giovedì 18 luglio 2013

Perché vergognarsi?...

Perché vergognarsi se, in media, una donna al giorno muore ammazzata, vittima di stalking da parte di mariti, fidanzati e pazzi in libertà, che decidono come e quando far fuori la vittima designata, e dopo piangere perché si poteva evitare?

Perché vergognarsi se quasi giornalmente degli innocenti vengono falciati sulle strade da auto pirata, che otto volte su dieci sono guidate da romeni, magrebini, moldavi, zingari e clandestini ubriachi e drogati, che il giorno dopo continuano a circolare liberamente sulle nostre strade?

Perché vergognarsi se un’antichissima banca toscana, diretta da sinistrorsi ladri truffatori e delinquenti vestiti da manager, va sull’orlo del fallimento e lo Stato la salva dalla bancarotta con i soldi degli italiani, mentre dei colpevoli non si sa niente?

Perché vergognarsi se due nostri governi inetti e imbelli, dopo 17 mesi, lasciano ancora in mano al governo indiano due nostri fucilieri innocenti, che svolgevano il loro compito con responsabilità al servizio dello Stato e della comunità internazionale? Perché vergognarsi se tutta la vicenda è stata affidata a ministri incapaci e incompetenti di diritto internazionale?

Perché vergognarsi se, in barba ai diritti dei rifugiati e ai diritti per l’infanzia, in soli tre giorni siamo riusciti a consegnare una mamma con una bambina di sei anni , nelle mani di uno Stato considerato canaglia, quando circolano sul nostro territorio clandestini con decine di fogli di via? Perché vergognarsi se un console kazako entra ed esce dalle nostre questure facendo il brutto e cattivo tempo?

Perché vergognarsi di essere considerati meticci da una ministra congolese naturalizzata italiana? E perché vergognarsi se è un’incompetente e non conosce le nostre leggi? In fin dei conti lei era solo un’oculista e le è stato conferito questo incarico perché si integri ulteriormente nel tessuto sociale e linguistico e perché la sinistra dimostri al mondo che non siamo un popolo razzista.

Perché vergognarsi se politici ciarlatani che hanno rubato milioni di euro, rei confessi, invece di marcire in galera buttando le chiavi, scontano le loro malefatte nei conventi o ai domiciliari, mentre una pensionata di 80 anni che ruba per 20 euro in un supermercato, invece di essere aiutata perché non riesce a sopravvivere, viene condannata a due mesi e mezzo?

Perché vergognarsi se una Presidente della Camera dei Deputati vuole vietare la manifestazione di Miss Italia? A suo giudizio è molto meglio partecipare al Gay Pride con allegra sfilata di inguardabili culi froceschi piuttosto che le meravigliose fattezze muliebri di bellissime ragazze in costume. De gustibus… Se poi, nell’agenda parlamentare ha la precedenza il matrimonio tra gay o la casa agli zingari, invece che l’occupazione, la ripresa economica, il sostegno alle imprese e ai pensionati che non riescono a sopravvivere, la legge elettorale e le riforme costituzionali, allora se pensate ancora che l’Italia abbia bisogno di questa gente, continuate a votarla.

Perché vergognarsi se non si trovano i soldi per abolire l’Imu e non aumentare l’Iva? Se sommiamo tutte le spese inutili, i privilegi dei politici e non, gli stipendi faraonici, il dimezzamento del Parlamento, il finanziamento pubblico ai partiti, la corruzione, l’evasione, le province, i consiglieri vari che non consigliano e costano, gli enti e baracconi politici inutili, ecc. ecc. ecc., non dovremmo far finta di andare a cercare i soldi per l’Imu e l’Iva, ma ne avremmo a iosa per rimettere in sesto l’Italia.

Per concludere, perché vergognarsi? Caro connazionale, corregionale o concittadino, questa gente è stata votata dal popolo italiano, o almeno da quelli (ancora in maggioranza) che hanno votato, e ogni popolo ha il governo che si merita. Quindi, pensiamoci bene la prossima volta. Riguardo alla mia persona, mi ritengo un fortunato, perché ho avuto la possibilità di poter emigrare in Bulgaria, dove ancora si riesce a vivere decorosamente con una pensione di mille euro. A chi ancora può, consiglio vivamente di guardarsi intorno e cercare il posto dove poter trascorrere serenamente la vecchiaia. L’attaccamento e l’amore per l’Italia è forte, né ce lo può affievolire questa funesta classe politica, ma la vera Patria è il luogo che ci permette di vivere tranquilli e in modo dignitoso – se il Padreterno ci assiste anche con la salute – gli anni che ci rimangono.

