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martedì 21 settembre 2010

Parliamo un po' di questa Europa "xenofoba"

I demagoghi della tolleranza... sempre e comunque!
Le elezioni svedesi della settimana scorsa hanno riportato in primo piano i problemi che stanno affliggendo l'Europa da alcuni anni. La coalizione di destra del primo ministro svedese Frederik Reinfeldt ha vinto, per la seconda volta consecutiva, le elezioni, raggiungendo il 49,2%. Mentre si reputa quasi scontato che, in una nazione considerata da sempre socialista e riformista, continui a vincere e governare il centrodestra, desta scalpore che i Democratici di Svezia – la cosiddetta estrema destra xenofoba – superi la soglia del 4% ed entri in parlamento con il 5,7% dei voti e 20 parlamentari.
Cosa è successo? E' affiorata la punta di un iceberg? Siamo tornati al razzismo, all'odio inconsulto contro i nostri simili? Dobbiamo essere preoccupati, oggi in Europa, per questi rigurgiti xenofobi? Personalmente è da qualche anno che lo sono, ma per ben altri motivi.

mercoledì 1 settembre 2010

Il mullah Gheddafi cerca seguaci tra le donne

Speriamo finiscano presto le polemiche sulla visita in Italia del colonnello, pardon, leader Gheddafi. Quale nazione meglio dell'Italia, patria del gossip, poteva fare da cassa di risonanza alle stravaganze di questo personaggio? Se non lo conoscessimo come il dittatore che da 40 anni governa sulla Libia in modo assoluto, potremmo scambiarlo per un attempato eccentrico sceicco, cui piace circondarsi di belle donne, che siano chiamate hostess o amazzoni.
Al contrario del mio amico Lupi, preoccupato dal fatto che le frasi di Gheddafi sono pericolose proprio perché non ne avvertiamo la gravità, io penso che il leader oggi sia diventato uno dei pochi amici islamici dell'Italia e dell'Europa. Sembra un controsenso, ma se pensiamo che una volta la sua Libia era considerata uno degli Stati canaglia, da allora sono stati fatti passi da gigante.

giovedì 5 agosto 2010

Fini e le matrioska di Montecarlo

La frattura nel Pdl, innescata e concertata dal mio ex idolo politico Gianfranco Fini, è finalmente arrivata all'epilogo. Dopo un anno di insofferenza a ogni progetto del Pdl, del quale è stato co-fondatore, anno nel quale il Presidente della Camera - contravvenendo al suo ruolo istituzionale di figura garante e super partes - ha fatto politica attiva all'interno dello stesso Pdl, proponendosi come bastiancontrario di ogni progetto o iniziativa, assistiamo oggi alla rottura definitiva. Fini e i finiani hanno fondato il gruppo autonomo “Futuro e libertà”. Hanno creato tutte le condizioni per essere cacciati dal partito, ma spudoratamente starnazzano di essere vittime del cesarismo di Berlusconi.

giovedì 29 luglio 2010

Roberto Saviano: un nome, una garanzia

Faccio un giro di perlustrazione in internet e trovo una pagina intera di siti che riportano frasi celebri e aforismi di Roberto Saviano. Caspita!, mi dico, pensa quanto è bravo, a 31 anni ha più citazioni e sentenze di vita lui che Einstein, Wilde, Nietzsche, Baudelaire, Mauriac, D'Annunzio, ecc. E indubbiamente bravo deve esserlo, se un suo libro sulla camorra ha avuto milioni di lettori in Italia e nel mondo, dal quale è stato tratto un altrettanto famoso film pluripremiato.
Ormai è diventato un fenomeno mediatico a tutto tondo. Invitato a ogni convegno in cui si tratta di criminalità, economia, società, politica italiana e internazionale, lezioni universitarie, partecipazione a manifestazioni politiche, giornalistiche, di letteratura e non, si ha l'impressione che non si possa fare a meno del Saviano-pensiero.

sabato 10 luglio 2010

Bavagli e Bavaglini

Lo sciopero nazionale dei giornalisti contro l'attentato alla libertà di stampa si è concluso, con la massiccia partecipazione di quasi tutte le testate cartacee e televisive. Ahhh!!! Hanno voluto dimostrare e ribadire al governo, a questo governo fascista di Berlusconi & Co., che già il giorno prima aveva fatto caricare e bastonare i poveri terremotati dell'Aquila (ampiamente documentato da L'Unità), che la stampa non può essere imbavagliata e che saranno affossati i rigurgiti di dittatura che emergono giorno dopo giorno.

mercoledì 10 febbraio 2010

La Costituzione italiana: chi la conosce?

