sabato 8 novembre 2014

Erasmus "Roed 3" sbarca a Pazardjik con l'IPSIA Galileo Galilei - Anton Giulio Bragaglia di Frosinone


Come negli anni passati, proseguono sempre più intensi gli scambi italo-bulgari tra le rispettive scuole. Quest’anno, nell’ambito dell’Erasmus “Roed 3”, sono arrivati a Pazardjik gli studenti dell’IPSIA Galileo Galilei – Anton Giulio Bragaglia di Frosinone. Lino Sacchetti, Luca Incocciati e Piergiorgio Cardarilli partecipano allo stage relativo all’Odontotecnica, mentre Davide Schettino e Daniele Marcoccio a quello di Elettronica. A Sofia, invece, ne sono stati accolti almeno altri 10.
E’ la mattina di ieri e su facebook ricevo un messaggio da Piergiorgio: “Ciao Antonio, domani andiamo via, vorremmo salutarti, va bene alle 15.30 al Dolce Vita?”. Ci ritroviamo così da Zani a bere qualcosa e scambiarci qualche impressione. Non so se sono impacciati per la timidezza dei loro 18 anni o perché hanno di fronte uno che potrebbe essere il loro nonno. L’ordinazione rompe un po’ la timidezza e ne approfitto per domandare:

“Dopo aver visto la Bulgaria per la prima volta, che giudizio ne date?”.
“ Per quel poco che abbiamo potuto vedere è una bella nazione. Dovevamo vedere Sofia oggi, ma qualcosa è andato storto nell’organizzazione dall’Italia, perché avremmo dovuto andare soli in treno senza un tutor, e allora abbiamo rinunciato. Eravamo andati a Plovdiv dove abbiamo visitato la Fiera, ma non abbiamo visto altro perché pioveva a dirotto”.

“Pazardjik vi è piaciuta? Cosa vi rimane impresso della città?”.
“Sì, Pazardjik è effettivamente una bella città, con strane contraddizioni. Di giorno è sempre un pullulare di gente, specialmente nella zona pedonale, ma appena chiudono i negozi la città resta quasi deserta. Poi ci sono molti zingari, ma qui lavorano e non disturbano, non chiedono l’elemosina e non sono invadenti come da noi. Ci sono anche locali di divertimento dove si può passare qualche serata, ma sono differenti dalle nostre discoteche o sale da ballo”:

“Questo stage è stato utile per voi? Ne traete un’esperienza positiva?”.
“E’ stato senz’altro positivo, anche perché abbiamo potuto vedere da vicino i differenti metodi di lavoro e i materiali usati. Secondo noi i nostri metodi e materiali sono migliori o forse noi abbiamo fatto l’abitudine ai nostri e lavoriamo meglio. Comunque la diversificazione arricchisce il nostro bagaglio. Il viaggio nel nuovo pensiamo ci abbia migliorato nel rendimento”.

“Cosa ne pensate delle ragazze bulgare? Come le trovate rispetto alle nostre in Italia?”.
“Pensiamo che sarebbe stato molto meglio se fossimo venuti a Pazardjik in estate… Sul come le troviamo, possiamo dire una cosa? Pensavamo fosse più facile, invece queste sono più difficili delle nostre, forse perché non conosciamo la lingua… E poi avevano sempre accanto dei marcantoni palestrati che, sinceramente, incutevano qualche timore…”.

I ragazzi hanno tante altre cose da sistemare, amici da salutare prima di partire alle 4 del mattino, per cui poco prima del commiato cerco le parole adatte ad incoraggiare questi giovani che dovrebbero essere il futuro dell’Italia. Sanno che attraversiamo un momento difficile, ma sono certo che abbiano capito che solo con il loro coraggio e la loro forza di volontà usciremo dal pantano in cui ci siamo cacciati. Li abbraccio uno per uno sapendo che forse non ci rivedremo più… nipoti acquisiti di un’Italia matrigna.


