lunedì 12 maggio 2014

Nasce la “Fondazione degli Italiani e Amici degli Italiani in Bulgaria”


Già da tempo si è infittito l'arrivo di connazionali che abbandonano gli italici lidi per cercare una vita più serena in Bulgaria. Siano pensionati, o imprenditori o semplici turisti, vogliono conoscere realtà di vita lontani da uno Stato che, a pelle, sentono nemico, uno Stato che invece di aiutarli e supportarli in una crisi che li sta facendo sprofondare nella palude dell'indigenza, continua a mantenere corrotti e corruttori, burocrati, evasori fiscali e intrallazzatori, e grava di tasse cittadini e imprese, con la pretesa di ricostruire, con questi stessi uomini, un'Italia migliore, l'Italia del lavoro, del made in Italy, l'Italia del benessere dolorosamente acquisito col sudore e col sangue dei nostri padri.
Questo è il motivo per cui pubblico con piacere l'e-mail speditami dall'amico Claudio Chiffi, che mi comunica la nascita della “Fondazione degli Italiani e Amici dell'Italia in Bulgaria”. Gli obiettivi della Fondazione sono encomiabili e meritevoli di essere condivisi e appoggiati, nella speranza che possano essere un valido sostegno ai connazionali che approdano in terra bulgara completamente in balia di potenziali approfittatori interessati a sfruttare la loro buona fede e l'ignoranza della lingua.

In data 29 aprile 2014, con decisione n. 139 del Tribunale di Varna, è stata registrata la “Fondazione degli Italiani e Amici dell'Italia in Bulgaria”, con sede in Varna, uliza Konstantin Velichkov n. 13 – Tel. 0898 865187.
Presidente della Fondazione è il Sig. Claudio Antonio Chiffi.
Gli obiettivi della Fondazione sono:
- aiutare a livello materiale e morale i cittadini italiani che si trovano per turismo, per affari oppure risiedono stabilmente in Bulgaria;
- dare assistenza agli stessi nel corso delle pratiche burocratiche, amministrative, mediche con le istituzioni locali;
- integrare i cittadini italiani nella realtà bulgara anche mediante corsi di istruzione della lingua bulgara.
Pertanto abbiamo il piacere di invitarvi all'inaugurazione della sede della “Fondazione degli Italiani e Amici dell'Italia in Bulgaria”, uliza Konstantin Velichkov n. 13, Varna, tel. 0898 865187, che si terrà il giorno 6 maggio 2014 alle ore 11.00 in occasione della Festa Nazionale Bulgara di S. Giorgio.
Officerà la cerimonia il Parroco della Chiesa cattolica di Varna, Iazek Vuicik.
Il Consiglio Direttivo.

Tempo fa avevo dato notizia della prossima istituzione, in Bulgaria, di un Patronato che possa adempiere ai compiti che si è prefissi la Fondazione. Per motivi vari, pur essendo sempre più necessaria e urgente, l'apertura si prolunga ancora. Motivo in più per dare il benvenuto a neofita Fondazione. La serietà professionale di Claudio Chiffi e la stima che ho per lui, che ne è Presidente, mi autorizzano a credere che finalmente i tanti nostri connazionali che stanno arrivando, avranno un valido bastone cui appoggiarsi nell'espletamento delle pratiche burocratiche, nella lingua e nel sostegno morale. Da parte mia, oltre all'augurio di un buon lavoro, ci sarà sempre un giudizio obiettivo e sincero sull'operato, e se fosse necessario anche critico.

giovedì 17 aprile 2014

Trasferirsi in Bulgaria: attenti ad affidarvi a falsi amici e traffichini (precisazione d’obbligo)

In merito all’articolo dallo stesso titolo, pubblicato due giorni fa, mi è arrivata una e-mail e poi una telefonata da Claudio Chiffi, che si lamentava del fatto che il mio articolo potesse far pensare che dietro tutto questo possa nascondersi qualche truffa o imbroglio verso i connazionali che arrivano in Bulgaria. Premesso che truffatori ed imbroglioni esistono e sono sempre in agguato, motivo per cui a inizio articolo ho citato due esempi, voglio rassicurare l’amico Claudio, che non solo ha tutta la mia stima e simpatia personale, ma che questa la riscontro ancor di più professionalmente, perché si sta impegnando in modo ammirevole nell’accogliere tutti i pensionati che arrivano a Varna, facendoli sentire a casa. Me ne sono reso conto personalmente quando ho avuto occasione di fargli visita, e voglio ancora ringraziarlo pubblicamente.
Ho anche augurato che presto possa esserci un Patronato che assista queste persone che, d’impatto, si trovano in una realtà ben diversa dall’Italia, ma quand’anche ci fosse, offrirebbe consulenze e consigli e moduli, di certo non il servizio completo “chiavi in mano” che l’amico Chiffi, dal suo sito http://www.pensioneinbulgaria.com offre a chi sbarca a Varna. Servizio onnicomprensivo e meritorio, giustamente retribuito, che toglie al pensionato ogni preoccupazione fin dall’arrivo. Debbo, anzi, dargli atto di una generosità verso i connazionali, che spesso si  è rivelata mal riposta.

Vorrei, con questa precisazione, rassicurarti, caro Claudio, che il mio articolo non riguardava e non voleva riferirsi a probabili inghippi truffaldini e tanto meno si rivolgeva alla tua persona, ma al comportamento e al modo di parlare e ricevere i pensionati che arrivano, e tu in questo sei un signore. Cosa che non avviene a Sofia, e me ne dispiaccio, ma è vero anche che quest’arte non si impara. Signori si nasce, diceva il grande Totò…

martedì 15 aprile 2014

Trasferirsi in Bulgaria: attenti ad affidarvi a falsi amici e traffichini


E’ normale che un povero cristo – per l’occasione il pensionato che arriva in Bulgaria – nel momento in cui sbarca a Sofia, abbia bisogno di un supporto che lo guidi in una città sconosciuta. A tutti, solo per iniziare, raccomando di prendere – se non c’è già qualcuno che lo aspetta all’aeroporto – un taxi “ufficiale” e non affidarsi al primo che lo invita all’uscita dall’aeroporto. Eviterà così di pagare 50 leva a un imbroglione, per una corsa che dovrebbe costarne 10-15.

