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lunedì 6 luglio 2015

Anche i bulgari vogliono “Scoprire la Bulgaria”


Due storie belle ma totalmente diverse. Sono avvenute oggi 6 luglio, la prima a Pazardjik e la seconda in Grecia. Di quella greca ne parlerò domani, mentre mi piace soffermarmi su quella bulgara. Sabato pomeriggio mi telefona Pepsi Cola, così chiamiamo la nostra amica Petya, fioraia al pazar. Mi passa al telefono un ragazzo che, in modo un po’ goffo e timido, mi dice che vorrebbe acquistare due copie del mio libro Scoprire la Bulgaria. E’ tardi e domando se è possibile vederci lunedì alle ore 12.00 sempre da Petya. Mi risponde che va bene perché starà a Pazardjik dalla nonna per tutto il mese.

Trafelato perché in ritardo, arrivo oggi all’appuntamento da Petya che mi accoglie, come sempre, con un caldo abbraccio, seguito da due casti baci di benvenuto. Accanto a lei un’anziana signora bulgara e due bei ragazzi che concludo subito debbano essere i nipoti. Ci salutiamo cordialmente, la signora pronunciando solo qualche parola in italiano, mentre con i ragazzi intavolo subito un dialogo nella nostra lingua. La signora tiene in mano una copia del mio libro che non ho capito da chi possa averlo avuto. Tiro fuori i miei due libri e li porgo ai ragazzi, poi la nonna, subito seguita dai nipoti, mi chiede di fare un autografo sul frontespizio del libro. Con fare serioso, da grande scrittore di best-sellers, firmo tutti i libri, uno con dedica particolare per l’amico che lo riceverà al loro rientro in Italia.

Li vedo felici e contenti di potermi conoscere personalmente, perché mi hanno visto nel servizio delle “Iene” su Mediaset e mi ammirano molto… potenza della comunicazione!!! Diventare famosi e ammirati per esser stati costretti ad autoesiliarsi in Bulgaria a sopravvivere con la propria pensione, lasciandosi dietro anche i balzelli di Equitalia!! Martin dovrebbe avere circa 16-17 anni, mentre Mario, il più piccolo, ne ha 14. Arrivano dalla provincia di Milano, dove – da bravi ragazzi lumbard quali sono – studiano proficuamente. Vengono tutti gli anni a trovare la nonna a Pazardjik. Domando dei genitori, mi dicono che quanto prima verranno anche loro ed esprimo il desiderio di conoscerli, così che lascio loro il mio numero di telefono.

Poi, inaspettata, arriva la sorpresa. Domando loro chi dei genitori sia italiano e chi bulgaro e tutti, con un sorriso, mi rispondono che sono tutti e due bulgari. I genitori sono emigrati in Italia circa vent’anni prima e adesso vivono tutti in Italia, loro - i ragazzi - sono nati in Italia e praticamente sono italo-bulgari, perfettamente inseriti nel tessuto sociale, culturale ed economico italiano.

Rido e sorrido al pensiero di un mio vecchio post intitolato “Emigranti italiani al contrario”, nel quale descrivevo la condizione venutasi a creare, di bulgari che emigrano in Italia per cercare lavoro e migliori condizioni di vita e di pensionati italiani che, per vivere decorosamente, emigrano invece in Bulgaria. Le parti si sono invertite. E sono doppiamente felice che io, emigrato italiano, debba spiegare e far scoprire “la mia Bulgaria” a ragazzi bulgari che vivono in Italia e arrivano in Bulgaria a trascorrere le loro “ferie” da turisti italiani.

La nonna mi chiede se pubblicherò il libro in lingua bulgara, perché per lei è un po’ difficile leggerlo e capirlo. Le rispondo che non posso, perché la Bulgaria la devono scoprire gli italiani, mentre i bulgari, invece, già la vivono, e anche con molte difficoltà. Ci lasciamo con la promessa di farmi conoscere, quando arriveranno, i loro genitori bulgari, sicuramente molto più integrati in Italia, di quanto io possa esserlo in Bulgaria, a cominciare dalla lingua.