sabato 18 ottobre 2014

Lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi



Caro Matteo, scusami se mi rivolgo a te con la confidenza con la quale si potrebbe chiamare un figlio o un nipote, o un caro amico. Sei anche giovane e belloccio e ti sei accaparrato le simpatie dei giovani, dei coetanei e anche di noi grandi, intendendo per grandi dai cinquantenni ai vecchi come me. Tutto questo ti è stato possibile perché hai una faccia pulita e sei un affabulatore, altro che Berlusconi!  E poi c’è la storia della rottamazione… figurati! quella parola è stata musica per le nostre orecchie, specialmente pensando alle mummie che siedono in Parlamento da quarant’anni, per finire a quella imbalsamata del professor Monti prima e quella vivente di Letta che gli è successo nell’incarico. Dovevano salvare l’Italia e invece hanno continuato ad affossarla, e tu dietro che scalpitavi, facevi proclami, incontravi già quelli che sarebbero stati i tuoi futuri interlocutori europei, mentre tenevi il povero Letta sulla graticola dicendogli di stare sereno.
Dai!... diciamocelo pure… a quel poveraccio glie l’hai fatta un po’ sporchina… ancora deve riprendersi da quella coltellata alla schiena e sembra proprio sparito dalla circolazione, le male lingue dicono si sia ritirato in convento. Però avevi tutte le ragioni per incazzarti e protestare perché dietro di te c’era il consenso di un mare di gente disoccupata, sottoccupata e licenziata e oltre tutto nel tuo partito avevi fatto straik mettendo da parte tutti quei babbioni che teorizzano vecchi schemi e che ancora scalpitano sentendosi scavalcati. Sei arrivato al governo come una bomba d’acqua pronto a rovesciare tutto e ricucire lo stivale che ormai faceva acqua da tutte le parti. Tutto il popolo ti ha acclamato come novello Masaniello e anche il fatto che non ti abbia eletto nessuno è passato sotto il più assordante silenzio. Se Cesare ci porta al di là del Rubicone chi potrà mai accusarlo di aver rubato la barca? Avevi stravinto le primarie nel Pd e tanto bastava per capire che avresti vinto anche le improbabili elezioni politiche, come poi hanno dimostrato le europee.
Posso dirti confidenzialmente una cosa, caro Matteo? Sotto sotto, anche se non si vede, io sono un tuo sfegatato tifoso (non dico fan perché non so se si scrive con o senza esse finale). Perché penso che tu sia veramente un grande stratega… altro che Machiavelli con il suo Principe! Hai addormentato un intero popolo senza dargli neanche una goccia di sonnifero. Ricordi? Hai esordito con un programma che in sei mesi avrebbe sconvolto un sistema che va avanti dal regno d’Italia. Ti ricordi Fabio Massimo detto il Temporeggiatore? I suoi nemici dicevano che avesse come massima “Chi ha tempo non aspetti tempo”. Praticamente quello che promettevi di fare agli esordi, invece -giorno dopo giorno - siamo arrivati al programma dei mille giorni. Matte’, Matteoooooo…so’ troppiiii!!! te lo grido con tutto il fiato che mi rimane.
Fortunatamente ho pensato bene di tentare di migliorare le mie condizioni trasferendomi qui in Bulgaria, altrimenti sarei adesso dall’altra parte, in Italia intendo, a scrivere a qualcuno per sapere come fare per venire in Bulgaria perché in Italia non si resiste più. E’ crollato il mercato interno, è crollato il lavoro, tra poco ci troveremo le Alpi e gli Appennini al livello del mare, portati a valle dal dissesto idrogeologico, mentre le uniche cose aumentate sono tasse, clandestini (quelli che i giornali chiamano migranti), disoccupazione e debito pubblico, e tu, caro Matteo, stai ancora alle prese con Senato, legge elettorale, giustizia e P.A.? Non riesco più a capire se sei in buona o in mala fede, e per mala fede intendo che sei come tutti gli altri che ti hanno preceduto. Vuoi che ti mandi le migliaia di mail che mi scrive tanta gente disperata che non ce la fa più e che vuole scappare dall’Italia? Vuoi che l’Italia diventi terra di conquista di delinquenti, ladri, camorristi, clandestini, ubriachi e tossici, corrotti e corruttori? Se non ti sbrighi a tirar fuori il bastone con tutti, anche con i politici, amministratori, sindacati, manager, giudici, caste, burocrati, regioni e province e con tutto il marcio che ha invaso l’Italia, arriveremo presto all’anno zero
Lo sai perché, pur avendo fatto tanti proclami e pochissimi fatti, la gente ancora è attaccata e crede in te? Perché per gli italiani sei rimasto l’ultima speranza, pur in mezzo ai casini che anche tu stai combinando, la gente non sa più che cosa può avvenire… Sbrigati Matte’… mille giorni sono tanti… sono tre anni, durante i quali gli italiani potrebbero trovarsi non in serie B ma in quarta serie. Fai vedere, in Italia e in Europa, che è arrivato l’uomo nuovo e non i soliti palle mosce che la politica ci ha propinato fino adesso. E se raschi nella botte, cerca di trovare altri 80 euro che l’altra Italia, quella di Victor Hugo, ancora aspetta. Perché 80 euro per noi sono ancora tanti.