Dopo gli imbroglioni vengono gli “amici”. Per questo avevo già messo in guardia coloro che arrivano, di sapere e di capire in che mani affidano l’inizio della loro avventura in terra bulgara. Non più di un mese fa, un nostro connazionale – con l’aiuto degli amici Franco Branca e Claudio Chiffi, italiani che vivono in Bulgaria - è stato “salvato” a Varna da una banda di truffatori italo-bulgari che lo stavano lasciando in mutande. La soluzione migliore sarebbe quella di rivolgersi a un Patronato, che purtroppo in Bulgaria non c’è ancora, come in molte nazioni europee, ma spero che presto possa esservi istituito. Nel frattempo i pensionati che, alla spicciolata - dopo il servizio delle Iene - stanno arrivando per un giro di ricognizione, a chi possono rivolgersi? Sinceramente oggi, non c’è destinatario cui potersi affidare, se si eccettuano le agenzie di consulenza, ma quelle sono dedicate soprattutto alle società italiane che vogliono operare sul territorio bulgaro.

E allora rimangono eventuali amici che già si conoscevano, o altri conosciuti su facebook, o ancora i personaggi che, attraverso le trasmissioni della Rai e di Mediaset, hanno acquisito una relativa visibilità agli occhi di coloro che vogliono scappare dall’Italia. Ma in una umanità in cui etica e moralità, sembra siano perennemente agli ultimi posti  delle classifiche mondiali, come fare a fidarsi di persone che all’altro capo di skype o facebook o di un’e-mail ti dicono “stai sereno” e poi magari si rivelano “traffichini”?

Il tutto è quindi demandato alla sensibilità e serietà della persona che i pensionati hanno contattato dall’Italia per avere un possibile supporto in Bulgaria. Molti di questi mi hanno cercato quando erano già in Bulgaria, chiedendomi esplicitamente se potevano incontrarmi, dopo aver avuto già un primo contatto in Bulgaria. Il servizio delle Iene, intervistando i pensionati qui residenti, aveva anche posto in primo piano l’e-mail di uno di noi (noi, perché tra gli intervistati c’ero anch’io), e fin qui niente di male, anzi. Così come non c’è niente di male se, a un connazionale che ha bisogno del nostro aiuto e della nostra consulenza, si chieda poi un piccolo rimborso per l’aiuto prestato e le spese sostenute. Penso, anzi, che questo lascerebbe in ottimi rapporti e avvierebbe a una futura amicizia sia chi supporta che il supportato.

Quello che, invece, mi ripugna è approfittare della debolezza e dei bisogni di chi arriva già prostrato e malmesso dalle angherie italiane, e le prime parole che si sente dire sono il tariffario e le spese da affrontare per i vari servizi, come se ci si fosse rivolti a un’anonima agenzia chiedendo i prezzi delle varie prestazioni. Ho raccolto e sto raccontando le lamentele di questi pensionati ai quali ho dato il mio aiuto, senza chiedere 500 euro per il disbrigo delle pratiche burocratiche, né 20 euro e l’auto per portarli in giro, né tanto meno il pagamento del pranzo perché sono sicuro lo avrebbero fatto senza aver posto prima le condizioni.

Nessuno di noi è tenuto e nessuno ci obbliga, ad aiutare il pensionato che arriva e si trova totalmente spaesato. Si può fare questo e chiedere un rimborso, anche perché ritengo che il lavoro debba essere pagato. Ma c’è ancora una parola, in qualsiasi dizionario italiano, “Solidarietà”. E se non si usa in questa occasione, evidentemente non se ne conosce il significato. E allora è preferibile rivolgersi a un’anonima agenzia di servizi che a fine lavoro ringrazia il cliente, piuttosto che affidarsi al traffichino di turno che approfitta del momento, costa di più e bisognerà pure ringraziare.


giovedì 27 marzo 2014

Mentre l’Italia aspetta il Messia, i pensionati scoprono la Bulgaria



Da una crisi all’altra i governi saltano e la crisi, invece di migliorare, si aggrava sempre di più. Colpa dell’Europa? del sistema Italia? degli imbelli partiti politici? colpa degli italiani? Fiumi di inchiostro e migliaia di talk-show e programmi di approfondimento per illustrare il nostro declino e trovare improbabili soluzioni al dramma che stiamo vivendo. Oggi, finalmente, con fama di rottamatore, è arrivato il Messia, il Matteo nazionale che ha promesso agli italiani di portarli fuori dalla Cloaca Maxima nella quale stanno annegando.
Riuscirà il nostro Eroe a ridare ossigeno e far riaprire le imprese, cancellare il Senato, le spese pazze e gli Enti inutili che ci stanno affossando, combattere corruzione ed evasione fiscale, rimodificare l’articolo 5 della Costituzione, abolire le province e tutto il sistema burocratico che allontana imprese ed investitori, moralizzare le spese delle Regioni? Gli italiani sono divisi: una metà è certa che non cambierà mai niente, l’altra metà crede in lui e spera che riesca nella sua impresa titanica, anche perché lo vede come ultima speranza prima del tracollo finale e definitivo. Luigi XV diceva che dopo di lui ci sarebbe stato il diluvio, in Italia – già con Renzi – sta diluviando abbondantemente, resta da vedere soltanto chi sopravviverà.
Nel frattempo il comune mortale, il disoccupato, il giovane, il pensionato, cosa fa? Ciò che qualche mese fa aveva scatenato l’interesse di questi disagiati – i servizi televisivi della Rai e di Mediaset con Le Iene – sta diventando man mano realtà. Dalle e-mail che chiedevano notizie su un Paese dove i pensionati avrebbero potuto vivere serenamente, si è passati ai viaggi in avanscoperta per una “terra promessa”, la Bulgaria. Per i giovani e i disoccupati sono svanite le tenui speranze, poiché qui, in quanto a crisi, ce n’è più che in Italia. I pensionati, invece, si sono attrezzati, hanno discusso a casa, hanno fatto un po’ di conti, alcuni hanno scoperto per la prima volta dove si trova la Bulgaria sulla carta geografica, poi hanno iniziato a prenotare il viaggio di andata e ritorno e adesso, alla spicciolata, stanno arrivando, affidandosi a connazionali amici virtuali interpellati su facebook o su skype o con e-mail. Penso che gli arrivi si alterneranno per l’intera estate, alla ricerca della località ideale per le esigenze di ognuno; poi verrà la decisione finale, dopo aver valutato pro e contro di un trasferimento in una nuova terra.
Stimo – ma è una mia impressione personale – che molti ritorneranno, per vivere o risiedere qui, a seconda delle convenienze e situazioni personali; altri, probabilmente, troveranno ostica la lingua, antiquate le strutture, difficoltà di integrazione, servizi sanitari inadeguati o altro, e decideranno di restare a soffrire in Italia, in attesa che lì possano migliorare le loro condizioni di vita. D’altronde, non tutti hanno poi il coraggio di affrontare l’incognita di vivere lontani dal focolare domestico.
Parlo di ciò che, nel mio modesto ambito, vedo e osservo in Bulgaria, della gente che mi contatta e fa domande su domande,ma ci sono molte persone che si rivolgono ad altri connazionali ed altre strutture o siti dedicati, sia per trasferirsi in Bulgaria che in altre parti del mondo, accoglienti e vivibili con la nostra pensione.
Vorrei dare a tutta questa gente un paio di consigli. Primo: sappiate che ovunque vi recherete non sarà quella la mèta sospirata per una vita, semmai potrebbe essere la migliore in quel momento. Ogni luogo ha i suoi lati positivi e quelli negativi. Valutate bene le convenienze e poi scegliete quello che, a vostro giudizio, è meglio fare. Secondo: siate prudenti nelle scelte e cercate di affidarvi a persone che reputate degne di stima e soprattutto preparate e serie, in particolar modo se volete fare degli investimenti di qualsivoglia tipo. In queste occasioni, escono come funghi società o persone inaffidabili e truffaldine, che approfittano delle altrui debolezze e ingenuità, per far piangere anche chi non ha più lacrime.