lunedì 20 gennaio 2014

Magia e bolle di sapone accompagnate dalle specialità del Maramao a Plovdiv


Quando l’amicizia virtuale diventa realtà
Il giorno in cui Alfonso Sergio mi chiese l’amicizia su Facebook mai avrei immaginato che potesse sfociare in una memorabile serata al Ristorante Maramao di Plovdiv.  Dopo aver acquistato il mio libro Scoprire la Bulgaria, mi scrisse che gli era piaciuto molto e che avrebbe voluto incontrarmi il giorno in cui sarebbe venuto a Plovdiv.
Il 4 gennaio ebbi finalmente il piacere di conoscerlo, insieme alla sua compagna: un bel ragazzo, alto, corporatura un po’ robusta, occhi che esprimevano bontà. Decidemmo di fare una passeggiata in centro e prendere un caffè. Fu così che Alfonso, tra un sorso di caffè e l’altro diventò Mago Fofficino. Seduti al tavolo del bar allietò quei momenti con i suoi giochi di prestigio, fin quando non ci alzammo per andare a pranzo al Maramao, il ristorante italiano di via Stefan Verkovich che già conoscevamo sia io che Stella. Anche lì il pranzo fu intervallato dai suoi giochi di magia davanti ad altri commensali. Non riesco a dimenticare la meraviglia e il viso stupito di una bambina che assisteva. Prima di andar via c’era già un accordo preliminare tra Alfonso e Gabriele, il proprietario del ristorante, per una probabile serata imperniata tra giochi di magia e una buona cena.
Alfonso, figlio di un medico di base, vive a Cava dei Tirreni con la compagna bulgara di Plovdiv, Stella, una ragazza dal sorriso dolcissimo e occhi vivaci, due lauree inutilizzate nel cassetto, mentre lui ha seguito la passione di una vita, la magia, l’illusionismo, un’arte per tutte le età, che forse non lo ripaga in termini economici per la sua bravura, ma gli regala spesso la felicità negli occhi e nel sorriso dei bambini, molte volte affetti da gravi patologie.

Arte culinaria e arte magica
E così il 16 gennaio tutti uniti, italiani e bulgari, per assistere allo spettacolo di illusionismo e degustare le specialità culinarie di Freddy, lo chef, che seppur debilitato per una recentissima operazione, ha saputo dare il meglio di sé con piatti veramente succulenti. Ristorante strapieno, diviso in quattro tavolate, due bulgare e due italiane, mentre nella zona centrale troneggiava il tavolo magico con gli attrezzi di lavoro di Mago Fofficino, che aveva ai lati altri tavoli con una nidiata di bambini a fare da cornice. Dopo aver fatto il giro fra tutti i tavoli a meravigliare i commensali con i suoi giochi di prestigio veramente notevoli, il Mago ha superato se stesso con lo spettacolo finale delle bolle di sapone. Applausi fragorosi ad ogni figura e strilli di gioia e di emozione dei bambini attorno. Nel corso della serata ha voluto, troppo buono!, anche rendermi omaggio presentando il mio libro ai commensali presenti, che ne hanno approfittato con numerose richieste.
Una serata veramente piacevole e divertente che ha riunito italiani e bulgari nel plauso e nell’applauso al made in Italy della magia e della buona cucina. Mago Fofficino, alias Alfonso Sergio, tornerà presto in Bulgaria per partecipare al Bulgarian’s Got Talent, con la speranza di continuare a meravigliare anche il popolo televisivo. Durante la sua vacanza, con i suoi numeri, ha allietato anche i bambini con problemi gravi e abbandonati dalle famiglie, ricoverati in una struttura di Asenovgrad, evento riportato con grande rilievo anche dai giornali.
Qui sotto una galleria fotografica della serata:
























