martedì 23 ottobre 2012

Rosario Trefiletti: la soluzione a tutti i problemi



Con il mestiere di pensionato le mie ore davanti allo schermo televisivo si allungano sempre di più, così che durante il giorno passo da un canale all’altro, seguendo soprattutto i programmi di approfondimento Rai Mediaset e La7, che riguardano la politica, la cronaca nera, il sociale, la giustizia, il gossip e ogni altra novità che quotidianamente ci propone questa tormentata Italia. D’altronde, da quando vivo in Bulgaria, questo è l’unico modo autolesionistico per ingrossare il mio fegato.
Ogni programma è presentato dai soliti conduttori o conduttrici che invitano opinionisti, politici, giornalisti, attori, psicologi, magistrati, cattedratici e talvolta anche gente comune, a commentare gli avvenimenti o i personaggi in scaletta.
Vi siete mai trovati a guardare un campo di grano in estate? E’ una magnifica e lunga distesa di spighe dorate dove talvolta vedrete spuntare il rosso di un papavero. E’ la stessa impressione e lo stesso convincimento che ho avuto e che tuttora mi pervade quando vedo queste trasmissioni.  Cambiano gli invitati che rappresentano il campo di grano, ma il papavero rosso in mezzo al campo è sempre lo stesso. Vorrei che notaste, se vi appassionano questi programmi, il papavero fisso che sta sempre tra gli invitati che cambiano: Rosario Trefiletti, presidente della Federconsumatori.
Per qualche tempo ho pensato fosse dipendente Rai, poi vedendolo anche in altri canali, mi sono ricreduto. Per carità, Rosario Trefiletti è uomo preparato, penso. Ha una dialettica e loquacità non comuni, è presidente di un ente preposto alla difesa dei consumatori e interviene sempre, anche con calore e competenza, sia in difesa del cittadino singolo che della collettività e molte volte mi trovo d’accordo con le sue tesi nei confronti, spesso anche aspri, tra i vari opinionisti.
La frequenza quasi quotidiana in questo circuito televisivo di opinionisti che cambiano e del Trefiletti che, imperterrito, è sempre in onda, mi spingono a pensare: chi è questo signore? perché è invitato costantemente? forse perché non viene pagato? o forse perché, beato lui, è onnisciente e ci illumina su ogni argomento? I miei dubbi restano nella mia mente e solo adesso li esprimo per iscritto. Vado su internet e alla voce Rosario Trefiletti, della quale allego il link (http://www.federconsumatori.it/ilpresidente.asp) trovo il suo curriculum, dal quale apprendo, nelle informazioni personali, che è presidente della Federconsumatori, mentre nella esperienza lavorativa ha operato dal 1963 al 1975 alla Raffineria di Rho, dal 1975 a oggi, con più incarichi, nel sindacato Cgil, ha svolto stage in Olanda e Australia ed è diplomato in chimica. Il link evidenzia in rosso che il Trefiletti percepisce per pensione di vecchiaia un reddito netto annuo di 30.102 euro e non percepisce alcun compenso dalle presenze televisive o da ogni altro evento cui partecipa.
Mentre prendo atto delle parole evidenziate in rosso e non ho motivo di dubitarne, esprimo comunque i dubbi che mi rimangono: Rai Mediaset e La7 lo invitano giornalmente solo perché è a costo zero o perché ha una soluzione a tutti i problemi, come sembra? Non vorrei che quel papavero rosso nel campo di grano, di cui parlavo prima, fosse un inizio di gramigna che infesta il campo… anche questo signore, come noto dal suo curriculum, se ha lavorato veramente, lo ha fatto solo per 12 anni, poi è passato alla politica sindacale, e ora alle chiacchiere televisive bla bla bla. Non so cosa ne pensi Renzi, ma per me va rottamato anche lui…

