilita’ ci potrebbe scappare l’azione violenta”. (Corriere della sera, 11-12-2009).
Non riesce a capire che l’unico irresponsabile e’ lui. Chi sara’ mai costui? E perche’ non viene denunciato per istigazione alla violenza? Devono scapparci i morti per accorgersi quanto e’ pernicioso per l’Italia?

Indovinello n. 3

Un analfabeta minaccia l’Italia e il governo:
C’e’ un clima da scontro di piazza. Il governo e’ sordo alle richieste dei cittadini e se non si assume responsabilita’ ci potrebbe scappare l’azione violenta”. (Corriere della sera, 11-12-2009).
Non riesce a capire che l’unico irresponsabile e’ lui. Chi sara’ mai costui? E perche’ non viene denunciato per istigazione alla violenza? Devono scapparci i morti per accorgersi quanto e’ pernicioso per l’Italia?


Indovinello n. 2

Un imbecille minaccia l’Italia e il governo:
“C’e’ un clima da scontro di piazza. Il governo e’ sordo alle richieste dei cittadini e se non si assume responsabilita’ ci potrebbe scappare l’azione violenta”. (Corriere della sera, 11-12-2009).
Non riesce a capire che l’unico irresponsabile e’ lui. Chi sara’ mai costui? E perche’ non viene denunciato per istigazione alla violenza? Devono scapparci i morti per accorgersi quanto e’ pernicioso per l’Italia?

Indovinello n. 1

Un mentecatto minaccia l’Italia e il governo:
“C’e’ un clima da scontro di piazza. Il governo e’ sordo alle richieste dei cittadini e se non si assume responsabilita’ ci potrebbe scappare l’azione violenta”. (Corriere della sera, 11-12-2009).
Non riesce a capire che l’unico irresponsabile e’ lui. Chi sara’ mai costui? E perche’ non viene denunciato per istigazione alla violenza? Devono scapparci i morti per accorgersi quanto e’ pernicioso per l’Italia?

io invece ne sono orgoglioso

perche’ mi ritengo onorato di essere connazionale di una lunghissima schiera di persone che hanno illustrato e reso famosa l’Italia nel mondo. Nella parte superiore del Palazzo della Civilta’ del Lavoro dell’Eur a Roma, la buonanima di zio Benito fece incidere sui quattro lati, perche’ fosse visibile a tutti: “Un popolo di poeti, artisti, eroi, santi, pensatori, scienziati, navigatori, trasmigratori”. Questa frase e’ solo il compendio della genialita’ di questo nostro paese: io e la stragrande maggioranza degli italiani abbiamo la fortuna, l’onore e l’onere di farne parte.
E’ pur vero che anche ben altra fama ha esportato l’Italia, una su tutte la mafia, conosciuta in tutto il mondo, che e’ sempre stata la bestia nera del nostro Stato e dei governi succedutisi nel tempo.
Quasi tre anni fa moriva il giornalista Vittorio Corona, un uomo che ha ingrossato il numero di quei geni descritti nel quadrato dell’Eur. Siciliano come me, certamente in vita molte volte si sara’ vergognato che la sua bellissima isola natale sia stata culla e prima esportatrice di mafia nel mondo. Ma la morte prematura lo ha risparmiato da un’altra vergogna, che sarebbe stata per lui ancor piu’ ignobile: il figlio Fabrizio.
Si’, purtroppo anche noi potremmo avere motivo per vergognarci di essere italiani e il principale sarebbe quello di avere per connazionale un individuo di tal fatta, un uomo - figlio di un grande padre - che non ha fatto altro nella vita che vivere ai margini dell’onesta’ e della legalita', facendo del ricatto il primo business, dando ai giovani (vista la fama mediatica) l’esempio piu’ deteriore per vivere e far soldi alle spalle degli altri.
Questo individuo, condannato per i reati contestatigli, ha dichiarato di vergognarsi di essere italiano. Io credo che il 99,9% degli italiani e’ fiero di esserlo, perche’ e’ la storia a parlare per noi, perche’ e’ simbolo della genialita’, del sacrificio, del lavoro oscuro di tanta gente che ogni mattina si alza andando a lavorare per tenere sempre acceso il motore della macchina Italia.
Su internet c’e’ un sito a suo nome: www.fabriziocorona.fan-club.it. Nella prima pagina un titolo: “Nella vita contano la parola, il rispetto e l’onore… non tutti hanno questi valori”. Appunto! E’ indubbio che molte cose dovrebbero cambiare in Italia. Da quale pulpito arriva la predica! Parola, rispetto e onore… ma Fabrizio Corona sa cosa significano e dove abitano queste parole? Da siciliano e da italiano mi vergogno, si’, di averlo corregionale e connazionale e mi auguro che presto possa trovare un paese nel mondo che lo sopporti al posto nostro. Se poi qualcuno volesse proprio contattarlo, propongo il sito alternativo: http://www.fabriziocorona.fancul.it/.

lunedì 30 novembre 2009

Quel 30 novembre del 2007

Sono passati due anni eppur mi sembra ieri. Quel primo dicembre, da Nettuno, Giuseppe mi ha telefonato su skype ed ero felice di sentirlo, anche per avere notizie della madre, la mia adorata cugina Lilla. Dopo i primi festosi saluti Giuseppe, con voce titubante, fece il primo accenno: “Zio, purtroppo devo darti una brutta notizia…”. In quel momento compresi il motivo della telefonata e cosa mi avrebbe detto. Lui continuava a parlare ma in quel momento i miei pensieri erano altrove, sapevo che prima o poi sarebbe successo ma avevo fiducia nella forte fibra di quel testone che continuava a ripetermi di non andar via perche’ si sarebbe sistemato tutto, come se si potesse dare un colpo di spazzola a dodici anni di vita extraconiugale. “Ieri e’ morto zio Peppino, mi dispiace dovertelo dire, ma e’ giusto che tu lo sappia”. “Si, si… Giuse’, non preoccuparti, grazie, ci sentiamo dopo…” e attaccai mentre un nodo mi stringeva la gola e un pianto dirotto bagnava la tastiera del computer.
Prima o poi sarebbe successo, certo; ma io in cuor mio speravo sempre nel poi. Avevo sempre pensato che avresti festeggiato e oltrepassato il secolo di vita e invece, a un anno e mezzo dalla mia partenza, te ne sei andato anche tu. Mi rimangono di te i ricordi piu’ belli, quando eri vivo, quando hai voluto venire ad abitare per tre mesi a casa mia, i tuoi consigli inascoltati, i tuoi racconti di gioventu’, le registrazioni di quei racconti, e quando – scendendo pian piano le scale di casa – appoggiato al mio braccio, ti portavo al bar e li’ passavi un paio d’ore a giocare a carte con Vincenzo o chiunque altro disposto a sentire le tue risate quando vincevi. Quegli ultimi tre mesi sono valsi per me piu’ dei tanti anni passati insieme nella nostra casa di Primavalle.
Mi rimane, soprattutto, il rimorso per esser partito. Non ti ho lasciato solo, perche’ vicini ti sono sempre stati anche mio fratello e i nipoti, oltre che la nuora. Ma la comunione che c’era tra noi era tutt’altra cosa. Senza voler sminuire l’amore che tu e mamma avevate per Salvino, tuttavia io sapevo, perche’ lo sentivo dentro, di essere al primo posto nel vostro cuore come voi lo eravate nel mio.
Ho il rimpianto di non esserti stato vicino negli ultimi giorni e istanti della tua vita terrena, non essere presente al tuo funerale, di averti indotto – con la mia partenza – a non prendere piu’ quelle medicine che ti sarebbero state utili per continuare a vivere. Gia’, vivere! Perche’ e per chi? Pensavi che il mio fosse solo un capriccio, invece dovevo partire, dovevo allontanarmi da una situazione ormai divenuta insopportabile. Ma non potevo dirtelo perche’ ti avrebbe arrecato ancora piu’ dolore. Ormai tu avevi solo voglia di raggiungere al piu’ presto mamma.
Riesce a consolarmi il pensiero che, nei giardini celesti, sei adesso accanto a lei, la donna che hai amato per 67 anni. Da lassu’, se potete, cercate di proteggermi per qualche anno ancora: devo sistemare tante cose, non per me, ma per la persona che amo e che mi ama.
Tre mesi fa, per la prima volta dalla sua morte, ho sognato mamma che mi abbracciava dicendomi: “Stai tranquillo, Totone’, andra’ tutto bene”. Adesso aspetto che anche tu mi porti una parola di conforto. Dopo, so che verra’ il mio turno e vedrete che il tressette in tre si gioca meglio.