domenica 9 marzo 2014

Отворено писмо до Тодор Попов, кмет на община Пазарджик - Lettera aperta al Sindaco di Pazardjik, Todor Popov

(Това писмо е на български език, за да бъде разбираемо за господин кмета, а също така и на италиански, за да го разберат италианците, които ползват малко български език, тъй като това е много труден за нас език).
(Questa lettera è scritta in bulgaro perché sia comprensibile dal Sindaco, e in italiano perché possano comprenderla anche gli italiani che masticano poco il bulgaro, lingua molto ostica per noi).

Добър ден господин Попов,
Пише Ви италиански гражданин, дошъл в гр. Пазарджик през юни 2006 г… Може да не Ви се вярва, но моето идване в този град тогава ме върна назад във времето с около петдесет години и се почувствах отново дете в родната ми страна, в Сицилия, в обстановката на една полуразрушена Италия, сред бедни хора, които се опитваха отново да стъпят на крака след щетите от войната, но хора солидарни, щедри и дори ведри и усмихнати, въпреки мизерията на онзи момент. Пазарджик ми хареса от пръв поглед точно по тази причина - заради спокойния и изпълнен с надежда живот, въпреки лошото състояние на улиците,пълни с дупки, олющени сгради в стил „Либърти”, останали занемарени, стари и грозни многоетажни блокове, но пък и много други в процес на изграждане.
Впоследствие, шест месеца по-късно, влизането в Европейския съюз даде на България възможност за достъп до европейските икономически средства и постепенно преобразяване и на гр. Пазарджик, на който Вие междувременно станахте градоначалник, а после бяхте и преизбран за втори мандат, защото очевидно бяхте работил добре и аз също Ви подкрепях. Наблюдавах с удоволствие създаването на новите пешеходни зони в историческия център, ремонтирането на улиците и новото осветление, подмяната и полагането на нови подземни проводи и тръби, пълното преобразяване на прекрасния парк „Острова” - истински рай за децата, новите градски паркинги, озеленяването и разполагането на цветни композиции по главните улици, рекордната най-дълга пейка в света, която обикаля целия парк. В етап на ремонт и модернизиране е и старата ЖП гара, която след това ще предлага по-достойни условия за посрещане на многобройните пътници, които преминават през нея.
Докато изразявам своята и на толкова много граждани на Пазарджик благодарност за това, което дотук направихте за града, бих ли могъл и да Ви дам един съвет? Време е да помислите, господин градоначалник, и за второстепенните улици, тези, които прекосяват ежедневно обикновените граждани, за да се врънат вкъщи, тези, които досега останаха пожертвани, тъй като са скрити. Много от тези улици са пълни с дупки и неравности, които правят невъзможно преминаването в условията на дъжд, защото се превръщат в езера, а нямаме лодки. Аз дори не мога да плувам и нямам дарбата на Исус да вървя по водата. Ще ми кажете, че би трябвало да съм свикнал, защото идвам от дупките на Рим, но годините преживени тук, заличиха навиците ми на кросово придвижване.
Макар че съм италиански гражданин, аз се чувствам дълбоко гражданин на Пазарджик, в малката полгаема ми се част плащам данъци и давам своя принос за общите разходи и бих искал градът да бъде хубав, уютен и чист дори и в по-малко видимите му ъгли, както например по пътя, който минавам, за да се прибера вкъщи. Миналата година, моята обич към българите и България ме подтикна да напиша книгата „Scoprire la Bulgaria” („Да откриеш България”, б. пр.) разбира се на италиански език, за да разпростра това усещане и към много други италианци, които сериозно се замислят да се преселят тук, а на мен би харесало особено много те да дойдат в Пазарджик.
Живея на ул. „Г. Бенковски” и достъпът ми е от задната страна на № 122. За да вляза в жилищната сграда, господин кмете, трябва да разполагам с лодка и ботуши, пък и цялата нечистотия на Пазарджик се наслагва наоколо. Защо да нямаме аз, пък и другите жители на сградата, същите права като другите? Защо трябва да се срамувам всеки път, когато приятел ми дойде на гости? Знам… в същите условия, заедно с мен вероятно, са и много други, но не е моя задачата да оглеждам и по другите улици, докато моята се налага да я минавам всеки ден. Някоя и друга снимка може би ще онагледи още по-добре защо реших да се обърна към Вас.
Много искрено се надявам, че когато с идването на хубавия сезон започнат уличните  ремонтни дейности, ще си спомните, господин градоначалник, че и ние сме част от обществото на гр. Пазарджик.
 С цялото ми непроменено уважение към Вас и с искрена благодарност:

