giovedì 22 settembre 2022

ANNUNTIO VOBIS GAUDIUM MAGNUM

E' la famosa frase con la quale il protocardinale annuncia l'elezione del nuovo Papa.

La nostra gioia, oggi, non è riferita alla elezione del Papa, al quale auguro lunga vita, ma alle notizie che pervengono, a macchia di leopardo, dalle varie sedi Inps che già da giugno avevano iniziato a mandare le lettere di ritassazione delle nostre pensioni. Stanno arrivando, giorno dopo giorno, le lettere che ci comunicano che la lettera che ci avevano mandato era uno scherzo per testare le nostre valvole cardiache.

Infatti, con la seconda lettera, l'Inps comunica che ci riaccredita le somme che aveva prelevato in precedenza.

Questa è la notizia che sta arrivando a tutti i pensionati residenti in Bulgaria. Notizia indubbiamente meravigliosa, ma che dà adito anche a molti dubbi che dovremo dissipare al più presto. Infatti tutto questo sta avvenendo nel silenzio più assoluto da parte dell'Istituto che - bisogna ricordarlo - gestisce i nostri soldi ma non ne è il padrone.

Ognuno di noi pensionati adesso vorrebbe sapere: è una decisione definitiva? è una moratoria in attesa di ulteriori approfondimenti? vuol dire che abbiamo ragione noi pensionati? e se abbiamo ragione possono richiedere l'esenzione anche coloro cui è stata rifiutata? e, sempre se abbiamo ragione, perché non chiedere alla Agenzia delle Entrate gli anni arretrati che abbiamo chiesto ma sono stati negati a tutti?
Oggi tiriamo un sospiro di sollievo, ma continueremo a restare vigili perché la battaglia non è finita, anzi è appena iniziata. E finirà soltanto quando avremo la certezza che la decisione sia definitiva. Danni ne sono stati fatti tanti dacché da febbraio 2020 i pensionati italiani che volevano trasferirsi hanno cercato altri lidi e già parecchi di noi, in questo ristretto lasso di tempo, hanno fatto le valigie per la Grecia e l’Albania. Per non parlare dei danni economici arrecati a pensionati che hanno visto decurtate le pensioni del 50% e addirittura - vergognosa questa – del 100%.
Mi telefona un pensionato dicendomi che non ha ricevuto la pensione a settembre. Mi metto in contatto con Citi Bank che mi risponde che il profilo del pensionato è attivo ma la pensione non è arrivata. Scrivo all’Inps di appartenenza e mi danno questa risposta:
"""Buon pomeriggio, nel cedolino di settembre 2022 si evincono le voci "conguaglio irpef a debito per ricostituzione" e "trattenute irpef" che azzerano completamente la mensilità. Distinti saluti. U.O. Attività Successive al Primo Pagamento INPS di...""".
E’ successo anche questo, purtroppo, per cui cerchiamo di essere compatti, per favore, perché se dovesse verificarsi un altro casus belli, passeremo brutti momenti. Questi signori non guardano in faccia a nessuno.
Forse sto parlando troppo, ma queste cose è bene e giusto che si sappiano, perché dopo aver ciascuno di noi lavorato una vita intera, abbiamo diritto a un po’ di rispetto. E’ troppo?


martedì 23 agosto 2022

INFORMAZIONI PER I CONNAZIONALI PENSIONATI RESIDENTI IN BULGARIA

Il mio cellulare è bollente, cari colleghi pensionati, e le ferie del Patronato le sto trascorrendo anche tra una telefonata e l’altra. Questa non vuole essere una lamentela, anche perché – anche se le persone che dovrebbero darci delle risposte sono in ferie – io comunque sto preparando le linee da seguire non appena queste ferie saranno finite. Resta in ogni caso il vuoto di potere decisionale che accomuna Italia e Bulgaria. Sì… perché credo che tutto sia stato programmato scientificamente. Infatti, come negli oroscopi più cupi, c’è stata una congiunzione astrale che fatalmente ritarderà i nostri contatti con autorità bulgare e italiane per sede vacante, aggravata dal periodo estivo nel quale si pensa solo al mare, al sole e alla montagna.

L’Inps ha mandato e sta ancora mandando nei modi più diversi queste lettere, nelle quali ci chiede la cittadinanza bulgara per poter continuare a godere dell’esenzione dell’Irpef sulla pensione. Ma vorrei attirare la vostra attenzione su una cosa sulla quale generalmente non ci soffermiamo. Noi riceviamo le lettere dall’Inps e pensiamo che l’Inps sia l’autore del dramma che stiamo vivendo. Non è così, anzi…

L’Inps è soltanto un sostituto d’imposta, che versa le nostre quote Irpef all’Agenzia delle Entrate di Pescara. E’ quell’ente che per tutti questi anni, sbagliando, ci ha concesso questa esenzione. Infatti questa parte della Convenzione che ci riguarda è talmente astrusa, atipica e inconsueta, farcita di burocratese, da indurre nell’errore gli stessi che con il burocratese convivono quotidianamente. Nella Convenzione si parla di nazionalità ma adesso ci chiedono la cittadinanza… insomma, diciamo che è un bel casino all’italiana.

Il nostro vero avversario, il signor NO, subdolo e nascosto, è l’Agenzia delle Entrate di Pescara. Non potremo mai sapere cosa succede nelle ovattate stanze di queste istituzioni e di quanti vaffa si saranno mandati, fatto sta che solo l’Agenzia delle Entrate può aver costretto l’Inps a tornare sui propri passi. Vedremo poi quale altra sorpresa tirerà fuori l’AdE dal cappello a cilindro.