martedì 24 novembre 2009

Cose di Casa Nostra - 1

Chi scherza col fuoco…
Cosa ci sara’ mai in quella pentola? La cosa certa e’ che contiene segreti di personaggi pericolosi. Il nostro beneamato ex governatore del Lazio, vizioso parecchio ma poco pericoloso, mai avrebbe potuto immaginare di aver sollevato un coperchio cosi’ esplosivo. Ha avuto la fortuna di essere stato colpito solo di striscio, infatti – pur distrutto nel morale – e’ ancora vivo. Probabilmente prendera’ i voti trascorrendo il resto dei suoi giorni a farsi perdonare i vizi privati. Certo non mi auguro di trovarmelo sul teleschermo di Rai3 perche’ non ci sarebbe limite alla faccia tosta. Altri protagonisti di questa vicenda non hanno avuto in sorte lo stesso trattamento. Gianguarino Capasso, lo spacciatore, se ne e’ andato per overdose. Brenda, il viado brasiliano, per asfissia. Questa, per ora, la tesi ufficiale.
Dispiace che due giovani vite, due esseri umani, se ne siano andati in cosi’ malo modo, ma tanti altri giovani molto migliori di questi muoiono giornalmente per motivi meno abietti. Quando si percorrono certe strade prima o dopo si finisce per cadere e farsi male. Se aggiungiamo poi a questi lavori – il pusher e il viado – in se’ pericolosi, l’idea che potessero ricattare con i loro video i personaggi filmati, si arriva alla conclusione ovvia che qualcosa di brutto possa anche succedere. In sintesi direi che “se la sono cercata”. Il proverbio dice che chi scherza col fuoco prima o poi si brucia. Se fosse un film ci aspetteremmo altro sangue, manca infatti il ruolo esatto dei carabinieri infedeli e che fine faranno. Ma talvolta la realta’ riesce a superare la fiction.
Ovviamente le indagini vanno avanti e tutti ci auguriamo una conclusione rapida della vicenda, ma questa e’ una storia troppo torbida dove e’ possibile si nascondano altri personaggi oscuri e soprattutto pericolosi, che non vogliono fare la fine di Marrazzo, anzi faranno del tutto per fuorviare le indagini e intorbidire le acque. I primi due furbetti, entrati in una storia piu’ grande di loro, non potranno piu’ parlare, gli altri sono stati avvertiti.
L’unico fortunato a uscirne indenne e’ stato il Califfo, se e’ vero quello che racconta nel suo “Il travestito”.

…e chi libera lo “stronzo” dal turpiloquio
C’e’ caduto anche lui, ormai va a ruota libera. Conoscevamo un Fini elegante, forbito, fine dicitore, aria sempre signorile, caustico e mordace nella dialettica parlamentare, quello che si puo’ definire un vero signore, un politico vero. Ahime’, che tristezza! L’altezza del rango a cui e’ assurto deve aver tolto ossigeno al suo cervello, molti suoi elettori lo disconoscono sia per le idee che ci vorrebbe propinare che per il linguaggio pasoliniano che ha deciso di adottare. Oggi ha introdotto ufficialmente in Parlamento anche lo “stronzo”, che non e’ piu’ cacca o merdaccia puzzolente, ma una libera espressione del pensiero nei riguardi di chi non la pensa alla stessa maniera. Oggi si puo’ liberamente dire che Fini e’ uno stronzo senza tema di averlo offeso. Sarebbe meglio, pero’, attendere una sentenza ufficiale della Cassazione.
E’ entrata nel linguaggio ufficiale anche la “cassanata” per chi, con questa parola, vuole intendere una “stronzata”, ma la parola e’ decisamente piu’ accettabile e mondata dei fetidi olezzi. Per quanto mi riguarda, per esempio, potrei affermare che il presidente del Palermo Zamparini fa almeno due cassanate l’anno, ogni volta, cioe’, che cambia allenatore. Mi domando se il problema siano gli allenatori che si succedono o sia il presidente, ma quest’ultimo e’ intoccabile.
Cassano, dal quale discende la parola, sembra essere, finalmente, in via di guarigione e ne siamo tutti felici; ma il termine resta, anche perche’ sarebbe impronunciabile la parola “balotellata” riferita al nostro astro emergente dell’arte pallonara. Questo ragazzo, che e’ stato subito preso in simpatia da tutta l’Italia per la sua storia, si e’ dimostrato invece, col passare del tempo, uno “stronzo” di quelli veri. Addirittura si profila la sua immediata candidatura nella Nazionale maggiore, per dimostrare al mondo che non siamo razzisti, avendo anche noi nelle nostre file giocatori italiani di colore. Se Balotelli sta sulle palle a tutti non e’ perche’ e’ nero ma perche’ e’ uno stronzo, perche’ e’ antipatico e si rende antipatico, perche’ e’ maleducato, perche’ il cervello gli e’ andato in tilt per debito di ossigeno come a Fini.
E fanno male Mourinho e la stampa nazionale a nascondere il vero problema. Bisognerebbe guardarlo in faccia e dirgli che il problema e’ lui, non i tifosi. Balotelli potrebbe essere bianco, biondo e con gli occhi azzurri ma resterebbe sempre uno stronzo, anzi uno STRONZO tutto maiuscolo. E’ il suo comportamento a dare fastidio, non il colore della pelle. Quindi smettiamola con questa storia del razzismo perche’ in Italia hanno giocato e giocano tanti giocatori neri e sono tutti rispettati. Possiamo anzi affermare che lo “stronzo” si nasconde sotto qualsiasi colore e Balotelli ne e’ il classico esempio.

venerdì 20 novembre 2009

Politica politici partiti e bla bla bla...

Politica, la parola piu’ usata ed abusata della nostra vita quotidiana, parola astratta che sottintende un profondo significato reale. Per i greci politike’: tutto cio’ che interessa la citta’-stato, l’amministrazione, il governo, il modo di vivere, il benessere della citta’ e quindi dei cittadini. Ogni cittadino credo sia in grado di dare una definizione di questa parola, eppure rimane un intrigo misterioso di idee e pensieri difficile a districare, perche’ alla parola politica bisogna accostare il suo derivato: politico. Il politico o i politici sono coloro che si interessano di politica e quindi del nostro governo, del nostro benessere, del nostro modo migliore di vivere. E qui nasce la nostra confusione mentale. Non e’ la politica ad essere oscura, anzi e’ chiarissima. E’ il politico, colui che la gestisce e la interpreta, a renderla difficile, astrusa ed incomprensibile.
Vogliamo parlare dei politici seri, idealisti, in buona fede? Hanno tutti, comunque, ricette diverse per ottenere il benessere dei cittadini. Ogni linea di pensiero si trasforma nel partito dove ogni politico si riconosce e svolge il proprio ruolo. Tanti partiti quante sono le idee. Pertanto, stesso obiettivo da raggiungere, percorrendo strade diverse, talora opposte. Quale sara’ quella giusta?
Tutti idealisti e in buona fede questi politici? Per carita’, non scherziamo! Ai pochi veri politici va aggiunta una pletora di politic-anti che rincorrono, attraverso la politica, interessi e tornaconti che nulla hanno a che vedere con il benessere della collettivita’. Professionisti della dialettica, incantatori di serpenti, plagiatori, prestanomi, intrallazzatori, artisti dell’inganno in doppiopetto. Di destra, di sinistra, di centro? Ogni partito si tiene ben stretti i suoi, sono la linfa che foraggia i partiti stessi e le campagne elettorali.
Se togliamo, tra senatori e deputati, un centinaio di nomi noti al circuito mediatico, chi sono gli altri ottocento e piu' parlamentari? E’ l’anonima massa ondivaga che forma i partiti e le relative correnti, che si adegua agli ordini di scuderia pronta a spingere il carro guidato dal leader-cocchiere.
Era forse migliore la prima repubblica? Certamente no! Cosi’ come e’ certo che non e’ questa la repubblica alternativa che gli italiani vogliono. Non vogliono sapere chi e’ Berlusconi. Un giorno la storia ce lo potrebbe consegnare come un grande filibustiere. Oggi e’ il Presidente del Consiglio, eletto a larga maggioranza dagli italiani. E tutti sono tenuti a rispettare l’esito delle urne, maggioranza e opposizione.
Esisteva una volta la normale contrapposizione dialettica, inevitabile in una assemblea parlamentare composta da decine di partiti. Oggi, con soli cinque partiti a rappresentare gli italiani, si e’ arrivati all’aut-aut, agli insulti, alle offese personali e alle calunnie da una parte e dall’altra, mettendo nel dimenticatoio i gravi problemi in cui si dibattono gli italiani.
Le mie simpatie vanno a destra, ma se oggi dovessi dare un voto a questo parlamento, l’unico ad avere la sufficienza sarebbe Casini con la sua Udc, leader di un partito trasformista che ha pero’ capito che con il compromesso si potrebbe ottenere qualche benefico effetto anche per l’Italia e gli italiani.
Di Pietro: bocciato in toto, robuste braccia rubate all’agricoltura (mi scuso con i contadini), ha scambiato l’Italia per l’America latina fondando un partito giustizialista.
Bersani: bocciato. Sta seguendo i predecessori in una linea perdente che continua a castigarli. Lo sport in voga nel Pd e’ il masochismo. Un consiglio: perche’ non prova a costruire qualcosa insieme all’avversario? Costruire e cambiare: questo e’ utile agli italiani, non la solita litania contro Berlusconi.
Lega: rimandata. Fa parte del governo applicando e svolgendo il suo programma elettorale, ma deve imparare a usare le parole malleabilita’, flessibilita’, duttilita’ e compromesso; un partito al governo deve avere anche queste prerogative.
Pdl: rimandato. Molte cose sono state fatte (promosso per il disastroso evento abruzzese) ma tantissime sono ancora da fare. Bisogna smettere con il muro contro muro, si e’ arrivati allo stallo e all’esautorazione del Parlamento. Berlusconi e’ stato democraticamente eletto per governare, non per affossare questo nostro paese. Tutti conosciamo i suoi guai giudiziari cosi’ come sappiamo di certa magistratura politicizzata, ma si ricordi pure che ogni camino produce cenere e anche lui qualche camino deve averlo acceso. Il sistema giudiziario italiano non dovrebbe essere riformato ma ricostruito, proprio per questo motivo si faccia processare per dimostrare le iatture che creano questi giudici non a lui ma all’Italia. Sicuramente la giustizia trionfera’ e la maggioranza degli italiani continuera’ a votarlo.
E poi basta con le lotte intestine. Pochi italiani hanno capito il ruolo che sta recitando Fini in questa vicenda. Io e tantissimi italiani che lo hanno votato, essendo profani di politica e del suo sottobosco, non riusciamo a capire come mai abbia cominciato a strizzare l’occhio alla sinistra. In un post del 9 febbraio 2009 lo avevo pronosticato come prossimo Presidente della Repubblica. I suoi dissensi all’interno del Pdl sono una mossa tattica per arrivare al settennato? Noi suoi poveri elettori, inesperti di manovre di palazzo, siamo a dir poco sorpresi. Se la fusione col Pdl e’ fallita ritorni ad An ma cominci a parlar chiaro e se bisogna ritornare alle urne si manifesti chiara questa volonta’. Il mandato che gli elettori hanno dato a Berlusconi, comunque, e’ di governare per cinque anni. Chi tradisce questo mandato se ne dovra’ assumere la responsabilita’.
Quirinale: promosso. Napolitano ha interpretato benissimo il suo ruolo super partes, pur venendo dall’aberrante ideologia comunista. Da mesi stimola i partiti alla discussione democratica per ridare slancio all’Italia e alla sua economia: inascoltato, purtroppo.
La frase che si sente mormorare sempre piu’ spesso sulla bocca degli italiani, di qualsiasi partito, e’ che si stava meglio quando si stava peggio. Ma questo i sondaggi non lo dicono.
Meditate, politici, meditate! Questa vostra democrazia, sta rovinando la nostra Italia.