Антонио Тутино






Buongiorno, signor Sindaco,
chi Le scrive è un italiano arrivato a Pazardjik nel giugno del 2006… forse non ci crederà, ma il mio arrivo in questa città mi riportò, allora, indietro nel tempo di una cinquantina d’anni, mi sono ritrovato bambino nel mio paese in Sicilia, in un’Italia semidistrutta, tra gente povera, che cercava di rialzarsi dai danni della guerra, ma solidale, generosa e anche serena e sorridente, pur tra le miserie del momento. Pazardjik mi è piaciuta a prima vista per questo motivo, per il suo vivere sereno e nello stesso tempo speranzoso, pur con strade malmesse e piene di buche, edifici stile liberty scrostati e lasciati all’incuria, vecchi palazzoni orrendi, ma tanti altri in costruzione.
Poi, sei mesi dopo, l’ingresso nell’Ue diede alla Bulgaria la possibilità di accedere ai contributi economici europei e alla graduale trasformazione anche di Pazardijk, di cui lei, nel frattempo, era divenuto Sindaco, venendo rieletto anche per il secondo mandato, perché evidentemente aveva lavorato bene, e anch’io ho tifato per lei. Ho assistito con piacere alla nuova pedonalizzazione del centro storico, al rifacimento delle strade e alla nuova illuminazione, alla sostituzione e posa di nuovissimi cavi e tubazioni sotterranee, alla trasformazione completa del magnifico Parco Ostrova, paradiso dei bambini, ai nuovi parcheggi cittadini, alla posa di fiori e fioriere sparsi per le strade principali, al record della panchina più lunga del mondo che circonda il Parco. E’ in fase di ristrutturazione e modernizzazione la vecchia stazione ferroviaria, che darà un’accoglienza più decente ai numerosi viaggiatori che vi transitano.
Mentre la ringrazio, insieme a tanti cittadini di Pazardjik, per quello che finora ha fatto per la città, posso permettermi di darle un consiglio? Pensi adesso, signor Sindaco, anche alle strade secondarie, quelle percorse quotidianamente dai comuni cittadini per il ritorno a casa, quelle che finora sono rimaste sacrificate perché nascoste. Ci sono tante di queste strade che sono piene di buche e avvallamenti che ne rendono impossibile il transito quando piove, sembra di attraversare dei laghi, ma senza avere la barca. Tra l’altro io non so neanche nuotare e non possiedo il dono di Gesù Cristo che camminava sulle acque. Lei potrebbe rispondermi che io dovrei essere abituato poiché vengo dalle buche di Roma, ma gli anni di permanenza qui mi hanno fatto perdere l’abitudine alle gimkane.
Pur essendo italiano, mi sento profondamente cittadino di Pazardjik, nel mio piccolo pago le tasse e contribuisco alle spese comuni e vorrei che la città fosse bella, accogliente e pulita anche negli angoli meno visibili, come per esempio per andare a casa. L’anno scorso, l’affetto per i bulgari e per la Bulgaria, mi ha indotto a scrivere il libro Scoprire la Bulgaria, in italiano naturalmente, per estendere questo sentimento verso tanti altri italiani che stanno pensando seriamente di trasferirsi qui, e a me piacerebbe particolarmente venissero a Pazardjik. Io abito a Via Georgi Benkovski, e arrivo a casa dal retro del numero 122. Per entrare a casa mia, signor Sindaco, bisogna avere la barca e gli stivali, e tutta l’immondizia di Pazardjik è depositata tutta intorno. Perché non possiamo avere, sia io che gli altri abitanti del palazzo, gli stessi diritti degli altri? Perché debbo vergognarmi ogni volta che un amico viene a trovarmi? Lo so… nelle stesse condizioni, insieme a me, molto probabilmente, ci sono tanti altri, ma non è mio compito guardare nelle strade altrui, mentre la mia devo percorrerla ogni giorno. Qualche foto del posto forse le farà capire meglio perché ho voluto scriverle.
Spero molto che quando, con la buona stagione, ricominceranno le opere stradali, lei si ricordi, signor Sindaco, che anche noi facciamo parte della comunità di Pazardjik. Con immutata stima, un sincero grazie da Antonio Tutino.










giovedì 27 febbraio 2014

Ricevere la pensione in Bulgaria

Nell’articolo del 17 febbraio su Bulgaria Oggi scrivevo che, secondo i dati della nostra Ambasciata, erano circa 800 gli italiani iscritti all’Aire. Devo correggere la cifra perché una telefonata dell’Ambasciata mi ha comunicato il numero esatto. Al 19 febbraio gli iscritti sono esattamente 1.111, 862 dei quali maggiorenni e 249 minorenni. Quest’ultimo dato mi fa supporre che gran parte di questi minorenni dovrebbe frequentare le scuole bulgare o la Scuola italiana di Sofia.

Intanto iniziano i primi arrivi di perlustrazione del territorio, cui a breve ne seguiranno altri. Mi riferisco, naturalmente, a coloro che mi hanno contattato, di altri non so. La prima giovane coppia è “sbarcata” a Pazardjik e poi Sofia per una visita mordi e fuggi. Contenti? No… felici! Ritorneranno in Bulgaria a fine settembre, insieme alla loro bimba. Volevano già cercare casa, ma li ho dissuasi… ogni cosa a suo tempo. Crescono intanto, sui social network, i siti di consulenza e supporto agli italiani che volessero trasferirsi in Bulgaria. Essendo fuori da ogni interesse specifico, consiglio a tutti, ove ne avessero bisogno, di affidarsi ad amici fidati o persone conosciute, o a professionisti del settore seri, onesti e preparati, onde evitare trappole truffaldine sempre in agguato in queste occasioni.

Passiamo adesso all’argomento principale dell’articolo: Come ricevere la pensione in Bulgaria.
Una volta espletate le pratiche per la residenza, comunicare all’Inps e a Citi, la nuova residenza e la modalità di pagamento desiderata, fornendo il nuovo indirizzo postale completo, la Banca di appoggio della pensione, numero di conto corrente, Iban, Bic. Ricordarsi di richiedere alla Banca una dichiarazione che attesti l’apertura del conto corrente. Tutto questo dovrebbe avvenire tramite i moduli dell’Inps che si possono stampare dallo stesso sito e di Citi alla quale bisogna richiederlo. In ogni caso, per eventuali dubbi ci si può sempre rivolgere ai Call Center sia dell’Inps che di Citi, che – per mia esperienza personale – funzionano egregiamente nel dare le notizie relative al nostro caso.
Per il Contact Center dell’Inps comporre il numero 0039 803164 da telefono fisso, e il numero 0039 06 164 164 da cellulare. Per contattare Citi comporre il numero 0039 02 6943 0693.

Quelli che invece sembra non funzionino o quanto meno non adempiano correttamente alle loro funzioni, sono gli uffici della Direzione provinciale Inps di Roma. L’8 febbraio ho chiesto se fosse arrivata la mia raccomandata A/R spedita il 6 dicembre 2013 ed eventuale esito alla mia richiesta di pagare le detrazioni sulla pensione in Bulgaria: nessuna risposta. Il 22 febbraio ho ripetuto la richiesta: ancora nessuna risposta. Nell’era della tanto decantata telematica in Italia andiamo avanti così. Che sia lo specchio della deriva? Voglio pensare ancora positivo, ma ne rimane poco.



domenica 23 febbraio 2014

"Le Iene" hanno aperto la strada: Cronistoria di un viaggio-lampo in Bulgaria di una giovane coppia