La nostra ambasciatrice, S.E. Giuseppina Zarra, nella lettera di risposta alla nostra, nella quale lamentavamo i modi surreali con i quali ci stavano togliendo l’esenzione dall’imposta, in data 5 luglio ci ha comunicato che aveva già contattato il MEF italiano e il MEF bulgaro per esaminare la questione ed eventualmente procedere alla revisione e all’aggiornamento della Convenzione, e che ha anche sollecitato questi incontri per risolvere la questione cittadinanza o nazionalità, anzi direi più che per risolvere per cancellare questa parola. Non abbiamo alcun dubbio sulle affermazioni della nostra ambasciatrice, e La ringrazio pubblicamente, ma i tempi che corrono rendono le acque chete e sonnolente, per cui invito tutti i pensionati a scrivere e-mail di protesta alla Agenzia delle Entrate di Pescara (dp.pescara@agenziaentrate.it) e alla nostra Ambasciata italiana a Sofia (segreteria.sofia@esteri.it) nell’intento di far arrivare la nostra protesta a Roma a coloro che lasciano le poltrone ma anche a quelli che le occuperanno. Tanti di noi non sono in grado di farlo perché l’età ci allontana dalla tecnologia, e allora cerchino anche qualche amico che possa aiutarli. Dobbiamo essere in tanti… forse non siamo tecnologici, ma abbiamo un cuore e un’anima e soprattutto abbiamo dato una vita intera al lavoro.

Colleghi pensionati, sono arrivate già tante adesioni al Comitato istituito per interloquire con le autorità bulgare, ma ne aspetto ancora tante, mandate la richiesta di adesione al Patronato (antonio.tutino@enasc.it oppure tutantonio@gmail.com) e vi manderemo il modulo di adesione. Ricordatevi che il Patronato è al servizio di TUTTI, iscritti e non iscritti, ed è gratuito. Solo facendo squadra potremo essere ascoltati per risolvere positivamente questa disgustosa ingiustizia. 

Un’ultima considerazione: questo problema non potrà essere risolto dall’oggi al domani, per cui prego ognuno di noi pensionati di aver pazienza e non aspettarsi che a ottobre possa già essere risolto. Ognuno è libero di ascoltare tutte le voci che girano sui social, ma non fatevi illudere da soluzioni immediate e miracaolosi espedienti. Il nostro obiettivo primario è quello di far intervenire i tecnici del settore per una provvisoria moratoria, in attesa che a livello politico possa poi essere aggiornata la Convenzione.



 

giovedì 28 luglio 2022

USCIAMO DALL'INCUBO MA INIZIA IL DRAMMA

Convenzione Italia-Repubblica POPOLARE di Bulgaria di 32 anni fa

Ecco cosa stiamo subendo... una Convenzione stipulata con uno Stato ex-comunista, ma che oggi fa parte a pieno titolo della Comunità Europea, perché è stata cancellata quella parola odiosa, POPOLARE.

Ma pur essendo trascorsi 32 anni e la Bulgaria è una nazione libera e democratica, i nostri burocrati - assecondati dai governanti - continuano ad applicare una regola che forse andava bene una volta, ma che oggi, in questa cosiddetta Comunità Europea, viene applicata sui cittadini italiani residenti in questa nazione, come una spada di Damocle, a differenza di quanto avviene nelle Convenzioni stipulate sia in Europa che nel mondo. Viviamo e siamo residenti a tutti gli effetti in Bulgaria e secondo la legge bulgara siamo anche residenti fiscali, ma mentre in tutte le altre nazioni possiamo decidere dove pagare le tasse, chi risiede in Bulgaria le tasse sulla pensione le paga in Italia. A quanto assomma nel bilancio dello Stato questo razzolamento che sta facendo su di noi? A 0,00000000000001. Forse basta appena per mandare mezzo carro armato in Ucraina, ma sta invece distruggendo tanti di noi che hanno anche preso impegni basandosi sulle loro entrate mensili. Ecco perché dall'incubo delle prime dicerie siamo adesso passati al dramma, che ci porteremo dietro per tanti anni.

Naturalmente questa cervellotica decisione sarà contestata a tutti i livelli e riusciremo alla fine, ne sono certo, a far cambiare questa normativa che pervicacemente vogliono imporci. Ma noi saremo testardi fino in fondo, e sono certo che alla fine avremo giustizia. In un proverbio siciliano la goccia dice alla pietra: dammi tempu ca ti perciu (dammi tempo che ti buco) e alla fine bucheremo questa Convenzione.

L'Inps, dietro ordine dell'Agenzia delle Entrate, sta facendo marcia indietro mandando a tutti i pensionati residenti in Bulgaria una lettera nella quale chiede il certificato di cittadinanza bulgara, altrimenti la pensione già esentata dalle imposte verrà ritassata. Così l'altro ieri, 26 luglio, anche a me è arrivata una raccomandata A/R dello stesso tenore, che pubblico, e siccome chiedono anche una risposta celere per e-mail, pubblico anche la risposta che ho mandato il giorno dopo.