giovedì 11 ottobre 2012

Lettera al molto poco onorevole Antonio Paris


Ho assistito ieri su La7 alla patetica difesa del tuo stipendio di 8.600 euro +annessi e connessi come consigliere regionale della Regione Lazio. Letteralmente vomitevole!!! Vorrei sapere con quale coraggio e faccia tosta difendi l’indifendibile. Tu hai lasciato il tuo posto di impiegato pubblico (mettendoti in aspettativa), non per andare a fare gli interessi dei cittadini, ma soltanto perché avresti potuto guadagnare molto di più. Sei stato eletto nella lista del centro destra, ma quando sei eletto devi fare gli interessi di tutti, non di quelli che ti hanno eletto, e in ogni caso tu fai solo gli interessi tuoi! Ti lamenti perché ti dimezzano l’indennità (non lo stipendio) a 4.000 euro più accessori, perché hai preso impegni con le banche e non puoi pagare più il mutuo? E di quante migliaia di euro mensili è questo mutuo? Hai comprato un castello? E dimmi, caro mio onorevole, e l’operaio con 1200-1300 euro più mutuo che viene licenziato, cosa deve fare? E quando finirà il tuo mandato resterai forse disoccupato o rientrerai nell’impiego pubblico nel quale ti sei messo in aspettativa? Nel peggiore dei casi potresti esodare in Bulgaria, come me, dove ancora si può vivere con meno di mille euro di pensione…  ma lontano da Pazardjik, perché ti smerderei ogni volta dovessi incontrarti.
Dopo quello che ho visto ieri e penso l’abbiano visto anche molti altri elettori, dubito che tu possa essere votato ancora se non da tua moglie e tuo figlio, mi dispiace soltanto che in ogni caso tu abbia un lavoro ancora assicurato e non diventerai un disoccupato o un esodato. Sono un elettore di centro-destra da una vita, ma gente come Fiorito, come Lusi e soprattutto gente come te, mi hanno talmente disgustato da diventare uno dei tanti elettori non votanti. Mentre per i Fiorito e i Lusi posso dire che sono dei ladri, che purtroppo non marciranno in galera, per te provo solo ribrezzo e repulsione, perché sei un elemento ancora più miserevole, essendo entrato in politica per il vile tornaconto mensile. La politica, una volta, era ben altra cosa, ed è grazie anche a personaggi  come voi, il motivo dell’allontanamento da essa e delle proteste dei cittadini onesti.
Per chi non avesse visto ieri la trasmissione su La7, accludo il link del video,
perché tutti possano vedere e sentire a chi è stata data la nostra fiducia. Un giorno mi hai chiesto l’amicizia su Facebook e candidamente te l’ho data, vedo che hai 5.242 amici, da stasera saranno 5.241 perché io ti cancello e spero ti cancellino dalla loro bacheca tanti altre persone che, come me, si sono vergognate di avere tra gli amici un attrezzo simile.

(Testo della lettera postata sulla bacheca e nei messaggi del mio ex-amico facebook Antonio Paris).

