domenica 22 luglio 2012

Meglio dell'Euro perverso la Lira povera


Tre quarti dell’Italia è ormai ridotta all’osso tra tasse, disoccupazione, esodazione, cassa integrazione, spread, fiscal compact e tutte le altre diavolerie inglesi, che nascondono tra le parole il fallimento. I tecnici, con l’approvazione dei nostri beneamati politici – che per l’occasione sono stati capaci di fare una maggioranza  trasversale – stanno svendendo la nostra sovranità alle agenzie di rating, alle banche e alla Germania. Tra un paio d’anni al massimo, se non avremo il coraggio di reagire, i tedeschi avranno conquistato tutta l’Europa, questa volta senza l’uso dei carri armati.
Gli ebrei stanno ancora aspettando il Messia, ma nel frattempo si sono dati da fare e in qualsiasi posto si trovino godono di benessere e di buona salute, eccetto quando dei bastardi terroristi non decidano, vigliaccamente, di mettere bombe sui pullman turistici, come è successo la settimana scorsa a Burgas, in Bulgaria.
Noi, invece, il Messia lo abbiamo già, ma non riesce a fare miracoli. Forse è un falso Messia. Ce lo ha mandato, senza neanche chiederci il permesso, l’Uomo del Colle. Per fargli posto è stato defenestrato il tiranno, a causa del quale si sono abbattute su di noi le disgrazie che stiamo vivendo. Televisioni e giornali, quasi tutti conniventi, hanno osannato e steso un tappeto rosso all’uomo che avrebbe miracolosamente tratto in salvo l’Italia dal baratro nel quale stava precipitando. Erano anni che si ventilava la sua venuta e finalmente Bersani, Casini e Napolitano ce lo hanno servito senza colpo ferire.
Vorrei avere davanti, per sputarlo in faccia, quell’ebete di Enrico Letta che assicurava gli italiani che questo maledetto spread sarebbe sceso di duecento punti non appena Berlusconi, la causa di tutti i nostri mali, si fosse dimesso, il resto lo avrebbe fatto Monti. Siamo arrivati a 500 e più punti e questo povero professore, il Messia, ancora ci racconta frottole dopo averci svuotato le tasche. Per povero intendo di idee e di capacità perché il conto bancario è stracolmo.
Professori, tecnici, cattedratici, non votati e non voluti, che non sanno da dove iniziare e quando agiscono devono prima compromettersi coi loro referenti politici, finanziari e sindacali. L’UE, la BCE e la Germania saranno i carnefici che ridurranno l’Italia al ruolo di colonia del terzo mondo, dopo averci depredato del made in Italy.
Questa UE agli italiani non interessa, e se il Messia Mario Monti, che si dice sia ben ammanicato in Europa, non va dai suoi amici a Bruxelles a sbattere la scarpa sul banco per far capire che non ci stiamo, allora non serve neanche lui e bisognerà far parlare le urne o scendere in piazza. Se abbiamo dei debiti è giusto che li paghiamo, ma se il nostro “fratello” europeo continua a stringerci il nodo intorno al collo, quello non è un fratello ma un caino, e di questi ne abbiamo già abbastanza a casa nostra.
Parole sinistrorse, grilline, dipietriste o vendoliane?... no! Parole di un emigrato italiano (e anche di destra) che non ne può più di tasse, di questa Europa nazionalista, di questa crisi, di questa casta politica, di questa in-giustizia, di questa burocrazia, di queste auto blu, di questi privilegi e privilegiati, di vitalizi e buonuscite milionarie, di questa corruzione e ladroneria dilagante e impunita.


giovedì 14 giugno 2012

Ma che cazzo è questo Spending Review?