mercoledì 11 novembre 2009

Emozioni

11 Novembre, giornata luminosa. Mentre apro il “Laguna Blu” i primi raggi di sole si infrangono sulle sue vetrine; l’aria tiepida mi rammenta un’estate che vorrebbe ancora resistere a un autunno che si affaccia alla chetichella. Sistemo il locale e infine mi godo caffe’ e sigaretta seduto al tavolo dinanzi al bar.
Strada e marciapiedi sono gia’ stati puliti dalle zingare operatrici ecologiche, mentre dagli alberi intorno continuano lentamente a cadere gialle foglie autunnali che alimenteranno il lavoro delle suddette operatrici per domani.

Una decina di passeretti, a un metro da me, raccolgono da terra il pranzo quotidiano, e’ un continuo viavai mentre mi culla un cinguettio nel quale vorrei restare immerso tutto il giorno. Che meraviglia! La piuma di un passero, svolazzando, si posa lentamente sul tavolo, la prendo in mano, me la passo sul viso, sembra la carezza di un angelo. Batto i piedi in terra per essere certo di star qui, a Pazardjik. A volte anche una piccola citta’ di provincia bulgara puo’ darti emozioni da paesaggio tropicale.

Passa una ragazza con il cagnolino legato al guinzaglio, a spasso per i bisogni mattutini. Sul praticello, a sette-otto metri da me, il cagnolino si ferma, annusa un po’ e finalmente decide di fare la sua popo’. Meraviglia delle meraviglie! La ragazza estrae dalla tasca un fazzoletto di carta, raccoglie tutta la cacca del cane e la butta nel vicino cassonetto. Dico ad alta voce alla ragazza: “Brava”, lei si gira, mi guarda e mi sorride. Ricordo ancora quando a Roma, per camminare sui marciapiedi, dovevo fare le gimkane per non schiacciare le cacche dei cani. Da noi diciamo che porta fortuna; fortuna un cazzo, ti sporca solo le scarpe! La civilta’ e l’educazione civica sono elementi mobili: risiedono la’ dove, di volta in volta, si mettono in pratica. E io oggi ne ho visto un segnale.

Alle 10,30 vengono a trovarmi Maurizio e Alessio, ai quali si unisce subito dopo Francesco, un simpatico amicone che si sta godendo figlia moglie e ferie, prima di tornare, a inizio dicembre, a Folgaria. Maurizio e Alessio sono due amici veneti che hanno portato il gelato italiano a Plovdiv e dai quali ci riforniamo per il “Laguna Blu”. Vogliono trasferirsi a Pazardjik e stanno creando le basi per un proficuo prossimo lavoro. Fanno un ottimo gelato artigianale italiano e ho potuto constatare che i bulgari ne sono entusiasti anche se ha un costo maggiore. Si sta passando, lentamente, dalla quantita’ alla qualita’, basta avere un po’ di pazienza. Auguro a loro le migliori fortune perche’ sono professionisti seri e danno lustro al prodotto italiano.

E vorrei concludere con altri auguri. Qui in Bulgaria non c’e’ questa tradizione, ma oggi 11 novembre, in Italia, e’ San Martino e si aprono le botti del nuovo vino. Carducci cosi' si esprimeva nella poesia San Martino: "Ma per le vie del borgo / dal ribollir de' tini / va l'aspro odor di vini / l'anime a rallegrar". Ma e’ anche la festa dei cornuti, quindi auguro le migliori fortune anche a tutti i cornuti italiani, ovunque si trovino.