Quarantotto ore per visitare la Bulgaria. Visitare la Bulgaria? No, a loro è bastato visitare Pazardjik all’andata e Sofia al ritorno, il resto lo vedranno  negli anni, quando torneranno per viverci definitivamente. Le intenzioni di partenza sono queste, solo il tempo ci dirà se e quando cambieranno idea. Perché il servizio de “Le Iene” rumore in Italia ne ha fatto davvero tanto. E loro non sono i soliti pensionati che si trasferiscono per vivere qui la loro tranquilla vecchiaia, coperti dal reddito della pensione. No, questa è una coppia trentenne con bimba di due anni, che ha pianificato il proprio futuro dividendo la loro vita tra Italia e Bulgaria.
Noemi, piccola e minuta, cristallina e solare, una forza della natura,un peperino allegro e scanzonato cui è difficile star dietro, dolcissima ma ferma nelle sue decisioni; Emanuele, un ragazzo calmo e tranquillo, che concede tutto e si lascia trasportare dalla compagna. La bimba, in questo viaggio ricognitivo, l’hanno lasciata alla nonna materna. Quando mi hanno prospettato - chattando su Facebook -  il loro piano, sono rimasto allibito e pensavo che scherzassero. Anzi, parlo al singolare, perché ho sempre chattato con lei.
“Noi qui non ce la facciamo più, per una stanza dove non riusciamo a girarci paghiamo 500 euro al mese, più tutto il resto, stiamo sempre scannati e non ce la facciamo assolutamente, oltre tutto il nostro lavoro è prevalentemente stagionale e dopo non riusciamo a trovare altro. Per cui abbiamo deciso di risparmiare il più possibile nei quattro mesi che lavoriamo… diciamo almeno 8 mila euro, e gli altri otto mesi dell’anno li passiamo in Bulgaria, dove almeno possiamo avere un po’ di respiro. Tu mi dici veramente che 1000 euro al mese ci bastano per vivere in Bulgaria?”.
“Certo che vi bastano, e forse vi avanzano pure”.
“Allora vorremmo venire un paio di giorni a vedere. Io vorrei trovare un posto tranquillo, per me e la mia famiglia. Anche se siamo giovani non ci interessano i divertimenti, ci basta stare in un posto vivibile, purché non ci sia delinquenza. Tu dove abiti?”. “A Pazardjik, una piccola città di 80.000 abitanti, tranquilla e delinquenza quasi zero”. “Allora veniamo a trovarti, ti dispiace? Ci accompagni a vedere qualcosa? Non ti facciamo perdere molto tempo, solo mezza giornata. Domani guardo su WizzAir per prenotare l’aereo e poi prenoto anche l’albergo”.  “L’albergo non serve, i posti si trovano”.  “No no, non preoccuparti, non voglio disturbarti più del dovuto. Ne ho già visto uno molto bello”.

Qui finisce il mio articolo che stavo scrivendo sull’arrivo di questa simpaticissima coppia, perché dopo aver letto il post che Noemi ha pubblicato sulla sua bacheca di Facebook, ogni mia parola è superata dal reportage e dalla testimonianza, anch’essa mordi e fuggi, nonché dallo stile veloce e spontaneo, dal linguaggio diretto e a volte volutamente popolano, che questa stupenda ragazza ha voluto rendere al suo viaggio in Bulgaria.
Pur se lungo, ne raccomando la lettura fino in fondo. Non vi  annoierà e potrete leggere e vedere nelle sue parole uno spicchio, se pur piccolo, di Bulgaria.


“””Due giorni. Solo due giorni? Si.... solo due giorni. A ritmo serrato. Ma solo due giorni.
Perchè io, anzi noi, avevamo già un quadro abbastanza chiaro di cosa avremmo voluto vedere, date le giornate passate a studiare le varie alternative. E perchè di più non si poteva. Quindi sì, solo due giorni. Ma un milione di cose da raccontarvi. Ho parecchie premesse da fare. Così se stai leggendo questa nota perchè ti è balzata nel cervello l'idea che potresti trasferirti in Bulgaria, ti do già due dritte subito, almeno sai se proseguire nella lettura oppure no.....
Quello che sto per scrivere è il mio diario di viaggio, con le MIE impressioni e i miei punti di vista. A nulla servono se hai VERAMENTE intenzione di trasferirti in Bulgaria. Se davvero vuoi fare questo passo devi fare quello che ho fatto io: prendere un aereo e vedere con i tuoi occhi.
A mio avviso l'80 per cento degli italiani, sotto una certa soglia d'età, non sarebbe in grado di vivere in Bulgaria, perchè troppo attaccato all'estetica e ai pregiudizi piuttosto che alla sostanza.
Se ti aspetti di trovare il terzo mondo ti dico già che sei tu che hai il terzo mondo in testa....
La lingua non è semplice. Ma non è impossibile. Tutto dipende dalla tua elasticità e dalla tua reale voglia di impararla.
Noi avevamo dei contatti italiani a supportarci (e sopportarci) in Bulgaria. Vi consiglio di mettervi in contatto con qualche italiano per avere un minimo di aiuto giunti là. Ce ne sono in ogni città bulgara. E se avete il nostro culo avrete dei ciceroni spettacolari, e delle persone meravigliose accanto. In Bulgaria l'italiano si rilassa.... non è nevrotico come in Italia. Probabilmente per lui sarà un piacere darti le dritte che tu brami.
Fatte queste premesse posso iniziare a raccontarvi come ho vissuto io lo scorcio di Bulgaria che ho avuto l'onore di visitare.