Parlare inglese per fregarci in italiano
Come non bastasse l’oggettiva difficoltà di capire le astruse analisi politiche elaborate in termini politichesi, i nostri giornalisti e il governo si riempiono la bocca di Spred che si scrive Spread e di Spending Reviù che si scrive Review. Io so cosa è perché ho cercato il loro significato su internet e modestamente un briciolo di cultura sono andato a cercarmela.
Se, invece, domandate a 945 comunissimi cittadini il significato di queste parole, 900 vi risponderanno che non sanno il loro significato e 45 forse sì, mentre se lo domandate ai nostri 945 parlamentari, una cinquantina probabilmente vi daranno la risposta esatta mentre tutti gli altri vi diranno che dovrebbero essere isole della Micronesia o colonie inglesi.
Non ho niente contro l’inglese usato come lingua che ci aiuta nei rapporti con la comunità internazionale, ma se siamo in Italia, per quale oscuro motivo dobbiamo usare parole che sono comprensibili solo agli addetti ai lavori? Oggi, senza Spending Reviù non si vive più e il famoso Spread Bpt-Bund ha fatto sì che Berlusconi desse le dimissioni, mentre questo Spread sembrava un cancro che stesse erodendo, con i suoi 400-450-500 e passa punti, le fondamenta della nostra democrazia portandoci al fallimento.
Oggi questa oscura parola viaggia quasi sempre alle stesse altezze e sembra che non importi niente a nessuno, l’Italia continua a navigare (male), gli italiani ad andare in vacanza, i disoccupati ad esser sempre di più disoccupati, i cassintegrati aumentano vertiginosamente e nessuno ha il coraggio di dire che stiamo in mezzo alla Shit. Oddio, e adesso cosa è questa parola? L’ho fatta tradurre a Google, significa che stiamo in mezzo alla merda. D’ora in poi, però, chiamiamola Shit, forse puzzerà di meno e sempre meno persone sapranno in che stato stiamo, e se ci dovesse essere, disgraziatamente, un altro terremoto possiamo dire che c’è stato un earthquake, anche di 7° grado, e quasi sicuramente non succederà niente perché pochi sanno come è fatto un terremoto inglese.
In quanto alla Crescita, né i media né il governo usano il corrispondente termine inglese, non perché esso non esista, ma perché non esiste proprio la Crescita nel nostro vocabolario governativo. In cambio sappiamo fin da adesso che il fallimento in inglese si chiama default, parola sempre più conosciuta dalle aziende italiane. Se poi si dovesse trovare la giusta traduzione inglese di Esodati, molto probabilmente 390.000 disgraziati che stanno nel limbo dei pensionandi, sarebbero spediti dritti nell’inferno dei dimenticati.

domenica 10 giugno 2012

Diventeremo tutti Grillini?