giovedì 27 settembre 2012

Onore e rispetto per questi magistrati



Mentre l’Italia è in rivolta per la condanna per diffamazione inflitta dalla Cassazione al  direttore de “Il Giornale” Alessandro Sallusti, questa volta devo ringraziare pubblicamente la magistratura per il coraggio dimostrato nell’emettere la sentenza.
Perché questa sentenza? La questione poteva essere risolta in tanti altri modi, ma si è preferito l’effetto bomba. Che non avrebbe dovuto, in verità, produrre questo effetto, perché i magistrati di Cassazione non hanno fatto altro che applicare la legge, una legge vecchia e antiquata risalente al codice Rocco, e che i nostri politici – i nostri imbelli politici – non hanno saputo o voluto cambiare in 66 anni di democrazia parlamentare.
Non è da oggi e non è la prima volta che la magistratura si sovrappone al potere legislativo sostituendosi ai politici che non riescono a trovare il giusto equilibrio per mandare avanti il baraccone Italia (qualcuno lo chiama ancora benevolmente “sistema Italia”).
Venti anni fa avvenne il terremoto “Mani pulite” con le epurazioni e aberrazioni che tutti conosciamo e la magistratura da allora ha preso il sopravvento sui politici che, anziché prendere atto degli errori e dei danni provocati al “sistema Italia”, continuarono imperterriti e arroganti nei loro intrighi e interessi personali, trascurando il bene comune. Né a qualcosa è valso l’ingresso in politica di Silvio Berlusconi, perché su quel carro sono saliti più lestofanti che persone oneste.
Oggi siamo governati dai tecnocrati che cercano disperatamente di porre rimedio ad almeno quaranta anni di malgoverno, comunque con scarsi risultati. La patria del diritto è divenuta la patria della burocrazia, delle leggi e leggine che impastoiano anziché sveltire il cammino della Nazione,  abbiamo e continuiamo a far leggi che superano il numero degli abitanti e ben poco servono ai cittadini e alle imprese, siamo divenuti il secondo Paese corrotto e corruttore, dopo la Bulgaria, dove si può tranquillamente delinquere, uccidere, stuprare, rubare, senza avere mai colpevoli e soprattutto senza certezza della pena, e poi si manda in galera per quattordici mesi un giornalista per diffamazione. Gli italiani se ne rendono conto? Forse sì, ma esprimono tutto il loro sdegno semplicemente sfogandosi su Facebook o su qualche altro social network.
Sallusti non è il primo giornalista a cadere sotto questa mannaia; prima di lui successe a Giovannino Guareschi, l’indimenticato autore di “Don Camillo e Peppone”, a Stefano Surace, già settantenne, mentre Lino Jannuzzi scampò al carcere grazie al provvedimento di clemenza del Capo dello Stato. Anche questa volta l’indignazione popolare e la vasta eco suscitata dalla notizia, ha fatto sì che neanche Sallusti vada in carcere. Ma il problema rimane. E la magistratura, provocatoriamente, ha voluto evidenziarlo condannando, secondo legge, il giornalista.
Solo adesso, forse, i nostri fetentoni nullafacenti di Montecitorio, troveranno il tempo e la voglia di cambiare la legge e adeguarla ai tempi e al sistema democratico. Ancora una volta preceduti dalla magistratura.