Ecco la risposta:

Preg.mo dr. Piergentili,

con riferimento all'oggetto Esenzione fiscale sulle mie pensioni, posso solo rispondere che non ho alcun obbligo di dimostrare il possesso della cittadinanza bulgara, anche perché non mi è stato mai chiesto sin dalla domanda di esenzione. Solo adesso l'Istituto ha scoperto che questo sarebbe un requisito necessario per ottenere l'esenzione fiscale. Le cose più strane succedono sempre e solo in Italia. Invece di fare mea culpa per non essere stati in grado di interpretare una Convenzione, in effetti anomala, adesso chiedete ai pensionati residenti in Bulgaria la cittadinanza bulgara, quando sapete bene che forse il 2 per mille ha questa cittadinanza. E' talmente evidente questa anomalia che l'Inps ha ritenuto, per tanti anni, di dover concedere l'esenzione dall'imposta, come è d'uso in tutte le altre nazioni europee.

Niente di personale nei suoi confronti, dr. Piergentili. Lei si è attenuto alle disposizioni che le hanno dato. Potrei risponderle che ho la cittadinanza bulgara perché come cittadino europeo appartengo anche a questa nazione, quindi essere cittadino bulgaro di nazionalità italiana. Ma anche qui farei un buco nell'acqua perché in questa stramaledetta Convenzione non esiste la parola cittadinanza ma nazionalità. Provi ad aprire la Convenzione lei personalmente, così si renderà conto di trovarsi in una situazione kafkiana... la Convenzione parla di nazionalità e l'Inps ci chiede la cittadinanza. Non le sembra assurdo? Ma lei non ne ha colpa e anzi ha il merito di dover leggere queste mie sconsiderate elucubrazioni.

Potrei dire di essere cittadino bulgaro perché vivo in questa terra da più di sedici anni e sono stato il primo o secondo pensionato a emigrare in Bulgaria. Sì, dottor Piergentili, sono emigrato come i tanti che oggi approdano sui barconi, ma io ho dovuto mettermi in regola in tutto altrimenti in Bulgaria non potevo risiederci. E se sono venuto a vivere in Bulgaria, seguito poi da tanti altri, non è stato per il piacere di viaggiare, ma per poter vivere una vecchiaia più dignitosa e serena, con un costo altissimo: lontano dai figli, dai nipoti, da mio fratello e da tutti i parenti. Ma per sopravvivere si fanno anche questi sacrifici.

Dopo sette anni arriva anche a me la notizia che i residenti all'estero possono chiedere di pagare le imposte nella nazione ospitante, se sono inferiori a quelle italiane. E qui, invece, avevamo la fortuna di non pagarle, perché i pensionati sono esentati dalle tasse. E quelle imposte non pagate ci hanno fatto tanto comodo, dottor Piergentili. Pensi che qualche volta sono riuscito a fare dei regali ai nipoti e ho aiutato economicamente i figli che non navigavano nell'oro. Sono riuscito anche a togliermi qualche piccolo sfizio, ho fatto male forse? Oggi dico a me stesso: meno male che l'ho fatto altrimenti mi sarei ritrovato solo con un pugno di mosche.

Abbia pazienza, dottor Piergentili, ho finito. Mi sono rimaste le ultime considerazioni. In un'Italia che butta ai porci miliardi di euro, alcuni pedanti e scrupolosi burocrati si sono accorti che, anche se è assurda questa regola solo per la Bulgaria, bisogna ritornare a tassare questi fannulloni che portano le loro pensioni all'estero dopo aver sgobbato tutta una vita in Italia.

Italia amara per noi, purtroppo. Tante volte ho giurato che ci sarei tornato a piedi in Italia, se avessi potuto vivere come ho vissuto questi anni in Bulgaria, in serenità e con decoro. Ma oggi è ancora più difficile un ritorno. Tra l'altro oggi in Italia è impossibile morire perché addossi ai parenti un debito decennale. Quindi continuo a restare in Bulgaria finché il Padreterno me ne dà la possibilità e quando verrà il mio turno sarò almeno in grado di lasciare il dovuto per un funerale. Voi continuate a rastrellare sui poveri cristi, ma un giudizio verrà per tutti.

La ringrazio per la pazienza, dottor Piergentili. Ritassatemi pure quella misera pensione, perché pur essendo cittadino europeo e bulgaro, sono sempre fiero di essere nato nel Paese più bello del mondo. E che quei 300 euro tolti alla mia pensione, vadano pure in tasca a qualche altro fruitore del reddito di cittadinanza. Poveri noi, povera Italia.

Pazardjik, 26 luglio 2022, ore 22.25





domenica 30 gennaio 2022

LA STRANA COPPIA

Lettera al rieletto Presidente della Repubblica Sergio Mattarella



Mi permetta per prima cosa farle gli auguri, caro Presidente. Per la seconda volta in Italia è successo il miracolo di far risuscitare un Presidente che si apprestava a tornare alla vita di qualsiasi normale cittadino, a fare il nonno forse, a curare le piante se ne ha la passione, ad alzarsi la mattina tardi se ne ha voglia e magari bighellonare per casa come tanti di noi persone anziane.

Sono veramente contento, signor Presidente. Mi sento onorato di avere un conterraneo di tanto alto “profilo”, come si usa dire nel mondo politico; anzi il profilo più alto di tutti, perché mille e più grandi elettori non sono stati capaci di trovarne uno uguale. E poi abbiamo la stessa età, ma non mi permetterei mai paragonarmi a lei, signor Presidente, perché lei si è caricato un fardello ben più pesante del mio. Il tapino sono io che con un incarico di Patronato, pur facendo il mio lavoro per passione e per ammazzare il tempo, alla bella età di ottanta anni, spesso ho bisogno di riparazioni, come succede alle auto vecchie che spesso si bloccano e sto pensando di mettermi da parte per far largo a qualche persona più giovane.