Mentre scrivevo il titolo mi è venuto il dubbio a chi potesse riferire il lettore quel “Grillini”: forse all’ex deputato ds presidente dell’Arci-Gay, o ai seguaci di Beppe Grillo chiamati oggi comunemente “grillini”? Nel primo caso ci sentiamo solidali con l’ex deputato gay essendo stati ed essendo tuttora vessati e proni a uno Stato, a un governo e una classe politica che ci sta sodomizzando senza neanche chiederci se preferiamo il burro o la vaselina; nel secondo caso, se “grillini” è riferito ai seguaci di Grillo, sono ancora più preoccupato, perché – dopo essere stati presi per il culo dallo Stato, dal governo e dalla classe politica – adesso offriremo la restante verginità al guitto di turno con l’asso nella manica (quando “asso nella manica” non sta per soluzione del problema, ma per baro, imbroglione, arruffapopolo).
Dalla Treccani estrapolo: ””Castigat ridendo mores – Frase latina (“corregge i costumi col ridere”) composta dal letterato francese J. de Santeuil (sec. 17°) per il busto d’Arlecchino che doveva decorare il proscenio della Comédie Italienne a Parigi; si ripete talora riferendola a persona che sa ammonire senza che nelle sue parole si senta il rimprovero, e spec. a scrittore che dà insegnamenti morali attraverso forme letterarie apparentemente leggere e, comunque, divertenti””. La differenza con la citazione la fa Beppe Grillo con le sue battute triviali e i suoi “vaffa…”.
Se apriamo Facebook troveremo migliaia e migliaia di Grillo che friniscono tutti i problemi di questa nostra povera Italia. Purtroppo i problemi dell’Italia li conosciamo tutti, quello che è impossibile trovare è il Benaltro che li risolva. Quante volte abbiamo detto “Qui ci vuole ben altro”? Ebbene, è questo Benaltro che non si trova. Il comico genovese, a differenza degli anonimi grilli feisbuchiani, ha dalla sua la notorietà e la verve umoristica e barzellettiera scritta da qualche autore, che lo rendono popolare e simpatico agli occhi dei disperati che non ce la fanno più e cercano in lui l’ancora di salvezza. Ma questo è un guru che non fa miracoli. Elenca solo le macerie che tutti vedono ma a noi serve chi sa ricostruire.
In un’Italia, ridotta allo stremo da tutti i partiti politici corrotti e parassiti, da affaristi di Stato, da professori tecnici collusi che sostituiscono politici corrotti e politica inetta, dalle banche, dai sindacati, dai poteri forti e dalle caste, oggi i “grillini” – sottovalutati a parole dall’ormai onnipresente uomo del Colle – stanno proponendosi come una delle dieci bibliche piaghe, e allora forse passeremo veramente dalla padella alla brace. Le amministrative hanno fatto suonare il primo campanello di allarme e presto arriveranno le politiche.
Se l’attuale classe politica e tecnica succhiasangue, non saprà dare un futuro credibile all’Italia prima delle prossime elezioni, nel 2013 avremo l’invasione delle cavallette a 5 stelle, che non potranno essere la salvezza ma sicuramente la nostra definitiva condanna, e nessun Faraone potrà salvarci, perché ogni popolo ha il governo che si merita.
Ma, a mio parere, il nuovo vero grande partito che raccoglierà la maggioranza assoluta sarà, purtroppo, quello degli astenuti, al quale mi aggregherò, probabilmente, anch’io. Per adesso sto alla finestra e aspetto…

giovedì 7 giugno 2012

Festival Italiano a Sofia


Si sta svolgendo a Sofia il Festival Italiano, manifestazione organizzata nell’ambito degli amichevoli rapporti tra Italia e Bulgaria. L’evento promuove iniziative culturali, concerti di artisti italiani e bulgari, sfilate di moda e di gioielli, lezioni e corsi sulla preparazione della pasta, nonché una vasta presentazione ed esposizione di vini italiani. Il programma è stato presentato dal nostro ambasciatore Stefano Benazzo e dal vice direttore dell’Ice di Sofia Paolo Castagna.
I rapporti commerciali tra le nostre due Nazioni hanno raggiunto, nel 2011, la ragguardevole somma di 3,4 miliardi di euro, che non sono pochi se consideriamo la crisi che stiamo vivendo in Europa.
Nell’ambito della manifestazione si sviluppa anche l’evento “Piazza Italia”, che si svolge nei giardinetti antistanti la nostra ambasciata. Evento che è stato inaugurato il 2 giugno per svilupparsi fino al 10, ma che probabilmente continuerà fino alla prima settimana di luglio. Quest’anno la partecipazione delle aziende italiane è stata forse minore rispetto al passato, ma l’inaugurazione è stata fatta in pompa magna, anche se in modo quasi familiare, dal nostro ambasciatore Stefano Benazzo insieme al sindaco di Sofia signora Yordanka Fondakova, con la presenza di tutti i nostri maggiorenti italiani a Sofia, Fabrizio Camastra per l’Ice, Andrea Casini per l’Unicredit Bulbank, Anna Amendolagine per l’Istituto Italiano di Cultura, e poi Roberto Pagani, Silvana Abbagnale, Aurelio Donati, Marco Parisi e tanti altri che hanno contribuito attivamente alla manifestazione con l’organizzazione e la sponsorizzazione.
Tra gli standisti qualche nome: Rigoni di Asiago, Abbigliamento IGS Raniero Coletta, Brelko, Gelati Alema, Bar Roderic, Osteria Barbarossa, Hotel dei Congressi di Castellammare di Stabia, Best Italian Quality, Miroglio, Comune di Sofia, Ristorante Gioia, Be-Ka (che ringrazio per la promozione e sponsorizzazione del mio libro Scoprire la Bulgaria).
Come sempre, grande partecipazione di pubblico, curioso e avido di scoprire e assaggiare le novità italiane o le nostre specialità gastronomiche e culinarie. Vivo successo riscuote lo stand del gelato Alema, sia per la qualità del prodotto che per il caldo che inizia a pesare su Sofia.