domenica 9 settembre 2012

Un'estate a Pazardjik


Estate molto movimentata quest’anno a Pazardjik. Il caldo torrido dell’Europa centrale sembra essersi accanito stabilmente anche in Bulgaria e particolarmente a Pazardjik, città stampata su una pianura vastissima dove non piove da mesi. Se a questo particolare clima aggiungiamo anche che il nostro appartamento, in affitto, è sprovvisto di climatizzatore e che i proprietari si rifiutano di installarlo, allora non resta altro da fare che cambiare aria e appartamento.
Ricerca lunga e difficile, ma alla fine siamo riusciti a trovare qualcosa di più umano. Se Kiro si sbriga, fra una decina di giorni inizia il tormento. Chiamo tormento, e forse è una parola troppo dolce, il trasferimento delle “poche masserizie” da una casa all’altra. Ho ancora in mente quello di quattro anni fa. Qualcuno dei miei amici lettori certamente sarà incappato in questa “disgrazia”. Le poche masserizie diventano un camion di scatole, suppellettili, pignatte, mobili, fagotti, vestiti e “monnezze” varie accumulate negli anni che non sai come fare entrare nella nuova casa. E pensare che l’appartamento l’hai già preso arredato! Ci accorgiamo, però, che tanta roba gelosamente conservata neanche ci serve e questa è l’occasione buona per fare pulizia… Una bella ripulita, per dirla tutta, bisognerebbe farla anche in Italia, ma è meglio non addentrarsi in questi discorsi.
Quattro anni fa scrissi un post intitolato “Cambi casa e ti cambia la vita”. Si riferiva alla tragica e prematura morte della figlia di Renata, la mia compagna, mentre ci trasferivamo nel nuovo appartamento. Adesso mi ritorna alla mente quel ricordo che ossessiona i miei pensieri. Mi auguro che il buon Dio questa volta sia misericordioso e ci guardi con occhio benevolo.
In tutto questo bailamme, però, la torrida estate si è trasformata in tiepida primavera per il piacere che mi hanno dato molti amici virtuali del blog e di facebook, italiani e bulgari, nel venire a Pazardjik per poter finalmente conoscerci. Penso che ne arriveranno anche altri, alla chetichella, che non solo vogliono conoscere la Bulgaria, ma hanno in mente di risiedervi. D’altronde le vicende economiche italiane sono sotto gli occhi di tutti e ognuno cerca il rimedio migliore per sopravvivere cercando lidi più ospitali e soprattutto più economici.
Vincenzo Ingrao e la mamma sono state le prime persone che dopo essere arrivate a Sofia da Palermo, hanno avuto l’ardire di affrontare il viaggio in treno per arrivare a Pazardjik. In Vincenzo ho conosciuto e apprezzato uno stupendo ragazzo di 23 anni ansioso, dopo molti contatti epistolari, di conoscermi per parlare dei più svariati argomenti. In lui, padre palermitano e madre di Stara Zagora, violoncellista, ho rivissuto momenti bellissimi dei miei soggiorni nel capoluogo siciliano.
A seguire arricchisco le mie conoscenze con Carmelo Ciccone. Anche lui sposato con una signora di Pazardjik, sta trascorrendo le ferie qui con i due figli e gli farebbe piacere conoscermi. Come non assecondare questo desiderio? Non sanno queste brave persone il piacere che danno a me nell’incontrarle e trascorrere un po’ di tempo in loro compagnia…
Il Caffè Dolce Vita è diventato il luogo preferito per gli appuntamenti con i connazionali, vi possiamo bere insieme un buon caffè, una fetta di torta o un ottimo gelato preparati da due coniugi bulgari, Zani e Vania, che in Italia hanno avuto ottimi maestri. Qui, ancora, ho incontrato Gennaro con relativa prole e moglie bulgara che giorni prima mi aveva omaggiato per strada con un “Buongiorno, signor Tutino” che mi ha dato grande piacere perché inaspettato. Incontri piacevoli attorno a un tavolo, nella frescura di un locale climatizzato; e qui ha voluto conoscermi l’altra cara amica Nonka Kouzeva, una simpatica e distinta signora bulgara sposata anche lei a un siciliano, che è tornata a Pazardjik da Grenoble insieme a una coppia francese per la prima volta in Bulgaria. Luca Biscuola e l’amico Sergio, invece, ho avuto la fortuna di conoscerli a Plovdiv in casa di Adalberto Buzzin - crocevia di mille incontri tra connazionali – che alcuni giorni prima ha incrementato le mie conoscenze venendo a trovarmi insieme a Ottavio Patanè, moglie e figlio, arrivati in Bulgaria dalla Sicilia a riprendere il Suv che l’anno precedente gli era stato rubato in Slovenia (storia lunga, come è immaginabile, ma finita bene).

E che dire di Sara Falco e Anna Giacanella? Non so come fanno a trovarmi, loro sono le ultime ma non ultime nel mio cuore. Anch’esse vogliono conoscermi e si prenotano per una copia del mio libro “Scoprire la Bulgaria”. Partono dall’Italia e poi, da Plovdiv, arrivano insieme a Marin, un giovanotto bulgaro reduce dall’Italia e adesso rivenditore di automobili in Plovdiv.  Abitano a Rimini. Sara, giovane donna dinamica e bella, responsabile marketing della rivista InBici, turista con interesse alle prospettive di lavoro che offre la Bulgaria, e Anna Giacanella, donna e nonna meravigliosa, turista a tempo pieno, scrittrice per diletto e beneficenza, con alle spalle una storia commovente e umana, che prometto di raccontare in un prossimo post, nel quale dovrò coinvolgere anche gli amici lettori.
Che dire ancora? Un vecchio testo dei Righeira cantava che l’estate sta finendo… le poche ferie son finite, gli amici ritornano al lavoro in Italia, le giornate si fanno più corte e tra non molto anche più fredde, poi la prima neve e l’anno nuovo con tutte le incognite economiche legate alla crisi europea, e noi restiamo qui - pensionati italiani semi-bulgarizzati – a dare il benvenuto ad altri connazionali che ingrosseranno la colonia dei residenti all’estero o a turisti curiosi che vengono a scoprire la Bulgaria con pochi soldi.

giovedì 6 settembre 2012

Malasanità: superficialità o incompetenza?



“”Morte della badante bulgara: quattro indagati per malasanità
E' ancora giallo sulla morte della badante bulgara Emilia Mihaylona. La donna è deceduta lo scorso 30 agosto presso l'Ospedale Garibaldi per " sopraggiunti problemi respiratori".