Lei, invece, è costretto – suo malgrado, penso – a continuare a gestire una banda di incapaci che dopo una settimana ancora non trovavano un profilo abbastanza alto e, come nel gioco dell’oca, sono tornati alla casella di partenza. La sua rielezione mi ricorda quella di Oscar Luigi Scalfaro nel 1992, quando – dopo quindici scrutini - al sedicesimo, finalmente, dissero che era stato eletto un “galantuomo” (così lo appellarono allora). E allora ho pensato quanto stavamo messi male se tra più di mille grandi elettori, solo alla sedicesima chiama era stato trovato un galantuomo. Adesso è accaduto lo stesso episodio… dopo sette scrutini, dove si sono viste le proposte e i veti più demenziali, i buoi sono tornati nel recinto, pregando il padrone che andava in pensione di rimandare il meritato riposo. Lei, signor Presidente, è la persona dal profilo più alto di tutti, questo è vero e ne sono convinto.

Sapendo come i buoi fossero inquieti, aveva pensato bene di assumere quello stalliere che li ha tenuti mansueti fino adesso. Lei con quella assunzione ha fatto un capolavoro. Ricordo un film commedia degli anni sessanta intitolato “La strana coppia”, con Walter Matthau e Jack Lemmon, due amici antitetici, costretti a convivere sotto lo stesso tetto. La differenza sta nel fatto che quella era una commedia, mentre noi stiamo vivendo un tragico dramma e siamo fortunati ad avere questa strana coppia alla guida di un’Italia che – nonostante quello che dicono i buoi – sta andando a rotoli e solo uno stalliere come Draghi può rimettere in ordine questo sconquasso.

Tra pandemia e Speranza, debito pubblico, energia elettrica e gas alle stelle, disoccupazione galoppante e soldi, tanti soldi, che dovrebbero arrivare dall’Europa per il piano nazionale di ripresa e resilienza, se non ci foste voi due al comando, questi spiaggiati della politica sarebbero capaci di disperdere l’unica vera grande occasione, forse l’ultima, che abbiamo per fare quello che non si è fatto in quarant’anni.

I malevoli dicono anche che questo Parlamento ha lasciato tutto come prima, per essere sicuro che tanti suoi rappresentanti maturassero i 4 anni 6 mesi e 1 giorno e acquisire il diritto alla pensione di parlamentare, mentre milioni di poveri cristi dopo 40 anni di lavoro ancora devono subire. Ma io non credo che il motivo sia questo, non posso credere che un eletto dal popolo italiano, possa pensare prima di tutto alla sua tasca e poi al bene comune. Sarà certamente una calunnia.

Devo ringraziarla anche perché mi ha risparmiato lavoro e denaro. Infatti ero già pronto a sostituire la sua foto appesa al muro che guarda la mia scrivania. Quando è stato eletto avevo provato a chiederla alla nostra ambasciata a Sofia, ma mi hanno risposto che non ne avevano. Quindi ho dovuto scaricarla da internet e farla poi sviluppare su carta. Mi perdoni, signor Presidente, dimenticavo di dirle che sto scrivendo da Pazardjik, una graziosa città bulgara di provincia, dove ho dovuto emigrare da pensionato, primo di tanti altri, per poter trascorrere una vecchiaia decorosa e serena, ma con l'Italia sempre nel cuore.

Un consiglio, però, mi permetto di darglielo, signor Presidente. Adesso che è ritornato al Quirinale, ci stia per il tempo strettamente necessario, vale a dire fino alla scadenza della prossima legislatura, poi chiami il direttore dell’orchestra parlamentare e trovi il modo di farsi sostituire da lui. Lei potrà finalmente riposarsi e tornare tra le persone normali e lui continuerà, con la sua bacchetta, a dirigere il coro bovino. Solo così potremo un giorno sentir cantare 

Fratelli d’Italia, l’Italia s’è desta...

mercoledì 2 giugno 2021

COSE BULGARE...



Oggi voglio raccontare e testimoniare qualcosa che mi ha sbalordito, dopo ben 15 anni di residenza in Bulgaria. Sì… perché questa Nazione non finisci mai di scoprirla, sia in negativo che in positivo.

Sono arrivato in Bulgaria nel 2006 e dopo 5 anni, nel 2011, ho dovuto rinnovare la mia patente italiana convertendola in quella bulgara.

La prima sorpresa, allora, è arrivata quando sono andato a ritirarla, perché portava la scadenza nel 2021. A 70 anni rinnovare la patente e avere la validità di 10 anni mi è sembrata una cosa bellissima. Ma gli anni passano e siamo arrivati al 2021, per cui il 7 maggio sono andato per chiedere il rinnovo alla Motorizzazione. Tutti con mascherina, in fila e distanziati, ma dopo un’ora ero già fuori.

Il mio cruccio questa volta era: per quanti anni me la rinnoveranno? Avevo chiesto in giro ma nessuno mi aveva saputo dare una risposta e mi sono vergognato a chiederlo all’impiegata che ha fatto la mia pratica. A 80 anni non posso aspettarmi lo stesso trattamento della prima volta, speriamo me la rinnovino almeno per cinque anni.

Ieri pomeriggio 1° giugno sono andato a ritirarla. Il mio pensiero fisso era la scadenza. Dopo 10 minuti, finita la registrazione al computer della mia nuova patente, eccola finalmente nelle mie mani!