La mia vera preoccupazione viene dalle modifiche che il Parlamento italiano si appresterebbe a fare alla Costituzione. I cosiddetti Padri costituenti sicuramente si stanno già agitando nella comodità delle loro tombe. Questo Parlamento dovrebbe cambiare una Costituzione che il novanta per cento degli eletti non conosce. Un servizio delle Jene ci ha fatto scompisciare dalle risate e piangere dalla rabbia, nel vedere questi nostri cosiddetti rappresentanti, di tutti i partiti, non ricordare o non conoscere gli articoli più importanti. Due esempi per tutti:

Domanda all’on. Pezzotta (ex sindacalista):
Jena: Cosa dice l’articolo 1 della Costituzione?
Pezzotta: L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.
Jena: Esatto, e poi continua… il secondo comma…
Pezzotta: eh… eh… – Jena: La sovranità… - Pezzotta: appartiene al popolo – Jena:che la… - Pezzotta: eh… - Jena: esercita nelle… - Pezzotta: …nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Domanda all’on. Rosy Bindi (che funge anche da vice-presidente della Camera):
Jena: Cosa dice l’articolo 1 della Costituzione?
Bindi: L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro.
Jena: Giusto, e poi il secondo comma prosegue…
Bindi: Vuol prendermi in giro?
Jena: No, mi dica, come prosegue il secondo comma dell’articolo 1?
Bindi: Ma non c’è nessun secondo comma!
Niente da dire sui Padri costituenti, per carità… ma se i Figli sono questi, sono molto preoccupato per il futuro di questa povera Italia.

giovedì 6 novembre 2008

E' finito il tormentone?







Finalmente tutto il mondo sa chi sara’ dal 20 gennaio il nuovo presidente degli Stati Uniti. Ha vinto il democratico Barack Obama, come era largamente prevedibile. Viva Obama, lunga vita a Barack Obama. Il vecchio guerriero John McCain si e’ dovuto arrendere all’ondata di popolarita’ travolgente che Obama ha saputo conquistare nel cuore degli americani, ma da grande vero democratico e’ stato il primo a congratularsi con lui, assicurandogli tutto il suo appoggio per non tradire le speranze di tanti americani. Questo gia’ la dice lunga sulla differenza della classe politica americana da quella italiana. Lunga vita anche a McCain.
Quello che e’ avvenuto ieri e’ un evento epocale. Supera anche la nuova frontiera aperta da Kennedy. Ci siamo accorti che tutto il mondo attendeva ansiosamente chi sarebbe stato il nuovo presidente di un paese che, nel bene o nel male, puo’ determinare il benessere, la pace, la politica, l’economia del suo paese e del mondo intero per via di questa ormai inevitabile globalizzazione.
Obama, che fino a ieri – in televisione – era chiamato ancora Osama o addirittura Obama Bin Laden, incarna la figura e la storia americana, la capacita’ di questo popolo pieno di mille contraddizioni, ma che ha costruito la sua fortuna sulla democrazia e sulla liberta’. Si e’ avverato il sogno di Martin Luther King e si apre un’era di speranza per i piu’ deboli, per gli oppressi, per chi nella vita ha dovuto sempre subire, per i poveri del mondo, per i neri, per i gialli, per i room, per gli emarginati, eccetera eccetera. Questo rappresenta oggi Obama nell’immaginario collettivo e probabilmente qualcosa nel mondo cambiera’, perche’ e’ intelligente, e’ giovane, e’ simpatico e carismatico, soprattutto e’ afroamericano (non si dice piu’ nero, men che mai negro), con una storia personale unica: solo il tempo ci dira’ quanto vale.
Quello che mi stupisce – guardando la televisione – e’ il tifo dei nostri politici per Obama o per McCain. Veltroni e tutta la sinistra tifano Obama, mentre la destra e’ divisa tra Obama e McCain. Veltroni, addirittura, riunisce il popolo oppresso, per festeggiare l’evento al Pantheon, lo si vede cosi’ felice da far sospettare che il programma di governo di Obama sia opera sua. Gasparri esprime preoccupazione perche’ pensa che questo presidente vada bene ad Al Qaeda. Ma si rendono conto, questi nostri rappresentanti, di essere patetici se non ridicoli? Ho voluto fare solo due esempi, ma gli altri, chi piu’ chi meno, stanno sullo stesso piano. L'unico commento saggio l'ho sentito da Pierferdi, ma vale solo mezzo punto.
Si sono rifatte, praticamente, le elezioni in Italia e questa volta ha vinto Veltroni perche’ lui e’ tifoso di Obama e gli altri no (e non e’ vero, perche’ raccoglie moltissime simpatie anche a destra). Dal 20 gennaio inizia l’era Obama-Veltroni. Se mi chiamassi Tonino mi verrebbe da pensare: "Ma quello che ci azzecca con Obama?".
Obama dovra’ prima di ogni cosa pensare ai problemi economici interni, che in questo momento sono drammatici, e se riuscira’ a risolverli – ce lo auguriamo tutti – di riflesso saranno risolti anche i nostri. Ma oltre che l’economia, il sistema sanitario e molti altri problemi interni, dovra’ affrontare anche importanti questioni internazionali: Iraq, Iran, Afghanistan, Medio Oriente, ambiente. E non chiedera’ consiglio certamente a Veltroni su come dovra’ agire. Si ricordi Veltroni che un presidente americano, per essere eletto, spende milioni di dollari, sborsati da ricchi sponsor. Sicuramente, nel corso del suo mandato, dovra’ restituirli in un modo o nell’altro. Il partito democratico americano e’ un partito liberale e progressista, ma non si puo’ neanche lontanamente fare il paragone con il partito democratico italiano. Le parole liberale e progressista, negli Stati Uniti, hanno valori e significati che certamente non saranno tutti condivisi dalla nostra sinistra. E quando dovesse mettere nella pratica tutte le promesse fatte in campagna elettorale, sicuramente ci saranno decisioni non gradite a Veltroni. A quel punto per Walterino diventera’ cattivo anche Osama (non piu’ Obama) che, oltretutto, e’ pure nero.