Renata, la mia compagna polacca – ma con un profondo amore per l’Italia – è quotidianamente incazzata guardando in Tv, dalla Bulgaria, quello che succede in casa nostra, mentre io sono pacato e distaccato. Lei, poverina, che non si è integrata culturalmente al nostro modo di vivere e di pensare, si domanda continuamente perché gli italiani non scendono in piazza per cancellare questo sistema e questa classe politica, come hanno fatto loro in Polonia. Non ha ancora capito che noi abbiamo un modo tutto nostro di protestare, anche vigorosamente: su Facebook, su Twitter o sui giornali on line, e che per scendere in piazza bisognerà aspettare che l’Italia pallonara rivinca un giorno i mondiali o anche gli europei.

giovedì 6 giugno 2013

Delitti di Stato, fino a quando?

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Fino a quando, Catilina, abuserai della nostra pazienza? Così Cicerone gridava a Catilina che aveva tentato di farlo uccidere, cercando in tutti i modi di prendere il potere. Stabilite le dovute differenze, è questa la domanda che i cittadini rivolgono allo Stato: fino a quando questa carneficina?
Giovanni Guarascio, 64enne muratore siciliano disoccupato, si dà fuoco per disperazione perché per un debito di 10 mila euro, gli è stata messa all’asta e venduta la casa che aveva costruito mattone dopo mattone con le sue mani.
Due anni fa due casi. Oggi ci risiamo. Ad essere immolato, a Piacenza, è il piccolo Luca, di due anni, che il padre avrebbe dovuto portare all’asilo, dove non arriverà mai perché viene lasciato sul seggiolino posteriore in auto dal padre che va a lavorare. Luca morirà di asfissia e di caldo e il padre è comunque morto dentro perché il rimorso lo corroderà tutta la vita. Come si possa dimenticare un bimbo in macchina non si potrebbe mai capire, se non conoscessimo i momenti terribili, le ansie e la paura del futuro, che attanaglia ogni persona che vive questa crisi che ci sta distruggendo.
Stefano Cucchi, a Roma, arrestato per spaccio e morto per le botte subite. Chi lo ha pestato non si sa, accusati e condannati per omicidio colposo i medici che non lo avrebbero curato in tempo. Morto mentre è in consegna a personale dello Stato e sanitario. Se dovessero ricevere un encomio si potrebbe scrivere: fulgido esempio di abnegazione e fedeltà allo Stato.
A Milano, nel tranquillo quartiere Niguarda, alle prime ore del mattino, un giovane ghanese gira indisturbato a picconare chiunque si trovi sulla sua strada. In meno di un’ora uccide tre persone, poi finalmente viene arrestato. Conosciuto alle forze dell’ordine per  furto, rapina e detenzione di stupefacenti.  Gli era stata intimata l’espulsione due anni prima, ma casualmente si aggirava per le vie di Milano ad ammazzare i passanti. Speriamo sia espulso quando avrà scontato quella pena minima che lo Stato certamente gli riconoscerà tra rito abbreviato, buona condotta e infermità mentale. Ma sicuramente troveremo qualcuno che vorrà ancora farlo integrare.
Muore la piccola Sofia Pirisi, affetta da atrofia muscolare spinale. Muore per colpa di una legge sulle staminali prima bocciata, poi riveduta, poi corretta e attualmente non in grado di soddisfare le esigenze dei pazienti perché porta a lunghissime liste d’attesa. La piccola Sofia non saprà mai se sarebbe guarita, perché mentre lei moriva i legislatori mettevano le virgole alla legge che avrebbe potuto salvarla.
A Perugia, nel palazzo della Regione Umbria, il 43enne Andrea Zampi uccide a pistolettate le incolpevoli impiegate Margherita Peccati e Daniela Crispolti e poi si suicida. La causa la revoca di un accreditamento per la formazione. Il sindaco: “Strage nata da clima sociale insostenibile”.
Potremmo aggiungere i tanti morti in incidenti stradali causati da ubriachi e drogati stranieri che non avrebbero dovuto essere in Italia perché colpiti da più provvedimenti di espulsione che nessuna istituzione dello Stato si è preso la briga di far rispettare.
Potremmo aggiungere un aereo di linea dell’Itavia che viene abbattuto nei cieli di Ustica. I colpevoli si annidano ancora tra le carte del segreto di Stato mentre i parenti aspettano giustizia dallo stesso.
Potremmo aggiungere le centinaia di persone, suicidatesi per colpa di uno Stato che salva le banche in crisi, esse stesse colpevoli,  mentre perseguita con Equitalia e con l’Agenzia delle Entrate imprenditori che falliscono mentre lo Stato non li paga per i lavori che ha loro commissionato. Morti cornuti e mazziati mentre nel Parlamento, nelle Regioni, nelle Amministrazioni pubbliche e nelle banche l’allegra finanza di politici e funzionari infedeli mette in moto la magistratura.
Sospendo l’elenco perché il lettore già conosce il resto e potrebbe annoiarsi. Siamo arrivati al paradosso estremo, e cioè che il cittadino invece di essere e sentirsi protetto, si debba difendere dallo Stato come il nemico più terribile da evitare.
Fino a quando questo Stato inerte, questo Stato imbelle -  in buona o in mala fede -, questo Stato che noi stessi abbiamo creato, i nostri rappresentanti in Parlamento, la nostra magistratura, le nostre istituzioni, i burocrati inventori della mala burocrazia, permetteranno questi delitti che gridano vendetta agli occhi di Dio e delle persone oneste che continuano a sperare? C’è un Uomo vestito di bianco, un certo Francesco,vicino ai poveri e ai deboli, che sempre più accoratamente chiede più giustizia e più attenzione per la persona umana e meno interesse per il “dinero” e la finanza, ma le sue parole, pur se ascoltate da milioni di giovani e famiglie, sembrano non arrivare alle orecchie dei palazzi del potere. Fino a quando? Anche Giobbe esaurì la sua pazienza...