La Procura della Repubblica di Catania ha aperto un'inchiesta che ha già portato alll'individuazione di quattro indagati tra il personale medico dei due presidi ospedalieri interessati, ovvero il Ss. Salvatore di Paternò e il Garibaldi centro di Catania.
Emilia Mihaylona, mentre si trovava in Bulgaria - nei primi giorni di agosto - ha avuto un incidente stradale. I primi fastidi, però, li ha avvertiti al suo ritorno a Catania. La donna, così, aveva deciso di recarsi prima al Pronto Soccorso del Garibaldi e poi all'Ospedale di Paterno.
La donna, nonostante i forti dolori accusati, è stata dimessa da entrambi i nosocomi. Dopo pochi giorni, è morta. A seguito del decesso, la cugina della vittima ha presentato una denuncia.”” (Catania Today del 5 settembre 2012).

Dover morire succede prima o poi a tutti e in qualsiasi luogo. Ma morire perché dei presunti medici hanno preso la laurea per un cesto di limoni, è veramente terribile e vergognoso. Mi soffermo su questo nuovo caso perché riguarda una cittadina bulgara che lavorava in Italia, e specificamente in Sicilia, la mia terra. Mi tocca particolarmente perché, risiedendo da sei anni in Bulgaria, mi sono trovato a dover ricorrere alle cure della sanità bulgara. Avevo mille timori per la mia vita, che sono stati spazzati via da due anni di cure specialistiche accurate e non esito a dire anche premurose, che ancora proseguono e che forse in Italia non avrei mai ricevuto. Non voglio lodare più di quanto sia lecito la sanità bulgara né sputare su quella italiana, perché la malasanità è presente ovunque. La mia vuole soltanto essere una testimonianza di buona sanità, che si trova anche in Italia, ma che io – cittadino italiano – ho avuto la fortuna di conoscere e trarne beneficio in terra bulgara.

sabato 1 settembre 2012

Uno Mattina Estate e i pensionati all'estero


Ieri 30 agosto ho visto in televisione un servizio di Rai1, presentato dall’ottimo Gerardo Greco, sui pensionati all’estero. Ospiti Antonio Mastrapasqua, anche presidente dell’Inps (“anche” perché, oltre ad avere questo incarico, glie ne sono stati conferiti altri 24), il giornalista Roberto Gervaso, il giornalista Beppe Bonazzoli da Phuket, un editore del quale non ricordo il nome, e un collegamento Skype anch'esso dalla Thailandia.
Il servizio era incentrato sul fenomeno della migrazione dei pensionati italiani verso Paesi esteri. Il presidente dell’Inps Mastrapasqua confermava la notizia che attualmente l’Istituto spedisce la pensione all’estero a circa mezzo milione di pensionati. Mi è sembrata fuori luogo la presenza di Roberto Gervaso – giornalista, tra l’altro, che ho sempre seguito con interesse per la sua dialettica arguta – che decantava le bellezze dell’Italia, e la sua netta ritrosia a trasferirsi all’estero, facendoci sapere che non è mai andato a vedere l’appartamento che la moglie ha comprato a Miami. Mi permetto far notare al simpatico Gervaso che i pensionati italiani che si trasferiscono all’estero, amano l’Italia almeno quanto l’ama lui, e se poi questi decidono di trasferirvisi, dieci volte su dieci partono verso regioni del mondo dove il costo della vita permetterà loro di vivere dignitosamente. Se anch’io avessi avuto, come lui, un appartamento accanto al Colosseo e una pensione non certo di mille euro, non sarebbe presunzione dire che mai sarei venuto a vivere in Bulgaria, e gli amici bulgari non me ne vogliano.
Beppe Bonazzoli, invece, è il giornalista che, una volta in pensione, ha pensato bene di abbandonare la vita stressante di una società stretta nella morsa del malessere, per riposare corpo e mente in un paradiso tropicale. Ha tutta la mia ammirazione. Ha scritto anche un libro, Fuga per la vita, un misto di autobiografia e di reportage, che descrive la vita di un anziano professionista che abbandona lo stress, gli amici, gli affetti, l’Italia, per godersi il resto della vita al tepore dei Tropici. Anche lui, come me, invita gli italiani che ne hanno il coraggio, a fare il grande passo: emigrare per ricominciare a vivere con la V maiuscola.
L’editore del quale non ricordo il nome, anziano anche lui, ha trovato il modo di ringiovanire e dare un senso alla sua vita, trascorrendo – a seconda della temperatura e delle piogge – sei mesi in Italia e sei mesi a Malindi, in Kenya.
Il servizio di Uno Mattina l’avrei trovato molto più utile se, pur raccontandoci le storie di Bonazzoli, dell’editore e del  signore in collegamento Skype dalla Thailandia, ci avesse presentato qualche altra storia un po’ più prosaica, di pensionati emigranti, la vita e le storie, in pratica, dei pensionati da soli mille euro e anche meno, che vivono una comunissima vita, ma sempre decorosa e dignitosa, anche in altre nazioni che non sono quegli immaginari paradisi terrestri che ogni volta ci propinano.
Io continuo a tifare per la Bulgaria perché – pur lontano dallo stress e dai costi italiani – vivo sempre in Europa a un’ora e mezza di aereo dall’Italia con meno di cento euro, godendo di tutte le cose buone che questa nazione può offrire, senza subire gli eventuali traumi di culture tradizioni e cucina troppo diverse dalle nostre, perché alla nostra età diventa poi sempre più difficile assorbirle e integrarvisi, per non parlare poi, sempre per rimanere con i piedi per terra, di eventuali cure sanitarie che malauguratamente dovessero servire.