martedì 4 novembre 2008

Lettera al Sig. Pietro Orsatti

Egregio Sig. (forse dott., prof., avv., non so) Orsatti, non ho il piacere di conoscerLa e a mia discolpa debbo dire che sono solo uno dei tanti milioni di pensionati che pesano su questo nostro povero paese, oltretutto sono lontano dall’Italia per poter sopravvivere decorosamente con la pensione di mille euro mensili, e fuori dal circolo di cui Lei fa parte. Ho letto infatti, nel profilo del suo blog, le sue poliedriche attivita’ nel campo teatrale, giornalistico, della cultura e dell’impegno sociale e ambientale che indubbiamente le fanno onore.
Siccome ho molto tempo a disposizione, da quando sto in Bulgaria, - pur nell’ignoranza piu’ completa di computer e di informatica - poco per volta, pazientemente, ho cercato di avere anch’io il mio blog, sia perche’ sembra che bisogna averlo per provare la propria esistenza e soprattutto – per quanto mi riguarda – per dar voce e sfogo ai miei pensieri e alle mie riflessioni.
Gironzolando sul web mi sono imbattuto in un suo articolo sul sito Fascio e Martello (L’era Alemanna); la curiosita’, poi, mi ha portato ad altri scritti, tutti molto interessanti e socialmente impegnati. La prima cosa che mi e’ balzata agli occhi e’ che Lei sicuramente e’ un uomo di sinistra, e fin qui, almeno per me, nulla da eccepire. Ma la cosa che piu’ mi ha colpito non e’ tanto la satira o il ridicolo in cui Lei vuol rappresentare sia l’Alemanno che il Nano bitumato, quanto il livore e la bava che immagino Le uscisse dalla bocca mentre scriveva l’articolo. Io sono un povero cristo che vota a destra, ma forse – gia’ per il fatto di votare a destra – sicuramente per Lei saro’ un fascista. E si’, perche’ per la cultura di cui Lei, e tanti altri come Lei, siete imbevuti, chi non e’ comunista deve essere per forza un fascista.
Le voglio solo ricordare che, sia Alemanno che Berlusconi, sono stati eletti democraticamente e con ampio margine di voti in piu’ rispetto alla sinistra e adesso governano a prescindere dalla demonizzazione che voi fate dei vostri nemici. Ho detto nemici, non avversari, perche’ voi non avete avversari: chi non e’ con voi e’ vostro nemico. E’ un retaggio che vi portate dietro da sempre, perche’ si possono cambiare le sigle di appartenenza, ma se non si cambia il modo di pensare, sempre comunisti si rimane. Avete abiurato il vecchio partito comunista, che si e’macchiato nel mondo di orrendi crimini, quanto e piu’ del partito fascista, ma siete democratici solo sulla carta. I comunisti sono spariti o quasi da tutti gli ex paesi comunisti europei, i danni incalcolabili sono rimasti (si chiamavano repubbliche democratiche); ma sono rimasti, camuffati e non, solo in Italia, dove – per nostra fortuna – non hanno mai governato. A proposito - per inciso - se ne ha voglia, venga a trovarmi in Bulgaria, potremmo vedere insieme, in originale, le rovine lasciate dal passato regime e Lei, come verde, potrebbe fare un resoconto sulle centrali nucleari.