domenica 8 novembre 2009

... era mio fratello

Della nostra infanzia rammento molto poco, rimangono solo ricordi confusi, forse perche’ un’infanzia vera e propria non l’abbiamo mai avuta; la maggior parte di questi riguarda episodi legati al nostro rapporto con nonno Salvatore, che, seppure molto anziano, conservava lo spirito e la vitalita’ che lo aveva sempre contraddistinto; tu, probabilmente, ne hai avuto qualche maggiore sprazzo. Il solo ricordo che mi rimane nitido e’ quello di averti coinvolto e reso complice nel recupero di una piccola somma che avevo sottratto dalla cassa del piccolo negozio di mamma e nascosto; ti indicavo, nella lettera, il posto dove stavano i soldi pregandoti di spedirmeli in collegio. Naturalmente, allora, non ci sfiorava il sospetto che la lettera potesse essere letta dai nostri genitori, per cui i soldi tornarono a loro.
Il collegio era stato per me l’unico modo per poter frequentare la scuola media, non c’erano infatti altre possibilita’ piu’ economiche. Toto’ Messina aveva insistito molto con papa’ e mamma, soprattutto con papa’, per convincerli a farmi studiare perche’ ero considerato molto intelligente per quell’eta’ e avevo finito le elementari con un anno di anticipo. Cosi’, mentre io a dieci anni entravo in collegio trascorrendovi cinque anni, anche tu crescevi facendo gia’ allora grossi sacrifici perche’ per andare alle medie dovevi recarti ogni giorno a Ribera.
Venne poi il giorno in cui fu palese la mia non-vocazione a farmi prete e cosi’ il 6 giugno 1956, alla vigilia degli esami di quinto ginnasio, mi lasciarono con il baule di dotazione a piazza Manfredo Fanti all’Acquario, in attesa della corriera che sarebbe partita per Nettuno, dove abitavano i parenti piu’ prossimi, i fratelli di papa’. Non avevo ancora quindici anni e mi ritrovavo nuovamente solo, in un mondo che fino ad allora mi era stato quasi estraneo. I nostri “bravi” paolini oggi avrebbero ricevuto una denuncia per abbandono di minorenni, ma allora non esistevano ancora ali protettive in difesa dei minori. E nonostante tutto saro’ sempre grato a loro perche’ mi hanno inculcato sani principi morali e un’istruzione scolastica che adesso sarebbe difficile trovare in ragazzi di pari eta’. Anche oggi resto dell’avviso di fare quel che dicono ma non quel che fanno.
A quasi quindici anni non e’ facile dover decidere, da solo, del proprio futuro. Perche’, pur se circondato dall’affetto degli zii, in effetti mi sentivo come perso nel deserto. Abbandonata l’idea di continuare gli studi (anche e soprattutto per contingenti difficolta’ economiche), dopo due giorni mi avventurai per Roma alla ricerca di un posto di lavoro. In collegio, oltre a farmi studiare, mi avevano anche insegnato un mestiere che negli anni successivi mi avrebbe dato buone soddisfazioni: linotypista. Altri tempi allora rispetto alle difficolta’ di lavoro dei giorni nostri. La settimana successiva gia’ lavoravo. Niente tredicesima, niente ferie, niente assicurazioni previdenziali, soltanto 250 lire l’ora che in ogni caso erano, per un ragazzo di quindici anni, molte. E mentre tu, caro fratello mio, frequentavi le scuole medie in Sicilia, io a Roma avevo il primo approccio con la realta’ lavorativa: dalle 19 della sera alle 7 del mattino (questo orario sarebbe durato 12 anni) piu’ il viaggio andata e ritorno Nettuno-Roma. Si e no riuscivo a dormire quattro ore a casa mentre gli autisti della corriera mi svegliavano all’arrivo a Roma o Nettuno. Dopo sei mesi decisi di andare ad abitare a Roma, in pensione, a casa di un amico e collega.
Nostra madre, che e’ stata una piccola grande donna, capi’ che non era possibile continuare a lasciarmi solo e dopo due anni decise di fare i bagagli e partire per Roma portando anche te. La famiglia si riuniva o quasi (papa’ sarebbe arrivato due anni dopo). I primi anni sono stati un po’ difficili, anche se allora vivevamo in molti la stessa condizione di emigranti (adesso lo sono molto di piu’ anche perche’ tutti vogliono moltissimo di piu’).
Io lavoravo, tu studiavi e mamma ci accudiva e badava alle finanze. Grande confidenza, caro fratello, non ne abbiamo mai avuta. Tu eri piu’ giovane di tre anni e frequentavi i tuoi coetanei mentre io, nel poco tempo libero, correvo dietro ai miei primi amori, tu diligentemente studiavi e a fine anno scolastico cercavi anche un lavoro per autosovvenzionarti. Uscivano allora i primi mangiadischi, i registratori Geloso e tu che studiavi elettrotecnica ne combinavi delle belle, ti eri iscritto anche alla Scuola Radio Elettra per corrispondenza e facevi esperimenti di ogni tipo mettendo in allarme talvolta tutta la famiglia. Ricordi quando ti sei inserito nella trasmissione “Tutto il calcio minuto per minuto”? Pazzie che solo allora e a quell’eta’ si potevano fare. Poi la naja sia per me che per te. Si ritorna alla vita normale, io in tipografia e tu, ormai diplomato e impiegato all’Enel che continui a studiare mentre lavori, ti laurei, scrivi anche un libro tratto dall’esperienza militare, ricordi? La vergine del kibbutz (dedicato ad Emilia P.). Mio fratello, che fino a ieri era per me un ragazzino, lo vedo inarrestabilmente crescere fisicamente e socialmente, diventare uomo indipendente che presto mi raggiungera’ e superera’. Ti ricordi? Quante volte, con mamma dicevamo che nei ragionamenti spesso eri “addivisco”! Ebbene, evidentemente avevamo torto, perche’ nella vita sono i risultati che contano e sinceramente posso affermare che hai raggiunto tutti i traguardi che ti eri proposto. Si dice che dietro un grande uomo c’e’ sempre una grande donna, perche’ hai trovato la compagna ideale simile a te nel carattere, nella tenacia, nel risparmio e nell’accumulo.
Nasciamo nudi, ma la vita – anno dopo anno – ci cuce addosso abiti diversi dovuti al nostro carattere, ai nostri sentimenti, alle nostre capacita’, alla nostra fortuna, alle occasioni fortuite. Ma gli affetti dovrebbero rimanere tali, invece molteplici fattori talvolta li mutano. Una nuova famiglia ti ha trasportato nella sua sfera affettiva e di influenza. Gente brava, meravigliosa, che ti ha dato tutto, certamente cio’ che forse nella nostra non avresti potuto avere. Ti trovavi bene e ne eravamo tutti contenti, ma negli anni si scollavano i vecchi affetti. I nostri vecchi ne soffrivano ma mamma era sempre pronta a trovare mille motivi per quest’assenza.
Sai qual e’, fratello mio, la cosa piu’ bella che mi resta oggi a quasi settanta anni? E’ il ricordo. Il ricordo della presenza attiva, del saluto dato con un bacio ogni volta che rientravo a casa, il loro sorriso o i loro rimproveri e li sento ancora vivi e vicini accanto a me. Due mesi fa, per la prima volta dopo sei anni, ho sognato mamma. Mi abbracciava dicendomi “Stai tranquillo, Totone’, stai tranquillo, va tutto bene”. Di queste cose si puo’ continuare a vivere pur avendo perso l’affetto di figli e fratello.
Sorrido compiaciuto al pensiero che per sentirti vicino, per sentirti fratello, per conoscere il tuo vero carattere, essere complice con te, tutti e due abbiamo dovuto cornificare le rispettive mogli. E’ stato per me un lungo bellissimo periodo. Quello e’ stato il vero fratello che ho amato. Poi, mentre io uscivo dal vecchio alveo familiare, tu invece sei rientrato nella tetra solitudine di una famiglia che e’ solo formale. Rispetto delle apparenze e interessi economici hanno avuto il sopravvento al richiamo del cuore. Ma non e’ mai troppo tardi per uscire dall’incantesimo nel quale sei stato attirato. Mi risuonano ancora le tue ultime parole: “Se non mi restituisci i soldi non sei piu’ mio fratello”. Da quel giorno non ti ho piu’ visto ne’ sentito. Hai trentottomila buone ragioni. Ho graffiato uno dei tanti muri che pazientemente hai tirato su negli anni: muri veri e muro virtuale tra te e gli altri.
La Provvidenza (nella quale tu non credi ma che dovresti sempre ringraziare) mi ha elargito un grandissimo dono: la salute. E io ringrazio Dio ogni giorno per questa fortuna. Nella vita di tutti i giorni, invece, mi ha fatto viaggiare sempre su treni che non arrivano mai a destinazione, ma io ringrazio ugualmente, perche’ non si puo’ aver tutto dalla vita. Appartengo alla categoria di persone che perdono sempre qualcosa e non trovano mai niente. Ma se io perdo un euro c’e’ uno piu’ fortunato che lo trova, forse a lui servira’ piu’ che a me.
Prima di addormentarmi dico sempre una preghiera e faccio sempre un esame di coscienza (reminiscenze del collegio). Errori, nella vita, certamente ne ho fatti tanti perche’ e’ nella natura umana sbagliare. Poi dico a me stesso che forse non sono stato proprio questo orco da meritare il ripudio tuo e dei figli. In un paese dove si e’ pronti a perdonare e difendere stragisti, assassini, pedofili e terroristi, sto pagando questo prezzo nonostante abbia lavorato cinquanta anni, dico cinquanta anni, tutti i giorni dalle dodici ore in su. Ho fatto degli errori, si’, e allora? Tutti nel lavoro e non tutti miei. Anche se con dolore mi addormento sereno. Sarebbe il caso che ognuno facesse un esame di coscienza, ma voi in collegio non ci siete mai andati.
Diventero’ di nuovo tuo fratello, forse, non appena avrai recuperato tutti i soldi che mensilmente fai togliere dal quinto della mia pensione? No, fratello mio, questi sono sentimenti naturali: o si hanno o non si hanno. Possibile che il denaro abbia inaridito cosi’ tanto il tuo animo? Se fai in tempo vola libero, scappa, esci dalle pastoie che ti intrappolano. Oltre il muro di mattoni esiste anche un’altra vita, fatta di semplicita’, di sorriso, di serenita’: quella che io – pur con le tasche vuote – ho trovato. Se poi questo volo ti portasse vicino a me avremmo l’occasione per recuperare gli anni perduti e dimostrare che nelle nostre vene scorre lo stesso sangue, quello stesso che ancor oggi sarei disposto a dare per te.
Per tutta la vita ti ho visto accendere mutui che ti sono serviti per tirare su muri e mattoni. Spero per i miei nipoti che non prendano la tua inclinazione. Se cosi’ fosse, quando un giorno morirai (e ti auguro tra tantissimi anni) sicuramente accenderebbero un mutuo anche per la tua tomba, sulla quale potrebbero scrivere la famosa frase: “Sempre addiziono’ e mai sottrasse. I parenti, riconoscenti, divisero”.
Abbiti un abbraccio dal tuo (per te) ex fratello.

mercoledì 4 novembre 2009

Vizi privati pubbliche virtu'



Viva LuxuriaVivaddio ha il coraggio di rendere pubblica la sua condizione. Questo e’ coraggio, questa e’ onesta’. Correttezza e onesta’ nei confronti di chi lo ha eletto in Parlamento nella passata legislatura. Questi elettori lo hanno votato sapendo che e’ un trans. Lo ha gridato al mondo senza vergogna e fiero nella difesa di una condizione sociale, morale e sessuale che gli ha creato non pochi problemi. Non condivido i suoi gusti, naturalmente, ma plaudo alla sua sincerita’ e al suo coraggio. Domenica scorsa, su Canale 5, ne ho apprezzato l’intelligenza, la dialettica e la chiarezza. Mentre lo ascoltavo dicevo a me stesso: “Questo e’ un trans con le palle”. Quelle palle che non hanno il coraggio di mostrare i vari Sircana, Marrazzo e compagnia occulta che nella sinistra italiana sembrano abbondare nascosti dal velo dell’ipocrisia e dell’omerta’.
Adesso mi e’ anche chiaro il livore e la persecuzione che ha dovuto subire Berlusconi per le sue vere o presunte prestazioni sessuali. Si vorrebbe intrappolare il Berlusca perche’ e’ un uomo normale, un maschio a cui piacciono le femmine e che alla sua eta’ ancora e’ innamorato della gnocca. I nomi delle donne non hanno importanza e neanche la professione: sono – comunque – donne, femmine con tanto di organo femminile desiderabile. Mi viene il dubbio che non sia una questione politica per costringerlo a dimettersi, ma solo squallida invidia. Invidia per un uomo ricco, potente, imprenditore di successo, che e’ eletto premier dagli italiani e che oltretutto non e’ neanche gay eneppure trans, ma un normalissimo uomo con le palle che gli funzionano come a tanti altri milioni di uomini.
Questa nostra sinistra che, alla deriva, non sapendo dove aggrapparsi, non trova di meglio che solleticare le palle di Berlusconi, farebbe bene a fare un serio esame di coscienza e quell’autocritica sulla propria superiorita’ morale della quale aveva fatto il cavallo di battaglia. E soprattutto i suoi candidati dichiarino agli elettori, oltre alle eccelse qualita’ morali, se sono gay o trans o normalissimi uomini come anche la sinistra ne aveva una volta. Qualcuno potrebbe obiettare che queste notizie riguardano la sfera privata del candidato. No, no e no!!! Questo riguarda gli elettori perche’ devono sapere chi e’ il proprio candidato, perche’ domani sara’ un uomo pubblico, e se e’ un gay o un trans e non lo dichiara e’ soltanto perche’ si vergogna delle sue inclinazioni e di se stesso, perche’ si vergogna di dire che gli piace mettersi alla pecorina ed essere impalato magari mentre sniffa cocaina, perche’ se mente alla famiglia perche’ non dovrebbe mentire agli elettori o agli amministrati?


