sabato 9 agosto 2014

Il Patronato ENASC in Bulgaria



Chi avrebbe mai potuto immaginare, soltanto otto anni fa, che un giorno anche in Bulgaria sarebbero arrivati i Patronati, a dare assistenza ai pensionati e a tutti quei cittadini italiani residenti all’estero che ne richiedano la consulenza? Vidi Pazardjik per la prima volta nel 2006 e, pur essendo stato amore a prima vista, sembrava una città appena bombardata. Amore a prima vista perché vi regnava una tranquilla quiete d’altri tempi che a Roma s’era dispersa ed era svanita negli anni caotici appena lasciati, e una città appena bombardata perché la povertà si respirava nell’aria, case malmesse, cadenti e abbandonate, capannoni industriali chiusi e in rovina, strade e vie somiglianti più a trazzere con buche emmenthal che spaccavano le gomme, aggrovigliamento di fili elettrici volanti che collegavano case e palazzi.
Oggi si potrebbe fare una mostra di Pazardjik sparita, perché dopo otto anni la città non si riconosce più, il suo aspetto e la sua veste sono in evoluzione continua con la ristrutturazione di vecchi edifici, la costruzione di nuovi, rifacimento di manti stradali e pedonalizzazione del centro storico, un parco bellissimo e capannoni industriali e commerciali, segnale forte di un risveglio economico che ha cambiato in meglio l’aspetto della città.
Non so quanti italiani abitassero in Bulgaria nel 2006, sicuramente molto pochi e quasi tutti commerciavano nei rami più svariati, dai mobili alle scarpe, dalle confetture alla frutta ai funghi agli animali, ma di pensionati non si sentiva ancora parlare e di patronati, giustamente, neanche l’odore. Chi avrebbero potuto assistere, una decina di attempati pionieri che avevano deciso di rischiare la vecchiaia lontani dai patrii lidi? Ma la storia cammina e i tempi corrono. Nell’arco di otto anni la Bulgaria è entrata nell’Unione Europea, si è modificata e modernizzata con il suo aiuto, l’Europa a sua volta è entrata in una crisi economica, dove l’Italia è coinvolta pesantemente e dalla quale non riesce a svincolarsi a causa delle menti ottuse dei nostri politici, le tasse divorano il magro salario dei lavoratori, le pastoie burocratiche incatenano aziende che chiudono o delocalizzano e in mezzo a questo inferno per i pensionati si è aperto un corridoio umanitario: hanno scoperto la Bulgaria.
La breccia è stata creata prima dai servizi della Rai e subito dopo da Mediaset con quello delle Iene. Gli anni precedenti erano stati un lento accrescersi di pensionati che, come me, con il passaparola o con qualche articolo sui giornali, avevano sentito anche loro che in Bulgaria si poteva vivere bene anche con una piccola pensione. Questi servizi, soprattutto quello delle Iene, hanno avuto, invece, un effetto bomba improvviso, così che è sembrata esplodere la febbre per la Bulgaria, con centinaia e centinaia di persone a chiedere le notizie più disparate su una Nazione così vicina e così sconosciuta.
Mi resi conto già allora che un Patronato avrebbe potuto dirimere e risolvere dubbi e domande che le persone ponevano e bisogni che sia i vecchi residenti che i potenziali nuovi avrebbero dovuto soddisfare. I potenziali nuovi arrivati sono adesso divenuti realtà e ancora continuano ad arrivarne, e finalmente anche il Patronato è diventato realtà, anzi più di uno. Sono contento, perché finalmente ognuno di noi, sia pensionato che lavoratore o commerciante, ha un indirizzo al quale rivolgersi per qualsiasi problema di natura assistenziale, previdenziale o assicurativa. Ma sono dispiaciuto al tempo stesso, perché questo significa anche che tante persone continuano a scappare dall’Italia per poter avere una vita migliore e più dignitosa, mentre sarebbe stato molto più giusto vivere in patria, tra la propria gente, circondati dall’affetto di figli, parenti e amici.

A prescindere da queste considerazioni personali, per chi avesse necessità di rivolgersi al Patronato Enasc, ecco come contattarlo:

e-mail: antonio.tutino@enasc.it - tel. 00359 899 020095

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