Si rende conto, Lei, che siamo l’unico paese al mondo dove – dopo sessantatre anni dalla fine della guerra e del fascismo – ancora si parla di fascismo e di antifascismo? E’ il cavallo di battaglia dei comunisti per nascondere i misfatti del proprio regime e della loro fallimentare ideologia. Stiamo attraversando momenti drammatici che richiederebbero lo sforzo comune di tutti gli italiani, perche’ possano essere superati con il minor danno possibile, e invece di trovare dei compromessi che ci ricongiungano nel bene superiore del paese (non lo chiamo patria per non essere tacciato di fascismo), ancora gridiamo al fascista o al comunista. Ma quando cresceremo? Quousque tandem, strillerebbe Cicerone.
Questo governo di destra (per lei sicuramente fascista) e’ in carica da cinque mesi e mezzo e dopo un mese era gia’accusato dalla sinistra delle cose piu’ vergognose. Veltroni e Di Pietro hanno forse quella bacchetta magica che puo’ rimettere in piedi il nostro paese? Penso proprio di no, fanno solo demagogia, parole, parole, parole... come diceva Mina. E se questa bacchetta magica l’avessero avuta, perche’ non la usavano con il governo Prodi, imploso sulle proprie contraddizioni?
Quanto a Lei, Sig. Orsatti, se e’ in buona fede, la smetta di parlare solo di fascisti e cominci a guardare anche ai collettivi e ai centri sociali: li’ a sinistra, forse, c’e’ piu’ “monnezza” che a destra, e lei che e’ un ecologista dovrebbe saperlo...

domenica 3 agosto 2008

La solita storia che continua...

Sento dal telegiornale dell'apprensione per i marinai del peschereccio di Mazara del Vallo sequestrato da una motovedetta libica a 25 miglia dalla costa, in acque internazionali. E' l'ennesimo schiaffo che dobbiamo subire dal beduino.
Accogliamo giornalmente decine di barconi con centinaia di clandestini che partono dalle coste libiche senza che le autorita' si accorgano di nulla. Si accorgono soltanto di un peschereccio italiano in acque internazionali e lo costringono con la forza ad approdare a Tripoli.
I nostri governi, di destra e di sinistra, continuano a trattare e a concedere al colonnello, per una collaborazione nel Mediterraneo che non ci sara' mai, e puntualmente ci risponde con calci in faccia. Ma dove sono andati a finire i nostri artigli se mai ne abbiamo avuti?
Vi ricordate la vicenda delle infermiere bulgare e del medico palestinese condannati a morte dopo anni di prigionia per delitti assurdi che non avevano mai commesso? Alla fine sono stati tutti rilasciati dopo lauto risarcimento da parte dell'Europa.
Sono curioso di sapere come andra' a finire, cosi' come son certo che non sapremo mai che cosa stavolta gli daremo in cambio.
Non avete ancora capito che questi sono bastardi che non cambieranno mai? E da bastardi bisogna trattarli, Veltroni permettendo.

giovedì 5 giugno 2008

Ma la Cina è vicina?