Abbasso Marrazzo
Un mio amico soleva ripetermi che il mondo e’ diviso in due categorie: i mettinculi e i piglianculi. Di questa seconda categoria fa parte quel Marrazzo falso moralista, che oltre ad aver distrutto moralmente una famiglia (mi fa tenerezza la moglie che vuol far vedere l’unione nella sventura, ma penso lo vorrebbe morto domani) ha imbrogliato, derubato e messo in ridicolo l’intero Lazio. Ha rassegnato le dimissioni dopo aver provato, con incredibile faccia tosta, a darsi malato. Come no?, al dottore ha detto che gli faceva male il culo. Per l’imbroglio e il ridicolo la passera’ liscia ma per il furto dovra’ doverosamente intervenire la magistratura, sperando che il tutto, per i soliti giochi di potere, non venga insabbiato. C’e’ il sospetto che abbia attinto alle casse della Regione? Piu’ che il sospetto c’e’ la quasi certezza, perche’ questi vizietti costano cari e sono al di sopra delle sue possibilita’ economiche.
Un consiglio, caro Marrazzo (il caro e’ dovuto al costo sopportato dagli italiani): dopo aver chiesto scusa agli elettori, dopo aver espiato le tue colpe, puoi sempre trovare il modo di redimerti entrando in convento. Li’, con un po’ di fortuna, potresti trovare anche qualche frate con il tuo stesso vizietto; vivresti il resto dei tuoi giorni felice e anche dimenticato perche’ sia Santoro che Repubblica hanno fretta di voltare pagina: adesso c’e’ da sputtanare il Crocifisso e dare il giusto valore alla sentenza emanata dai talebani della corte di giustizia europea.
Ma questa e’ un’altra porcata per me e tanti italiani difficile da digerire, dopo aver mandato giu’ le porcate di Marrazzo. Qualcuno mi dovrebbe un giorno spiegare cosa ci fanno un giudice turco e uno serbo nella corte di giustizia europea. Gradirei una risposta da qualche membro del governo italiano, stato co-fondatore di questa Europa votata all’islam. Non siamo stati capaci di far inserire nella Costituzione europea le origini cristiane dell’Europa e adesso vogliono toglierci anche il Crocifisso. Mi domando a che titolo stiamo in quest’Europa. Io non mi ci riconosco.

Prima neve a Pazardjik

Per la stagione invernale quest'anno non sono molto ottimista. 2006: inverno mite e niente neve; 2007: prima neve a meta' dicembre seguita da una spruzzatina la settimana successiva; 2008: uguale al 2007; 2009: siamo al 3 novembre e dalle 10 di stamani ha cominciato a nevicare. Al suolo non attecchisce ancora, le automobili invece sono tutte imbiancate. Come ci sveglieremo domani? Speriamo bene perche' se inizia cosi' gia' adesso, l'inverno sara' lungo e le ossa deboli... L'unica cosa positiva la visione di due minuscoli passerotti sul marciapiede che, noncuranti dei frettolosi passanti che passano accanto, si cibano beccando una fetta di pane inzuppata di neve e acqua...

domenica 1 novembre 2009

Amici virtuali che diventano realta'

Sono entrato tardi nel mondo internet, ma non finiro’ mai di apprezzare tutti i lati positivi che offre. Pur facendo parte di un popolo di navigatori, artisti, scienziati, poeti ecc. ecc., purtroppo per me, non solo non sono un navigatore, ma non so proprio nuotare; mi ravviso, invece, in quella immensa schiera di comuni mortali che ogni mattina svegliandosi, sono costretti ad affrontare i problemi della quotidianita’ , ivi compreso l’uso del computer e le sue funzioni. Non so se arrivero’ mai a comprendere il lessico dell’internauta, tuttavia – con lo spirito e l’umilta’ dell’apprendista – poco alla volta il vecchio cervello apre una porticina arrugginita per lasciar passare spiragli di nozioni informatiche.
Il mio animo e’ colmo di gratitudine per quei cervelloni che hanno permesso di accorciare a giorni la comunicazione, la scienza e la conoscenza tra i popoli e le persone, che solo cento anni fa si sviluppava solo nel corso dei secoli. Cosi’ che anch’io, alla lunga lista di conoscenze e amicizie fisiche fatte nel corso degli anni, giorno dopo giorno aggiungo adesso quelle virtuali, che mi permettono – nei modi piu’ inconsueti – di allargare gli orizzonti e sentire piu’ vicino il mondo che mi circonda. Entro in contatto con i vari Raffaele, Adalberto, Adolfo, Manuel, Gaspare, Loris, Vito, Maurizio, Vania
, Elena, Fabio e tanti altri, tutte conoscenze virtuali (nascoste talvolta sotto il solito nickname) che si intensificano nel tempo, per poi passare gradatamente alla conoscenza fisica non appena si presenta l’occasione. Senza il computer molto difficilmente avremmo avuto la possibilita’ di conoscerci, scambiare opinioni, acquisire quelle nuove esperienze che ti fanno sentire ancor piu’ vivo e parte integrante di un universo in continua evoluzione.
Venerdi’ scorso una giornata carica di pioggia e’ stata illuminata dagli amici di Sofia iscritti al forum dell’Incontro Italia-Bulgaria. Sono venuti a trovarmi a Pazardjik per annullare la reciproca vir
tualita’. E cosi’ si sono materializzati Manuel e la moglie Vania, Elena, Vito con la compagna, e Maurizio, ai quali si sono aggiunti mezz’ora piu’ tardi altri quattro amici bulgari. Ci siamo presentati e conosciuti davanti al ristorante di Agostino, il mio (purtroppo) ex-socio, che con le sue pentole e padelle ci ha riportato idealmente in Italia servendoci dei meravigliosi gnocchi al salmone, preceduti da bruschette, salame mortadella prosciutto e caciocavallo nostrani, seguiti poi da spigole gamberoni e scampi con contorni vari, annaffiati da un buon Montepulciano d’Abruzzo. E dopo aver mangiato da Agostino non poteva mancare la visita al “Laguna Blu” dove hanno potuto proseguire il giro d’Italia degustando caffe’ cappuccini torte cassate e cannoli siciliani.
L’inclemenza del tempo non ci ha permesso di festeggiare in modo piu’ adeguato l’incontro. Sono stato felicissimo della loro visita vedendo nel contempo che Renata ha socializzato subito con i nuovi amici. Spesso si sente parlare di orchi incontrati su internet, ma tante altre volte questo splendido strumento ci da’ la possibilita’ di incontrare persone meravigliose.
Da parte mia spero che questi nuovi amici siano rimasti contenti della gita e dell’accoglienza. Anche perche’ mi sembra ci sia un proverb
io che recita: “Amici bagnati… amici fortunati”. O no… forse confondo! Maurizio, mentre mi salutava, mi ha lasciato il numero di Alvaro che abita a Ognianovo. Gli ho gia’ telefonato e presto verra’ a trovarmi al “Laguna Blu”. Un altro amico virtuale che diventa realta’…
(Le foto illustrano i nostri momenti di socializzazione da Agostino e al “Laguna Blu”).