Ho messo le dita sulla scadenza e poco alla volta, come sfilassi una carta al poker, ho cominciato a spostare il dito: dal 2021 al 2 0 3 1. No!!! Non potevo crederci… Altri 10 anni! Cioè, posso tranquillamente guidare fino a 90 anni… Poi penso: speriamo di arrivarci! La patente, in ogni caso, ci arriverà.

E allora, per forza devo fare il paragone: ma se dovessi rinnovarla in Italia per quanti anni me la rinnoverebbero? Per dieci assolutamente no.

Dimenticavo la notizia ancora più importante: il costo. Che lo crediate o no, ho dovuto sborsare l’esosa cifra di 2 lev, più 15 spesi in precedenza per il certificato medico. 17 lev in tutto. Sì, proprio così… euro 8,50 per rinnovare la patente per altri 10 anni...

Mi sento italiano dai capelli al dito mignolo del piede, ma mi sento di gridare al mondo:

BULGARIA, TI AMOOOOOoooooo!!!

martedì 11 maggio 2021

RESILIENZA: Chi era costei?



Nella vita non si finisce mai di imparare, diceva mio nonno. E’ vero, e il primo che riconosce la propria ignoranza sono io. A motivo della mia professione, 32 anni come linotypista e 7 da fotocompositore, ho battuto a macchina - per essere stampati - migliaia di libri e di articoli di scrittori studiosi e giornalisti che trattavano gli argomenti più svariati. Ebbene, in tutti quegli anni non mi sono mai imbattuto nella parola magica che oggi va per la maggiore: RESILIENZA. Ricordo che la prima volta l’ho sentita pronunciare da un politico e mi sono dovuto ricredere sul nostro parlamento che avevo giudicato fino a quel momento il più ignorante della nostra storia repubblicana. Azzo!!, mi son detto, qui si disquisisce ad alti livelli!

Con la mia curiosa ignoranza, alla fine, sono andato su internet e finalmente anch’io, dopo una vita, ho capito il significato della parola. Ma non lo dico, perché voglio che anche chi mi legge, vada su internet e sui tanti dizionari a disposizione, per comprenderne il significato. Perché se oggi in mezzo a un discorso o un dibattito, che sia tra amici o in tv o sui giornali, non ci butti dentro una resilienza, allora sei proprio un ignorante anche un po’ cafone. Il parlamento e il governo ne hanno fatto addirittura un impegno proiettato nel futuro, creando un PNRR. Ecché vor di’?, direbbe Montesano. Il PNRR è il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Hai capito? La resilienza l’hanno elevata a legge dello Stato. Una volta si gridava W la Resistenza. Oggi si grida W la Resilienza!

Ho voluto fare questo preambolo per rendere leggero l’argomento, ma di leggero in verità c’è poco, perché mi accorgo sempre più che ogni giorno continuano a prenderci per i fondelli con queste parole pompose e incomprensibili al novanta per cento degli italiani, perché se non capisci stai zitto per non far vedere agli altri la tua ignoranza. Ma quanti sono gli italiani che sanno cosa vuol dire resilienza? Questa parola esiste da tempo immemorabile, ma è stata usata finora solo da studiosi addetti ai lavori, il 97 per cento della gente comune non l’ha mai sentita, ma adesso è fico pronunciarla e fa tendenza. Di positivo c’è solo una cosa: è una parola italiana.

Perché di più grave, a mio giudizio, sono tutte quelle parole inglesi che sono entrate nell’uso comune dopo questo maledetto virus: si inizia con il lockdown, poi smart working, recovery fund, clic day, triage, hub, baby sitting, influencer, ecc. pronunciati bene o male ma buttati lì. Fin qui potremmo dire che è anche un bene perché impariamo l’inglese o il francese, sempre dopo essere andati su internet a vedere il significato di una parola, che per gli anglofoni poi vuol dire tante altre cose. Ma noi abbiamo la lingua più ricca, più bella e più dolce del mondo e andiamo a scavare nei pozzetti degli altri? L’unico termine inglese che posso approvare è fatto di tre parole: Made in Italy. Questo è comprensibile a noi e a tutto il mondo perché tutto il mondo invidia l’Italia, iniziando dalla lingua alla cultura, all’arte, all’artigianato, alla moda, alla enogastronomia, alla Ferrari e mi fermo qui. Ecco, tutto questo è Made in Italy e mi va bene.

I termini inglesi che oggi ti rendono colto agli occhi degli altri sono tanti, purtroppo, ma l’ultimo che ho citato proprio non mi va giù: influencer. E’ un mondo che nasce sui social, popolato generalmente da giovani e giovanissimi, che hanno al centro un furbacchione o una furbacchiona che si arricchiscono alle spalle di coglioncini chiamati anche loro col termine inglese follower, che li seguono a occhi chiusi, che non riescono a ragionare con il proprio cervello e si fanno guidare da quello dell’influencer. E d’altronde non dò colpa a questi ultimi ma a chi li segue. Sempre mio nonno, buonanima, diceva che ci sono i furbi perché esistono gli stupidi.

Oggi non sono molto ottimista e mi domando: Italia, Italia mia, dove cavolo stai andando?

giovedì 31 dicembre 2020

COVID-19, VACCINI E PRIMATI ITALIANI

 Il tempo e l’età non mi consentono più di postare i tantissimi articoli che nel tempo hanno arricchito questo blog, tuttavia con questo articolo nel 2020 sono arrivato a 4, e tutti – guarda caso – trattano lo stesso argomento, il Covid-19. Questo mostro velenoso ha dato in pasto ai giornali e alle televisioni almeno il 60% delle loro pagine e palinsesti, e anch’io non sono da meno con il mio 100%. Ci sarebbe da parlare anche della Bulgaria, ma mi perdonino i bulgari, il mio cuore batte preoccupato soprattutto per l’Italia, perché lì ho lasciato gli affetti più cari.