martedì 14 ottobre 2014

La Comunità Italiana in Bulgaria


Dopo la costituzione del Patronato Enasc per i residenti italiani in Bulgaria, un altro tassello sta per aggiungersi alla benemerita iniziativa. Domenica 12 ottobre u.s. si è riunita a Sofia una piccola schiera di italiani che operano o hanno residenza in terra bulgara, per discutere la costituzione di una Associazione che promuova iniziative intese a migliorare le condizioni di tutti gli italiani che si trovano in Bulgaria, siano essi pensionati, operatori economici o semplici impiegati e lavoratori.

Era naturale che questa riunione fosse il prologo per discutere i vari problemi connessi alla costituzione dell’Associazione, per cui – dopo un ampio e franco dibattito inerente tutti gli aspetti della costituenda Associazione – si è aggiornata la riunione al 23 novembre p.v., giorno nel quale dovrebbe avvenire la costituzione della Comunità Italiana in Bulgaria (così sembra, per il momento, doversi chiamare l’Associazione) e l’elezione delle cariche sociali.

Per la preparazione dell’evento è stato chiamato all’unanimità l’amico Claudio Antonio Chiffi, pensionato che risiede a Varna da 25 anni, grande conoscitore sia della cultura italiana che bulgara, che ha già provveduto a costituire su Facebook il Gruppo “Comunità Italiana in Bulgaria”, per il cui tramite comunicherà le informazioni e notizie alla quasi totalità degli italiani residenti (chi oggi non ha un computer?), e a lui dovremo noi tutti comunicare sia la nostra adesione personale o per delega come anche l’iscrizione all’Aire. L’iscrizione all’Aire, in questa prima fase, è necessaria per la nomina delle cariche sociali. Successivamente possono iscriversi ed aderire anche coloro che, pur operando in Bulgaria, non hanno l’iscrizione all’Aire.

Per accelerarne la ricerca pubblico qui di seguito il link del sito https://www.facebook.com/groups/855217427844453/?fref=ts, il numero di telefono dell’amico Claudio 0898 865187 per chi ne avesse bisogno, nonché l’e-mail per inviare la richiesta di accettazione nel Gruppo e le comunicazioni necessarie all’adesione claudioantoniochiffi@gmail.com.

Claudio Chiffi è anche incaricato di redigere lo Statuto Sociale, per cui è ben accetta ogni richiesta di partecipazione alla sua stesura, cercando noi tutti - nel lasso di tempo che intercorre fino al 23 novembre – di dare la massima diffusione all’iniziativa.

Patronato più Associazione: qualcosa che ci aiuterà a non sentirci abbandonati… E’ vero che, per un verso o per l’altro l’Italia ci è stata matrigna, ma la solidarietà tra noi potrebbe crearci dei benefici e delle sorprese che difficilmente le istituzioni potrebbero darci, anche se continueremo a chieder loro quel che sacrosantamente ci spetta, pur se lontani.