lunedì 27 agosto 2012

I "Visitors" si stanno impadronendo dell'Europa


La conquista è iniziata undici anni fa con l’ingresso nell'euro. Molto tempo prima era iniziata la farsa dell’Unione Europea. I Visitors sono entrati nei corpi e nelle sembianze dei politici più eminenti d’Europa e giorno dopo giorno, senza guerre, senza spargimento di sangue e milioni di morti, ci stanno dominando in modo pacifico ma subdolo. Tutto è stato studiato in modo scientifico e diabolico. I capi di Governo e di Stato e i più grandi economisti d’Europa sono stati programmati per la progressiva autodistruzione del nostro vecchio continente. Quelle orribili viscide creature dal sangue verde sono entrate e si sono trasformate nei presidenti e governatori del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Centrale Europea, della Bundesbank e di tutte le maggiori banche d’Europa. Adesso sono soltanto loro a comandare per il tramite della Merkel, vecchia brutta e antipatica, mentre nella fiction televisiva di parecchi anni fa era molto più bella ed attraente.
Con l’euro moneta unica i singoli Stati, che progressivamente vi entrano a far parte, perdono la loro sovranità che delegano alla Banca Centrale Europea, la sola che può stampare moneta. Bulgaria, Repubblica Ceca, Danimarca, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Romania e Regno Unito resistono ancora imperterrite, né penso che mai vi entreranno, visti i risultati disastrosi delle Nazioni che lo hanno adottato.
Ho incontrato casualmente, in Bulgaria, uno di questi Visitors, un alieno pentito fuggito dall’Europa dell’euro, un po’ alticcio e in vena di confidenze perché non abituato a bere rakia. Mi ha confidato che pochi di loro hanno potuto completare l'attuale trasformazione, ma presto gli Stati saranno costretti a vendere i beni più preziosi per poter sopravvivere, poi gradatamente, quando i cittadini arriveranno alla fame, ognuno di noi venderà a loro il proprio sangue in un estremo tentativo di sopravvivenza, che sarà l’ultimo. Solo allora, ma troppo tardi, i popoli d’Europa capiranno di essere stati tratti in schiavitù senza colpo ferire.
Quando gli ho detto che sono un italiano espatriato in Bulgaria, il Visitor pentito mi ha tranquillizzato. Per l’Italia non sono stati adottati trasformismi tra i politici, i sindacalisti e le autorità della nostra Nazione. Hanno preso questa decisione dopo che uno studio su queste persone ha chiaramente dimostrato che non abbiamo bisogno di trasformisti, gli originali che abbiamo ci condurranno dritti  all’autodistruzione, probabilmente anche prima della Grecia.