lunedì 19 ottobre 2009

10 settembre: si ricomincia

Sei mesi di silenzio. Gli amici piu’ stretti sapevano, altri avranno pensato chissa’ cosa. Sono stati sei mesi intensi volti all’impianto di un’attivita’ che desse un senso alla nostra vita in Bulgaria. Personalmente penso di aver dato piu’ di quanto un uomo debba dare, ricevendone in cambio solo briciole, ma questo e’ un altro discorso. Avendo al mio fianco, pero’, una compagna ancora giovane, ritengo giusto che quest’ultima possa avere, anche lei, l’opportunita’ di raccogliere i frutti del suo lavoro e la speranza, ancorche’ lontana, di un’indipendenza economica. Le auguro solamente che la fortuna un giorno cali su di lei per darle quel bacio che a me ha sempre negato. Il mio carissimo amico Gianni Ioannilli sostiene, infatti, che la fortuna non solo non e’ cieca ma ci vede benissimo, perche’ se fosse cieca, almeno una volta nella vita ti sbatterebbe addosso, sia pure per errore, invece riesce sempre, anche per un pelo, a scansarti.
Non c’e’ due s
enza tre. Il primo tentativo lo faccio con Agostino, brava persona e bravo cuoco. Si arriva all’inaugurazione del primo ristorante italiano a Pazardjik. Sembra che tutto vada per il verso giusto, ma le speranze sono vanificate dalle esternazioni furiose della socia bulgara di Agostino. Non avevo capito fino a quel momento che i suoi scatti nervosi preludessero a qualcosa che ogni normale essere umano considera psicopatia. Agostino – molto correttamente – mi rimborsa le spese sostenute e continuera’ a sopportarsela, mentre io mi ritiro con buona pace di tutti.
Si fa sotto, poco dopo, un personaggio che avevo conosciuto alcuni mesi prima, presentatomi dall’amico Kiro. Si interessa della vendita di prodotti italiani a Pazardjik e dintorni: caffe’, farina, conserve varie e prodotti dolciari, conosce locali e distributori, organizza cene e mostre culinarie con una dialettica non comune nella promozione dei prodotti che tratta; oltretutto e’ un corregionale, ispira simpatia e gira instancabilmente tutta la citta’. Non ha molto capitale ma conosce tanta gente e distributori dove poter acquistare i prodotti italiani da proporre ai bulgari di Pazardjik. Con Salvo, il quasi paesano in questione, perdo cinque mesi per cercare di aprire un locale che presenta molti problemi per la licenza, spendendo tutto il mio piccolo capitale per le attrezzature. Finalmente si puo’ aprire. Quando dico a Salvo di cominciare a mettere le mani in tasca per l’acquisto delle merci, il bastard
o mi fa perdere un altro mese e mezzo prima di capire che dalle sue tasche non sarebbe mai uscito un lev. Chiudo con lui in malo modo, avendo intuito, finalmente, che gli interessava solo entrare nella mia societa’ per poter legalizzare i suoi commerci fino allora abusivi. Salvo, vaffanculo! Te lo dico su internet in modo che tutti sappiano di chi sei figlio… piccolo malandrino da strapazzo!
Qualche volta anche le ciambelle escono col buco, e cosi’ ecco l’ulteriore occasione che portera’ all’apertura dell’italianska cafe-sladkarniza denominata “Laguna Blu”, in breve il nostro bar-pasticceria italiano, dove – oltre ai desserts freschi – si possono servire bevande analcoliche, caffe’ e annessi, pasta e pizza precotta e sottovuoto, gelato artigianale e prodotti dolciari confezionati.
L’estate di due anni fa, a cena con Renata al Livadite di Dobra Voda’, ci sentiamo sa
lutare con un “buona sera” da Kiro, un ragazzo bulgaro che avevamo conosciuto a Roma in casa di Stoyan e al mio bar. Dopo i convenevoli ci scambiamo i numeri di cellulare e dopo qualche giorno assistiamo anche al suo matrimonio con Sabrina. Nasce con questi ragazzi una calda simpatia che si consolidera’ in amicizia in occasione del loro ritorno definitivo in Bulgaria nel mese di maggio.
Dopo la rottura con il bastardo, si riapre con Kiro e Sabrina un discorso appena accennato l’anno prima, cioe’ l’apertura di un locale che proponga prodotti italiani. E’ l’occasione propizia per non mandare in fumo le speranze e le attrezzature a disposizione. Cosi’ nel breve giro di un mese, il contributo e la pervicacia determinanti di Sabrina nel cercare il locale e sbrigare le pratiche amministrative e la professionalita’ e l’abnegazione di Kiro nell’allestimento, e soprattutto il loro contributo economico, hanno reso possibile l’apertura di “Laguna Blu”.
Il nostro intento e’ di far conoscere ai cittadini di Pazardjik le nostre gustose specialita’ italiane. Per cui proponiamo un ottimo Caffe’ Vero prodotto a Vicenza, il cappuccino italiano, il gelato artigianale creato a Plovdiv da Maurizio e Alessio - due bravissimi gelatieri veneti – con prodotti esclusivamente italiani (anche i cucchiaini in plastica), le pizze, le lasagne, i cannelloni, i ravioli, i panini con salame e mortadella, tutti sottovuoto, preparati a Sofia – sempre con ingredienti italiani – da Bobi che ha appreso quest’arte in Sicilia, e precisamente a Sciacca; per non parlare delle cassate e cannoli siciliani, tiramisu’, panna cotta e profiterol…
Avremo il successo che ci auguriamo? Abbiamo fiducia nel buongusto e intelligenza dei bulgari. Chi non conosce i nostri prodotti si avvicina con cautela e curiosita’, ma quando li assaggia li apprezza e ritorna, i complimenti sono sinceri; i bulgari che hanno soggiornato in Italia arrivano anche loro curiosi e vanno via entusiasti. Nel servizio abbiamo riunito le nostre due culture, cosi’ che mentre serviamo il tri v edno, o il nescafe’ classico, la coca cola con gelato o il gelato con succo di frutta – bevande care ai bulgari – proponiamo anche la nostra orzata o menta al latte, il tropical, il frappe’, il caffe’ freddo o shakerato o il cioccolato caldo che, dopo il primo curioso approccio, n
on disdegnano ma apprezzano. Gli inizi, anche se difficili, sono promettenti ; Renata e Sabrina ce la mettono tutta per accontentare la variegata clientela che ci auguriamo aumenti giorno dopo giorno. Abbiamo gia’ parecchi clienti giornalieri fissi che sicuramente, con il tempo, aumenteranno.
Il primo risultato sorprendente l’abbiamo ottenuto: il locale, dopo appena un mese, e’ diventato luogo di incontro e conversazione di molti italiani qui residenti o turisti e per i bulgari che hanno vissuto in Italia che qui ritrovano tutte quelle buone cose che hanno assaggiato nel nostro Paese, partendo dal cappuccino per arrivare alle lasagne. Siamo i pionieri del gusto italiano a Pazardjik e stiamo correndo tutti i rischi del noviziato; se avremo nervi saldi e una buona dose di ottimismo speriamo - nel tempo - di poterne raccogliere anche I frutti.
E io? A 69 anni l’eta’ e’ dalla mia parte (!) e l’esperienza pure, basta sentirsi bene dentro. Prima linotypista, poi fotocompositore per finire nella gestione di un bar in Italia. Ma la cosa piu’ emozionante e’ rimettersi in gioco in Bulgaria: sono certo che anche qui il gusto made in Italy e la professionalita’ saranno alla fine apprezzati. E tanto mi basta.
dida: foto 1 "Laguna Blu" dall'esterno; foto 2 interno; foto 3 vetrina dei gelati; foto 4 in Bulgaria non esiste inaugurazione senza la benedizione del pope...

sabato 18 aprile 2009

Al contadino non far sapere...

Un vecchio detto nostrano dice: “al contadino non far sapere quanto e’ buono il cacio con le pere”. Ogni nazione si identifica e si riconosce nelle sue tradizioni, nella sua cultura, negli uomini che hanno fatto la sua storia, poeti, scrittori, economisti, eroi, rivoluzionari, statisti, musicisti, ecc. ecc. ecc. Nella cultura e nei costumi, valore particolare spetta alla tradizione culinaria. Vorrei raccontare quel che mi e’ successo alcuni giorni fa, che sicuramente interessera’ il mio amico Manuel, attento osservatore del costume e delle usanze dei nostri amici bulgari.
Ho sempre apprezzato e mi piace molto la cucina bulgara; tuttavia – e questo e’ forse un difetto di noi italiani – prima o poi veniamo trascinati dal desiderio di assaggiare o cucinare qualche piatto italiano particolare (non parlo della pasta, che e’ parte integrante di ogni italiano). Sono quasi due anni che cerco, invano, sia la coda di manzo o vitello che le cotiche di maiale, due ingredienti particolari della cucina romana: coda alla vaccinara e fagioli con le cotiche.
La settimana scorsa, parlando con l’amico Attila, che produce alimenti per cani e gatti, mi lamentavo del fatto che qui in Bulgaria non si trovino le code di manzo (telechko), e lui mi risponde che me le potra’ procurare quando andra’ al mattatoio dove ha molti amici. I bulgari le buttano o le usano lavorandole per gli animali. Cosi’ due giorni fa mi ha portato quattro belle code di manzo: una si cucina oggi e le altre tre le ho messe nel congelatore. Prepara il soffritto e il sugo Renata, la polaccaccia mia compagna nella vita, che ha imparato la cucina italiana meglio di tante altre italiane. Ma la sorpresa non e’ finita, perche’ andando al supermercato Billa per cercare il sedano per la coda, nel reparto carni trovo quattro sacchetti di plastica con dentro ossa e cotiche di maiale. E’ la prima volta che vedo in vendita le cotiche. Un po’ sospettoso, le guardo e riguardo bene e poi mi convinco che quelle sono veramente cotiche. Ottengo anche il beneplacito di Renata. Prendo un sacchetto piu’ piccolo con un osso solo, le altre sono tutte cotiche. Bisognera’ lavorarle un po’ perche’ c’e’ troppo grasso attaccato alla cotenna, ma per il resto penso siano eccezionali.
Mi viene da ridere pensando anche al costo. Le code non sono state pagate, perche’ Attila me le ha regalate. Forse, se le ha pagate, gli saranno costate due leva. I 3,200 kg. di cotiche, invece, sono costati 79 stotinki (40 centesimi di euro). E finalmente potro’ riassaggiare due piatti della cucina romana che fanno venire l’acquolina in bocca. Avevo anche invitato due amici bulgari che hanno vissuto in Italia, ma hanno declinato l’invito, perche’ a loro questa roba non piace. Mangero’ sottovoce. Mi spiace per loro perche’ non sanno quello che perdono, ma intimamente sono contento, perche’ penso al proverbio “Al contadino non far sapere...”. E se un domani dovesse piacere anche ai bulgari? il prezzo sicuramente non sarebbe questo...
Sicuramente si rifaranno domani. Per il calendario giuliano ricorre infatti – con una settimana di differenza con quella cattolica - la Pasqua ortodossa, anch'essa ricca di tradizioni e una bellissima liturgia. Avranno modo, quindi, di mangiare l’abbacchio o il capretto che cucinano in un modo completamente differente dal nostro, anche se non conoscono l’abbacchio a scottadito o le cotolette d’abbacchio all’italiana. Ma questo e’ un altro discorso...
A tutti i bulgari Честит Великден!!!