Giovedì sera accompagno la mia stupenda bimba di due anni e qualche mese da mia mamma. Lei starà li. Perchè abbiamo troppe cose da fare, da vedere, da chiedere e dobbiamo essere "liberi" con la testa per poter assimilare più informazioni possibili. Così per la prima volta mi allontano da lei per più di una notte. Inutile dirvi che la amo così tanto che il solo pensiero mi metteva un po’ di ansia.... " e se le succede qualcosa e io sono in Bulgaria?" o "sentirà la mia mancanza?" e via discorrendo... chi è mamma sa. Inutile dirvi che con la nonna è stata meglio che con me.... (giretti sui cavalli, bagnetti, pranzi di natale, attenzione 24 ore su 24...) 
La partenza in aereo è per il mattino seguente, ma tale è la curiosità, la voglia di partire, la paura di perdere l'aereo, che dopo cena partiamo per raggiungere il parcheggio a Orio al Serio ancora prima di mezzanotte. Io ho una Citroen Xsara Picasso che ho attrezzato a mini camper abbassando tutti i sedili posteriori e portandomi dietro un piumone e due cuscini. Morale? letto matrimoniale e nanna serena per 5 ore.
Il mattino successivo alle 5 siamo svegli. Il parcheggio lo abbiamo prenotato on line, quindi ci basta entrare, consegnare i documenti, pagare 13 euro per i 3 giorni e farci accompagnare in aeroporto con la navetta.
Anche la prenotazione del volo l'abbiamo fatta on line, quindi niente sbattone per il chek-in avendo solo il bagaglio a mano. Subito al gate, aspettando la partenza. Quindi via. Si parte.
Giunti in Bulgaria e guardandola dall’alto la prima cosa che osservi è una: il verde. Gli spazi verdi sono infiniti. Piccoli centri di case, strade, palazzi, ordinati, concentrici, uniformi. E poi nient'altro che verde, fino al piccolo cerchiolino successivo.
Atterriamo a Sofia e li troviamo subito Fabio, un italiano ormai da 5/6 anni in Bulgaria. Ci avviciniamo e scopriamo che non è solo italiano ma è romano... quindi sappiamo già che le risate sono assicurate. Fabio non si smentisce. Subito si instaura un rapporto che percepisco come vero, disinteressato, leale. 
A un’ora di macchina dall’aeroporto di Sofia c'è la città di provincia che ha fatto scattare in noi la molla. Ed è là che stiamo andando. Il viaggio è piacevolissimo per noi. Non so quanto possa esserlo stato per Fabio visto che lo abbiamo sottoposto a un terzo grado con ogni sorta di domanda che ci balzava in mente. Ribadisco che arriviamo là preparati e informati quanto possibile. non "allo sbaraglio" (avrei detto alla cazzo di cane, ma volevo darmi un tono). Ovvio che comunque hai delle grosse lacune che solo chi ha già passato ciò che dovrai passare tu, può colmare. è così è. Ogni nostro minimo dubbio viene preso amorevolmente in considerazione. Le parole di Fabio non sono né pro né contro. Sono reali. La sua reale esperienza. Le reali possibilità.
Chiacchierando (e fumando) il tempo vola e arriviamo a Pazardjik.
La prima cosa che notiamo al primo semaforo è un contatore... un contatore di secondi che ti informa su quanto tempo manca al rosso piuttosto che al verde.... nel senso: non è come in Italia che il giallo scatta e non sai se il rosso arriverà immediatamente perchè sopra c'è una telecamera che deve ingrassare le casse di qualche comune oppure no. Lì ti avvisano e ti dicono "ehi...è verde! passa, ma guarda che tra 10 secondi sarà rosso"
Ignoranti bulgari.... non sanno proprio fare business...
Altra cosa che ti balza all'occhio sono le buche per strada o le strade fatte di sampietrini.... ottime per far fare la nanna ai bimbi in macchina, un po’ meno per sospensioni e nervi del guidatore. 
Inoltrandoci nella periferia penso: ok, il novanta per cento delle persone che conosco ... qui non ci abiterebbe. Non fraintendetemi. Non è che il posto fa cagare, ma nella periferia si trovano palazzoni scrostati, altri grigi e arrugginiti, ecc ecc. e io conoscendo l'italiano che piange miseria ma poi così male non sta... me lo immagino a storcere il naso arrivato lì. Noi no. Noi vogliamo andare oltre. E così sarà, visto che ci innamoreremo della piccola città di provincia.
Parcheggiamo la macchina e ci ritroviamo nell'androne del palazzo di qualcuno che parecchi di voi già hanno visto o sentito. Forse (sicuramente) la scintilla vi è scattata proprio da lì. Dal servizio delle Iene. Parlo di Antonio. Un pensionato italiano che vive in Bulgaria perchè non vuole sopravvivere in Italia. Vi ricordo che anche lui viene da Roma. Quindi vi faccio notare che lascia la più meravigliosa delle città italiane e penso che nemmeno per lui sia stata una passeggiata lasciarsi alle spalle 50 anni nella capitale, ma la vita è anche quello se hai i coglioni di viverla: andare avanti.
Il portone è da prendere a spallate, le scale sono scarne, non sai che aspettarti. Si apre la porta, un abbraccio ad Antonio e la sua fortissima compagna Renata e poi... un passo dentro casa. Fabio mi perdonerà se rubo una delle sue affermazioni... quindi...Sticazzi! La casa non è come da fuori te la puoi immaginare. è bellissima, ampia, accogliente, nuova. Perfetta. Il suo salone è grande come casa mia e il suo affitto è un quarto del mio.... Incredibile quanto ti facciano sentire a casa, benvenuta.... dopo pochi minuti mi sembra di conoscerli da una vita.... quindi sigarettina, chiaccherata, e poi lo stomaco inizia a lamentarsi per la fame. Si esce. Si va in centro… e lì mi innamorai...
Ma adesso devo scappare a prendere la mia bimba che non vedo da tre giorni, quindi continuerò più tardi... 
(Se sei arrivato fino a qui non vedrai l'ora di sapere... non è mia intenzione renderti nervoso. Abbi pazienza, scrivo questo diario di viaggio con piacere, continuerò a farlo non appena possibile).
Eccomi di ritorno. Mi sono goduta gli abbracci di mia figlia, ma adesso che si è messa morbida e soffice sotto le copertine con il suo papà a guardare i barbapapà, io riprendo a scrivere, finchè i ricordi sono ancora precisi e netti, e raccontandovi ciò che ho vissuto ancora sento le stesse emozioni. Vorrei non perdere nemmeno un dettaglio, per questo mi rimetto subito al lavoro.
Dove eravamo rimasti? Ah si.... Pazardjik centro....
Parcheggiamo....(e qui devo aprire una parentesi. Parcheggio in Bulgaria a pagamento: parcheggi, mandi un sms ad un certo numero con numero di targa e quell’sms vale 1 ora. 10 minuti prima che scada vieni avvisato sempre via sms. ti basterà mandarne un altro se hai bisogno di un’ora aggiuntiva. In Italia: parcheggi. Fai il biglietto al parchimetro che è a 2 km a piedi. Torni a mettere il biglietto. Vai a fare una commissione. Se per caso sei in qualche ufficio e il parcheggio sta per scaderti? Panico!! Corse, insomma stress. In Bulgaria saranno anche indietro sotto certi aspetti, ma nel semplificare la vita e usare un po' di testa sono più avanti di noi).
A due passi dal nostro parcheggio c'è un piccolo chioschetto che fa kebab e pizza..... beh.... non potete capire. 
Ho preso un trancio di pizza gigante con funghi e un kebab. In Bulgaria ci sono boschi, spazi incontaminati, animali liberi, insomma... quei funghi nella pizza sapevano davvero di fungo! Probabilmente porcino (erano soltanto champignons, n.d.r.). Il profumo era inebriante, il gusto un’esplosione di saporl. Le mie papille gustative ballavano il cancan. Penso: "ok...mi sarà andata di culo" e provo il kebab non aspettandomi granchè.... e vabbè… ma allora cosa volete? che io venga qui e diventi obesa? Il kebab era delizioso. poco diverso da quello che mangiate qui...solo che là una piadina kebab costa 1.60 leva... cioè circa 80 centesimi di euro.....
Con la pancia piena e soddisfatta, riprendo il viaggio con i miei compagni. Tutto comincia da una meravigliosa piazza, rimessa a nuovo da poco tempo, gremita di mamme e bambini, giochi e vecchine che vendono libri. Purtoppo non erano accese le fontane, che attivano in primavera, ma lo spettacolo è comunque piacevole. Io, che sono una cagacazzo nata, noto che non ci sono barriere architettoniche e che le mamme con i passeggini non fanno alcuna fatica per muoversi da un posto ad un altro. Perchè per vivere bene sono i piccoli dettagli che fanno la differenza. Se cerchi l'estetica fine a se stessa.... vai altrove. Perchè la perfezione "architettonicamente parlando" la troverai solo nei centri città, nelle periferia troverai sempre blok o comunque casoni un po’ fatiscenti. Se cerchi uno stile di vita migliore, un senso di serenità, poco stress, tradizioni, beh, allora potresti essere nel posto giusto.