domenica 9 settembre 2012

Un'estate a Pazardjik


Estate molto movimentata quest’anno a Pazardjik. Il caldo torrido dell’Europa centrale sembra essersi accanito stabilmente anche in Bulgaria e particolarmente a Pazardjik, città stampata su una pianura vastissima dove non piove da mesi. Se a questo particolare clima aggiungiamo anche che il nostro appartamento, in affitto, è sprovvisto di climatizzatore e che i proprietari si rifiutano di installarlo, allora non resta altro da fare che cambiare aria e appartamento.
Ricerca lunga e difficile, ma alla fine siamo riusciti a trovare qualcosa di più umano. Se Kiro si sbriga, fra una decina di giorni inizia il tormento. Chiamo tormento, e forse è una parola troppo dolce, il trasferimento delle “poche masserizie” da una casa all’altra. Ho ancora in mente quello di quattro anni fa. Qualcuno dei miei amici lettori certamente sarà incappato in questa “disgrazia”. Le poche masserizie diventano un camion di scatole, suppellettili, pignatte, mobili, fagotti, vestiti e “monnezze” varie accumulate negli anni che non sai come fare entrare nella nuova casa. E pensare che l’appartamento l’hai già preso arredato! Ci accorgiamo, però, che tanta roba gelosamente conservata neanche ci serve e questa è l’occasione buona per fare pulizia… Una bella ripulita, per dirla tutta, bisognerebbe farla anche in Italia, ma è meglio non addentrarsi in questi discorsi.
Quattro anni fa scrissi un post intitolato “Cambi casa e ti cambia la vita”. Si riferiva alla tragica e prematura morte della figlia di Renata, la mia compagna, mentre ci trasferivamo nel nuovo appartamento. Adesso mi ritorna alla mente quel ricordo che ossessiona i miei pensieri. Mi auguro che il buon Dio questa volta sia misericordioso e ci guardi con occhio benevolo.
In tutto questo bailamme, però, la torrida estate si è trasformata in tiepida primavera per il piacere che mi hanno dato molti amici virtuali del blog e di facebook, italiani e bulgari, nel venire a Pazardjik per poter finalmente conoscerci. Penso che ne arriveranno anche altri, alla chetichella, che non solo vogliono conoscere la Bulgaria, ma hanno in mente di risiedervi. D’altronde le vicende economiche italiane sono sotto gli occhi di tutti e ognuno cerca il rimedio migliore per sopravvivere cercando lidi più ospitali e soprattutto più economici.
Vincenzo Ingrao e la mamma sono state le prime persone che dopo essere arrivate a Sofia da Palermo, hanno avuto l’ardire di affrontare il viaggio in treno per arrivare a Pazardjik. In Vincenzo ho conosciuto e apprezzato uno stupendo ragazzo di 23 anni ansioso, dopo molti contatti epistolari, di conoscermi per parlare dei più svariati argomenti. In lui, padre palermitano e madre di Stara Zagora, violoncellista, ho rivissuto momenti bellissimi dei miei soggiorni nel capoluogo siciliano.
A seguire arricchisco le mie conoscenze con Carmelo Ciccone. Anche lui sposato con una signora di Pazardjik, sta trascorrendo le ferie qui con i due figli e gli farebbe piacere conoscermi. Come non assecondare questo desiderio? Non sanno queste brave persone il piacere che danno a me nell’incontrarle e trascorrere un po’ di tempo in loro compagnia…
Il Caffè Dolce Vita è diventato il luogo preferito per gli appuntamenti con i connazionali, vi possiamo bere insieme un buon caffè, una fetta di torta o un ottimo gelato preparati da due coniugi bulgari, Zani e Vania, che in Italia hanno avuto ottimi maestri. Qui, ancora, ho incontrato Gennaro con relativa prole e moglie bulgara che giorni prima mi aveva omaggiato per strada con un “Buongiorno, signor Tutino” che mi ha dato grande piacere perché inaspettato. Incontri piacevoli attorno a un tavolo, nella frescura di un locale climatizzato; e qui ha voluto conoscermi l’altra cara amica Nonka Kouzeva, una simpatica e distinta signora bulgara sposata anche lei a un siciliano, che è tornata a Pazardjik da Grenoble insieme a una coppia francese per la prima volta in Bulgaria. Luca Biscuola e l’amico Sergio, invece, ho avuto la fortuna di conoscerli a Plovdiv in casa di Adalberto Buzzin - crocevia di mille incontri tra connazionali – che alcuni giorni prima ha incrementato le mie conoscenze venendo a trovarmi insieme a Ottavio Patanè, moglie e figlio, arrivati in Bulgaria dalla Sicilia a riprendere il Suv che l’anno precedente gli era stato rubato in Slovenia (storia lunga, come è immaginabile, ma finita bene).

