mercoledì 14 dicembre 2011

Escursione a Borovets, la Roccaraso della Bulgaria


Venerdì trovo, finalmente, il tempo di andare a trovare Paolo, l'amico marchigiano che dirige una fabbrica di sandali a Vinogradets, cittadina a 22 km da Pazardjik. Superata Boshulya, svoltando per Karabunar, chiunque si trovi a percorrere quelle strade, vi trova ai margini chioschi e banchetti improvvisati che vendono soprattutto vino ma anche rakia e prodotti ortofrutticoli: è questa, infatti zona di grandi vigneti, produttrice di buoni vini.
La fabbrica produce e assembla sandali che, partendo direttamente da Vinogradets, arrivano in tre continenti. E' italiana, naturalmente, ed è una delle tante che hanno “delocalizzato”, trovando manodopera e tasse molto più convenienti che in Italia, fornendo sempre ottima qualità.
(Tra parentesi, dopo aver fatto il pieno, alla Metro di Plovdiv, di panettoni italiani da regalare, proprio oggi ho avuto occasione di mangiare il primo panettone made in Bulgaria, 750 gr. a 6,49 leva al supermercato Kaufland. Non so se è prodotto da una ditta italiana ma la qualità e gli ingredienti sono certamente italiani: veramente buono a ottimo prezzo).
Paolo è una persona dinamica che, finito il lavoro, odia restare a casa a oziare. Vorrebbe andare a caccia o a sciare. Mentre per la caccia ottenere i permessi è parecchio complicato, per sciare tutto è più facile. Decidiamo quindi di fare una escursione in montagna, io e Renata ciceroni e interpreti data la nostra anzianità in terra bulgara, e lui allievo guidatore.
Sabato alle dieci del mattino, a bordo della sua potente Cherokee Laredo, partiamo alla volta di Borovets dove so che è nevicato nei giorni scorsi. Ci sarebbe anche Bansko, ma non so se c'è neve. Borovets si trova a 70 km da Pazardjik. Su una strada pianeggiante e assolata di un 10 dicembre primaverile, superata Belovo e i suoi tanti negozi zeppi di carta igienica e da cucina, fabbricata dalla locale cartiera, arriviamo a Kostenets dove ci fermiamo per sorbire un caffè. Dopo un rapido giro per locali pieni, rinunciamo entrando in un supermercato a comprare qualche snack e ripartiamo. Qui il paesaggio cambia perché siamo ai piedi delle montagne già innevate che svettano alla nostra sinistra. Gradualmente si inizia a salire su una strada che si inerpica sempre più con chiazze nevose sparse ai bordi e nei boschi circostanti. La jeep ci permette di superare rapidamente altre macchine che arrancano un po' e presto ci troviamo all'ingresso di Borovets.



Paolo è entusiasta: “Bel posto, veramente bello, sembra di stare a Cortina”. “Cala, bello, Cortina è tutt'altra cosa...”. “No, vabbè, non è Cortina ma è veramente una bella stazione invernale... diciamo che sembra di stare a Roccaraso”. “Beh, così già va meglio... però andiamo su verso il centro, lì è veramente bello”.
Arriviamo in centro circondati dalla neve e da tantissimi turisti come noi. Memore della visita già fatta tre anni fa, propongo di fare un'escursione in cabinovia. Proposta subito accettata e dopo dieci minuti abbiamo già fatto i biglietti che ci portano a quota 2369 m. Essere sballottati nel vuoto in una cabina che arranca su una pendenza paurosa non lascia troppo tranquilli, ma ci affidiamo alle statistiche che rincuorano. Man mano che si sale l'aria è sempre più fredda, ma quando dopo circa mezz'ora finalmente arriviamo, ci accoglie un meraviglioso sole da abbronzatura. Paesaggio, panorama e piste ci fanno dimenticare presto il periglioso viaggio appena compiuto. Più in alto a 2925 c'è Musala che oggi non ci interessa, mentre noi da Yastrebets restiamo suggestionati dal vastissimo panorama che si apre sotto e intorno ai nostri occhi.
Paolo ha già deciso: dopo le feste Borovets sarà la sua mèta fissa per i fine settimana, le piste bianche sono tantissime e ce n'è anche una nera. Ribatto che ci sarebbe da visitare anche Bansko, una località forse ancora più famosa. Io e Renata ci limitiamo a un sorriso: noi siamo solo occasionali montanari estivi portati più alle comodità che alle scarpinate.


Scendiamo a valle per il pranzo, attraversiamo due lunghe file di negozi che vendono di tutto, hotel attrezzati con piscina, sauna, fitness, centro benessere, riceviamo inviti al ristorante che gentilmente rifiutiamo. Poi si apre una grandissima area, di fronte e a sinistra grandi alberghi mentre sulla destra, dall'alto della montagna, una pista innevata conduce quasi dentro ai ristoranti. Due tranquilli operai appesi al muro di un grande albergo, intenti a pitturare, ci tengono in continua apprensione.
Il nostro locale, nel quale avevamo mangiato anni fa, ci delude. Evidentemente ha cambiato gestione. Qui i prezzi, naturalmente, hanno un'impennata rispetto ai locali di Pazardjik, ma per noi italiani sempre abbordabili. Finito il pranzo ci accingiamo al ritorno prima che buio e ghiaccio ci complichino il percorso. Un chiosco ai bordi della strada attira la nostra meravigliata attenzione: vende caldarroste e mais. Sette bellissimi marroni, rigorosamente pesati, due leva. Beh, qui almeno non è andata male...


Lo sapevate che la Bulgaria, secondo una notizia Adnkronos di ieri 13 dicembre, guida la lista, in Europa, delle destinazioni più accessibili e meno costose per gli sciatori? 



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2 commenti:

  1. ciao tonino ! mi permetto a chiamarti cosi ,leggo tutti i tuoi link emozzionanti ,sei una persona da conoscere ! grazie a te ritorno al mio paese ,apprezzato da un straniero ! saluto da meravigliosa Italia !!!

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