mercoledì 1 aprile 2009

Paese che vai clandestini che trovi

Quanto durera’ ancora questa carneficina? E’ di due giorni fa la notizia dell’ultima tragedia del mare, consumatasi al largo delle coste libiche. Centinaia di disperati in cerca di una vita migliore, ammassati peggio che bestie su barconi fatiscenti, sono annegati travolti dalle onde agitate che avrebbero dovuto portarli sulle coste di Lampedusa. E’ l’ultimo di una lunga serie di affondamenti di barche stracariche di disgraziati che vorrebbero dalla vita condizioni piu’ umane, rei soltanto di essere nati in Africa invece che in Europa. I morti arrivano a molte migliaia. Mi viene da pensare che lo stesso Dio che li ha fatti nascere, mosso – forse - da compassione o rimorso, voglia porre fine alla loro miserabile esistenza, accogliendoli anzitempo nei giardini celesti, per ripagarli subito delle estreme sofferenze vissute. E se questi giardini celesti non esistessero?
Questi poveri disgraziati partono in qualsiasi condizione, pur di fuggire da una non vita; il miraggio del benessere li spinge a rischiare la vita pur di raggiungere l'Europa e l'Italia in particolare, non sapendo che quel benessere e' diventato nel frattempo un malessere generalizzato. Centinaia sono stati trovati morti o agonizzanti dentro container o tir provenienti dall’est o dalla Turchia. La settimana scorsa ho assistito personalmente a uno di questi eventi. Percorrendo l’autostrada che, in Grecia, porta da Igoumenitsa a Ioanina, alla fine di una curva, improvvisamente ci siamo trovati davanti – io e l’amico che stava con me - tre ragazzi, di carnagione scura, che attraversavano di corsa la strada per portarsi sul lato opposto. Ho dovuto frenare bruscamente per non falciarli, inveendo contro questi maledetti zingari che trovi dappertutto. Poi, sul rettilineo, a circa duecento metri, vediamo due camion fermi sul bordo della strada, dal quale erano appena discesi una decina di altri ragazzi (sembravano tutti giovani), che cercavano di raggiungere, anche loro, il lato opposto; uno di questi, che evidentemente stava male, si appoggiava ad altri due compagni che faticosamente lo trascinavano.
In quel momento capimmo tutto. Erano clandestini portati chissa’ da dove (i camion mi sembra fossero turchi) e poi fatti scendere in tutta fretta. Evidentemente non erano stati controllati allo sbarco a Igoumenitsa (altrimenti ci vorrebbero ore per scendere dalla nave), e poi, approfittando dello scarso traffico e mancanza di polizia, si sono fermati per sbarazzarsi dell’ingombrante carico. Fino a sera sono stato male con lo stomaco, per la rabbia che avevo dentro. Non per quei poveri disgraziati, ma per quei farabutti che in quel viaggio avranno guadagnato almeno ventimila euro. Eravamo impotenti a fare qualcosa perche’ il cellulare non ci funzionava, polizia non se ne vedeva e anche se avessimo potuto telefonare non avremmo saputo come esprimerci per farci capire. Avrei tanto voluto che fossero arrestati quei bastardi camionisti che li avevano scaricati. Ok, finisce qui.
Ma se non si sgominano queste organizzazioni criminali che trasportano questi poveracci, sara’ difficile uscirne fuori. Vada per i camion che possono eludere piu’ facilmente la sorveglianza, ma i barconi, le navi o le mezze navi, dovranno partire da qualche porto. E con tutta quella gente a bordo nessuno se ne accorge o si pensa che vadano in gita turistica? Se non si combattono le connivenze, anche a livello istituzionale, nelle regioni di partenza, il problema sara’ sempre piu’ attuale, specialmente adesso con la stagione estiva.
E’ mai possibile che l’Europa, artefice principale di tutte le miserie africane, non voglia trovare una soluzione all’immane problema della sopravvivenza di questo continente? Credo, a mio modesto avviso, che la soluzione del problema sia nel creare sul posto, in Africa, le condizioni perche’ si arresti l’esodo di queste masse. E questo puo’ avvenire costruendo scuole e alfabetizzando le popolazioni, costruendo strade, incrementando l’agricoltura, costruendo ospedali e formando medici, insegnanti, operai qualificati, artigiani, ingegneri che rimangano nelle loro terre a sfruttare a loro volta le immense risorse umane e naturali di questo continente. L’Europa, quasi tutta, ha sfruttato e colonizzato per centinaia di anni questo immenso e ricco territorio, traendone enormi ricchezze e benefici. Dopo averlo spolpato fino all’osso lo ha abbandonato o e’ stata costretta ad abbandonarlo, lasciandolo a suicidarsi nelle lotte fratricide di faide tribali locali o di governi fantocci autoritari e antidemocratici.
L’Europa, oggi, e’ chiamata ad un gesto di solidarieta’ verso l’Africa. E’ una solidarieta’ non fine a se stessa, ma interessata. L’Europa ha tutto da guadagnare in questo progetto di sviluppo, con aiuti concreti e mirati, non concedendo crediti ai vari governi, che quasi sicuramente li spenderebbero in armi, ma inviando aziende, strutture, manager e personale qualificato a operare sul posto, usufruendo di manodopera locale e creando centri di formazione professionale per le popolazioni indigene. Questo e’ il primo passo per frenare l’esodo africano verso l’Europa. Restituiremo, a questo continente, la millesima parte di cio’ di cui e’ stato depredato, ed eviteremo che a breve non sia africanizzata l’Europa. E questo non per razzismo, ma soltanto perche’ ogni individuo di qualsiasi parte del globo, ama e resta attaccato alla terra in cui e’ nato, e se in quella terra ci puo’ vivere degnamente la preferisce a ogni altra.
Si potrebbero scrivere migliaia di pagine e fare centinaia di progetti, ma non sono un politico ne’ un economista, esprimo soltanto il pensiero semplice di qualsiasi uomo comune e di buon senso, ma le pastoie della politica e gli enormi interessi sotterranei rendono difficile, se non impossibile la realizzazione di questo progetto. Speriamo non sia troppo tardi.

venerdì 20 marzo 2009

Si chiude una porta e si apre un portone

Siamo all’epilogo. Domani il Congresso di Alleanza Nazionale sancira’ l’ingresso della stessa nel Popolo della Liberta’. E’ il naturale coronamento di un sogno che Gianfranco Fini ha cullato per moltissimi anni, guidando Alleanza Nazionale da vero e impareggiabile capitano. Il cammino e’ stato lungo e talvolta irto dei mille ostacoli frapposti anche dai compagni di percorso, nostalgici di ideologie superate dalla storia. Fini ha rinnegato un passato che non appartiene piu’ agli interessi e agli ideali di un’Italia proiettata a pieno titolo verso l’Europa.
La fusione di Forza Italia e Alleanza Nazionale nel Pdl, sara’ la carta vincente di un giovane e forte partito di centro, alleato con un partito storico, che rappresenta oggi i valori della destra moderna e democratica. Il popolo italiano, nelle elezioni di un anno fa, ha dato fiducia a questo progetto di fusione e al programma di governo. Questa operazione fara’ si’ che avremo un unico grande, forte, partito unico che governera’ l’Italia ancora per molti anni, dimostrando agli italiani che le parole volano ma i fatti e le opere restano.
I soliti imbecilli denigratori sinistrorsi hanno sbandierato, malevolmente, che questa operazione si puo’ definire una annessione. Cercano – ma saranno sbugiardati – di mettere zizzania tra i componenti dei due partiti, come saranno ripartite le cariche, chi deterra’ il vero comando e chi dovra’ obbedire, a chi toccheranno le poltrone e a chi le sedie, ecc. ecc.
Non hanno capito niente. Analizzano gli avvenimenti, in casa d’altri, come fossero i loro, usando lo stesso metodo e lo stesso metro, questi sono gli eredi del vecchio centralismo democratico comunista, quando il centralismo democratico, sulla carta, non corrispondeva mai alla vera realta’ democratica.
Questi due partiti, uniti nel Pdl, porteranno ognuno, in modo paritario, le proprie esperienze, valori sociali, valori etici, valori di liberta’, principi economici, ideali che vieppiu’ li accomuneranno ancor che dividerli. Berlusconi e Fini, con il loro carisma, saranno il collante valido ad unire tutti, per risolvere i problemi che, insieme al mondo intero, affliggono questa povera nostra Italia, e onoreranno il mandato che ha dato loro l’Italia, sicuramente molto meglio della sinistra di Prodi con quell’accozzaglia di partiti e partitini che le elezioni hanno spazzato via, ma che la Rai continua ancora a propinarci, con le loro verita’, in rappresentanza di nessuno.