Nella scena di un film degli anni 60 Alberto Sordi, con la sua caratteristica voce, gli occhi terrorizzati e spiritati, esclamava: "Seicento milioni di cinesi, aoh!...". Oggi sono più del doppio e la Cina, ormai, non è vicina: ce l'abbiamo dentro casa. Il suo mercato e i suoi prodotti stanno invadendo il pianeta, non tanto per la qualità quanto per il prezzo.
I cinesi, un grande popolo, riescono a copiare l'impossibile e lo buttano sul mercato a due soldi. Due mesi fa ho dovuto cambiare la pompa AC alla vecchia Tempra. Ho preferito sostituirla con una made in China, confrontando il prezzo e considerando il valore dell'auto. Me tapino! L'ho già ricambiata perché si stava squagliando la plastica. Bel risparmio!
L'ideologia politica e lo sviluppo demografico hanno portato i governanti cinesi a delle scelte quasi obbligate. Lavoro a tutti o quasi, stipendi da fame, orari di lavoro stile Ottocento, diritti umani zero, obbligo di procreare al massimo un figlio (per chi contravviene multe severissime e perfino il carcere), sicurezza sul lavoro zero (su questo tema una buona concorrenza glie la facciamo noi), materie prime utilizzate scadenti, ecc. ecc. ecc.
C'è stata e continua ad esserci una grande polemica sul boicottaggio alle Olimpiadi. Personalmente sono contrario perché sarà questa una occasione unica, non tanto per il governo ma - soprattutto - per la popolazione. I milioni di turisti saranno ulteriore stimolo per i cinesi ad aprire gli occhi e guardare il mondo esterno alla Cina, che certamente non è perfetto, ma offrirà loro molti punti di riflessione e contrapposizione al modello di vita cui sono assoggettati.
Purtuttavia - prescindendo dalla umana solidarietà e comprensione per questo popolo così tartassato dalla dittatura comunista cinese - mi assale un tremendo dubbio. Se, per un inverosimile miracolo, dovesse - entro il 2008 - instaurarsi in quel paese un governo democratico (non popolare!), quali sarebbero le prime aspettative dei cinesi?
Per prima cosa, nelle fabbriche e in ogni posto di lavoro, si formerebbero sindacati a protezione dei lavoratori (perché i lavoratori, sempre, hanno bisogno di essere protetti da qualcuno). I quali comincerebbero col chiedere la riduzione dell'orario di lavoro, aumenti dei salari, adeguata previdenza pensionistica, sicurezza nei posti di lavoro, e poi tutti i diritti giustamente spettanti a ogni lavoratore. Poi i diritti umani, la libertà di fare figli, la libertà di sciopero e tutto quello che ogni cittadino rivendica nelle democrazie occidentali per una migliore qualità della vita. (Adesso che sono disoccupati potremmo mandar loro Diliberto, Giordano, Pecoraro Scanio e Bertinotti).
Tutte queste rivendicazioni, pur diluite nel tempo, creerebbero un notevole aumento dei costi della manodopera che oggi è praticamente zero virgola. A questo punto sorge il problema: le esportazioni, che in questo momento sono altissime, perché concorrenziali sia nei prodotti di eccellenza che in quelli usa e getta, quanto ne soffrirebbero? Secondo il mio modestissimo parere si addiverrebbe ad una situazione esplosiva: fermo delle esportazioni, disoccupazione, scioperi, crescita demografica esponenziale e milioni di cinesi aspirerebbero con sempre maggiore interesse a emigrare in occidente. Ritornerebbe, sotto altra veste, il pericolo giallo.
Ecco allora la mia perplessità. Vogliamo una Cina libera e liberale più vicina alle nostre aspirazioni e al nostro modello sociale, o è preferibile lo status quo?
Non sono un politico né un economista, ma un semplice uomo della strada con un dubbio. Chi vivrà vedrà (se ci sarà tempo).

domenica 4 maggio 2008

Gli ultimi colpi di coda

Fino a quando abuserai della nostra pazienza?