Arrivederci a domenica 23 novembre.


venerdì 19 settembre 2014

Un'estate a Pazardjik

Anche quest’anno sembra finita, sempre che non ci siano colpi di coda che allunghino l’agonia di una stagione, quella comunemente denominata estate, che non sappiamo più come chiamarla. Se sfogliamo qualche enciclopedia o andiamo su internet, leggeremo che il clima della Bulgaria è “continentale”. Una volta, probabilmente, doveva essere così. Ma da alcuni anni, e in particolare il 2014, abbiamo assistito – sia in Bulgaria che in quasi tutta l’Europa – a un cambiamento climatico preoccupante. Le piogge di una volta oggi sono diventati temporali, tempeste, bombe d’acqua, trombe d’aria, in un miscuglio di forze che al loro passaggio sconvolgono il territorio con un alto contributo anche in vite umane. Restiamo in attesa di cosa ci riserveranno ottobre e novembre, mesi che una volta ci portavano gradatamente ai freddi invernali.
I tre giorni di Plus Festival, tra piazza della Torta il giorno e il Parco Ostrova la sera, hanno chiuso le manifestazioni estive di intrattenimento e anche gli ultimi girovaghi curiosi si apprestano a rientrare in Italia. Quest’anno è stato un andirivieni continuo di connazionali che vogliono trasferirsi in Bulgaria. Difficile dire quanti sono partiti dall’Italia per abbinare il dilettevole e soprattutto l’utile, intendendo per utile la perlustrazione del territorio, la visita delle città, i posti più conformi alle proprie abitudini, le notizie e le informazioni per un cambiamento di vita meno traumatico possibile. Qui a Pazardjik ne sono approdati molti, cosa che per un verso o per l’altro, mi ha allontanato dalle vecchie occupazioni televisione e computer, tuffandomi – volente o nolente – in una vita dinamica dalla quale mi ero allontanato da tempo. Questo avrebbe dovuto farmi perdere qualcuno dei tanti chili in più accumulati nel tempo, ma il nostro costume primario è quello di risolvere e discutere i problemi con i piedi sotto il tavolo, per cui mi ritrovo ulteriormente appesantito, anche perché il minimo che si possa fare è far conoscere ai nuovi arrivati la cucina bulgara e i relativi prezzi. Bisogna peraltro dire che quasi tutti sono rimasti piacevolmente sorpresi per la cucina ma soprattutto per il conto finale. Prima che il tempo dia inizio alla stagione invernale ne arriveranno ancora altri, ma per quest’anno ormai l’affluenza va scemando.

Sono trascorsi ormai più di otto anni dal giorno in cui arrivai in questa città, che allora – sinceramente – lasciava molto a desiderare da tutti i punti di vista, ma che a me piacque subito perché immersa nel verde, tranquilla e quasi sonnolenta: era quello che cercavo e che mi riportò indietro agli anni sereni della gioventù. Oggi Pazardjik si è trasformata in una città con strutture e innovazioni che l’hanno resa moderna nell’aspetto esteriore, ma ancora tranquilla e vivibile nella realtà quotidiana. Molte volte ho parlato di sanità, sempre in modo positivo, dovendo doverosamente dire, però, che il riferimento è sempre stato soprattutto a Pazardjik, dove si possono fare delle analisi, delle visite o delle radiografie nella mattinata e avere le risposte nel pomeriggio, cosa che non può avvenire nelle grandi città, dove i tempi si allungano anche se non raggiungono mai quelli biblici dell’Italia.  Oggi siamo diventati una piccola comunità, sparsa anche nei dintorni della città, cosa impensabile per me quando sono arrivato qui. Ma il web e il tam tam dei servizi televisivi sulla Bulgaria è riuscito prima a incuriosire e poi a far esplodere l’interesse per questa Nazione che, a due passi dall’Italia, in piena Europa, ci dà la possibilità di vivere dignitosamente gli anni della nostra vecchiaia anche con una piccola pensione.














sabato 23 agosto 2014

A Pazardjik, in Bulgaria, tra cercatori d’oro, amori fasulli e viaggiatori senza valigie - 3