E che dire di Sara Falco e Anna Giacanella? Non so come fanno a trovarmi, loro sono le ultime ma non ultime nel mio cuore. Anch’esse vogliono conoscermi e si prenotano per una copia del mio libro “Scoprire la Bulgaria”. Partono dall’Italia e poi, da Plovdiv, arrivano insieme a Marin, un giovanotto bulgaro reduce dall’Italia e adesso rivenditore di automobili in Plovdiv.  Abitano a Rimini. Sara, giovane donna dinamica e bella, responsabile marketing della rivista InBici, turista con interesse alle prospettive di lavoro che offre la Bulgaria, e Anna Giacanella, donna e nonna meravigliosa, turista a tempo pieno, scrittrice per diletto e beneficenza, con alle spalle una storia commovente e umana, che prometto di raccontare in un prossimo post, nel quale dovrò coinvolgere anche gli amici lettori.
Che dire ancora? Un vecchio testo dei Righeira cantava che l’estate sta finendo… le poche ferie son finite, gli amici ritornano al lavoro in Italia, le giornate si fanno più corte e tra non molto anche più fredde, poi la prima neve e l’anno nuovo con tutte le incognite economiche legate alla crisi europea, e noi restiamo qui - pensionati italiani semi-bulgarizzati – a dare il benvenuto ad altri connazionali che ingrosseranno la colonia dei residenti all’estero o a turisti curiosi che vengono a scoprire la Bulgaria con pochi soldi.

giovedì 10 maggio 2012

Divagazioni sui bulgari e sulla Bulgaria



L’avevo preannunciato nel post del 6 aprile scorso, ed eccoci finalmente all’epilogo. E’ stato stampato il mio libro Scoprire la Bulgaria. Diciamo che siamo all’epilogo, ma è solo una metafora, perché dopo averlo pensato, creato e scritto, adesso inizia la parte più difficile: farlo conoscere. Per conoscerlo bisogna comprarlo e per questo posso solo affidarmi al web con i lettori del blog e gli amici di Facebook.
Una volta, ma anche adesso, i libri li pubblicavano gli editori, si stampavano in tipografia e si vendevano in libreria, ma questo privilegio adesso è riservato a scrittori già affermati e conosciuti dal grande pubblico, mentre è sempre più difficile oggi – in un’Italia di artisti, scultori, scrittori, cantanti e navigatori più o meno abili – trovare un editore disposto a scommettere e rischiare su uno delle migliaia di scrittori di cui sopra. E questa è per me opera prima a settantuno anni. Nasce così, con l’aiuto della tecnologia e dell’informatica, lo scrittore fai-da-te o selfservicewriterman, che scrive e impagina il libro sul computer e poi sceglie se pubblicarlo on line, consegnando la lettura ai patiti del pc o dell’iPad, o trascriverlo su disco, portarlo in tipografia e farlo stampare a proprie spese, sperando di recuperarne almeno una parte.
E così io, per quarant’anni linotypista, mi sono riciclato allievo di Windows Office per la stesura e l’impaginazione, mentre ho ritenuto di farlo stampare in proprio, per poter sentire il profumo dell’inchiostro da stampa che mi ha accompagnato per una vita, e per dare al lettore qualcosa di reale, una copertina da toccare e una pagina da sfogliare, perché ormai di virtuale ne abbiamo a iosa, a cominciare dagli amici di Facebook per finire ai giochi e al mondo del web. Virtuale è anche il pagamento del libro con carta di credito e il relativo accredito, che mi auguro alla fine diventi reale.
Se ritenete utile comprarlo sia per voi che per fare un regalo a un amico, se l’argomento solletica la vostra curiosità, se ritenete che il blog italia-bulgaria solo andata vi abbia, anche per altre notizie, aperto un velo su questa magnifica terra, potrete acquistare il libro Scoprire la Bulgaria fornendo generalità e indirizzo all’e-mail tutanton@gmail.com. Vi sarà inviata fattura per il tramite di PayPal e in tutta sicurezza potrete effettuare il pagamento sia che abbiate un account PayPal che una carta di credito/debito o prepagata. Il costo, per chi fuma, è di due pacchetti di sigarette, per i non fumatori 10 euro+5 spedizione. 
Mi auguro di aver attratto la curiosità anche degli amici bulgari residenti in Italia, per sapere cosa dice di loro un italiano residente in Bulgaria.

lunedì 30 aprile 2012

1° Maggio: Festa di chi?... Festa di che?...