Il mio, comunque, vuol essere un discorso a latere, per ricordare quanto eccelliamo, come popolo, sopra ogni altro. Nella enogastronomia, nella cultura, nell’arte, nelle bellezze naturali, e queste son poca cosa, perché il Covid ha dimostrato ancora una volta, che siamo primi senza ex aequo in Europa e quasi quasi nel mondo, almeno percentualmente. 

PRIMI in Europa ad importare il Covid-19, ma additati come esempio in tutta Europa; tutti parlavano dell’efficienza e della bontà del sistema Italia. 

Con 74.000 morti che continueranno ad aumentare, in Europa non può batterci nessuno. PRIMI

Con 209 miliardi di euro siamo i più premiati dall’Unione Europea. Una cifra così non l’avevamo mai sognata, ma il guaio sarà come spenderla. Forse ci aiuteranno 300 consulenti più ministri vari. PRIMI

Diventeremo PRIMI anche per come li avremo spesi male, ma questo dovrà ancora avvenire, anche se sarei felice di sbagliare la previsione. 

A comprare mascherine, guanti, siringhe, tamponi, ventilatori e via dicendo siamo stati ovunque quelli che li abbiamo comprati più cari in Europa. PRIMI. 

Abbiamo una task force che tutto il mondo ci invidia: il governo si è circondato di qualche migliaio di manager, virologi, consulenti con i quali dovremmo sconfiggere il virus e superare brillantemente il disastro economico che ci sta davanti. Persino Trump ne è rimasto colpito. PRIMI

Abbiamo parecchi commissari, ma uno li supera tutti. Per i compiti che gli hanno assegnato dovrebbe essere un alieno, ma i comuni cittadini lo chiamano Arcuri. Io penso veramente che possa essere un alieno, avrete più di una volta sentito la sua voce: metallica e robotica come si sente nei film di fantascienza, fateci caso anche voi. Anche il suo atteggiamento lo dimostra, in supponenza e tracotanza, quello che fa lui è inappellabile e sono cazzi se lo contesti. Penso sia un baluardo inamovibile per condurci fuori dalla pandemia, suppongo abbia già fatto questo in altri mondi. PRIMI

E poi siamo i PRIMISSIMI nei DPCM. Dovevo aspettare 80 anni per sentire per la prima volta questo acronimo (Decreto Presidente Consiglio Ministri). Con me nessun italiano li aveva sentiti prima. Mi ricordano gli anni del militare. Inizialmente ho pensato fossero le famose SRCM, anche esso un acronimo (Società Romana Costruzioni Meccaniche). Le SRCM erano bombe antiuomo e ho subito pensato che con quelle il Presidente Conte volesse bombardare il Covid, anche perché aveva parlato di una vera potenza di fuoco, ma evidentemente avevo capito male. 

PRIMI, sempre parlando di Conte, ad avere un Presidente del Consiglio eletto da NESSUNO, ma questo sarebbe passato in sott’ordine se avesse fatto le cose per benino, come suol dirsi. Quello che sta succedendo certamente non è cosa da poco, peggio di una guerrissima, e questo lo abbiamo capito tutti e si capisce anche che qualsiasi governo possa fare degli errori di valutazione, ma persistere negli errori e far poi pagare pegno ai cittadini è diabolico o da inetti. 

Questo avvocato professore, facendo da tramite e sensale tra due partiti che si odiano e con lo stato d’emergenza che avremo per chissà quanto tempo, sta provando ad arrogarsi un potere che nessun altro Presidente del Consiglio ha mai avuto, è diventato oltre che padrone della Rai, anche un uomo di spettacolo, quello che con un inglesismo si potrebbe definire uno showmen, ha fatto più spettacoli lui che Antonella Clerici. I sondaggi dicono che piace molto alle teenagers, probabilmente perché racconta molte favole. 

Solo un altro arrogante come lui potrebbe scalzarlo da Palazzo Chigi, ma questa è una favola che ancora non si sa come finirà. Una volta Stai sereno di renziana memoria e un’altra Ciao, sempre metodo renziano ricicciato. 

Potremmo pensare che essendo arrivati i vaccini tutto si risolverà presto. No sarà affatto così. Intanto devono arrivare e poi dovrebbero vaccinarci quei medici e infermiere che il governo sta cercando disperatamente, attraverso bandi emessi all’ultimo momento. Perché Arcuri non può pensare alla pandemia e ad altre mille cose, è solo un terralieno. Poi anche alcune centinaia di operatori sanitari hanno dichiarato che loro non si vaccineranno, e allora a me, piccolo ignorante uomo della strada, nasce un interrogativo e un dubbio: perché non vogliono vaccinarsi? Dovrebbero essere i primi perché in prima linea, per cui, dubbioso, penso debba esserci qualcosa di oscuro in questi vaccini. 

Certamente sono state bravissime le case farmaceutiche a sfornare tutti questi vaccini in circa 8 mesi quando generalmente servono anni per testarli. La quasi totalità del mondo scientifico, insieme ai governi, si sta sgolando per convincerci a farlo volontariamente (ma finirà per essere di fatto obbligatorio), ma questo stesso mondo scientifico è quello che per mesi e mesi ci ha detto tutto e il contrario di tutto. Chi mi dice che questa volta mi dicano la cosa giusta? Questo potrebbe pensare qualsiasi povero uomo della strada, anche ignorante in materia. Da come stanno andando le cose, mi sembra si debba seguire il pensiero unico: vaccinarsi, e chi non si vaccinerà sarà bandito dal consorzio umano. Democrazia moderna. 