mercoledì 5 giugno 2013

Kazanlak, capitale mondiale della Rosa

Inizia a maggio, in Bulgaria, la raccolta del fiore principe dei profumi e della cosmesi in tutto il mondo: la Rosa. Partendo da Kazanlak e proseguendo per tutta la Valle delle Rose, qui si raccoglie la Rosa Damascena detta anche Rosa di Kazanlak. Da qui parte un terzo della produzione mondiale di olio essenziale di Rosa, usato dalle più grandi e famose Aziende cosmetiche e profumiere d’Europa e Stati Uniti.  Il profumo inebriante di questo fiore e le proprietà curative delle sue creme lo rendono indispensabile per la cura del corpo e della pelle, mentre in medicina l’acqua di rose viene usata particolarmente per la sua azione antidepressiva e antinfiammatoria, nonché per lavaggi agli occhi e infiammazioni della cavità orale. Dalla Rosa Damascena si ricavano anche deliziosi sciroppi, confetture e liquori.
Sulle feste e le sagre che si svolgono intorno a questo avvenimento, vorrei riportare un articolo uscito il 1° giugno u.s. sul notiziario on line Vesti.bg, per la cui traduzione dal bulgaro mi sono avvalso della professionalità della cara amica Kalina Kardanova, che ringrazio di cuore.