Gianni, Luisa e Giuseppe mi scrivono per sapere il motivo per cui si fanno sempre più rari i miei interventi sul blog. Di primo acchito vorrei rispondere che non ho intenzione di inflazionare la mia penna con articoli frequenti, ma non vorrei essere preso seriamente e alla lettera ed esser considerato nouveau parvenu nell’olimpo dei pennivendoli.
In effetti ho perso più tempo di quanto avessi previsto nella elaborazione del libro Scoprire la Bulgaria, che sta andando in stampa proprio in questi giorni. Mi sono accorto che le limature, le correzioni, i ripensamenti, le aggiunte assorbono più tempo della originaria creazione. Alla mia età, poi, i riflessi sono diventati diesel e la lontananza dal “parlato” giornaliero in Italia mi fa dimenticare, talvolta, parole o espressioni di uso comune.
L’altro motivo è dovuto alle notizie che la televisione, purtroppo, ci propina quotidianamente. Se spengo televisore e computer sono fuori dal mondo, se ascolto o leggo le notizie devo per forza incazzarmi, e allora preferisco mettere in sciopero penna e cervello e tacere. Mi basta e avanza dover sopportare le lamentele e imprecazioni di Kocia, lei polacca!, che mal digerisce l’attuale situazione politica ed economica italiana.
Sinceramente sono molto confuso. Possibile che dopo settanta anni non abbia ancora capito niente dell’Italia e degli italiani? Forse neanche di me stesso. Abbiamo una classe politica che abdica al proprio compito e ai propri doveri per delegare – lei che è delegata – i poteri a un governo di professori, banchieri, manager e burocrati pubblici e privati, che dovrebbero fare il lavoro sporco che i politici non hanno voluto fare per non perdere consensi tra gli elettori. Il lavoro sporco sarebbe quello di rimettere in piedi un’Italia che loro hanno messo in ginocchio.
Abbiamo una classe politica che ha costruito per se stessa, per il partito, per gli amici del partito e per gli amici degli amici, che ruba impunemente e che impudentemente si scarica a vicenda le responsabilità di un disastro economico che parte da lontano e che solo l’attuale crisi mondiale ha portato alla luce.
Per cinquanta anni ho votato partiti e persone che mi ispiravano fiducia e in cui credevo, che sventolavano ideali da libro Cuore e che invece, anno dopo anno, rubavano e annullavano le nostre speranze in un futuro migliore. Quando a un popolo si ruba la speranza gli si ruba la vita. E quanta gente deve ancora suicidarsi, prof. Monti e onorevoli parlamentari, in nome di questa speranza rubata?
Il mio stato confusionale, però, non finisce qui, perché la ragione mi porta anche alle responsabilità nostre, del popolo, della gente comune, che si è fatta abbindolare dall’ingannevole sirena del boom economico, che invece di annullarlo, ingrossava sempre di più il debito pubblico. I sindacati chiedevano e le imprese concedevano, perché erano poi sovvenzionate e foraggiate dallo Stato al minimo accenno di crisi; gli evasori evadevano ed erano considerati furbi ma mai parassiti che vivevano sulla pelle degli altri; per i nostri figli – considerato il nostro benessere – non era dignitoso e giusto che facessero certi lavori e certi mestieri, e così abbiamo delegato questi lavori  - con i quali l’Italia era veramente cresciuta – agli extracomunitari, che vivono a casa nostra e continuano a mandare i nostri soldi alle loro famiglie, con tanto di ringraziamento a questa gente onesta, bisognosa e laboriosa che mi ricorda i nostri padri e nonni che andavano a lavorare e anche a morire in Belgio e Germania per sostenere la famiglia in Italia.
Se questi lavori li facessero oggi i nostri figli o fratelli o padri, non avremmo quell’esercito di disoccupati e giovani dequalificati che ha oggi l’Italia, i nostri ammortizzatori (leggasi miliardi di euro) potrebbero essere impiegati per altri compiti sociali, e forse – ma non ne sono certo – avremmo meno movide.
Siamo, unici al mondo, depositari di un articolo che sposa per la vita lavoratore e impresa e che scoraggia le imprese straniere ad investire in Italia. Abbiamo una burocrazia elefantiaca che distrugge ogni più ottimistica previsione.  
Ecco perché tardo a scrivere… mi piacerebbe scrivere anche qualche bella notizia tipo spread sceso a 100, e invece sono costretto a dire che abbiamo la tassazione più alta del mondo ma sperperi di denaro pubblico e ruberie inimmaginabili, che siamo un popolo di furbetti evasori, che abbiamo un parco auto circolante di 37 milioni di vetture, che per possesso di telefonini non siamo secondi a nessuno, che per numero di parlamentari e politici di ogni genere non siamo secondi a nessuno, che per spese istituzionali e politiche non siamo secondi a nessuno, che per spese di intercettazioni non siamo secondi a nessuno, che per numero di processi in giacenza e durata non siamo secondi a nessuno, che per vacanzieri e pontisti non siamo secondi a nessuno, e infine per numero di suicidi per fallimento, tra poco non saremo secondi neanche alla Grecia…
Mi reputo fortunato, e scusate il mio egoismo, cari amici, di aver scelto di continuare la mia esistenza in Bulgaria, perché qui si riesce ancora a sopravvivere, ma il mio obolo all’Italia mi viene, in ogni caso, sottratto mensilmente dalla pensione con il pagamento dell’Irpef e anche… udite udite… con l’addizionale regionale e comunale… ma di quale regione e di quale comune, se risiedo in Bulgaria? Misteri italiani, come quelli dell’Iva sulle tasse…
E per ultimo, oggi 1° Maggio, celebreremo la festa del lavoro e dei lavoratori… Mi chiedo quando potremo celebrare una messa di requiem per le imprese fallite, gli imprenditori suicidi e i disoccupati…