Scusi, la mia valigia?... Non sappiamo dove sia…
Cose dell’altro mondo… è l’esclamazione spontanea quando accade qualcosa di eccezionale. Macché altro mondo, queste sono cose che possono accadere solo in Italia e in Alitalia. Ieri, come ogni volta che arriva a Sofia, è venuto a trovarmi l’amico Vincenzo con la madre. Madre bulgara e padre siciliano, Vincenzo è un giovanotto di 25 anni cresciuto “vecchio stampo”, posato, educato, colto e alla ricerca di un’identità nella vita odierna, resa difficile dal vortice politico, economico e morale nel quale si trova avvolta l’Italia. Per la prima volta mi ha dato il piacere di poter parlare dal cellulare con il padre Giovanni a Palermo. Mai avrei potuto immaginare la gioia di questo signore, avvocato, che mi ascoltava per la prima volta ma che segue il mio blog da anni. Le sue parole mi hanno commosso e onorato e voglio ringraziarlo anche da questo blog. Sarebbero diverse, anzi, le persone che vengono a trovarmi e che vorrei ringraziare… Laura, Zenita, Umberto, Adalberto, Fabio, Maurizio, Carlo e tanti altri…, tant’è che talora cerco di scoprire se mi lascio dietro una scia di santità che non mi sento addosso. Forse è solo simpatia e feeling che nasce naturale e reciproco tra noi.
Tutto questo per dire che Vincenzo, venti giorni or sono, è salito sull’aereo in partenza per Sofia, con un bagaglio a mano e una valigia in stiva che, insieme ad altre centinaia di viaggiatori, sta ancora aspettando, se mai dovesse ritrovarla. Dico il falso o sono esagerato  se dico che queste situazioni possono succedere solo in Italia? E Vincenzo si ritiene fortunato perché gli è rimasto il bagaglio a mano. Pensate a una famiglia con bambini che va in vacanza e resta quasi nuda a migliaia di chilometri da casa… Incommentabile, e soprattutto vergognoso.

P.S. - Vincenzo, che non ha ancora letto questo post, salutandomi perché ripartiva per Palermo, mi ha comunicato che la valigia glie l'hanno consegnata a Sofia poco prima della partenza, in perfetto stato. Un'amica però la sta ancora aspettando.


venerdì 22 agosto 2014

A Pazardjik, in Bulgaria, tra cercatori d’oro, amori fasulli e viaggiatori senza valigie - 2

Fortunato in amore?
Chiamiamoli bidoni oppure bufale, ma la sostanza non cambia. Alla fine tutto potrebbe esplodere in una grassa risata, se non fossero coinvolti i sentimenti di persone che possono reagire malamente a certe delusioni. Angelo mi presenta l’amico. “Ciao, Fortunato”. “Ah… beato te!”. “In che senso?”.”Non è facile trovare un uomo fortunato”. “Spero tu non voglia affondare il dito nella piaga”. “Per carità!... cosa è successo?”. Siamo al Caffè “La Dolce Vita” e ci sediamo a sorseggiare qualcosa e socializzare con Fortunato, l’amico di Angelo arrivato il giorno prima. “Niente di irrecuperabile, ero venuto a fare una vacanza amorosa e mi ritrovo invece a fare il turista, circondato da vecchi amici”.
Ci ritroviamo la sera a cena a casa di Angelo e il discorso cade, ovviamente sulla vicenda. “Da due anni chatto, con l’uso del traduttore, naturalmente, con una signora bulgara, con la quale si è creato un rapporto amichevole e di simpatia. Scambiamo le notizie, le impressioni, anche i momenti negativi che fanno parte della vita. Ha cinquanta anni e mi dice che è un medico. Non è che mi sia creato illusioni particolari o mi sia ficcato in un amore o in una passione folli, è un normalissimo rapporto tra persone che vivono in due Paesi diversi, ma non ci sarebbe niente di male se venisse fuori qualcosa che ci potrebbe legare di più, anche perché sono solo e vorrei trasferirmi, appena risolte le pratiche burocratiche della mia pensione, in Bulgaria”.
Fortunato è un brav’uomo di 57 anni, ex camionista, che sta per andare in pensione, dopo molte vicissitudini, anche dolorose, che ha vissuto sulla propria pelle. Parla con voce piana e suadente, che non alza mai neanche in un contraddittorio. Conoscendolo a prima vista penso sia impossibile non andare d’accordo con lui, lo definirei un uomo mansueto anche se mi ha raccontato situazioni kafkiane nelle quali si è trovato e sta superando. “Sono partito avvisandola dell’ora e giorno in cui sarei arrivato. Mi ha sempre detto che abita dopo Varna. Ci siamo sentiti anche con messaggi telefonici. Poi, dal momento della mia partenza fino all’arrivo in Bulgaria ho trovato sia io che i miei amici il telefono staccato. Non so cosa pensare”. “Ci sono interessi di mezzo? Le hai mai mandato dei soldi?”. “Assolutamente no. Solo frasi e parole che si scambiano persone unite da una simpatia reciproca”. “Forse si era presentata a te sotto una veste che invece non era e adesso se ne vergogna e si è dileguata”. “Non so cosa pensare. La cosa positiva è che qui ho trovato veri amici che mi hanno accolto. Ho fatto qualche giorno di vacanza, ho conosciuto Pazardjik, e domattina parto”. “Parti ma tornerai non appena sistemate le tue cose…”. “Certamente, a ottobre penso di tornare a Pazardjik definitivamente… in quanto a una compagna, prima o poi arriverà quella giusta”.