giovedì 19 marzo 2009

Lettera a mio padre

Ciao papa’,
buon onomastico e buon compleanno! Purtroppo per me, oggi li festeggi in cielo, ma sei in ottima compagnia, con mamma che – anche lei – festeggia S. Giuseppe, e gli angeli intorno ad aiutarvi a spegnere le candeline. Oggi sarebbero stati cento anni e avremmo festeggiato insieme anche il tuo onomastico, ti avremmo fatto una bella festa, ma tu – testone come sempre – non hai voluto aspettare andando a raggiungere la compagna di una lunga vita, mamma, che ti ha preceduto di quattro anni.
Sono passati quindici mesi ma per me e’ come fosse ieri. Tante cose ce le siamo dette, ma tante altre avrei voluto dirtene. Avrei voluto spiegarti le cose che non riuscivi a capire, i motivi della mia partenza. Oggi mi rimane il rammarico del silenzio. Ma custodisco gelosamente e ascolto le tue parole e gli aneddoti della tua vita, che registravo di nascosto mentre tu raccontavi.
Adesso, da lassu’, per voi non esistono piu’ segreti; insieme a mamma, certamente sapete quanto vi ho amati e quanto mi mancate. E se talvolta ho mancato nei vostri riguardi, di sicuro il vostro amore mi avra’ gia’ perdonato.
Oggi e’ anche la festa del papa’. Ma per me, che non sono stato un buon padre, c’e’ oggi dolore e lacrime. Lascio a te da lassu’, caro nonno, il compito di guardare e proteggere i tuoi amati nipoti pregandoti di mandare un particolare celeste-augurio anche a Pino.

mercoledì 4 marzo 2009

Davide ammazza Golia

Vi sara’ accaduto molte volte, vedendo un film, di dovervi schierare dalla parte del buono o dalla parte del cattivo. Qualsiasi persona “normale” generalmente tifa sempre dalla parte del buono, che – guarda il caso – e’ sempre il piu’ debole, il piu’ simpatico, quello che si vorrebbe vivo alla fine del film, dopo aver castigato il cattivo di turno, il potente, l’arrogante. Ebbene, tra ieri e oggi, mi sembra di aver assistito a due film del genere.
Ieri sera in Lazio-Juventus, dopo aver visto, nel primo tempo, una Lazio che ha dovuto subire un gol e il gioco della Juve, nel secondo tempo ha ritrovato la propria dignita’ mettendo alle corde la Juve – certamente con un organico molto piu’ forte – segnando due gol che le hanno permesso di vincere l’incontro di andata di Coppa Italia. Per il ritorno la partita sara’ tutta da giocare.
Questa sera in Sampdoria-Inter abbiamo visto un altro film dello stesso genere, dove, pero’, la sceneggiatura e’ completamente cambiata. Questa volta il gigante cattivo e’ stato subito buttato nella polvere (sarebbe meglio dire nell’acqua!). La tracotanza di Mourinho e di questa Inter che, dopo le dichiarazioni quantomeno improprie del suo allenatore, ancora continua a difenderlo, facendo capire a tutti che sono della stessa pasta, sono state umiliate da una normalissima squadra (ancorche’ tra le sue file abbia un Cassano oggi super), che si e’ presentata con l’orgoglio e la dignita’ di vender cara la pelle.
Nel primo tempo un secco 3-0 ha ancora una volta messo in luce le immense qualita’ di Cassano, un giocatore che ho sempre criticato perche’ (per me) senza cervello. Invece, finalmente (spero per lui), ha rimesso tutti i pezzi al loro posto e sta esplodendo. Nel secondo tempo, in dieci e anche per la grande bravura di Castellazzi e l’impegno di tutti i giocatori, la Samp e’ riuscita a contenere la valanga che si abbatteva su di lei.
Sono proprio contento, si’, sono proprio contento. Non sono tifoso della Samp, ma questa sera la sua vittoria eclatante, mi ha tirato su il morale. In un mondo fatto di tanti Golia che giornalmente abbattono tantissimi Davide, se qualche volta succede il contrario, penso sia lecito esserne felici.
E stasera sono proprio felice!! Lo so, 
mi accontento di poco, ma mi basta. 

domenica 1 marzo 2009

Dalla Bulgaria con amore...

Trentadue mesi di residenza in Bulgaria. Passeggio per Pazardzhik e mentre cammino percorro con il pensiero tutti i giorni trascorsi qui. La giornata oggi, domenica 1 marzo, e’ primaverile, con una temperatura di 15 gradi e un sole che mi riscalda e mi accarezza mentre i passi, pigramente, mi portano verso il centro. In giro tanta gente che approfitta del giorno festivo per godere del primo tepore dopo tanti giorni di temperature rigide. Oggi in Bulgaria e’ una giornata particolare: ricorre Baba Marta, una festa a meta’ tra l’inverno che va via e la primavera che sta per arrivare.
Si usa regalare agli amici, ai parenti e in genere alle persone cui si vuole bene una marteniza, simbolo augurale di pace, salute, amore e benessere. Due fili di lana, uno bianco e uno rosso, intrecciati e legati da un unico filo biancorosso. La fantasia poi li abbellisce e li impreziosisce facendone anche dei pupazzetti. La tradizione vuole che si debbano portare al polso sinistro fin quando non si vede la prima cicogna, solo allora si toglie e si lega a un ramo di albero. Naturalmente qui abbiamo ancora la fortuna di vedere le cicogne e vederle anche nidificare.
Continuo a fare, mentre cammino, un bilancio mentale di questa mia permanenza e debbo confessare, sinceramente, che e’ molto positivo. Qui, per quanti sforzi facciano gli amministratori locali, ci vorra’ molto tempo perche’ questa citta’ diventi invivibile. Non presumo, con cio’, dire che vogliano deliberatamente renderla invivibile, ma sara’ la naturale conseguenza dei barlumi di occidentalizzazione che si intravvedono, laddove occidentalizzazione, progresso, capitalismo e consumismo non corrispondono per forza a miglior qualita’ della vita.
Tra un carretto trainato da un cavallo (esclusiva quasi precipua degli zingari) e un’automobile che passa lasciando una striscia di fumo nero, preferisco ancora la puzza di cacca del cavallo e dello zingaro.
Di sicuro in Bulgaria sono avanti all’Italia nella gestione dei semafori, sia per l’efficienza che per l’onesta’. E’ ancora viva in Italia la protesta per i semafori “intelligenti” che molti Comuni hanno installato, piu’ per truffare il cittadino che per aiutarlo nello snellimento del traffico. In Bulgaria, quasi tutti i semafori sono installati con il display, che indica quanto tempo dura il verde o il rosso e minuto per minuto scende fino a dare via libera. L’automobilista non deve far altro che rispettare il tempo di partenza senza problemi particolari. Non e’ che qui gli amministratori siano piu’ stupidi dei nostri, forse sono un po’ piu’ onesti. Speriamo che l’esempio dell’Italia non valga, tra qualche anno, anche per i sindaci bulgari! L’occasione (e la tecnologia) fa l’uomo ladro.
Qualcosa, invece, di cui sento la mancanza, e’ la carta. Per carita’, la citta’ e’ piena di chioschi che vendono giornali e carta ce n’e’ tanta. Intendo la carta per gli alimenti. Qui stanno indietro anni luce. Il solo involucro in uso, dappertutto, e’ la busta di plastica, e di questa ti riempiono fino all’inverosimile; qualsiasi cosa compri ti vogliono dare una busta. Io moltissime volte le rifiuto per non riempire casa. In qualsiasi negozio di alimentari o di carne se chiedi tre etti di formaggio a taglio o compri quattro bistecche, tutto va a finire dentro la busta di plastica, una per ogni tipo di alimento. La cosa positiva e’ che non si pagano, ma non parliamo di igiene, per carita’! E poi tutta questa plastica in quanto tempo si smaltira’? Speriamo che almeno su queste problematiche, l’Europa possa essere d’aiuto al cittadino bulgaro. (Per inciso, il bustone con la pubblicita’ nei supermercati si paga e anche caro, a dimostrazione che le multinazionali seguono tutte lo stesso metro di valutazione. Ma perche’ nessuno organizza uno sciopero nei supermercati? Non compreremo i vostri prodotti finche’ non ci rimborsate per la pubblicita’ che vi facciamo andando in giro con le vostre buste!!! Ma questa e’ pura utopia).
Una cosa, invece, mi fa sorridere e mi fa rabbia nello stesso tempo. Qui il proprietario o la proprietaria di un locale (in special modo caffe’ e ristoranti) difficilmente la si puo’ trovare a fare il caffe’ o servire i clienti. Ritengono la cosa indecorosa e umiliante. E allora tutti cercano cameriere o camerieri per questo servizio, con aggravio di costi molte volte inutile. Tengono soprattutto al rango, dopo che per una vita intera hanno dovuto piegare la testa e dire sempre si’. Poverini! Quando capiranno che l’interesse primario del proprietario e’ di soddisfare il cliente che porta i soldini, solo allora entreranno nell’ottica vera del commercio. Molti, tuttora, non conoscono il nostro vecchio proverbio che “l’occhio del padrone ingrassa il cavallo”.
E comunque, a parte le migliaia di problemi da risolvere, mentre continuo la mia passeggiata, un piccolo sorriso m’increspa il viso. Fino ad oggi si riesce a vivere a dimensione d’uomo e mi auguro che duri ancora un po’ di tempo, perche’ non appena arriva il “grande progresso”, la globalizzazione e tutte le diavolerie collegate, anche gli amici bulgari dovranno correre.