martedì 11 ottobre 2011

Pazardjik dei primati: la panchina più lunga del mondo

Quando la vidi per la prima volta Pazardjik mi piacque all'istante. Ricordo di essermi sentito trasportato indietro di cinquant'anni, quando in Italia anche noi vivevamo la dignitosa povertà che si respirava in quel momento a Pazardjik. Questa è stata la mia prima impressione, suffragata dalla serena tranquillità degli abitanti, sempre cortesi e sorridenti, gente per la quale il tempo è fatto di giorni e non di minuti, città antistress, dove prendere un caffè è occasione per passare un paio d'ore in conversazione, case sbrecciate a far da contorno a strade dissestate, all'angolo delle quali puoi trovare in vendita bottiglie di latte appena munto o le mele, i pomodori e le patate dell'orto del vicino di casa, dove nel relativo traffico automobilistico ti imbatti anche nel carretto-merci degli zingari tirato da un magro cavallo o una fila di capre che tornano a casa guidate da un tranquillo contadino-capraio.
Poi, nel 2007, l'europeizzazione della Bulgaria con l'ingresso nella Comunità Europea e la mondializzazione alla quale ormai nessun popolo sembra possa sottrarsi, hanno cominciato a scalfire la crosta dura dei cinquanta anni di “fratellanza comunista”. I contributi economici europei stanno affrettando il processo di modernizzazione. Quattro anni di associazione alla Comunità Europea sono valsi per la Bulgaria dieci volte più che i diciassette trascorsi dal comunismo alla democrazia.
Sui contributi economici concessi alla Bulgaria è scoppiato uno scandalo, perché è difficile estirpare il cancro della corruzione che qui era normalissima prassi, ma sembra (!) che i provvedimenti presi allora dalla Comunità Europea abbiano sortito il giusto effetto, almeno a Pazardjik. Qui, infatti, non sono mai finiti i “lavori in corso” per la città. Non conosco il sindaco Todor Popov né so a quale partito faccia riferimento, ma posso dire che molto è stato fatto e si continua a fare per rendere la città bella e vivibile. Non so se Pazardjik sia esente dalla corruzione, so che se molto è stato fatto, moltissimo ancora c'è da fare.
Un nostro connazionale, Domenico Russi, residente qui da quindici anni, si candida consigliere per le prossime elezioni comunali del 23 ottobre. Ai microfoni di bTV ha dichiarato: “A Pazardjik in politica c'è tanta corruzione e questa corruzione dovrebbe essere rimossa il più presto possibile. Questa è la mia motivazione per entrare nella politica bulgara” (Bulgaria Oggi, 10-10-2011). Non ho motivo di dubitare delle parole di Domenico Russi, anche perché imprenditore che vive a Pazardjik da molto tempo. I miei sinceri auguri, se sarà eletto, di buon lavoro. Non lo conosco personalmente, pur avendone sentito parlare spesso. Ma vorrei ricordargli che anche noi in Italia, in quanto a corruzione, non scherziamo. Lì, partendo da Sesto S. Giovanni per arrivare a Gela, avrebbe solo l'imbarazzo della scelta dove presentarsi consigliere. Ignoro se Popov sia o no corrotto, mi auguro – chiunque sia il prossimo sindaco – che continui la sua opera con lo stesso dinamismo e operosità, perché Pazardjik si sviluppi sempre più.
L'album che segue fotografa i lavori di rifacimento completo della pavimentazione della zona pedonale della città. La caratteristica principale, oltre alla pavimentazione, sono le lunghissime panchine, i bidoni portarifiuti, l'illuminazione, le fontane. Al Parco Ostrova è stata realizzata la panchina più lunga del mondo. Il raddoppio stradale con illuminazione di un'importante arteria cittadina. Il nuovo Mol (Centro commerciale) che sta nascendo sulle macerie del vecchio edificio.
Ai lavori dell'amministrazione comunale fa eco anche l'edilizia privata con nuove costruzioni e soprattutto ristrutturazioni di vecchi edifici stile liberty. Tutto questo è cosa buona e giusta (come dice il Vangelo) e mi fa piacere vedere questa città che si rinnova continuamente. Spero solo che tutti questi “rinnovamenti” non debbano un giorno farmi rimpiangere i bei tempi antichi. Non ho ancora smaltito lo stress di Roma.

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