domenica 18 luglio 2010

La "caponatina" di nonna Peppina

Oggi ne avresti compiuti 102, che – pur se tanti – per me sarebbero stati sempre pochi. Invece te ne sei andata a 95 anni, nel 2003. Sembra ancora ieri, come se il tempo si fosse fermato a quel maledetto 3 aprile. Gli auguri e un grande bacio te li mando in cielo, cara mamma.
Dovessi vivere altri cento anni, non potrei mai dimenticare la “caponatina” siciliana che puntualmente ci preparavi ogni anno. Una parte la mangiavamo subito e l'altra la conservavi in barattoli di vetro per l'inverno. Questa tua ricetta vorrei farla conoscere agli amici del blog in tuo ricordo. Spero l'apprezzino e la gustino almeno quanto noi quando ti apprestavi a farcela.


Ho provato due anni fa, in Bulgaria, a rinverdire i ricordi e anche qui sono riuscito ad assaporare profumi e sapori della mia terra.
Quest'anno, anzi, ho voluto aggiungere anche i peperoni che mia madre non usava mettere e ho notato con piacere che è uscita fuori una caponata ancora più arricchita nel gusto. Per chi non la conosce e voglia gustare una delicatezza della cucina mediterranea, dò qui – a modo mio – i consigli per poterne cucinare una mezza grande pentola. 
Ho lavato e fatto a grossi cubetti 8 melanzane piccoline senza semi, ho sparso un po' di sale sopra per togliere l'amaro e dopo mezz'ora le ho lavate e asciugate, le ho soffritte nell'olio bollente e appoggiate su carta da cucina per asciugarle dell'olio.
La stessa cosa ho fatto con 5 peperoni che ho lavato e tagliato a grosse fette, soffritti e messi ad asciugare sulla carta.
Ho fatto un soffritto di tre cipolle e tre spicchi d'aglio e vi ho aggiunto 8 pomodori maturi sbucciati e tagliuzzati a piccoli pezzi. Il tutto per mezz'ora a fuoco basso. Alla fine vi ho aggiunto anche otto belle foglie di basilico coltivate nel vaso sul balcone.
Ho lavato e tagliuzzato con tutte le foglie una ventina di costine di sedano, che qui in Bulgaria è differente dal quello italiano. Le coste sono molto piccole ed è tutto verde, però il profumo e il gusto sono pari al nostro. Le ho messe a bollire in un pentolino con dell'acqua, dopo dieci minuti ho aggiunto una trentina di capperi passati prima sotto l'acqua e 3 etti di olive snocciolate e ho lasciato cuocere per mezz'ora. (Consiglio 2 etti di olive, io ne ho messi 3 perché mi piacciono molto).
Ho preso melanzane e peperoni e li ho buttati nel soffritto di cipolla e pomodoro, poi il pentolino con sedano capperi e olive, vi ho versato un buon mezzo bicchiere di aceto nel quale avevo sciolto 3 cucchiaini di zucchero, ho aggiunto il sale quanto basta e ho amalgamato il tutto. L'ho lasciato in cottura per un'altra mezz'oretta, girando ancora per amalgamare bene, e qui finisce l'opera. Per sapere se è cotta al punto giusto basta assaggiarne una cucchiaiata.
Per poterla gustare nella sua interezza bisogna mangiarla fredda. Si può mangiare come antipasto, come secondo o come vi pare. Io ne mangerei a sentirmi male, ma questo riguarda solo me.
Ah, dimenticavo di dirvi: la cucina è irriconoscibile, però ne valeva la pena. Per darvi un'idea di cosa è venuto fuori, accludo la foto della pentola incriminata. Forse la foto non le rende giustizia, perché non sono adatto a presentare i piatti, ma se l'assaggiate vi ricrederete. A me per un paio di giorni penso che basti.
P.S. - Penso che la farò assaggiare anche ad alcuni amici bulgari del palazzo, perché da quando ho fatto assaggiar loro il tiramisù e le lasagne fatte da Renata, ogni volta che ci incontriamo ricevo sorrisi a trentadue denti.

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