Buon ritorno a casa, caro Fortunato, e arrivederci presto…

giovedì 21 agosto 2014

A Pazardjik, in Bulgaria, tra cercatori d’oro, amori fasulli e viaggiatori senza valigie - 1

Alla ricerca dell’oro bulgaro
Gira la strana diceria che la Bulgaria sia l’Eldorado d’Europa, in parte dovuta al fatto che sia la seconda nazione, dopo la Svezia, con consistenti giacimenti auriferi. Da queste notizie, forse, la storiella che segue. Circa 8 mesi or sono vengo contattato da un orafo siciliano,  S. M., che aveva avuto notizia da F. T., un pensionato italiano di Sofia assurto alla notorietà per le interviste nei servizi televisivi, che l’oro in Bulgaria, a prescindere dalla caratura, costasse attorno ai 9-11 euro al grammo. Arrivato a Sofia un emissario dell’orafo, la notizia si scioglie come neve al sole, perché il nostro pensionato si defila e l’emissario sospetta sia una bufala. Per tranquillità, e prima di far fare ritorno al dipendente, il commerciante mi contatta per avere notizie più confortanti da parte mia. Essendo completamente ignorante in materia, cerco di documentarmi presso negozi e compratori/venditori, con il risultato che la notizia era campata in aria. L’oro aveva una quotazione che si aggirava attorno ai 19-20 euro. Delusione e rabbia dell’amico orafo, che avrebbe tirato volentieri il collo al nostro pensionato-faccendiere mancato.
La settimana scorsa vengono a trovarmi due giovani fratelli che nulla hanno a che fare con i pensionati. Anche loro orafi che hanno appreso la notizia del basso costo dell’oro in Bulgaria. Dico loro che avrebbero potuto avvisarmi, ma mi rispondono che per privacy e delicatezza del problema non me ne hanno voluto parlare prima. Naturalmente questo commercio è perfettamente legale e alla luce del sole e non ha nulla da nascondere, se non la dabbenaggine e la credulità dei due. Anche loro hanno letto su internet che in Bulgaria l’oro si può comprare intorno ai 10 euro, addirittura in un sito si parlava di 7,80 euro. Fatta una rapida visita a un paio di Zalojni Kashti, banchi di pegno in Bulgaria, si sono resi conto che il negozio pagava l’oro in pegno a 15 euro al grammo e che sarebbe stato inutile protrarre la sosta in Bulgaria.