Al centro il Sindaco di Sofia Yordanka Shopova accompagnata dall'ambasciatore Benazzo

Sindaco, ambasciatore e maggiorenti brindano al successo della manifestazione

Veduta dello stand della Rigoni di Asiago

Anch'io, molto modestamente, presento la mia opera prima dedicata alla Bulgaria

Il caldo e la qualità creano una continua fila nello stand del Gelato Alema





martedì 22 maggio 2012

Trema anche la Bulgaria


Alle 3,05 del mattino sono svegliato di soprassalto da Kocia. Concitata e con voce stridula e tremante mi strilla: “Kocio, alzatiiii!! C’è il terremoto!... vestiti, usciaaamooooo…”. Mi ero addormentato leggendo l’interessantissimo libro di Assen Marcevski Segreti italo-bulgari, prestatomi dall’amica Kalina. Se dopo mezz’ora di sonno sei svegliato in questo modo, difficilmente riesci a capire cosa ti stia succedendo intorno… Non sapevo cosa fare, la guardo mezzo rincoglionito, poi finalmente inizio a calzare le scarpe accorgendomi subito dopo che sto in mutande… tolgo le scarpe, infilo i pantaloni, rimetto le scarpe senza allacciarle… “Kocio, andiamo… io vado giù…”.
Finalmente inizio a ragionare… se non è successo niente adesso, difficilmente crollerà qualcosa dopo… Prendo camicia, giacchetto e la fotocamera che avevo lasciato sul tavolo, sperando di non dover fare uno scoop… spengo televisore e luci e saluto la micia che mi guarda… tanto lei non uscirebbe mai da casa, chiudo la porta e finalmente sono anch’io in strada.
Ringrazio Iddio perché, alla mia età, non ho avuto finora occasione di vivere alcun terremoto attivamente. I vari eventi che si sono succeduti nella vita, mi hanno trovato a dormire o, in ogni caso – avendo sempre abitato piani bassi -  a non dover subire o provare quegli attimi di terrore e morte di cui tanta gente, purtroppo, è testimone o vittima.
Ne sanno qualcosa, in questi giorni in Italia, gli abitanti dell’Emilia-Romagna, che da una settimana si trovano attendati in strutture della Protezione Civile, pagando anche un contributo in vite umane alla vendicatrice Dea Terra, torturata e annichilita dall’uomo. Fortunatamente, sembra che il Presidente del Consiglio Mario Monti, non si sia recato sul posto per dar loro il colpo di grazia, ma per confermare che per adesso non pagheranno l’Imu su una casa o azienda che non hanno più, in seguito si vedrà… In Bulgaria, per fortuna, ci sono stati solo danni materiali limitati senza vittime.
La paura di Kocia è condivisa soltanto da altre due famiglie, perché in strada ci troviamo in sette, tutti gli altri o non hanno sentito o sono più coraggiosi. Anche mio padre tanti anni fa, in analoga occasione, mentre eravamo tutti in istrada, restò testardamente a casa, dicendo che se doveva morire voleva almeno morire in casa. Alcuni giovanotti rientrano rumorosi dalla festa che si è appena conclusa a Pazardjik, in occasione della ricorrenza dei santi Costantino e Elena, patroni della città. Loro probabilmente neanche si sono accorti del terremoto. Dal balcone qualcuno parla con il nostro vicino di casa che sta in strada, poi Kocia, avendo sentito il dialogo, scoppia in una fragorosa risata. “Scendi giù, hai sentito che scossa?”, e quell’altro, pacifico: “Se hai una birra scendo, altrimenti da casa non mi muovo”.
Telefono a Fabio a Sofia. Sveglio e scosso (dentro e fuori) anche lui e Kalina. All’ottavo piano il dondolio ti fa credere ubriaco. Mi dà notizie di Adalberto e Milena  a Plovdiv. Stanno parlando su Skype. Anche loro scossi ed eccitati. “Ma voi state a casa?”. “E dove vado? Se scendo in strada e dovesse crollare tutto, rimango sotto le macerie, forse a casa ci salviamo”. Dopo mezz’ora, un po’ rassicurati, rientriamo e andiamo a dormire. Sono già le quattro del mattino.
Per la cronaca, quando noi a Pazardjik andavamo a dormire, Fabio a Sofia – per le ripetute insistenze di Kalina – si preparava a passare la prima alba fuori. Altre scosse di assestamento lo avevano convinto che l’aria fresca di un prato sarebbe stata più salutare. Ma alle otto del mattino rientro in casa e… inesorabilmente a letto! Oggi non si lavora, troppo stressati…
Se queste mie parole dovessero sembrare dissacranti o provocatorie, in eventi così tragici, per l’ironia che talora trapela tra le righe, chiarisco che vogliono, invece, essere un invito a sanare le ferite al più presto, per guardare con speranza e ottimismo al futuro.