Era da prevedere. Prima di essere seppelliti dagli italiani e dalla storia, i mostri antidiluviani ancora patiti del socialismo reale sbattono furiosamente la coda nella estrema impossibile difesa di un'ideologia che il mondo ha rinnegato. Solo Cuba e Cina con la forza si ostinano a tenere in piedi una dottrina destinata anche lì ad implodere.
Così che avendo scelto l'Italia la via della moderazione e forse del dialogo costruttivo - ce lo auguriamo tutti - anche nella politica, Santoro e la sua cricca hanno pensato di tirar fuori ancora una volta Beppe Grillo. Quest'ultimo, naturalmente, nei suoi discorsi populisti e qualunquistici getta fango e ingiurie sull'Italia e su qualsiasi politico gli capiti a tiro, a prescindere dal colore.
Ed ecco il tema per Santoro, che essendo stato politicamente decapitato, approfitta del comico e del disagio della gente per tirar fuori (senza apparire) tutto il veleno che ha dentro. Non sa, o non crede ancora, il tapino, che gli italiani hanno voltato pagina e non ne vogliono più sapere di Santori di Travagli di oche Borromee e di altri affiliati a questa setta, predicatori di odio e discordia.
Sfortunatamente per lui una volta tanto qualcuno lo inchioda e così è toccato a Sgarbi svergognarlo e mandarlo a quel paese insieme a quella faccia da ebete che risponde al nome di Travaglio. Petruccioli, presidente Rai, si è limitato a prendere le distanze e censurare la trasmissione. Libertà di pensiero e delle opinioni... Ma cosa aspetta la Rai a dargli un calcione nel culo? anzi in faccia, è la stessa cosa. Questo individuo, da un'emittente pubblica, vuole per forza avvelenare gli animi della gente, che oltretutto paga il canone. Serve un altro editto bulgaro, così passerà per martire dell'informazione? Stavolta Berlusconi non sta in Bulgaria e non si è ancora insediato a capo del nuovo governo. In Bulgaria però ci vivo io che non avendo il potere di cacciarlo dalla Rai, mi riservo però il piacere di dirgli (alla Grillo): Michele Santoro, vaffanculo!!!
Potrebbe sempre andare, questo ragnetto rosso velenoso, a esercitare la sua professione a Cuba o in Cina oppure potrebbe venire qui in Bulgaria a rendersi conto come hanno ridotto questo Paese i suoi amici che prima di lasciare le poltrone hanno riempito le tasche.
Vedrebbe così le case, gli ospedali, le strade, la povertà e la miseria come sono nella realtà, qui come in tutti gli altri paesi ex comunisti. Si accorgerebbe che il disagio di tanti nostri pensionati qui sarebbe gran decoro.
L'unica cosa buona che hanno lasciato i compagnucci sono gli zingari costretti a
lavorare e guadagnarsi lo stipendio a differenza degli zingari parassiti nostrani che arrivano in Italia accolti fraternamente finora dalla sinistra italiana. Qui la popolazione non ha niente di fraterno con gli zingari, convivono sopportandoli, i bulgari nelle loro case gli zingari nei loro ghetti separati. Se delinquono vanno in galera, ma veramente, e scontano tutta la pena, come tutti. Per la sinistra italiana che ama tanto gli zingari, i bulgari sarebbero definiti razzisti, per i bulgari invece è la normalità perché sanno con chi hanno a che fare
Ah!, caro Santoro, se dovessi venire in Bulgaria, ti avviso che qui non esistono i centri sociali, mi dispiace per te. Potresti provare a crearne qualcuno tu.

Colpo grosso del ministro-ombra delle finanze
Il secondo colpo di coda l'ha dato l'ex vice-ministro (in effetti ministro) delle finanze Visco, facendo pubblicare su Internet dalla Agenzia delle Entrate i redditi del 2005 degli italiani, in barba alla riservatezza cui ha diritto ogni cittadino. E' intervenuto a bloccare il sito il Garante della privacy, ma ormai il danno è stato fatto. Visco, con la faccia di bronzo e l'arroganza che lo hanno sempre contraddistinto, ha replicato che è tutto nella norma, perché sono atti pubblici da sempre a disposizione degli utenti negli uffici competenti.
Bisogna ricordare all'ex ministro che sono atti a disposizione di chi per validi motivi ne richiede la visione, che non possono essere buttati in pasto al mondo intero per gli usi anche i più spregiudicati se non addirittura delittuosi. E bravo Visco, ti sei ricordato dei trascorsi comunisti (il lupo perde il pelo ma...). Era doveroso, allora - nei paesi a regime comunista - avere un delatore in ogni palazzo, per scoprire i nemici del popolo. Adesso che anche a te, caro Visco, l'Italia ha mandato un vaffa, invece di scaldare la poltrona del Parlamento, perché non chiedi un portierato ai compagni cubani o cinesi, gli unici paesi che potrebbero assumerti? come referenza potresti dare l'ultima direttiva impartita all'Agenzia delle Entrate. Se dovessero assumerti porta con te anche Di Pietro. Sai che bel respiro per l'Italia togliersi dalle palle due come voi!