Peccato! poteva essere una bella vacanza, invece è finita con una sfacchinata di tre giorni di viaggio tra andata e ritorno e un migliaio di euro buttati al vento. Peccato per loro, ma penso di aver conosciuto dei bravi ragazzi…

sabato 9 agosto 2014

Il Patronato ENASC in Bulgaria



Chi avrebbe mai potuto immaginare, soltanto otto anni fa, che un giorno anche in Bulgaria sarebbero arrivati i Patronati, a dare assistenza ai pensionati e a tutti quei cittadini italiani residenti all’estero che ne richiedano la consulenza? Vidi Pazardjik per la prima volta nel 2006 e, pur essendo stato amore a prima vista, sembrava una città appena bombardata. Amore a prima vista perché vi regnava una tranquilla quiete d’altri tempi che a Roma s’era dispersa ed era svanita negli anni caotici appena lasciati, e una città appena bombardata perché la povertà si respirava nell’aria, case malmesse, cadenti e abbandonate, capannoni industriali chiusi e in rovina, strade e vie somiglianti più a trazzere con buche emmenthal che spaccavano le gomme, aggrovigliamento di fili elettrici volanti che collegavano case e palazzi.
Oggi si potrebbe fare una mostra di Pazardjik sparita, perché dopo otto anni la città non si riconosce più, il suo aspetto e la sua veste sono in evoluzione continua con la ristrutturazione di vecchi edifici, la costruzione di nuovi, rifacimento di manti stradali e pedonalizzazione del centro storico, un parco bellissimo e capannoni industriali e commerciali, segnale forte di un risveglio economico che ha cambiato in meglio l’aspetto della città.
Non so quanti italiani abitassero in Bulgaria nel 2006, sicuramente molto pochi e quasi tutti commerciavano nei rami più svariati, dai mobili alle scarpe, dalle confetture alla frutta ai funghi agli animali, ma di pensionati non si sentiva ancora parlare e di patronati, giustamente, neanche l’odore. Chi avrebbero potuto assistere, una decina di attempati pionieri che avevano deciso di rischiare la vecchiaia lontani dai patrii lidi? Ma la storia cammina e i tempi corrono. Nell’arco di otto anni la Bulgaria è entrata nell’Unione Europea, si è modificata e modernizzata con il suo aiuto, l’Europa a sua volta è entrata in una crisi economica, dove l’Italia è coinvolta pesantemente e dalla quale non riesce a svincolarsi a causa delle menti ottuse dei nostri politici, le tasse divorano il magro salario dei lavoratori, le pastoie burocratiche incatenano aziende che chiudono o delocalizzano e in mezzo a questo inferno per i pensionati si è aperto un corridoio umanitario: hanno scoperto la Bulgaria.
La breccia è stata creata prima dai servizi della Rai e subito dopo da Mediaset con quello delle Iene. Gli anni precedenti erano stati un lento accrescersi di pensionati che, come me, con il passaparola o con qualche articolo sui giornali, avevano sentito anche loro che in Bulgaria si poteva vivere bene anche con una piccola pensione. Questi servizi, soprattutto quello delle Iene, hanno avuto, invece, un effetto bomba improvviso, così che è sembrata esplodere la febbre per la Bulgaria, con centinaia e centinaia di persone a chiedere le notizie più disparate su una Nazione così vicina e così sconosciuta.
Mi resi conto già allora che un Patronato avrebbe potuto dirimere e risolvere dubbi e domande che le persone ponevano e bisogni che sia i vecchi residenti che i potenziali nuovi avrebbero dovuto soddisfare. I potenziali nuovi arrivati sono adesso divenuti realtà e ancora continuano ad arrivarne, e finalmente anche il Patronato è diventato realtà, anzi più di uno. Sono contento, perché finalmente ognuno di noi, sia pensionato che lavoratore o commerciante, ha un indirizzo al quale rivolgersi per qualsiasi problema di natura assistenziale, previdenziale o assicurativa. Ma sono dispiaciuto al tempo stesso, perché questo significa anche che tante persone continuano a scappare dall’Italia per poter avere una vita migliore e più dignitosa, mentre sarebbe stato molto più giusto vivere in patria, tra la propria gente, circondati dall’affetto di figli, parenti e amici.

A prescindere da queste considerazioni personali, per chi avesse necessità di rivolgersi al Patronato Enasc, ecco come contattarlo:

e-mail: antonio.tutino@enasc.it - tel. 00359 899 020095