sabato 19 maggio 2012

Longevità e buona salute?... Vino e Yogurt bulgari


Il quotidiano on line Bulgaria Oggi ha pubblicato ieri un articolo di Petia Emilova, che riporto fedelmente:

Il vino bulgaro Cabernet Sauvignon ha battuto il record mondiale per numero di antiossidanti.
“Il vino bulgaro della varietà Cabernet Sauvignon della Cantina Aurika ha segnalato un record mondiale per la quantità di antiossidanti presenti in esso. Il premio è stato assegnato a Tokio insieme ad un certificato del Laboratorio Giapponese per l’Analisi dei Prodotti Alimentari. Il certificato attesta che il vino bulgaro prodotto nella regione della Pianura Tracia possiede le più alte capacità antiossidanti tra tutti i vini e bevande naturali conosciuti nel mondo. La scala su cui vengono misurate le sue caratteristiche di qualità è la stessa che studia le proprietà benefiche dei succhi di frutta, degli alimenti e delle spezie.
“Ricordiamo che gli antiossidanti aiutano l’organismo umano a neutralizzare i radicali liberi che sono i principali responsabili dell’invecchiamento e delle malattie.
“Negli anni 90 del secolo scorso, a causa di partite di vino con scarsa qualità, la Bulgaria ha perso mercati importanti quali la Gran Bretagna e la Germania. Negli ultimi due anni il settore ha lavorato duramente per riacquisire la buona immagine, ma si afferma che non sarà possibile senza la pubblicità del vino al livello nazionale”.

Questa la notizia, alla quale vorrei dare evidenza e pubblicità, purtroppo solo a livello del mio modestissimo blog. Non per pubblicizzare il vino in sé ma per le proprietà che i suoi antiossidanti hanno sul nostro organismo.