La raccolta delle rose a Karlovo
Le rose decorano tutta la città, l`aria è sazia di profumo di rose che le fontane urbane spruzzano… E non basta: da alcuni giorni le strade della città sono lavate con acqua di rose…. Con il rito tradizionale di oltre 100 anni Raccolta di rose, a Karlovo sono iniziate le festività  dedicate alla rosa e ai prodotti cosmetici a base di olio di rosa.
Anche quest`anno gli organizzatori delle feste attendono circa 4000 ospiti bulgari e stranieri. Il primo posto tra i turisti stranieri è tradizionalmente riservato ai giapponesi, che hanno un vero e proprio culto per la rosa. A Karlovo vengono in visita anche belgi, olandesi, polacchi, russi...
La festa celebra la rosa damascena e il lavoro della gente che la coltiva e che produce, dai suoi petali, diversi prodotti tra cui - al primo posto - l`olio di rosa. Nel programma festivo è prevista la danza Raccolta di rose interpretata dal gruppo folkloristico locale.
Presso il museo storico invece tutti gli ospiti possono vedere il processo di cottura delle rose secondo un`originale antica tecnologia, usata all`inizio del 19° secolo. Gli ospiti possono assaggiare cibi e bevande contenenti l`olio di rosa: confettura di rose, liquore di rose, ecc.
I primi giardini di rose nella valle di Karlovo  risalgono al 1712. La prima rosa damascena fu portata dai crociati e dopo fu coltivata insieme alla rosa rossa di Kazanlak, che contiene maggiore concentrato di olio.
La valle ai piedi della montagna gode di un clima favorevole con temperature miti e precipitazioni durante la raccolta aumentando così il peso dell`olio di rosa.
Nel tardo 18° secolo la coltivazione delle rose diventa uno dei principali sostentamenti della popolazione della valle. Questo dà vita anche a una serie di altri mestieri, connessi alla cottura delle rose. Il continuo sviluppo dei produttori di rose bulgari ha consentito di ottenere successi superiori a quelli dei paesi che hanno esportato la rosa.
L`unità di misura dell`olio di rosa è la fiala,
presa in prestito dagli arabi e pari a circa 5 g. Negli anni anteguerra  del 20° secolo la produzione di olio di rose nella provincia di Karlovo raggiunge i massimi livelli di 110.222 fiale l`anno.
Nel 1839  l`olio di rosa bulgara arriva anche a Vienna e Parigi.
Perché ne sia custodito il profumo, la raccolta dei fiori inizia la mattina  prima dell`alba e dura fino alle 10, quando inizia l`aumento delle temperature.
"Giornate delle rose" sono previste anche presso il Giardino Botanico dell`Accademia Bulgara delle Scienze (BAS) dal 1° all`8 giugno dalle 10 alle 16.00. I visitatori possono godere la bellezza ed il profumo di oltre 150 varietà della regina dei fiori. La collezione è stata raccolta ed arricchita nel corso degli ultimi 20 anni.
La rosa è una delle piante ornamentali più antiche, simbolo della regalità in Giudea, considerata messaggero del Paradiso in India….. Oggi nel mondo esistono oltre 30 000 varietà di rose.
Per il secondo anno il Terminal 2 dell`Aeroporto di Sofia organizza una campagna di promozione della rosa bulgara, con volontari che accolgono i passeggeri in arrivo con fiori profumati colti la mattina nei giardini di rose della città di Panicishte.
Lo scopo della campagna è di promuovere il settore industriale che interessa il lavoro di intere province in Bulgaria. La quantità dell`olio di rosa prodotto annualmente è di circa 2 tonnellate, che vede la Bulgaria il secondo paese produttore al mondo dopo la Turchia.


lunedì 22 aprile 2013

Doveroso ringraziamento


Grazie,
signor Presidente,
di essere tornato alla guida dell'Italia!

Il tuo discorso e le tue bacchettate forse ci faranno uscire dal tunnel senza fine in cui siamo entrati. Oggi ci hai ridato la speranza. La tua commozione è stata la mia commozione e quella di tutti gli italiani.

Abbiti il mio caloroso applauso anche dalla Bulgaria.

sabato 20 aprile 2013

Suicidio in diretta di Bersani alle Camere?



Apprendiamo alle ore 13 del 20 aprile, mentre a Montecitorio si continua a votare l’improbabile futuro Presidente della Repubblica, che Bersani - “accompagnato” a vista da Berlusconi e dai governatori delle Regioni – sta tornando al Colle per riferire al Padre tutto il casino che ha combinato dopo 60 giorni di tira e molla a danno dell’Italia. E’ riuscito ad affondare il suo partito e si è definitivamente autoeliminato dalla scena politica. Adesso, piangente e pietoso, ritorna dal Padre per implorarlo di restare, anche solo per un anno, alla guida di un’Italia che è caduta nel ridicolo davanti al mondo intero. Non so cosa deciderà Napolitano e come evolveranno le cose nelle prossime ore.

Gli italiani onesti, che non ne possono più di sopportare ancora queste farse, si aspettano che alla fine dell’incontro, qualunque sia l’esito, Bersani ritorni alle Camere e faccia harachiri davanti a tutta l’Italia, come facevano i samurai, per lavare col sangue l’onore e la credibilità perduti. Riceverebbe subito la pietà e la solidarietà pelosa di tutti i colleghi del Parlamento e renderebbe giustizia soprattutto a tutti quei disperati che in questi 60 giorni persi hanno chiuso le aziende e si sono suicidati per la disperazione.

mercoledì 17 aprile 2013

Siamo veramente alla frutta?