Io, sinceramente, penso sia utile vaccinarsi anche se, in tutta la mia vita ho fatto solo a 5 anni quello contro il vaiolo. Poi mai più nessun vaccino e soprattutto nessuna influenza mai. Dovrei farlo adesso a 80 anni quando penso che evidentemente il mio organismo ha gli anticorpi naturali? Ma pur non facendolo, vedendo i danni mortali che sta provocando questo virus, dico a ognuno che incontro che bisogna farlo. Non sono un no-vax. Quanto a me, mi affido a Dio e al destino. 

Non parlo dei RISTORI perché questo governo non ha saputo neanche trovare la parola adatta, forse troppo intento a buttarci in faccia quelle parole inglesi che la maggior parte della gente non capisce ma che servono a intorbidare le acque. La lingua italiana dovete usare, per primi voi politici e governo. La lingua italiana è la più ricca di tutte e la più bella. In questo siamo primi ma non la usate. Il dizionario Treccani definisce la parola ristori: compenso, risarcimento. Quello che il governo ha dato non è né compenso né risarcimento, quello si chiama elemosina, che sarebbe già benefica se fosse volontaria ma questa è una elemosina imposta, ed è vergognosa. 

Ricordate 9 mesi fa quando si diceva Andrà tutto bene? Già allora mi ero permesso di aggiungere “per chi sopravviverà”. Tanti se ne sono andati e tanti altri ancora se ne andranno, abbiamo solo bilanci parziali, ma alla fine saranno tragici. E come al solito ci saranno le solite forbici: il ricco sempre più ricco e il povero sempre più povero. Ai balconi non si affacciano più famiglie a cantare e agitare le bandiere. 

Ce ne sarebbero tante altre considerazioni da fare, a cominciare da cash back e lockdown, ma mi fermo per carità di patria. Perdonate il mio sfogo. Qualcuno lo capirà, altri no; ma oggi mi sono liberato di un rospo che portavo dentro da tempo. 

E’ doveroso ringraziare per abnegazione e senso del dovere, tutto il corpo sanitario che ha avuto centinaia di vittime e le Forze Armate che stanno organizzando logisticamente le prossime vaccinazioni. 

Auguro a ogni italiano tutto il bene possibile per questo 2021 che arriva, sperando che scacci al più presto questo maledetto mostro che ci sta cambiando anche negli affetti. L’abbraccio e la stretta di mano sono diventate un pericolo mortale. Lo stesso augurio faccio ai bulgari, che probabilmente hanno anche più ragioni di noi per essere incacchiati. 

Benvenuto 2021 e Buon Anno a tutti!! 





giovedì 16 aprile 2020

COVID-19. FINE PRIMO TEMPO



Non scrivevo da quasi un anno e improvvisamente mi ritrovo a pubblicare un post a settimana, non so se è il risveglio dell’orso o il canto del cigno. Alla mia età propendo più per la seconda ipotesi. Anch’io, evidentemente, sto trovando il tempo per dedicarmi all’impegno preferito. Se continua così noi pensionati potremo contarci a vista d’occhio. In Bulgaria, fortunatamente, ancora si resiste, ma in Italia sta scomparendo la storia del secolo passato, perché la storia la fanno i vecchi. 

Ci dicono che sta per esaurirsi la fase 1 e si pensa già alla fase 2. Tanto ormai siamo diventati numeri, 1 2 poi verrà 3 e tra non molto ci accorgeremo che con la fase 4 forse avremo finito anche i nostri giorni. 

Molti penseranno ch’io sia ostinatamente pessimista; non è così perché sono un ottimista incallito, in special modo da quando soggiorno a Pazardjik, una città ancora lontana dalla tempesta epocale che sta affliggendo l’umanità. Ma questo non mi impedisce di guardare fuori dalla nostra fortunata oasi e vedere l’Italia e mezza Europa che cade a pezzi. Ci assicurano che tutto andrà bene, basta restare a casa. Intanto gli italiani hanno finito di cantare ai balconi l’inno nazionale o Vincerò o Azzurro e stanno iniziando a contare quanto rimane loro in tasca. Penso che quei canti resteranno un lontano ricordo. Da contare ci sono solo i nostri vecchi – e anche kolti giovani, purtroppo - che se ne sono andati, e sono tanti.


SI PASSA ALLA FASE 2 

Ci dicono che ai primi di maggio, gradatamente per settori, passeremo alla fase 2, quella cioè della ripresa del lavoro, del commercio, dell’artigianato, del turismo e dell’industria. L’agricoltura, anche zoppa, ha continuato a lavorare, per nostra fortuna, per farci mangiare. Tra la fase 1 e la fase 2, ci dovrebbe essere la fase 1 e mezzo che sarebbero gli aiuti che lo Stato ha profumatamente elargito ai cittadini che hanno avuto la fortuna di ricevere la cassa integrazione o i 600 euro; se poi rimangono alcuni milioni di altri disgraziati che non riceveranno nulla, pazienza… nella statistica finale anche loro faranno parte di quelli che hanno ricevuto mezzo pollo. 