Se a questa notizia aggiungiamo anche le proprietà dello Yogurt bulgaro - studiato dallo scienziato russo Ilya Ilyich Mechnikov, che riuscì ad isolare il Lactobacillus Bulgaricus, incuriosito appunto per la salute e longevità del popolo bulgaro che ne faceva largo consumo – possiamo dedurre che da queste parti si è trovato l’elisir di lunga vita. E io, alla mia età, penso che dopo lo yogurt, dovrò aggiungere alla mia alimentazione quotidiana alcuni buoni bicchieri di Cabernet Sauvignon. A Dio piacendo, perché rinunciare a qualche anno di vita in più?


domenica 13 maggio 2012

Assen Marcevski, l'uomo dei grandi misteri


Settantotto anni appena compiuti, dopo lunga malattia è morto a Sofia Assen Marcevski, un uomo che ha indissolubilmente legato la sua vita all’Italia e a un suo importante periodo storico.
Laureato in Filologia italiana all’Università di Sofia, ha avuto l’onere e l’onore di essere mandato in Italia come interprete ufficiale dell’ambasciata bulgara a Roma. Erano i tempi in cui il mondo si divideva tra Patto Atlantico e Patto di Varsavia, la Bulgaria era governata da Todor Zhivkov e Occidente e Oriente convivevano nella reciproca diffidenza.
Un uomo di non comune intelligenza sia nella vita che nella professione, nella quale seppe trovare sempre le parole e le frasi che ricalcavano il reale pensiero di chi parlava, conoscitore fine del nostro “politichese”, anche nei suoi risvolti oscuri ed ermetici. Tradurre parole e pensiero, nel momento storico che si viveva, era allora basilare anche per non creare spiacevoli incidenti diplomatici, e lui – non diplomatico ma semplice impiegato – seppe coniugare questo impegno con grande professionalità. E’ stato insignito della onorificenza di Cavaliere della Repubblica Italiana, mentre in Bulgaria è stato co-fondatore dell’Unione dei Traduttori.
Rimase ininterrottamente a Roma dal 1979 al 1991. Lui stesso raccontava che non lo fecero rientrare in Bulgaria neanche per dare l’ultimo saluto alla madre morta. La sua presenza, proprio in quegli anni, era ritenuta indispensabile per la straordinaria conoscenza della lingua italiana.

MARCEVSKI CON LA COLLEGA E COLLABORATRICE
KALINA KARDANOVA, NOSTRA COMUNE AMICA
Per l’editore Mario Bulzoni, per il quale ho avuto anch’io il piacere di lavorare, ha tradotto tre opere del grande scrittore e poeta bulgaro Lyubomir Levchev. Scrittore anche lui e autore di due famosi libri Misteri italo-bulgari (editore Stango) e Il Codice di Marcevski, frutto della sua esperienza diretta delle vicende che riguardarono l’attentato a Papa Woytila, della cattura di Ali Agca e del coinvolgimento del funzionario della Balkan Air Sergei Antonov, che indicavano la pista bulgara come esecutrice per conto di Mosca. 
Le prove a carico di Antonov caddero per insufficienza di prove, ma Marcevski teorizza e indica un’altra pista: il complotto interno al Vaticano. E  precisamente l’elezione di Paolo I prima e di Giovanni Paolo II dopo, che avevano bloccato i traffici di Marcinkus con la mafia, tramite lo Ior, con il riciclo di denaro sporco. Verità, mezze verità, fantasia? Forse un giorno lo sapranno i nostri nipoti.
E’ stato fine cultore della lingua italiana nonché osservatore e narratore ironico, satirico e a volte anche caustico della nostra “presunta” cultura, del nostro carattere e del nostro modo di vivere. Come si vede i ruoli si invertono: oggi anch’io – senza volermi minimamente accostare al grande Marcevski – con il mio Scoprire la Bulgaria cerco di descrivere bulgari e Bulgaria.
La sua professione gli ha permesso la frequentazione dei salotti “buoni” italiani memorizzando le gaffes dei nostri ricchi intellettualoidi, di assistere ad eventi culturali e storici e conoscere le più alte personalità di allora, traendone spunto poi per i suoi libri. Ha lavorato e tradotto per Moro, Andreotti, Pertini, Agnelli, De Benedetti, Craxi, Giovanni Paolo II e tanti altri personaggi che hanno scritto la storia italiana e bulgara degli ultimi trent’anni. Marcevski, traduttore serio, fedele e corretto, ma uomo gioviale, allegro, ironico e scanzonato, forse ha portato con sé – insieme alle persone per le quali ha lavorato – segreti di Stato racchiusi nelle casseforti delle ambasciate e dei Servizi Segreti, che noi non conosceremo mai.
In un commento a un sito dedicato a Emanuela Orlandi, chiedeva se qualcuno fosse a conoscenza della e-mail del fratello di Emanuela, Pietro, perché aveva delle importanti comunicazioni per lui. Non potremo mai sapere quali fossero queste notizie, siamo certi che Marcevski se ne è andato a causa di una grave malattia, ma la richiesta di quella e-mail per comunicare con il fratello di Emanuela, probabilmente avrebbe anche potuto portarlo a finire ammazzato, perché il rapimento di Emanuela Orlandi ha cosparso di cadaveri il suo cammino. Per non parlare dello stesso Antonov, trovato morto in casa dopo parecchi giorni; morto, si dice, per cause naturali.