Comunque, tornando al discorso CENTRO: Io ho capito subito che quel posto mi piaceva, perchè mi sono immaginata. Mi sono immaginata con Vera a cercare di imparare con lei le parole mentre gioca con le bellissime bimbe bulgare, a vedere i negozi, a mescolarmi a quelle persone che senza nessuna fretta e senza scandal, riempono e colorano le strade della città. E mi piaceva quello che vedevo.
Siamo stati anche fortunati, perchè tutte le città in questo periodo sono animate da bancarelle rosse e bianche cariche di braccialetti, ornamenti, e piccoli oggetti.  Sono i Marteniza. Per uno che non sa sono semplici braccialettini di fili di lana o di perline, piuttosto che bambole di pezza o nappe.... invece c'è molto di più. Io ho trovato bellissima questa cosa. Mi sono sentita catapultata nella mia infanzia quando con mia nonna e mio nonno vivevo tradizioni e emozioni che poi, non so come, ho perso nel tempo... e voglio che mia figlia possa provare queste emozioni. Ecco spiegato come funzionano i Marteniza:
Quando l'inverno sta per finire mettono fuori queste bancarelle.
Le persone comprano un braccialetto o un ornamento qualsiasi da regalare alle persone che amano.
Il primo marzo, quando si riceve un braccialetto, lo si mette al braccio sinistro e si esprime un desiderio.
Lo si tiene lì fino a che non si vede il primo vero segno della primavera: una rondine, una cicogna, un albero fiorito.
A quel punto si leva e si appende ad un albero o si mette sotto ad una pietra.
Per due motivi amo questa cosa: inanzitutto perchè la trovo molto bella, e mi immagino gli alberi con quei piccoli nastrini colorati, carichi dei desideri altrui, dei loro sogni e delle loro speranze, Secondariamente perchè 10 braccialetti semplici costano un lev, 0.50 centesimi di euro
Scusate se faccio ancora una volta il paragone... ma penso a quando arriva Natale e la tradizione è fare un albero che mi costerà circa 50 euro... eh già. perchè se vuoi far provare ai tuoi bambini l'atmosfera del Natale devi pagare, se non te lo puoi permettere… amen, farai gli angioletti di pasta.
Proseguiamo passando in una specie di budello. zona pedonale, colorata e luminosa. Negozi nuovi, vetrine pulite e molto belle ma soprattutto...
Devo fermarmi e mettervi prima in condizione di ripondere a questa domanda: pensate di essere a spasso. di entrare in un negozio (adesso parlo di abbigliamento). e poi in un altro. E in un altro ancora... alla fine del giro, avete notato qualcosa? Ebbene si. la roba è sempre uguale. i cinesi hanno fatto il botto. e che il negozio sia cinese o che sia italiano, la storia non cambia. La  merce esposta è uguale dappertutto.
Invece là no. In ogni negozio trovi cose diverse. ancora i colori, puoi ancora scegliere di avere una personalità.
Le stoffe spesso provengono dalla Turchia e sono ottime. Vi basterà toccare un capo qualsiasi per notare la differenza. (inutile dire che ho acquistato una maglia turca, stupenda)
Comunque, andiamo avanti con la nostra passeggiata e ci ritroviamo al mercato ortofrutticolo. La scelta non è varia come da noi. Molte cose che troviamo normalmente qui, là ancora non ci sono. Ma i prodotti presenti su quelle bancarelle sono tutti di ottima qualità, a prezzi che, paragonati a quelli italiani, sono davvero ridicoli.
Il centro non è molto grande, quindi in poco tempo lo percorriamo avanti e indietro. Ci fermiamo a prendere un caffè a "La dolce vita" un bar di bulgari che hanno vissuto per anni in Italia (non vi sarà difficile trovare gente che parla italiano, o che è stata in Italia o ancora attività di italiani trasferiti in Bulgaria).
Lì scopriamo il culto del caffè per i bulgari: intanto devi chiedere un caffè corto, altrimenti ti ritrovi un caffè all’americana nella tazzina. in breve tempo capiamo perchè: non esiste nemmeno il caffè al banco, perchè il bulgaro si siede al tavolo e consuma il caffè tra le chiacchiere, facendo parole, passando il tempo. Insomma,in assoluto relax.
Decidiamo a questo punto di visitare il parco... beh... che dire... io potrei fare una nota solo per raccontarvi di questo parco... dinosauri, statue, giochi, attrezzatura per fare palestra all’aperto, chioschetti, campo da calcio, da basket, da pallavolo, corsia per correre, laghetto con in estate la possibilità di percorrerlo all'interno di palle giganti, e soprattutto uno zoo. Un vero e proprio zoo all’interno del parco. Lama, cinghiali, pavoni, conigli, la tigre, l'aquila, le scimmiette... e infiniti altri. Visti tutti a pochi metri dalla mia faccia assolutamente gratis. Il parco tra l’altro è in fase di lavori. Probabilmente stanno ampliando alcune delle gabbie per dare più spazio agli animali più grandi.
Sempre al parco vedo una cosa sconvolgente: gli zingari che lavorano. Si, perchè effettivamente nelle città di provincia gli zingari sono una realtà... ma a differenza dello zingaro strafottente e prepotente che trovi in italia, qui hanno il loro quartiere, fanno i loro lavoretti e non arrecano grossi disturbi. (anche se qualche italiano su fb è infastidito dai carretti trainati da cavalli che loro guidano per la città). Certo, non sono proprio il massimo, ma pensate a questo: tirato fuori il discorso in macchina durante il rientro verso casa, Fabio decide di portarci a vedere il loro quartiere. Lo abbiamo attraversato in macchina. Loro non ci hanno degnati di uno sguardo, Hanno continuato a fare ciò che stavano facendo prima del nostro arrivo. Pensate solo di entrare in un campo rom in Italia.... o pensate a quanti lavavetri ci sono nelle grandi città. A Milano ogni semaforo è uno zingaro. In Bulgaria ne abbiamo beccato uno solo a Sofia.
Torniamo a casa, ponendo ancora domande, ascoltando cose che solo chi vive la Bulgaria ogni giorno ti può raccontare e cercando di assimilare più cose possibili. Si fa così ora di cena. Partiamo, in 5, alla ricerca di un ristorante. Optiamo per uno di fascia medio alta, è bellissimo, curato, con musica in sottofondo e personale sorridente. Ci sediamo e ordiniamo.
Subito ci arriva la Rakjia con ofcharska. La rakjia è una profumatissima grappa che serve come "apripista". L’ofcharska è una tradionale insalata, funghi, uova sode, pomodori, olive arricchita con sirenè, che è simile alla feta greca. Mangiamo con calma, perchè li il tempo non è denaro. Nessuno pretende che molliamo in fretta il tavolo e quindi possiamo goderci con tranquillità le nostre portate. Finita l'insalata andiamo a fumarci una sigaretta e solo allora ordiniamo il resto. Prendiamo ancora due porzioni di patate fritte (patate vere, tagliate a rondelle, e fritte, non le surgelate che trovate ovunque qui), pollo con formaggio e panna, peperone gigante ripieno, e un pollo con verdure arrivato su una piastra... in ogni caso abbiamo cenato alla bulgara. E’ avanzata roba, abbiamo bevuto vino, abbiamo preso il caffè e Emanuele l'ammazzacaffè. In tutto abbiamo speso (per 5 persone) 116 lev,  58 euro Insomma, neanche 12 euro a persona.
Pieni come uova, e un po’ stanchi, arriviamo in albergo (sempre grazie a Fabio) e ci godiamo la meraviglia dell'hotel Shik e del negozio aperto 24 ore su 24 proprio li sotto, dove una birra da 2 litri costa 1 euro. Ci docciamo, e guardando Law & Order in bulgaro, ci addormentiamo. Il giorno dopo avremmo visitato Sofia....ma questa è un’altra storia.... per stasera vi lascio, perchè il mio cervello ancora saturo di tutte le cose che ho cercato di fargli assimilare, ha bisogno di un po’ di nanna nel mio letto.....
Spero che fino ad ora siate riusciti a capire con che occhi guardo io la Bulgaria. Quali aspettative e prospettive ho, cosa immagino.... se siete riusciti a capire questo vuol dire che almeno un po’ delle mie emozioni vi sono arrivate. e questo mi rende molto felice.
A domani, con il nostro viaggio a Sofia.”””