“Buongiorno, signor Antonio,
mi chiamo …., sono italiano, 40 anni, residente a … (Lombardia, nota mia).
Sono in cerca di lavoro, e data l’impossibilita’ di trovare in Italia, sto cercando anche all’estero, sono disposto a trasferirmi ovunque, perche’ ho bisogno di lavorare.
Ho gia' lavorato 5 anni in Russia presso filiali di aziende italiane (settore costruzioni) in ambito amministrativo e direzionale. Sono laureato in Scienze Politiche indirizzo internazionale con 105/110. Parlo russo e inglese in modo fluente. Ho vissuto 4 anni in Danimarca e 5 anni a Mosca. Attualmente sono in possesso del visto per la Russia, scadenza novembre 2013. Non sono sposato, non ho figli, sono disponibile a trasferimenti all'estero anche per sempre. Sono disposto a svolgere qualunque mansione anche se mi sento piu’ portato per posizioni afferenti il controllo di gestione, o amministrazione, o di corrispondente commerciale. Ho diploma di ragioniere programmatore, quindi posso anche svolgere mansioni in campo contabile e informatico. Non ho pretese particolari, non mi interessano aspetti burocratici e contrattuali, non ho bisogno di contratto expat mi va bene essere trattato come lavoratore “locale” alle condizioni locali, ho semplicemente molto bisogno di lavorare (putroppo, pur essendo cittadino italiano, non godo in Italia di alcun tipo di “welfare” di sostegno). Cerco serieta' e offro in cambio serieta'. 
Sperando che lei possa darmi qualche indicazione, invio cordiali saluti. 
X X……… ……….. +39 3400000000”.
CURRICULUM VITAE
Esperienze di studio:
- Dal 1980 al 1984 ho frequentato la Copenhagen International School vivendo in Danimarca.
- Nel 1990 ho effettuato un periodo di studio negli Stati Uniti come exchange-student.
- Diploma di perito commerciale e ragioniere programmatore informatico, 1992.
- Laurea in Scienze Politiche con specializzazione in relazioni internazionali, nel 1998 presso la Facoltà “C.Alfieri” di Firenze; la tesi, riguardante la politica della Gran Bretagna in Medio Oriente negli anni ‘50, ha comportato attività di ricerca presso gli archivi del governo britannico a Londra. Votazione finale: 105/110.
Lingue conosciute:
Inglese - conoscenza fluente, sia orale che scritta;
Russo – conoscenza fluente, orale e scritta;
Francese – conoscenza a livello scolastico.
Tedesco – comprensione a livello scolastico;
Conoscenze informatiche:
Come programmatore informatico ho appreso i linguaggi Cobol, Pascal, Db3, il sistema operativo DOS, Windows, i sistemi AS/400 e SAP/3 per la gestione aziendale. Ho una conoscenza di base del sistema CAD.
Ho ricoperto la funzione di webmaster presso il Gruppo XX.
Esperienze lavorative:
- 2009-12:  vice-direttore di filiale a Mosca (Russia) per societa’ cantieristica italiana. Il mio ruolo prevede responsabilita’ riguardante: logistica, trasporti, gestione del personale, buste paghe, contabilita’, supervisione degli acquisti, ricerca fornitori, gestione alloggi del personale, contratti di fornitura, organizzazione trasferte e documenti (visti, registrazioni, ecc.), reportistica per la sede in Italia. 
- 2006-08: impiegato amministrativo e webmaster presso il Gruppo XX, consorzio di rivenditori di materiali per l’edilizia, con sede in Reggio Emilia. Mansioni principali: raccolta e elaborazione dati di vendita del Gruppo; gestione delle comunicazioni all’interno del Gruppo composto da oltre 60 aziende associate.
- 2005-06:  impiegato a Mosca (Russia), presso il Gruppo XX (settore impianti e costruzioni). Ivi ho ricoperto funzioni amministrative di control management; analisi dei costi per i vari cantieri, reporting alla casa madre in Italia, implementazione della contabilità, registrazione di documenti contabili russi sul sistema contabile italiano.
- 2000-04:  addetto alla programmazione della produzione presso XX Spa, stabilimento di Volta Mantovana. Programmazione tramite utilizzo dei sistemi AS/400 e SAP/3; monitoraggio e analisi dei dati di produzione giornaliera, reportistica alla Direzione aziendale; raccordo con Ufficio commerciale.
-1997-2000:  Impiegato tecnico di magazzino, presso XX spa di Gonzaga (Mn), azienda di verniciature industriali.