Con l’inizio della fase 2 bisognerà far fronte al pagamento della luce, del gas, dell’acqua, all’affitto e agli altri mille balzelli e tasse che non sono stati condonati ma soltanto rimandati di uno o due mesi. Per cui, cari cittadini, iniziate a rimboccarvi le maniche perché l’Italia che produce sta per mettersi in moto, con la speranza che il posto di lavoro sia sempre aperto. Ma che dici, nessuno può essere licenziato, ma se il negozio è chiuso sarai un lavoratore a vuoto, perché nessuno ti potrà pagare lo stipendio. Ma io sono certo che questa Italia, tra mille impicci e mille casini, in qualche modo continuerà a sopravvivere, anche perché abbiamo alle spalle uno Stato-padre e un’Europa-madre che sicuramente non lasceranno che i loro figli sprofondino in un baratro senza fine. Chiamatemi pure Cassandra, ma posso assicurarvi che ne usciremo tutti con le ossa rotte e che avremo tanti anni difficili da mandar giù (come vedete, sono ottimista pure sugli anni che mi restano). L’unica consolazione sarà che chi adesso è ricco, domani sarà ancora più ricco e che i soliti furbetti, su questa disgrazia, avranno costruito le loro fortune. Ve lo posso assicurare con una firma anche su una cambiale. Vogliamo parlare degli aiuti alle imprese? Scusate, non aiuti, prestiti. Lasciamo perdere, per carità di patria. 200 miliardiiii, le parole ancora mi rimbombano nelle orecchie... lo ripeteremo alle tante imprese che chiuderanno.


PIO ALBERGO TRIVULZIO… FINE DELLA SECONDA REPUBBLICA? 

Siamo ancora al centro di una pandemia che sta sconvolgendo il pianeta, ed era impensabile che in Italia non intervenisse la Giustizia con la A maiuscola. Chissà perché siamo l’unica nazione al mondo dove immancabilmente, quando accade un disastro, la Giustizia e le Procure si mobilitano con dispiegamento di forze che meriterebbero ben altri impieghi. Per carità, non voglio assolutamente dire e non penso, che queste inchieste che si aprono non siano legittime, anche perché partono da denunce che tanti cittadini hanno presentato per la morte quanto meno sospetta dei loro padri, madri e parenti vari. Mi riferisco, naturalmente, ai tantissimi centri anziani, case di cura, le cosiddette RSA, che accolgono – dietro lauto canone - i nostri anziani in queste strutture protette, che dovrebbero pensare al loro benessere e accudirli decorosamente fin che il Padreterno non li chiami a sé. 

Sappiamo per esperienza, dalle cronache giornaliere, di molti di quest complessi nel quali questi anziani vengono vessati e picchiati invece di essere curati, e bene fa la magistratura a chiuderle e mandare in galera i responsabili. La cosa strana che oggi vedo, è che almeno trenta Procure stiano indagando su presunte responsabilità dei gestori e amministratori di questi istituti. Conoscendo i tempi biblici della magistratura italiana, in quale degli anni duemila vedremo i giudizi finali? E siccome, molte volte la storia si ripete, guarda caso tutto sta ricominciando dal famigerato Pio Albergo Trivulzio. Famigerato non perché tratti male i suoi assistiti, ma perché le famose mazzette che poi hanno fatto cadere la Prima Repubblica sono state scoperte lì per la prima volta. Fino allora l'Italia era totalmente vergine. Il risultato di quegli eventi è sotto gli occhi di tutti: la corruzione oggi è decuplicata, corrotti e corruttori continuano a proliferare, ma questo è permesso finché non cambierà veramente il Sistema Italia. 

I parenti hanno ragione a presentare queste denunce, ma devono essere fatte contro ignoti, così che tra gli ignoti, oltre a esserci i responsabili amministrativi e il corpo sanitario con i suoi addetti, possa esservi incluso anche lo Stato. A prescindere dalle singole inadempienze o colpe in mala fede, tutti questi operatori si sono trovati, per la prima volta, dinanzi a un mostro che alla prima mossa falsa inghiotte chiunque, mentre oggi sappiamo che bisogna affrontare la bestia con mascherine, guanti, tute da astronauta e non basta. Quanti di questi operatori sono contagiati o sono morti per cercare di salvare altre vite? Forse più degli stessi pazienti da curare. A tutt’oggi questi operatori sono ancora lasciati a soccorrere questi anziani a mani nude. I responsabili ne sapevano molto meno dei comitati scientifici che ancora non sono d’accordo su quali misure prendere, sia per non essere contagiati che per curare i contagiati. Tuttora mancano materiali e strumentazioni che dovrebbero essere a corredo di ognuna di queste strutture, ma non sono in dotazione perché sono stati sottratti miliardi alla Sanità. Lì bisognerebbe crcare eventuali colpevoli. Eppure paghiamo le tasse più alte d’Europa. 

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ci diceva che non era ancora il caso di parlare di pandemia. Il governo, con il quale non voglio assolutamente polemizzare, ha fatto tanti errori, ma cerco di mettermi anche dalla parte di chi si trova nella savana con un leone davanti ed è disarmato. Quanti ordini e contrordini, quante circolari contraddittorie una dall’altra? Cosa fare? Qualcuno potrebbe obiettare che nessuno dovrebbe andare nella savana disarmato, ma oggi il convento ci passa questo e dobbiamo accontentarci, aspettando tempi migliori e uomini eletti, con una minor potenza di fuoco e più decisioni condivise, perché oggi questo serve all’Italia. Poi sarà la Storia a giudicare.