Il domani, in questa pagina, non ci sarà. Penso che ai lettori sia bastata la testimonianza di un giorno.


martedì 18 febbraio 2014

Un Patronato per gli italiani in Bulgaria? Forse...

Riporto sul blog, per tutti coloro, pensionati e non, che volessero trasferirsi in Bulgaria, l’articolo, a mia firma, pubblicato ieri 17 febbraio, sul giornale on line Bulgaria Oggi. E’ il primo di una serie, pubblicata in questi anni sullo stesso blog e in parte anche nel libro Scoprire la Bulgaria, che tratta le linee guida da seguire per potersi trasferire e ottenere la residenza in Bulgaria. Oggi più che mai, dopo il servizio de “Le Iene” sul problema, mi vengono richieste le notizie più disparate sul come fare per poter visitare questa nazione e conoscere i vari passi per un eventuale trasferimento. Ritengo utile, perciò, ritornare sull’argomento e dare quei consigli che tutti chiedono.
Nel  numero scorso accennavo all’informazione carente e strutture adeguate, da parte delle nostre istituzioni, per poter trasferirsi in Bulgaria avendo quel supporto logistico che incoraggi coloro che vogliono fare questo salto - che potrebbe essere anche traumatico - se non si trovassero nei vari forum e nei commenti dei social network quelle notizie e quelle risposte, che aiutano nei primi passi verso un futuro che si spera migliore. Non sempre, però, queste informazioni sono corrette, pur se date in buona fede.
Gli italiani iscritti all’Aire, secondo informazioni non ufficiali della nostra Ambasciata, superano oggi le 800 unità. Con un calcolo approssimativo ma non lontano dalla realtà, tra iscritti e non, dovremmo essere almeno 2500, un numero abbastanza consistente da richiedere un’assistenza adeguata presente stabilmente sul territorio, come potrebbe essere un Patronato. Un recente colloquio informale mi ha dato questa impressione, nel prossimo futuro vedremo se ho visto giusto. Molte altre nazioni dell’Unione hanno già queste strutture, e sarebbe giusto che i numerosi italiani che vivono in Bulgaria ne possano usufruire anch’essi a pieno titolo.
Nell’attesa che si concretizzi questa mia impressione, vorrei indicare i vari percorsi, non suffragati però dall’ufficialità, a tutti quei connazionali che dovessero trovarsi, in Italia o in Bulgaria, nella necessità di ottenere la residenza in Bulgaria. La rubrica è aperta a tutti e, ove necessiti, ognuno può intervenire per altri suggerimenti o correzioni, contattando la Redazione. Le indicazioni da me date sono la copia del mio percorso a Pazardjik, non so se altri uffici chiedano più o meno altre cose, anche perché nella burocrazia la Bulgaria non è seconda all’Italia.

Ottenere la residenza
La prima cosa da fare è: 1) indicare il proprio domicilio in Bulgaria presentando il contratto di affitto o di acquisto dell’alloggio; 2) aprire un conto corrente in una banca – in euro o in leva – dove siano stati versati almeno 1.000 leva (il lev è la moneta bulgara, 1 euro equivale a 1,95 leva circa). Farsi dare dalla banca l’attestato scritto di questo versamento; 3) dichiarare i mezzi di sostentamento in Bulgaria. Per quest’ultima voce il pensionato dovrà farsi fare dall’Ente erogatore della pensione una dichiarazione con apostille attestante che il soggetto in questione riceve la pensione mensile di euro … dall’Ente medesimo presso la stessa banca. Far tradurre in bulgaro e allegare all’originale. Presentare il contratto, la dichiarazione della banca e la dichiarazione dell’Ente erogatore della pensione all’Ufficio Emigrazione della Polizia, compilando anche altri moduli che danno loro e, dopo aver pagato le tasse dovute, attendere i giorni indicati per andare a ritirare la carta, che è come una carta d’identità magnetica. A questo punto l’importo versato in banca, si può anche ritirare. Naturalmente, per fare tutto ciò bisogna farsi accompagnare da amici bulgari che parlino l’italiano e siano in grado di sciogliere eventuali nodi che possono sempre presentarsi.

Tratteremo, nel tempo, tutti gli argomenti che interessano la nostra Comunità, cercando, nelle nostre intenzioni, di facilitare almeno le pratiche burocratiche, che sono la spina nel fianco della nostra serenità anche in terra bulgara.