Dopo aver letto per anni, dall’esilio bulgaro, le e-mail di tanti nostri connazionali in cerca di notizie sulla Bulgaria e delle attività che sarebbe possibile intraprendere qui, pur di uscire dal tunnel senza fine che ha oscurato l’Italia; dopo quello che televisioni e giornali raccontano tutti i giorni sul fallimento di imprese, sulla disoccupazione sempre crescente,  sulla corruzione in seno all’amministrazione pubblica, sulle tasse, sugli sprechi, sulla casta dei politici e i loro vitalizi da sceicchi, sulla ingovernabilità conseguente alle recenti elezioni e sui pregiudizi nella formazione di un governo che potrebbe portare danni al proprio partito, senza guardare al grande problema dell’Italia ormai alla canna del gas… ebbene!... ricevere ieri l’altro questa e-mail con accluso CV, spedita a me che non sono un ufficio di collocamento ma un semplice pensionato, mi ha sconvolto ancor più, facendomi mancare il respiro.
Questa è la richiesta di un giovane che non è alle prime armi, ha già avuto esperienze lavorative interessanti, con conoscenza di più lingue e laurea, eppure oggi è disoccupato, come milioni di altre persone che dall’oggi al domani si trovano davanti a un baratro. Gente che non chiede aiuti o assistenza ma soltanto un LAVORO per poter continuare a vivere, accontentandosi magari di essere sfruttati e sottopagati, gente che dignitosamente vorrebbe mettersi al servizio della società e del Paese per crescere insieme.
E i politici, pentastellati compresi, cosa aspettano a caricarsi degli oneri per i quali sono stati eletti e fermare la carneficina di suicidi di imprenditori, pensionati e cittadini che dopo aver perso la speranza, stanno perdendo anche la dignità umana?
Vi prego di condividere e far girare questo post…  Mi auguro che qualche anima buona possa leggerlo e sia in grado di ridare, con un lavoro, dignità a questo giovane quarantenne che dovrebbe avere solo certezze e al quale invece è stata tolta anche la speranza. In privato potrò fornire le generalità complete a chi possa essere interessato. Grazie. 


sabato 13 aprile 2013

Governo Bersasconi? No, grazie! I Migliori siamo noi


Non hanno capito niente. E hanno anche la sfacciataggine di pensare di essere i migliori. E in effetti lo sono: figli di quel “Migliore”, nomignolo attribuito a Palmiro Togliatti; questi piddini sono ancora i resti di quel partito, che giustamente Matteo Renzi vorrebbe rottamare. Al suo interno convivono molte anime, anche di estrazione cattolica, ma il comando è ancora in mano agli ultimi resti del comunismo nostrano camuffatosi negli anni nelle più disparate sigle. La gente continua a suicidarsi, le imprese chiudono una dopo l’altra, la disoccupazione aumenta, miracolosamente sindacati e imprese si alleano per restare a galla a salvare il salvabile, e quest’ultimo figlio della falce e martello si arroga il diritto di considerare impresentabili 10 milioni di elettori, così quanti sono quelli della coalizione di sinistra. In nome del cambiamento, dice. Quale cambiamento? Siamo nello stallo più completo e organizza anche manifestazioni contro la povertà. Se continua così siamo nella miseria, altro che povertà.
Ormai tutti hanno capito che con Grillo non si può non soltanto andare a braccetto ma neanche rivolgergli la parola… e allora cosa aspetta a mettersi seriamente al tavolo della concorrenza più immediata? Ha paura di perdere voti più di quanti ne abbia perso finora? Per questo veramente piccolo uomo conta solo il potere e il partito, che tra l’altro sta già sgretolandosi, avendo capito molti che dei problemi dell’Italia non gli importa niente. Questa è la gente che bisogna rottamare e mal glie ne incoglie a Renzi che vorrebbe un partito dinamico, trasparente e moderno. Il primo a sbagliare è stato lui a entrarci in questo partito, che ha come primo obiettivo l’occupazione di tutte le leve del potere e con un terzo dei voti comandare su tutto. Dopo Camera e Senato, adesso l’obiettivo è il Quirinale, che Napolitano, memore dei suoi trascorsi – anche se talvolta ha fatto il pentito – vorrebbe facilitare in tutti i modi. Questa è l’Italia e noi italiani ce la meritiamo tutta, perché la valanga grillina che purtroppo è solo distruttiva, non ci aiuterà a uscir fuori dal pantano.
E’ ora veramente di affidarsi agli uomini di buona volontà che tanto declama Papa Francesco, ma sembra che in terra italiana non ne siano rimasti o forse gli italiani non li abbiano votati. Se dovessimo andare di nuovo alle elezioni, e penso sia anche presto, ricordiamoci di inserire tra i candidati, anche part time, Francesco Vescovo di Roma. Già soltanto con il suo sorriso darebbe un po’ di speranza a quest’Italia e a questi italiani ormai allo stremo.