giovedì 9 agosto 2012

Lettera a un ex atleta


Caro Alex, hai veramente creato un bel casino… Ho sentito in televisione la tua conferenza stampa e devo dirti che mi sono veramente commosso. Sai, io non sono un giornalista, sono una persona anonima, come i milioni di anonimi che fino a ieri ti hanno ammirato ed acclamato e che oggi sono rimasti di merda nel sentire dai giornali che anche tu ti dopavi.
Sinceramente non so se hai detto tutta la verità, perché potresti , malgrado tutto, coprire la o le persone che ti hanno portato allo stato attuale, come la sindrome di Stoccolma, dove la vittima si innamora del carnefice. Ma a me questo interessa poco. La cosa importante è che finalmente sei uscito dall’incubo che stavi vivendo. Perché io credo che il mea culpa fatto davanti a milioni di persone, il pianto che reputo sincero, ti hanno tolto dallo stomaco un tumore che ti avrebbe portato a ben più gravi conseguenze.
Io non solo non ti giudico, ma ti assolvo a prescindere… molti altri personaggi oggi, in quest’Italia, dovrebbero passare sotto la gogna mediatica e non solo, e invece li abbiamo quotidianamente davanti agli occhi spudoratamente sornioni, sorridenti o finti incazzati, come se con i mali dell’Italia loro non avessero nulla in comune, e giocano allo scaricabarile. Oggi tu sei diventato il capro espiatorio e la divagazione da ben altri problemi
Ma poi, alla fine, né io né altri abbiamo titoli per giudicarti, assolverti o condannarti. La vita è tua e prima di ogni cosa, per debolezza caratteriale, hai tradito te stesso e le tue aspettative future, o forse neanche più quelle, visto che di siffatta vita eri nauseato e non sapevi come uscirne. Il polverone che hai alzato è stato invece motivo, per i soliti soloni pronti a lapidarti, di riempire pagine di giornali, mettere su serate televisive di approfondimento, dove tutti dovranno per forza dare un giudizio su di te e sulla tua vita, su quello che hai fatto e su quello che avresti potuto fare, se le tue medaglie sono pulite o sono drogate, se Carolina ti lascia o no, se la tua è stata fragilità psicologica o invidia per i suoi successi, e tutte le coglionate che ognuno di loro avrà nel paniere delle domande che non avranno mai risposta, perché la verità la sai solo tu e tu solo sai perché sei caduto in questo tranello.
Avrai sentito di tanta gente, che pur ricopriva ottimi incarichi nella società, abbandonare la città, il sistema, questo modo di vivere, per andarsene in campagna, novelli Cincinnato, a fare gli agricoltori, i contadini e stare a contatto con la natura. Bene, tu hai la fortuna di poter ritornare a vivere questa vita, perché in campagna ci sei nato e sei fatto per vivere libero la vita di ogni comune mortale senza l’assillo del cronometro che scandisce la tua marcia, il tuo tempo, i tuoi divertimenti, le tue serate con gli amici, la tua vita infine. Adesso che il gossip ti ha fagocitato, hai pagato il dazio che il sistema pretende. Tra una settimana ci saranno altre notizie che metteranno nello scantinato la tua vicenda, oltre tutto hai anche un nome, Schwazer, difficile per noi da pronunciare e ricordare. 
Resterai solo con te stesso, i tuoi genitori e forse - ma ne dubito – Carolina. Allora, se veramente vuoi ricominciare una nuova vita, la vita di tutti i giorni, quella vera con gioie e dolori, fatta di lavoro e di responsabilità ma anche di serenità d’animo e di semplicità, hai a disposizione i mezzi  e i luoghi dove vivere la normalità come tanti altri milioni di persone. E son certo che hai l’intelligenza, la forza e la volontà per ricominciare. Per gli amici, i vicini, i compaesani, che ti conoscono bene sarai sempre il ragazzo che era andato via per un po’ di tempo e ti accoglieranno con un “ciao Alex, dove sei stato? Era ora che tornassi… ti va di fare quattro passi?” .