giovedì 10 maggio 2012

Divagazioni sui bulgari e sulla Bulgaria



L’avevo preannunciato nel post del 6 aprile scorso, ed eccoci finalmente all’epilogo. E’ stato stampato il mio libro Scoprire la Bulgaria. Diciamo che siamo all’epilogo, ma è solo una metafora, perché dopo averlo pensato, creato e scritto, adesso inizia la parte più difficile: farlo conoscere. Per conoscerlo bisogna comprarlo e per questo posso solo affidarmi al web con i lettori del blog e gli amici di Facebook.
Una volta, ma anche adesso, i libri li pubblicavano gli editori, si stampavano in tipografia e si vendevano in libreria, ma questo privilegio adesso è riservato a scrittori già affermati e conosciuti dal grande pubblico, mentre è sempre più difficile oggi – in un’Italia di artisti, scultori, scrittori, cantanti e navigatori più o meno abili – trovare un editore disposto a scommettere e rischiare su uno delle migliaia di scrittori di cui sopra. E questa è per me opera prima a settantuno anni. Nasce così, con l’aiuto della tecnologia e dell’informatica, lo scrittore fai-da-te o selfservicewriterman, che scrive e impagina il libro sul computer e poi sceglie se pubblicarlo on line, consegnando la lettura ai patiti del pc o dell’iPad, o trascriverlo su disco, portarlo in tipografia e farlo stampare a proprie spese, sperando di recuperarne almeno una parte.
E così io, per quarant’anni linotypista, mi sono riciclato allievo di Windows Office per la stesura e l’impaginazione, mentre ho ritenuto di farlo stampare in proprio, per poter sentire il profumo dell’inchiostro da stampa che mi ha accompagnato per una vita, e per dare al lettore qualcosa di reale, una copertina da toccare e una pagina da sfogliare, perché ormai di virtuale ne abbiamo a iosa, a cominciare dagli amici di Facebook per finire ai giochi e al mondo del web. Virtuale è anche il pagamento del libro con carta di credito e il relativo accredito, che mi auguro alla fine diventi reale.
Se ritenete utile comprarlo sia per voi che per fare un regalo a un amico, se l’argomento solletica la vostra curiosità, se ritenete che il blog italia-bulgaria solo andata vi abbia, anche per altre notizie, aperto un velo su questa magnifica terra, potrete acquistare il libro Scoprire la Bulgaria fornendo generalità e indirizzo all’e-mail tutanton@gmail.com. Vi sarà inviata fattura per il tramite di PayPal e in tutta sicurezza potrete effettuare il pagamento sia che abbiate un account PayPal che una carta di credito/debito o prepagata. Il costo, per chi fuma, è di due pacchetti di sigarette, per i non fumatori 10 euro+5 spedizione. 
Mi auguro di aver attratto la curiosità anche degli amici bulgari residenti in Italia, per sapere cosa dice di loro un italiano residente in Bulgaria.