venerdì 6 aprile 2012

Scoprire la Bulgaria



Qualcuno può aver pensato che la mia lunga assenza dal blog, fosse motivata dalla decisione di ritornare in Italia, ponendo così fine al titolo “solo andata”, o essere causata da precarie condizioni di salute. Rassicuro gli amici e i lettori: sto bene e sempre più intenzionato – viste le ulteriori vicissitudini economiche italiane – a continuare a vivere in terra bulgara, lontano dallo stress che inesorabilmente attanaglia tutti coloro -  in particolar modo pensionati, piccoli redditi e disoccupati – che sono costretti a combattere una impari lotta di sopravvivenza, alcuni perdendo anche l’ultima battaglia per la vita.
E c’è anche chi può pensare, affrettatamente, che questa mia decisione sia dettata da egoismo o abbandono della lotta comune per la rinascita della nostra Nazione. Niente di tutto ciò. Quando ha lavorato per tutta una vita, qualsiasi persona sente il bisogno di riposare il corpo e in special modo lo spirito e la mente, e lo Stato ne dovrebbe essere il garante. Ma se chi ha mal governato per 50 anni lo Stato, non è in grado di dare queste minime sicurezze alle fasce più deboli dei suoi cittadini, a questi poveri cristi non rimane altra alternativa che cercare altri lidi, più consoni alla loro condizione e possibilmente anche più ospitali.

Le pressioni degli amici più vicini e le numerosissime e-mail di lettori che continuano a chiedermi notizie sulla Bulgaria, hanno vinto la mia iniziale ritrosia, spingendomi a scrivere una pubblicazione che potrei definire una raccolta di tradizioni, consuetudini, riti, usi e costumi, folclore e comportamenti di vita quotidiana dei bulgari, nonché note curiose e altre interessanti per il turista e per chi voglia trasferirsi qui da pensionato o da piccolo imprenditore. Ecco spiegato il silenzio del blog.

Se volete visitare la Bulgaria vi consiglio di acquistare una guida turistica, ma se avete veramente voglia di conoscere i bulgari e la Bulgaria, troverete in SCOPRIRE LA BULGARIA informazioni, aneddoti, maniere, modi di dire e abitudini di questa terra, che la permanenza e l’osservazione quotidiana mi riportano alla memoria. Cose pregevoli ed eccellenti contrapposte a mediocri e scadenti, curiosità e fatti differenti dalla nostra cultura e dalle nostre abitudini, notizie che facilitano e snelliscono il farraginoso iter burocratico di chi vuole trasferirsi in questo bellissimo Paese che più si conosce più si apprezza.

La pubblicazione dovrebbe essere disponibile entro il 15 maggio, consta di 160 pagine, con 16 pagine di fotografie a colori, al prezzo di 15 euro compresa spedizione raccomandata. L’acquisto si può effettuare: 1) Con carta di credito/debito o con conto PayPal, prenotando il libro con e-mail all’Autore tutanton@gmail.com e fornendo generalità e indirizzo di spedizione. Si riceverà una e-mail di conferma d’ordine e fattura da parte di PayPal.  2) Con bonifico bancario su conto e iban che verrà comunicato dall’Autore al momento dell’ordine tramite e-mail.  Effettuato il pagamento il libro verrà spedito all’ordinante con posta raccomandata.