Sono trascorsi 48 giorni dalle elezioni e ancora non abbiamo un governo. In Bulgaria sono state indette nuove elezioni per il 12 maggio. Qualcuno vuole scommettere una cena che quando la Bulgaria avrà un nuovo governo, in Italia saremo ancora in alto mare? Speriamo non annegati.

giovedì 28 marzo 2013

Tra incubi e speranza, il lento percorso dell'Italia



A Cipro si prega nelle chiese, il patriarca ha persino messo a disposizione i beni della Chiesa ortodossa, non si sa ancora cosa succederà e quando riapriranno le banche; in Grecia si piange non meno che a Cipro e le piazze sono sempre in fermento; Spagna e Portogallo sono ridotte all’osso e anche lì si piange miseria nera; in Bulgaria il governo è stato costretto alle dimissioni dalle proteste popolari che sembra non abbiano mai fine: qui la miseria c’era già ma invece che uscirne si è aggravata; in Italia è stato sfiduciato un governo tecnico che a sua volta aveva preso il testimone di un altro governo dimissionato, piazze che protestano e rumoreggiano, crisi sempre più profonda, aziende che chiudono, disoccupazione da oscar, nuove elezioni e finalmente… finalmente un cazzo! Stavamo nella merda e ci stiamo sprofondando sempre più.
Sì, perché è già passato un mese dalle elezioni e ancora non abbiamo un governo. Bersani, questo piccolo uomo, che pensa di essere il capo di un partito del cambiamento e nello stesso tempo difende a spada tratta lo scandaloso rimborso elettorale, questo piccolo uomo che per venti anni ha convissuto con Berlusconi e improvvisamente tira fuori il conflitto di interessi e l’ineleggibilità per lo stesso, e invece di stringere per fare -  almeno per una volta - qualcosa di buono per l’Italia insieme al Pdl, va a fare le serenate a un Grillo che lo sta trattando da giullare, è arrivato al capolinea. Ha fatto harachiri da solo, si è bruciato con Napolitano e nel partito: questo è un uomo finito, un leader di provincia, persosi nei corridoi di Montecitorio.
Una speranza avrebbe potuto averla quando ha convocato le cosiddette parti sociali. In quell’incontro ha parlato anche con Don Ciotti. Se avesse avuto un po’ di senso pratico avrebbe potuto incontrarsi con Francesco, il Papa che non vuol chiamarsi Papa. Sicuramente Francesco, nella sua umiltà e tenerezza, avrebbe acconsentito ad incontrarlo e a dare i giusti consigli a questo piccolo uomo presuntuoso, che pensa di portare in tasca la verità, la giustizia e il cambiamento. Francesco gli avrebbe detto che la pecorella che vuole riportare all’ovile non è altro che una mucca impazzita, frutto di quella malapolitica di cui anche lui fa parte, e come…
A due passi da noi, nella stessa Roma, è arrivato un omo venuto dall’altro capo del mondo. Quest’uomo, Francesco, pur non essendo né politico, né economista, né cattedratico, ma solo pastore di anime, sta dando agli italiani e al mondo uno spiraglio di speranza e di conforto alle miserie umane, coraggio ai giovani e alle famiglie. Seguendo il suo esempio e le sue parole, forse tra le pieghe del discorso che rivolge a coloro che lo ascoltano, si possono trovare quelle soluzioni umane e terrene utili a che l’Italia possa rialzare la testa e tornare ad essere quella nazione che ha sempre primeggiato in tutti i continenti.
Basterebbe essere uomini di buona volontà e non avere la presunzione di essere i migliori. Mi auguro che stasera o domani il Presidente Napolitano, l’unico finora con il cervello a posto, trovi l’uomo che sappia far ragionare le due coalizioni contrapposte, e insieme tirino fuori l’Italia dal fango in cui ci siamo impantanati.